Gen 31

Selezioni su Second Life, giochi interattivi per misurare gli skill di gestione e video-curriculum di presentazione. Il mondo del recruiting è in una fase di decisa trasformazione. E ora è la volta di un concorso sul web per appassionati e esperti di informatica e nuove tecnologie. Si chiama “Accendi la tua carriera” e a pensare alla nuova iniziativa è stata Accenture Technology Solutions, una società del gruppo Accenture che sviluppa soluzione applicative. In palio c’è il colloquio di selezione per una delle trecento posizioni aperte in azienda. Ma anche un voucher per un viaggio del valore di 3 mila euro e buoni per acquisti su Amazon.com, il più grande sito di e-shopping.

Il concorso si svolgerà tutto sul web e si terrà fino alla mezzanotte del 2 febbraio (al sito www.accendilatuacarriera.it). I ragazzi e le ragazze dovranno rispondere ad alcune domane e inviare il proprio cv. Sarà poi una giuria tecnica, composta da Giovanni Casi, recruiting director di Accenture, Giorgio D’Amore, presidente Giovani Imprenditori Assolombarda e Laura Mengoni, responsabile dell’Area Formazione, Scuola, Università e Ricerca di Assolombarda, a decidere chi premiare. La valutazione avverrà sulla base della completezza delle risposte, l’efficacia dei contenuti, la pertinenza rispetto al tema proposto e l’originalità del contenuto.

I migliori avranno in premio, prima di ogni cosa, la possibilità di sostenere un colloquio di selezione con Accenture Technology Solutions. Ma non è tutto però. La commissione tecnica infatti assegnerà un premio sulla base delle risposte al questionario e del curriculum vitae. Il primo premio consiste in un voucher per un viaggio del valore di 3.000 euro. Il concorso prevede anche altri 60 mini-premi, un buono di 30 euro da spendere su Amazon.com, che verranno assegnati per estrazione tra tutte le altre migliori candidature.

Al concorso possono partecipare ragazzi e ragazze con un’età compresa tra 18 e 33 anni in possesso di un diploma (liceo scientifico tecnologico, perito industriale, ragioneria indirizzo programmatori), di una laurea triennale (informatica, ingegneria elettronica, ingegneria informatica, ingegneria delle telecomunicazioni e scienze matematiche fisiche e naturali), o che hanno un’esperienza da uno a quattro anni nello sviluppo del software.

LINK:
Il sito www.accendilatuacarriera.it

IT E SISTEMI INFORMATIVI:
Tutte le selezioni nelle imprese

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Gen 31

di ERICA FERRARI

Nel suo libro, Contro l’architettura, lei lamenta uno stile di progettazione degli edifici che mira solo all’apparenza e alla moda, e che definisce a due dimensioni.
“In realtà lamento l’esistenza stessa dell’architettura, che ritengo finita come mestiere. Oggi gli architetti non fanno il lavoro che dovrebbero fare, ovvero quello di migliorare l’habitat, perché l’architettura stessa è diventata autoreferenziale e si è chiusa in un discorso che guarda alla moda e che non serve a migliorare la vita delle persone. Io penso che l’architettura così com’è semplicemente non dovrebbe esserci: si tratta di un mestiere legato al passato e a una concezione vecchia d’affrontare il problema. Per come stanno le cose, è sufficiente che gli architetti si trasformino in stilisti. Inoltre gli studi di architettura sono costruiti male: non c’è il tempo necessario per comprendere il luogo in cui si sta disegnando un progetto, il suo impatto sulla società e l’uso a cui sarà destinato l’edificio. E non solo manca il tempo, ma mancano anche le competenze perché nessuno si occupa di queste cose”.

Come è possibile cambiare il modo in cui si svolge il lavoro di progettazione?
Prima di compilare un progetto è necessario comprendere il contesto in cui esso è situato: se si deve costruire un quartiere, bisogna capire chi lo abiterà. Ma tutto ciò non viene fatto dai grandi architetti, che non sono attrezzati per queste cose. A occuparsene sono invece i grandi studi di management, che infatti si accaparrano le vittorie nei concorsi internazionali.

Se questo è lo stato delle cose, come deve formarsi un giovane intenzionato a dedicasi all’architettura?
I giovani vadano all’estero a studiare nelle facoltà di Public healt. In Italia la formazione è carente: ad esempio, non esiste nemmeno una facoltà di habitat. L’architettura, nel nostro paese, resta legata al fatto di stare in uno studio a disegnare.

Cosa deve sapere chi progetta edifici e quartieri?
Dal modo in cui si costruisce una fognatura a che cos’è un ecosistema fino alla maniera in cui è possibile scoprire i cambiamenti e le tendenze nell’andamento di una popolazione urbana: dunque, dall’analisi dei sistemi sociali al funzionamento tecnologico di una città. Il punto è che non è più possibile progettare con l’idea di costruire dei monumenti, a meno che non si faccia il designer.

E per chi vuole restare in Italia studiando architettura, cosa consiglia?
Consiglio di affiancare al proprio corso di studio anche la frequentazione di altre facoltà, di corsi o di master che affrontino materie diverse dalla mera architettura: la mia idea è di aprire corsi in questo senso al più presto. Per il momento, ritengo che la possibilità migliore per chi resta in Italia sia l’autoformazione: bisogna intraprendere un percorso più centrato perché quella dell’architetto è ormai una figura di un secolo fa. Ai giovani consiglio di leggere molto: spesso le città sono raccontate più a fondo dagli scrittori o dai biologi. Diventare architetti richiede una vasta conoscenza e non solo in materia di architettura: bisogna essere ferrati in materie come la storia e l’antropologia, che un giovane può imparare da solo o con un buon corso di cultural studies. Tutte quelle che ho elencato sono competenze riguardanti quelli che vengono definiti urban affairs. Inoltre bisognerebbe inventare degli studi professionali diversi dagli attuali: la professione, così com’è oggi, è ricattabile da parte degli immobiliaristi, non ha alcun potere negoziale e nessun rapporto con gli utenti.

Nel suo libro lei descrive un universo abitato da pochi architetti divenuti delle ‘star’ e da una miriade di piccoli professionisti che vivono nel sogno di diventare famosi. Come deve muoversi un giovane architetto nel mondo del lavoro?
Sono convinto che per i giovani ci sia un sacco di lavoro, che però gli architetti non riescono a ottenere perché il mercato ha bisogno di altre figure. Al giorno d’oggi, in tutti i concorsi internazionali si richiedono figure miste, come gli urbanisti o gli antropologi: i giovani devono capire che il lavoro c’è, e lo si trova se si hanno competenze diverse da quelle dell’architetto classico.

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Gen 31

«Mannaggia alla miseria»

Tra i nuovi schiavi a Eboli

San Nicola Varco non poteva avere collocazione più evocativa. Una località "fantasma" fra Eboli e Battipaglia, lungo la statale 18, nel mezzo della Valle del Sele. Terra fertile che produce tutto l’anno, d’inverno carciofi e finocchi, in primavera le fragole e poi pomodoro pregiato. Terra ben coltivata, ai campi si alternano le serre, il lavoro non manca e di braccia ne servono, soprattutto per i lavori più faticosi, quelli di raccolta. Qualche masseria, una stazione dove non ferma alcun treno e poi "loro". Loro sono circa settecento lavoratori marocchini, per lo più ragazzi fra i 16 e i 25 anni, i veri invisibili ma fondamentali abitanti di S. Nicola Varco.

Lo scenario è surreale: una strada che si inoltra nei campi, un casale diroccato, pozzanghere, poi costruzioni fatiscenti, rappezzate con tavole, metallo, plastica, copertoni usati per tenere fermo ciò che funge da tetto. Passano ragazzi, chi in bici, chi con vecchi scooter, i fortunati in automobile. Il paese più vicino sorge a 7 chilometri, tanti per fare un po’ di spesa. Tutti salutano Anselmo Botte con un cenno o con un sorriso. Anselmo, sindacalista Cgil, qui è conosciuto come il "sindaco sanatoria", cerca di aiutare tutti, da anni. Non con la carità ma con l’apertura di vertenze. Si informa e segue le singole storie personali, le mille vicende di fatica e di difficoltà che ognuno di loro vive. La sede del sindacato di Battipaglia è un punto di raccolta. Poi capitano le emergenze, capita che freddo e umidità rendano impossibile la vita nei locali ricavati da quello che resta di un mercato ortofrutticolo rimasto sulla carta, quattordici gli ettari di terreno destinati a ospitarlo, parzialmente edificato negli anni ‘80, 36 miliardi di vecchie lire inutilmente spese.

Fabbricati ormai a pezzi, una lunga distesa di box e due enormi magazzini utilizzati come servizi igienici.

Gli insulti del tempo non hanno risparmiato infissi e tramezzi, alle finestre fogli di nylon o plexiglass al posto dei vetri, e poi improvvisate pareti divisorie. Poco per resistere alle intemperie, senza riscaldamenti o corrente elettrica, e allora il sindacato è intervenuto anche distribuendo centinaia di sacchi a pelo, perché è impossibile costruire relazioni e prospettive se si è lontani anche dai bisogni primari. L’impatto visivo è desolante: una sola fontanella di acqua potabile, ciuffi di erba crescono accanto a cataste di immondizia, ci vuole tempo per comprendere come un ambiente così inospitale abbia in realtà un suo ordine. In uno spazio si è attrezzato un piccolo negozio: abbigliamento e scarpe sportive sono i prodotti esposti; un soffio di vento trasporta il profumo del pane. Alcuni dei ragazzi hanno messo in piedi un piccolo forno, focacce alte e fragranti, vendute a basso costo. E poi quattro distinti locali adibiti a bar (c’è anche la corrente grazie ai gruppi elettrogeni), una moschea, quello che consente di andare oltre la sopravvivenza fisica. Il rapporto con la Asl garantisce adeguata assistenza sanitaria ma spesso non basta. Ci si ammala di lavoro, facilmente, ci si sfibra rapidamente quando si trascorrono 10 ore al giorno alle raccolte (quella dei finocchi è la più faticosa). Le cure prestate dagli ospedali a volte non sono ben comprese da chi ne usufruisce. Ahmed (il nome è fittizio) ci mostra il referto che gli diagnostica un’ulcera alla caviglia. Esibisce certificati e fasciatura con un sorriso complice e un po’ furbo, quello di chi attende una conferma. Dopo la visita è stato "adescato" da un avvocato che gli ha prospettato la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno. Ahmed non sa se crederci. Anselmo, aiutato nella traduzione da un ragazzo che parla un ottimo italiano, gli consiglia di non prendere impegni e di non cacciare un euro. La diagnosi non garantisce un permesso di soggiorno (Ahmed può essere curato anche nel proprio paese) e il legale potrebbe essere uno dei tanti sciacalli pronti ad approfittare del bisogno di una speranza.

La speranza si chiama infatti "permesso di soggiorno" o meglio, regolarizzazione.

La situazione dei 700 lavoratori di S. Nicola è infatti inchiodata a un pezzo di carta, le loro braccia servono, se se ne andassero l’agricoltura nell’area si perderebbe, la loro presenza non intralcia e non crea allarmi sociali, vivono lontani dai centri abitati, ma al 90% sono irregolari. Ogni tanto, si crea l’allarme, la minaccia di uno sgombero dettata dall’ennesimo progetto speculativo sull’area. L’idea partorita in Regione, proprietaria degli stabili, è quella di un polo agroalimentare per l’intera valle. Un polo che comprende prodotti e produttori ma non chi, su quella terra ci si spezza la schiena. Altre decine di milioni di euro destinati a finire nei meandri dell’affarismo immobiliare. Regolarizzare chi lavora, garantire il minimo sindacale, consentirebbe di abbandonare quei tuguri, permettergli un affitto e una residenza, mandare "qualcosa" di più a casa. La ricerca del profitto e l’ottusità delle leggi negano questa soluzione. Anselmo ha ripreso le storie individuali e la complessità di un contesto che per certi versi è unico nel Mezzogiorno. Sono pochi qui quelli che seguono la rotta dei raccolti spostandosi di regione in regione. Si lavora tanto, da primavera ad inverno inoltrato, un lavoro che potrebbe permettere stabilità ma che farebbe saltare le condizioni di neoschiavismo. A metà febbraio Anselmo pubblicherà "Mannaggia la miserìa" con l’accento sull’ultima sillaba, come lo pronunciano quei lavoratori, un libro che racconta i loro quotidiani drammi di sopravvivenza.

Quei lavoratori provengono quasi tutti dalle zone agricole interne del Marocco, da province come Beni Mellal, hanno un basso livello di istruzione e in Italia fanno quello che sanno fare, coltivare la terra. Vengono in cerca di un futuro migliore, di un salario per mandare soldi a casa, trovano un ghetto e uno stipendio da fame, 25 euro al giorno. La mattina percorrono il tratto di strada che li separa dalla Statale, i caporali passano in continuazione, a volte sono italiani a volte conterranei che li sfruttano. Passano con furgoni e station wagon, li caricano e li depositano nei campi di raccolta.

Si paga per lavorare e si deve sottostare alle condizioni dei caporali, opporsi o sfuggire sembra impossibile. Un ragazzino, 16 anni al massimo, corre fra le pozzanghere su un vecchio "Ciao", un altro su una bicicletta si barcamena con una enorme tanica di acqua che sembra sempre lì per cadere. In questi giorni non c’è lavoro per tutti e una parte dei ragazzi bighellona in piccoli gruppetti. Sono in molti ad aver voglia di parlare, ma non di lavoro, non oggi. In uno dei bar servono thè fumante e dolce, come si usa in Marocco, versato con maestria. Una sala piena di volti attenti, la tv con la parabola è ferma su "Al Jazeera" le immagini di Gaza, quelle vere, quelle che i media occidentali evitano di mostrare, fanno salire la rabbia. Difficile non cogliere un nesso fra il rancore per le condizioni di vita e di lavoro, l’apartheid vissuto sulla propria pelle perché il diritto è quello di esserci come braccia ma non come persone. E l’odio, per chi uccide in Palestina. Il fango dei campi a Gaza e quello del "ghetto" sono troppo simili. Hamid domanda cosa ne pensiamo della guerra, rispondiamo che quella non è una guerra ma un massacro. «Allora - ci chiede con forza - non lasciateci da soli».

Stefano Galieni

Liberazione

30/01/2009

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Gen 31

Cure odontoiatriche d’élite

Le cure dentarie in Italia si caratterizzano come assistenza d’élite, con un accesso condizionato dallo status sociale e dal titolo di studio, con la maggioranza dei cittadini costretta a pagare di tasca propria e a rivolgersi al dentista privato ed il Sud decisamente in posizione arretrata. E’ questo il dato che emerge dal rapporto breve dell’Istat su “Ricorso alle cure odontoiatriche e salute dei denti in Italia”, realizzato nell’ambito dell’Indagine multiscopo “Condizione di salute e accesso ai servizi sanitari”, su un campione di 60.000 famiglie.

Il rapporto registra le disuguaglianze di accesso all’odontoiatria: il 10,9% della popolazione over 14 dichiara di non avere più in bocca un solo dente naturale, una condizione più diffusa al Nord, per il maggior ricorso a protesi ed impianti, e che interessa soprattutto gli over 44 (il 60% è ultra ottantenni), le donne e gli adulti di status meno elevato (il 29,4%, contro il 2,6% di chi ha titoli di studio più elevati).

Nemmeno il 39,7% della popolazione si era rivolto ad un dentista o ad un ortodonzista nel 2004 (il 47% al Nord, il 40,4% al centro e meno del 30% al Sud). L’accesso al servizio pubblico resta una chimera: solo il 12,5% ha usufruito di servizi pubblici o convenzionati, che curano clienti prevalentemente molto giovani o anziani, così come la gratuità delle cure, che riguarda solo i bambini fino a 5 anni e grandi anziani.

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Mar 11

I prodotti Herbalife possono agevolare lo snellimento o la perdita di peso, se inseriti nell'ambito di una dieta ipocalorica controllata. Anche se alcuni prodotti Herbalife possono essere utilizzati in sostituzione di un pasto, essi non sono tuttavia destinati ad essere usati come sostituti dell'intera dieta di una persona, e dovrebbero essere integrati da almeno un pasto completo quotidiano.
I prodotti sono notificati al Ministero della Salute. La notifica non implica accettazione, da parte del Ministero della Salute, di qualsivoglia messaggio a carattere pubblicitario.
I prodotti non sono medicinali e non sono trattamento o cura di malattie.

Tutti o quasi, sanno che lavorare da casa è oggi in una fase di forte evoluzione e intraprendenza.
Fino a qualche anno fa una famiglia poteva vivere agiatamente in presenza di uno stipendio, ora è diventato molto difficile anche con due e le cause di questo fenomeno sono molteplici.
In primis aumenta di anno in anno il costo dei beni di prima necessità, chi fa la spesa tutti i giorni lo sa, anche le spese mediche, i trasporti e molti altri servizi aumentano generalmente di più di quanto aumentano i nostri stipendi. E c'è anche un altro motivo.
Per questo motivo Herbalife propone un sistema di lavoro da casa particolarmente utile ed efficace: provare per credere!

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Gen 31

Vi scrivo da…Rubaya

Riportiamo la testimonianza di Federico, infermiere, appena rientrato dal Kivu, Repubblica Democratica del Congo

Sono passati quasi due mesi dal mio arrivo in Congo. Di certo, il lavoro non manca e sono tornato a fare le consultazioni con le cliniche mobili, come a Gonaives, quando sono stato per l’uragano che ha colpito Haiti lo scorso autunno.

La situazione della zona è tranquilla anche se a volte ci sono dei combattimenti sporadici. Alcuni giorni fa, ho raccolto un ragazzino ferito. Già, un ragazzino, è pieno di bambini e ho lasciato parte del mio cuore tra di loro, specialmente tra i miei piccoli pazienti. È la mia prima missione come infermiere di MSF da quando mi sono licenziato dall’Ospedale italiano dove lavoravo con un contratto a tempo indeterminato. Ho una moglie e una figlia è vero, ma l’amore per il mio lavoro con MSF è troppo forte e mi ha portato a seguire questo sogno…

Una mattina sono partito alle 5, accompagnato dal tepore di un’alba che rendeva il lago Kivu più bello di un quadro, ho caricato i pazienti da riportare a casa, tutti già visitati e stabilizzati, ognuno con la propria terapia da seguire. Una volta arrivato a Rubaya, un villaggio in collina dove andiamo con le cliniche mobili due volte alla settimana, i miei piedi non hanno avuto il tempo di toccare terra che sono stato chiamato dal farmacista del Centro di salute per visitare una ragazza.

In realtà, non si tratta di una ragazza, ma di una bambina di 13 anni che respira a fatica. Nei suoi occhi leggo che la sua vita è appesa a un filo e i suoi parametri vitali me lo confermano. Non c’è tempo e, caricata in jeep, parto alla volta dell’ospedale di Kirotshe, ospedale dove riferisco i pazienti più gravi. Il viaggio non è privo di momenti di tensione, temo un arresto respiratorio, ma anche se la piccola respira malissimo continua a sorridermi come se già sapesse cosa l’aspetta.

Non so se voglia dirmi che ormai è tardi o ringraziarmi perché c’è ancora una speranza. La strada è dissestata e in salita e rischiamo di rovesciarci ma l’autista riesce ad evitare il peggio e ci facciamo una grossa risata…lei però no, non ne ha la forza e io le accarezzo il viso dicendole “Pole, pole…Stai tranquilla”.

Il viaggio sembra interminabile ma laggiù qualcuno mi attende, è un grande amico oltre che un caro collega: Hippolyte, il chirurgo con cui da subito mi sono trovato benissimo e con il quale abbiamo instaurato un bel rapporto di amicizia… gli dico che non c’è tempo da perdere e gli presento il caso, anche gli infermieri mi seguono rapidamente, è davvero incredibile, tutti corrono per darsi immediatamente da fare.

Ma per noi si è fatto tardi, dobbiamo rientrare e abbiamo ancora un’ora di viaggio, non possiamo proprio rimanere.

L’ho salutata e l’ho pensata tutta la notte. Purtroppo, al mattino mi arriva la notizia che non speravo: la bambina non ce l’ha fatta.

Ho pianto, non mi vergogno a dirlo. Un uccellino si è posato sulla nostra jeep e non è scappato quando mi sono avvicinato. Mi piace pensare che quel cinguettio fosse il suo saluto. Quell’uccellino forse era lei che prima di partire aveva deciso di salutarmi. Non l’abbiamo potuta intubare perché qui non ci sono le strutture adatte, ma avrei potuto fare di più? Mentre mi arrovellavo il cervello per trovare una risposta, scorgo uno sguardo di rabbia, gratitudine e paura. È la mamma della bambina che mi dice Asante!!! Ma forse quel grazie non me lo merito e chiudo gli occhi verso Rubaya…

Federico, infermiere

27/01/2009

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Gen 31

Divieto di segnalazione

 

Il 3 febbraio prossimo il Senato voterà un emendamento volto a sopprimere il principio di “non segnalazione” alle autorità per il migrante irregolare che si rivolge ad una struttura sanitaria. Medici Senza Frontiere, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale hanno lanciato oggi un appello alla società civile per chiedere ai Senatori di non abrogare il suddetto principio, perché spingerà verso l’invisibilità una fetta di popolazione straniera che in tal modo sfuggirà ad ogni tutela sanitaria, incentiverà la nascita e la diffusione di percorsi sanitari ed organizzazioni sanitarie “parallele”, al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanità pubblica, creerà condizioni di salute particolarmente gravi poiché gli stranieri non accederanno ai servizi se non in situazioni di urgenza indifferibile, avrà ripercussioni sulla salute collettiva con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili e produrrà un significativo aumento dei costi. Le associazioni propongono il 2 febbraio dalle 17.30 alle 20 una fiaccolata della società civile perché negli ospedali ci sono medici e infermieri, non ci sono spie.

Foto Reuters

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Gen 31

Paura…della morte…della malattia…

 

Non sapevo nulla dell’esistenza della Sindrome del QT Lungo fino a che non  ha colpito la mia famiglia…è morta mia sorella Moira il 28 Giugno 2005 in pochi secondi…

per il medico legale la causa del decesso è stata “morte naturale”  dal referto autoptico non sono state trovate tracce nè di droghe, nè di farmaci, nè d’alcool… (non nascondo che invece io speravo in un referto del tipo s’è drogata, voleva suicidarsi…avrei avuto un perchè…). Invece…niente: morte naturale…

…morte naturale…???…

…a 29 anni impossibile!!!

Una paura insopportabile mi ha invaso proprio da quel momento…paura… perchè non c’era un motivo, non c’era un perchè…paura che succedesse di nuovo e magari ai suoi figli (Daiana, ora ha un defibrillatore impiantato, Claudio è portatore silente ed è sotto controllo)…a me (prendo il betabloccante e sono sotto controllo), a nostra sorella (portatrice silente, mantenuta sotto controllo), ai nostri genitori (nostro padre ha un pacemaker dopo varie cardioversioni), etc etc etc…la lista è lunga…

…è cominciato tutto da lì…da quella paura insopportabile…ricerche in internet, colloqui con medici finchè ho trovato chi poteva darmi le risposte a quelle domande che solo il dolore in quel momento guidava in ogni direzione…:

- mio padre che era andato in arresto cardiaco mentre lo operavano in anestesia locale per una ciste;

- le forti emozioni (Moira era molto emotiva…aveva anche avuto attacchi di panico);

- la celiachia, altra malattia genetica presente nella nostra famiglia, stavolta per ereditarietà materna (Moira ne era affetta, come lo è Daiana) che guarda caso dà problemi di assorbimento col potassio (sale che fa parte dell’elettrofisiologia del cuore);

-         il QT Lungo segnalato come ai limiti superiori della norma in vari elettrocardiogrammi sia di mia sorella che nostri…

( … ma perchè nessuno s’era fatto queste domande prima ??? … )

Il quadro si è composto e i nostri esami hanno confermato i sospetti…li avremmo potuti anche fare prima questi accertamenti…dall’episodio di mio padre (8 Marzo 2002)…per esempio…

Scusate la franchezza ma esistono regole non scritte che si leggono solo col sangue che ci scorre nelle vene, e a me quel sangue ribolliva letteralmente…dovevo dare un nome a quella “bestia” che aveva ucciso mia sorella…e magari anche delle responsabilità…

La sindrome del QT Lungo è silente e asintomatica; colpisce i giovani e molto spesso giovani atleti e sportivi amatoriali (per intenderci quelli della partitella di calcio della domenica mattina o del calcetto del dopolavoro in palestra…); spesso non è nemmeno d’obbligo il certificato medico…e quando lo è magari viene rilasciato dietro richiesta telefonica (giusto un proforma)…quando vengono invece fatte le visite spesso sono superficiali, infatti è capitato e capita ancora purtroppo che ci siano addirittura medici sportivi a cui sfuggono dei segnali che invece dovrebbero essere accertati (ne conosco molti di questi casi…vi lascio  qualche nome - trovate articoli anche in questo blog - : Corinne, Luca, Giorgio…ragazzi che sono morti… per superficialità, negligenza, soccorsi inagueti)…

Eccolo un altro punto fondamentale…imparare le semplici manovre di rianimazione…

A prescindere dal motivo per cui un cuore smette di battere, chiunque deve essere in grado di fare una rianimazione cardio-polmonare nell’attesa dei soccorsi…solo preservando l’individuo colpito da arresto cardiocircolatorio…è possibile poi indagare sul/i motivo/i per cui quel cuore s’è fermato… (30 a 2 - trenta compressioni e due insufflazioni…da ripetere fino alla ripresa naturale o  all’arrivo dei soccorsi…anche il vostro medico di base è in grado di istruirvi…)

Altro punto riguarda la perdita di sali minerali dall’organismo. (potassio, magnesio, calcio, sodio …)… capita anche solo con l’influenza, forte sudorazione, disidratazione da dissenteria … il medico prescrive un integrazione con i fermenti lattici (che a volte addirittura sono di autoprescrizione…) nulla viene detto sulla reintegrazione salina…

il battito cardiaco è generato da impulso elettrico che agisce sulla pompa meccanica (il cuore)…i sali sono gli artefici del battito cardiaco, fanno parte del suo “impianto” …

Se sono carenti il cuore ne risente a prescindere da una patologia diagnosticata o presunta…e se si verifica la mancanza ecco il famigerato “corto circuito”…

 

Sonia Francescato

 

…un semplice geometra che ha avuto paura…

…che vive col dolore per la morte di sua sorella…

…e che convive con la “bestia” che ha ucciso sua sorella…

 

http://blog.libero.it/DASDEFA

 

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Gen 31

Chiaiano, il governo ammette: l’amianto c’è

Avevano ragione i cittadini picchiati dalla polizia

 

Stanziati da Palazzo Chigi 850mila euro per rimuovere l’amianto dalla cava di Chiaiano. L’ordinanza numero 8 del 2009 è stata emessa una settimana fa ma solo ieri è stata resa pubblica grazie ai comitati che si battono contro la discarica e in difesa del parco metropolitano delle colline flegree.

Avevano ragione loro. Avevano ragione i cittadini e gli amministratori locali (della circoscrizione napoletana che comprende Chiaiano e di due comuni di Marano e Mugnano) che hanno sempre denunciato non solo i rischi di una discarica in un sito così delicato ma pure i traffici che già erano avvenuti nell’area utilizzata come Poligono fino alla decisione di Berlusconi di imprimere una svolta autoritaria alla vicenda già losca dello smaltimento dei rifiuti campani.

E anche l’amianto erano stati i tecnici dei comitati a denunciarne la presenza. E’ stato tre mesi fa e i firmatari di un esposto s’erano sentiti minacciare di querela per calunnia e vilipendio delle forze armate. La loro risposta è consistita nella consegna di ulteriori elementi di prova, per lo pià materiali video e rilievi fotografici. L’amianto era nella discarica abusiva ed è stato movimentato con metodologie per nulla rispettose di norme estremamente precise in materia di rifiuti speciali. Chi comanda, dopo la militarizzazione dell’affare rifiuti, è sempre stato reticente sulla tracciatura della destinazione del materiale rimosso dalla collina e del terreno tossico al fondo della cava. La trasparenza non è una virtù militare nemmeno quando è in ballo la salute dei cittadini. Dal 13 ottobre, la cava è off limit ai tecnici “not embedded”.

Comunque, resta che aveva ragione la gente di Chiaiano, da mesi criminalizzata per l’ostinazione dimostrata nella difesa del territorio.

L’ordinanza conferma che quei rifiuti sono temibili e la rimozione «costituisce una misura di estrema urgenza per la salvaguardia della salute pubblica». Un ritardo «genererebbe gravi ripercussioni anche di ordine sociale». Ma allora perché si sono persi tre mesi? si chiede Franco Ortolani, geologo alla Federico II: «E come mai sono stati rimossi irregolarmente per spostarli di alcuni metri?». Da allora sono esposti all’aria e alle piogge con conseguenze inquietanti. «La blindatura della cava continua a nascondere cose non buone per i cittadini e l’ambiente». Aveva ragione chi fu travolto dalle cariche di polizia: quel sito non è idoneo per la realizzazione di una discarica e non c’è stata una messa in sicurezza adeguata.

 

 

Checchino Antonini

Liberazione

29/01/2009

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Gen 31

A Londra, è  stato siglato un  accordo per la trasparenza fiscale tra Regno Unito e Guernsey. Lo scambio di informazioni  per  la Convenzione  Internazionale sulle doppie imposizioni, riguarderà la tassazione dei Redditi da pensione e le doppie imposizioni.

L’accordo siglato con la Gran Bretagna si aggiunge a quelli già sottoscritti con  gli Stati Uniti, l’Olanda, la Danimarca, la Finlandia, la Groenlandia, la Svezia e la Norvegia. Tutti seguiranno l’accordo predisposto dall’ OCSE per lo scambio di informazioni Fiscali che mirano ad una maggior trasparenza nelle transazioni finanziarie.

Il Regno Unito fornirà, quindi, informazioni sull’Imposta sul Reddito e quella delle Società, su l’IVA, sulle successioni e Capital Gain. Guernsey, attraverso Governi autonimi della Gran Bretagna, è considerata un "paradiso Fiscale" avendo una particolare  tassazione ma dovrà fornire al fisco della regina le informazioni bancarie  riguardanti Compagnie e partnership.

            Per  info  mail tofisco-blog@libero.it

fonte: http://blog.libero.it/Contabilizzando » Vai al post originale

Gen 31

Dopo la cospicua raccolta autunnale e l’accurata molitura delle olive con metodi tradizionali, il nuovo olio biologico extravergine di oliva prodotto dall’Antica Tenuta Il Casalino è disponibile sul mercato.
“Come azienda, siamo particolarmente soddisfatti non soltanto della quantità, ma anche e soprattutto dell’ulteriore salto di qualità della nostra produzione”, afferma Mirco Ragni, responsabile commerciale dell’azienda assisana, “già [...]

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Gen 31

La bontà dei salumi calabresi: naturalezza, artigianalità e rispetto dei canoni di produzione.
Senza ombra di dubbio la sagra dei suini rappresenta uno delle occasioni più importanti nella produzione dei salumi calabresi, ricercatezze annoverate di buon grado tra i più rinomati prodotti tipici calabresi.

In questa regione, ancora una volta, è la saggezza popolare che riesce a [...]

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Gen 31

La Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli in collaborazione con l’Associazione SPORTFORM, rendono noto che è stato attivato il Corso di Perfezionamento Post-laurea in “Organizzazione e Gestione delle attività sportive e del tempo libero”, che si svolgerà a Napoli a partire dal prossimo mese di marzo.
Il Corso è diretto a fornire conoscenze [...]

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Gen 31

L’origine del genere poliziesco, molto amato dal pubblico sia che si parli di letteratura che di cinema, viene fatta risalire al XIX secolo, in particolare alla pubblicazione, nel 1841, del racconto I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe. Il XIX secolo vide anche la nascita di Sherlock Holmes, probabilmente l’investigatore più famoso [...]

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Gen 31

Ritorna la tendenza dei villaggi turistici, che contava su soggiorni montati sull’intrattenimento quasi ossessivo di animatori ed istruttori pronti a concedere ogni stravaganza ludica e ad insegnare giochi nuovi ed originali.
Ma assistiamo a piccole differenze: gli animatori oramai protendono per attività meno fragorose, scegliendo addirittura di impegnarsi presso ricettività quali alberghi e resort a 4 [...]

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Gen 31

 
MYMUSICSHOP.IT ditta innovativa specializzata nell’importazione di strumenti musicali ed accessori correlati, propone per la prima volta in Italia una gamma di oltre 300 miniature di chitarre, bassi, batterie, stage e riproduzioni degli articoli custom di varie band internazionali.
Mai più dover andare all’estero per trovare questi spettacolari articoli. Ora si possono visionare ed acquistare [...]

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Gen 31

Medieval Workshop   

www.bottegadartetoscana.it
Art reproduction
Silvia Salvadori nasce nel 1978 a Sinalunga, nel cuore della Toscana; Diplomata presso l’Istituto d’Arte “Duccio di Buoninsegna” e Laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Siena, vive a lungo nella città del Palio dove stabilisce un legame, [...]

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Gen 31

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Gen 31

Cercate idee per il prossimo e imminente giorno di San Valentino? Visitate il sito Melaspasso www.melaspasso.it e avrete a disposizione una vasta scelta di esperienze di coppia tra cui scegliere.
Alcuni esempi?
Speciali trattamenti benessere per rigenerare il corpo e la mente, per rivitalizzare la propria energia di coppia. Oppure dei romantici fine settimana in diverse località [...]

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Gen 29

Partecipazione nelle fiere, esposizioni, sagre…
-far conoscere se stessi, vendere qualcosa, parlare con i consumatori, conoscere i competitori, i grossisti, raggiungere un auditorio specifico.
-far conoscere un nuovo prodotto, far vedere come funziona, trovare i distributori, i clienti etc.
Scegliere mostre molto specifiche. E’ molto importante di partecipare almeno una volta all’anno, crearsi il nome etc.

Quando partecipi, non dimenticare:
-che la coperta del tavolo rappresenta il colore della compania o sua immagine
-organizare con molta cura un stand-alone con il nome della compania, logo, fotografie che spiegano il beneficio per il cliente di avere questo prodotto.
-il tavolo dev’essere organizzato in vari livelli, facendo attenzione alle misure dei prodotti.
-preparare una rappresentazione virtuale con PowerPoint per mettere il computer sul tavolo.
-preparare oggetti con il nome della compania per regalare e distribire ai visitatori.
-offrire qualcosa che si può mangiare con il nme della compania,logo etc sulla confezione,
-preparare i premi e raccogliere business cards in un sacchetto speciale, firme nel registro, compilare i ticket -con lo scopo di usare queste informazioni dopo la mostra.
-esporre il portfolio -le foto dei prodotti messe nella plastica in modo che le possono tutto.

Annunci
Questo è il modo più economico ed efficace di vendere il proprio prodotto, ma spesso usato in maniera sbagliata.
Come scrivere? Prima preparare un messaggio normale. Una lista di benefici e caratteristiche. Nel titolo il più importante aspetto del prodotto. Finire con una richiesta di maggiori informazioni.

Dominio
keywords per i motori di ricerca, parole specifiche come il luogo, il brand name.

Programmi di affiiliazione
crea proprio programma di affiliazione:
-libera per chi vuole affiliarsi
-offri statistica che i affiliati possono controllare che hanno venduto e che hanno guadagnato senza contattarti
-dalli tutto il necessario per lavorare:lettere, banners, articoli, inserzioni
-supporto technico 24/7
-stai in contatto con loro per tenerli motivati,
-dalli le comissioni più alti possibile

www.synergyx.com
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Autorispoditore
perchè la stragrande maggioranza di visitatori non compra alla prima visita del sito, è molto importante di mantenere contatto con loro in modo automatico.
-offerte valide a tempo determinato,
-offri sempre qualcosa a che non si può resistere: mini-corsi gratis, e-books gratis, rapporti gratis, etc
-includi sondaggi per conoscere che cosa piace e che cosa vogliono ancora sapere

www.getresponse.com
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 Bonus

A tutti piace ricevere qualcosa gratis. A volte compriamo qualcosa per avere questo bonus. Prepara articoli,e-books etc che si trovano tanti in internet.

 Apri Gruppi di discussione (Newsgroup) dove si può discutere questioni che interessano tutti sul tuo business. Le informazioni più interessanti devono essere solo moderate. Questo per

-sondaggi

-nuovi clienti,

-promuovere il sito,

-trovare amici

 

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Il Mondo Mistico Delle Pietre Semipreziose

Mystic Gemstones

 

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Gen 29

di FEDERICO PACE

Alla fine del 2009 il numero di persone che nel mondo avranno perduto il lavoro, dal 2007, potrà arrivare a toccare i 51 milioni. Per un totale di “senza lavoro” sul pianeta che potrebbero raggiungere, nel complesso, i 230 milioni. Con altre 200 milioni di persone, soprattutto nelle economie in sviluppo, sospinte verso condizioni di povertà estrema. I numeri sono quelli del Rapporto annuale “Tendenze Globali dell’Occupazione” dell’Organizzazione internazionale del lavoro presentato oggi a Ginevra. La crisi di questi mesi, pari solo a quella degli anni ’30 del secolo scorso, rischia di aggravarsi e di coinvolgere un numero crescente di persone.

“Dati realistici e non allarmistici”, hanno tenuto a precisare gli esperti dell’Ilo. Così se è vero che nel 2007 il tasso di disoccupazione era il 5,7 per cento, nel 2008 la quota di lavoratori senza impiego che cercavano un posto ha toccato il 6 per cento e a fine 2009 rischia di arrivare fino al 7,1 per cento. Una crescita rapida e senza freno. Le imprese in ogni parte del mondo hanno smesso di assumere. E tante, già da qualche mese, hanno cominciato a licenziare. Ma gli autori del rapporto evidenziano come ci sia da attendersi anche che molti di quelli che riusciranno a mantenere un posto, ci riusciranno a condizioni peggiori. E non solo in termini retributivi. Juan Somavia, direttore generale dell’Ilo, ha sottolineato come siano necessarie azioni “più decise e coordinate su un piano internazionale per scongiurare una recessione sociale globale”. Per questo ha chiesto che in occasione del prossimo G20, che si terrà a Londra il 20 aprile, si trovi un accordo sulle misure per promuovere “investimenti, obiettivi di lavoro dignitoso e di protezione sociale”.

Quello che sta succedendo è ormai sotto gli occhi di tutti e sta toccando da vicino molti di quelli che fanno parte della popolazione attiva. Da un lato, la crisi ha spinto, e sta spingendo, spiegano dall’Ilo, un crescente numero di imprese a prendere decisioni mirate alla riduzione dei costi operativi che includono il rinvio di investimenti e la riduzione della dimensione della forza lavoro. Dall’altro, i consumatori, divenuti incerti riguardo le proprio condizioni economiche o perduto l’impiego, si trovano impossibilitati a sostenere gli stessi livelli di spesa. Una specie di spirale negativa. Gli effetti sul mercato del lavoro e sulla società, tengono a sottolineare da Ginevra gli esperti dell’Ilo, dipenderanno dalla efficacia delle misure che verranno prese dai governi e dal tempo che l’economia globale impiegherà per “trovare un percorso verso una crescita sostenibile e socialmente equa”.

Crescita e occupazione: tre scenari. Data l’incertezza e le variabili in campo, l’Ilo questo anno ha costruito tre diversi scenari che risentono delle diverse stime della crescita economica e dell’impatto di questa sull’occupazione. Non passa giorno, da qualche mese a questa parte, che istituti internazionali ed esperti rivedono al ribasso queste cifre. Per primo il Fondo monetario internazionale. Nel primo scenario, più ottimistico, se l’economia globale crescesse a un tasso del 2,2 per cento (come previsto a novembre 2008 dal Fondo monetario) il tasso di disoccupazione nel 2009 dovrebbe toccare il 6,1 per cento con un numero complessivo di senza lavoro pari a 198 milioni unità. Questo vorrebbe dire che rispetto al 2007 la crescita del numero dei disoccupati sarebbe di 18 milioni. Purtroppo però il Fondo monetario già a dicembre 2008 ha annunciato che per il 2009 la crescita del 2,2 per cento sarà difficilmente raggiunta.

Più realistico quindi rivolgere lo sguardo altrove. Il secondo scenario prefigurato dall’Ilo che si basa sulle proiezioni della relazione storica tra la crescita economica e il tasso di disoccupazione in tempi di crisi. In questo caso il tasso di disoccupazione a fine 2009 toccherà il 6,5 per cento con un aumento dello 0,8 in termini percentuali rispetto al 2007. Questo vorrebbe dire quantificare in 30 milioni il numero di lavoratori che si sono ritrovati senza un impiego.

Ma cosa può succedere se l’involuzione della crescita economica dispiegherà i suoi peggiori effetti sull’occupazione di tutti i paesi coinvolti dalla crisi? In questo caso allora il tasso di disoccupazione mondiale raggiungerà il 7,1 per cento E nelle economie sviluppate toccherà il 7,9 per cento. Nel complesso, saranno così 51 i milioni di persone senza un impiego.

La povertà e i lavoratori
Ma il tasso di disoccupazione da solo non basta a descrivere le conseguenze che la crisi può avere sulle società del pianeta. Soprattutto nelle economie in sviluppo. Qui il segmento dei “vulnerable workers”, uomini e donne impiegate in attività famigliari o in proprio, dovranno misurarsi con condizioni di lavoro sempre più svantaggiate. Secondo i dati resi noti dell’Ilo, una persona su due si ritrova ad essere vulnerabile e coinvolta in impieghi di bassa qualità, con un rischio elevato di non avere tutele mentre si è privi di previdenza sociale e di alcun diritto sul lavoro.

Gli scenari suggeriscono poi che la quota dei lavoratori “poveri”, quelli che guadagnano meno di due dollari al giorno, rischia di crescere di una proporzione compresa tra l’1,5 per cento e il 4,8 per cento ( vedi tabella). Qualora si avverasse questa ultima ipotesi, vorrebbe dire ritornare alla situazione in cui più della metà della forza lavoro globale sarebbe disoccupata o costretta in condizioni di estrema povertà.

LA CRISI E IL MONDO DEL LAVORO:

I tre scenari del Rapporto dell’ILo

INDICE DI POVERTA’:
I lavoratori sotto i 2 dollari al giorno

fonte: data.kataweb.it » Vai al post originale

Gen 29

Andare a Mosca per collaborare alle attività dell’ufficio economico-commerciale dell’ambasciata italiana nella capitale russa. Partecipare per conto dell’Ufficio politico dell’ambasciata a Berlino a seminari e elaborare relazioni sulla politica estera tedesca. Arrivare fino ad Oslo per collaborare con l’ambasciata nel monitoraggio delle attività in favore della promozione della lingua e cultura italiana in Norvegia. Attraversare l’Oceano Atlantico per andare a Brasilia e partecipare, per l’ambasciata italiana, a incontri, seminari, conferenze sui temi della cooperazione allo sviluppo e tradurre testi dal portoghese all’italiano su temi di cooperazione.

Sono queste solo alcune delle attività previste dagli stage di tre mesi offerti dal primo bando di questo anno del Programma Tirocini del ministero degli Affari Esteri realizzato in collaborazione dal ministero degli Esteri e dalle università italiane con il supporto della Fondazione Crui.

Le destinazioni sono sparse in tutto il pianeta. Dall’Europa all’Oceania. Dall’Africa alle Americhe. Tra le città di destinazione ci sono, solo per citarne alcune, Bruxelles, Sidney, Vienna, Melbourne, Singapore, Tokio, Tunisi, Pretoria, New York, San Francisco, Los Angeles, Lima, Vancouver, Montreal, Budapest, Rio de Janeiro, Istanbul, Ankara, Stoccolma, Madrid e Barcellona.

Il programma permette ai giovani di svolgere un tirocinio di tre mesi presso il ministero, le rappresentanze diplomatiche, gli uffici consolari, gli istituti di cultura e tutte le rappresentanze permanenti presso le organizzazioni internazionali (vedi il bando in Word).

Nel dettaglio possono partecipare i laureandi che abbiano superato il settanta per cento degli esami del proprio piano di studi con una votazione non inferiore a 27 su 30 e i laureati di laurea triennale e del vecchio ordinamento e i partecipanti di master. I candidati dovranno inoltre avere una conoscenza di lingue che varieranno a seconda dell’offerta a cui ci si vuole candidare.

In tutto le opportunità sono 538 presso ambasciate, consolati, istituti di cultura italiani all’estero, rappresentanze italiane presso le organizzazioni internazionali e negli uffici di Roma.

I tirocini si svolgeranno nel periodo compreso tra il 4 maggio 2009 e il 4 agosto del 2009. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata per l’11 febbraio 2009. La candidatura deve essere presentate attraverso il sito www.formazionepiu.it.

CANDIDATURE
Il sito www.formazionepiu.it

CONTATTI:
Le università che partecipano
I contatti


DOCUMENTI E OFFERTE:
Il bando (.doc)

INFORMAZIONI:
Fondazione CRUI per le Università Italiane

Ufficio Progetti e Tirocini

Programma di tirocinio MAE-Università Italiane

Referente: Maddalena Leone

E-mail: tirocini.mae@fondazionecrui.it

Fax +39-06.68.441.399

Piazza Rondanini, 48 - 00186 ROMA

Ministero degli Affari Esteri
Istituto Diplomatico
Programma di Tirocinio MAE-Università Italiane
Email: programma.tirocini@esteri.it
Fax: 06.36.91.48.28-06.36.91.39.48

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Gen 29

la pietà del giudice e l’ideologia del politico (che comanda)

Vi è anche una sorta di accanimento terapeutico nella discussione sul caso di Eluana Englaro. Serve al potere sviare l’attenzione dai problemi quotidiani, ovvero dal peggioramento delle condizioni di vita delle persone più deboli, ma anche della gran parte dei cittadini italiani. Il problema esiste è giuridico, etico, ideologico.

Il giudice interpreta la legge, per primo la Costituzione. Non si può imporre un trattamento sanitario obbligatorio se non per legge. Il diritto ad accettare o rifiutare le cure è una libera scelta del soggetto interessato. Il giudice pertanto afferma che Eluana Englaro ha espresso chiaramente la sua volontà  a chiudere la sua situazione di non vita. Le strutture sanitarie pubbliche, comprese quelle lombarde, devono poterlo garantire.

Se nessuno dice niente il togliere la spina nelle rianimazioni di fronte a malati gravi senza speranza di guarigione  non è eccezionale. Le persone anziane malate croniche  ricoverate in RSA vivono meno di quelle che sono al proprio domicilio; in alcuni casi (denunciati  anche sulla stampa) muoiono anche in condizioni  di abbandono. sia nelle strutture che in solitudine nelle loro abitazioni oppure per strada. 

Ancora il giudice, questa volta penale, è intervenuto (sta intervenendo) di fronte al togliere la vita (o al metterla pesantemente in discussione)  per motivi di tornaconto tramite pratiche terapeutiche ingiustificate e scorrette. Casi nei quali si deve fortemente dubitare che nessuno ha visto nulla e nessuno sapeva nulla a partire da chi doveva controllare e verificare.

Che si dia la possibilità a Eluana Englaro di interrompere in pace la sua non vita. Il potere su questo taccia, si occupi piuttosto di non lasciare morire di stenti o di infiniti disagi chi è povero, malato mentale, immigrato o nomade o si sollevino i lavoratori dalla possibilità oggi sempre più concreta e quasi conclamata di non sapere più come tirare avanti per vivere.

Medicina Democratica

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Gen 29

GLI STRANIERI RESIDENTI IN ITALIA SONO PIU’ SANI DI NOI

La popolazione straniera residente in Italia ha bisogni di salute abbastanza simili ai nostri, ma mediamente si trova in condizioni di salute migliore e questo per due motivi: i migranti giungono in Italia in cerca di lavoro con un buon capitale di salute e coloro che non godono più di buona salute tornano nel Paese d’origine. Lo afferma una ricerca Istat nell’ambito dell’indagine sulle “Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari” relativa al 2005. Da notare però che la popolazione indagata è quella residente, che rispetto alla popolazione non regolarizzata vive in condizioni di salute meno precarie. Rispetto ai cittadini italiani la graduatoria delle patologie prevalenti è pressoché simile. Rispetto ai comportamenti di prevenzione, che risentono della forte eterogeneità di provenienza, le donne straniere fanno più controlli dei loro coetanei maschi, ma i livelli complessivi sono più bassi di quelli della popolazione italiana. Le donne straniere fanno meno ricorso agli screening dei tumori femminili, anche fra di loro il ricorso al pap test è meno diffuso fra quelle di status sociale più basso, sia per carenza di informazione, sia per fattori culturali. La popolazione straniera ricorre in minor misura a prestazioni specialistiche (visite e accertamenti diagnostici), ed in particolare alle prestazioni a pagamento, mentre il ricorso al ricovero avviene nella stessa misura dei cittadini italiani; più diffuso è invece il ricorso al pronto soccorso, in particolare per incidenti ed infortuni sul lavoro. Nel percorso della maternità le straniere sembrano usufruire di un’adeguata assistenza, con un maggior ricorso alle strutture pubbliche ed ai consultori familiari ed una minore medicalizzazione della gravidanza e del parto (il parto cesareo avviene nel 24,9% dei casi, contro una media generale del 35,9%).

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Gen 29

IMMIGRATI E MALATTIE INFETTIVE: LA SEMPLIFICAZIONE DELETERIA

Le malattie degli immigrati non sono “le malattie infettive”: non è possibile identificare i problemi sanitari degli immigrati presenti in Italia con questo gruppo di patologie, anche se media, politici ed opinione pubblica fanno questa semplificazione. I dati pubblicati a livello nazionale identificano complessivamente una popolazione in buono stato di salute, con maggiore frequenza di patologie comuni, legate, oltre che alle condizioni di vita alla bassa età media, una percentuale estremamente alta di traumatismi ed infortuni ed il ricorso alle strutture per eventi fisiologici per gravidanza e parto. Recentemente è stata evidenziata anche una progressiva “transizione epidemiologica” da malattie acute e/o accidentali a patologie “cronico-degenerative”, legate all’invecchiamento, a stili di vita logoranti ed all’acquisizione di modelli comportamentali non salutari. Se è vero che alcune malattie infettive si evidenziano con maggiore frequenza tra gli immigrati, è anche vero che la causa è da ricercarsi soprattutto nei “determinanti sociali della salute” (lavoro, reddito, habitat, accessibilità ai servizi,…), sui quali è necessario intervenire con azioni di contrasto. Esemplificativo il caso della Tubercolosi, classica “malattia della povertà”, che si può manifestare quando le difese immunitarie si indeboliscono a causa di condizioni di vita scadenti. Si tratta di una patologia in progressiva costante diminuzione nel nostro Paese, dove tra la popolazione italiana dal 1999 al 2006 si è registrato un calo del 33%. E’ pur vero che l’incidenza dei casi registrati tra i cittadini stranieri sul totale dei casi è passata dal 22 al 46%, ma ciò è dovuto all’aumento della popolazione immigrata; non si può quindi parlare in nessun caso di allarme sanitario.

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Gen 29

L’olocausto, la chiesa e il video della vergogna

Questo è un video negazionista che non chiede commenti. Ma noi lo pubblichiamo per ricordare che sei milioni di ebrei e centinaia di migliaia di rom, sinti, omosessuali e disabili furono sterminati nelle camere a gas di Birkenau e lì trovarono la morte per mano dei nazifascisti.

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Gen 29

il giorno della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa

La tensione solidale contro il genocidio di Gaza tende ad affievolirsi, troppo debole la forza comunicativa dei giusti in questa Italia miserabile di fronte alla potenza di fuoco dei mezzi di comunicazione degli ipocriti. Oggi viene avanti il negazionismo strisciante da parte di settori dell’intellettualità, alberga - mascherato da dichiarazioni di facciata - in soggetti istituzionali ancora pochi anni fa sostenitori di primo piano di progetti politici neofascisti. Anche nelle politiche vaticane intravediamo un negazionismo di fatto con la riabilitazione di sette integraliste e oscurantiste come i seguaci di Lefebvre.

Noi di Lavoro e Salute vogliamo ricordare l’olocausto, la più grande tragedia dell’umanità dalla quale pare non abbia imparato niente una parte degli eredi di quel popolo sacrificato alla follia nazifascista, con questo testo, scritto quasi 20 anni fa, di Franco Fortini, indimenticato intellettuale e poeta della democrazia. «Il manifesto» lo pubblicò il 24 maggio del 1989. Rileggerlo fa una certa impressione. Perché i problemi e gli interrogativi che pone rimangono ancora oggi aperti e sostanzialmente immutati. Semmai «solo» aggravati.

La dissipazione di Israele

di Franco Lattes Fortini

Ogni giorno siamo informati della repressione israeliana contro la popolazione palestinese. E ogni giorno più distratti dal suo significato, come vuole chi la guida. Cresce ogni giorno un assedio che insieme alle vite, alla cultura, le abitazioni, le piantagioni e la memoria di quel popolo e - nel medesimo tempo - distrugge o deforma l’onore di Israele. In uno spazio che è quello di una nostra regione, alle centinaia di uccisi, migliaia di feriti, decine di migliaia di imprigionati - e al quotidiano sfruttamento della forza-lavoro palestinese, settanta o centomila uomini - corrispondono decine di migliaia di giovani militari e colono israeliani che per tuttala loro vita, notte dopo giorno, con mogli, i figli e amici, dovranno rimuovere quanto hanno fatto o lasciato fare. Anzi saranno indotti a giustificarlo. E potranno farlo solo in nome di qualche cinismo real-politico e di qualche delirio nazionale o mistico, diverso da quelli che hanno coperto di ossari e monumenti l’Europa solo perché è dispiegato nei luoghi della vita d’ogni giorno e con la manifesta complicità dei più. Per ogni donna palestinese arrestata, ragazzo ucciso o padre percosso e umiliato, ci sono una donna, un ragazzo, un padre israeliano che dovranno dire di non aver saputo oppure, come già fanno, chiedere con abominevole augurio che quel sangue ricada sui propri discendenti. Mangiano e bevono fin d’ora un cibo contaminato e fingono di non saperlo. Su questo, nei libri dei loro e nostri profeti stanno scritte parole che non sta me ricordare.

Quell’assedio può vincere. Anche le legioni di Tito vinsero. Quando dalle mani dei palestinesi le pietre cadessero e - come auspicano i "falchi" di Israele - fra provocazione e disperazione, i palestinesi avversari della politica di distensione dell’Olp, prendessero le armi, allora la strapotenza militare israeliana si dispiegherebbe fra gli applausi di una parte dell’opinione internazionale e il silenzio impotente di odio di un’altra parte, tanto più grande. Il popolo della memoria non dovrebbe disprezzare gli altri popoli fino a crederli incapaci di ricordare per sempre.

Gli ebrei della Diaspora sanno e sentono che un nuovo e bestiale antisemitismo è cresciuto e va rafforzandosi di giorno in giorno fra coloro che dalla violenza della politica israeliana (unita alla potente macchina ideologica della sua propaganda, che la Diaspora amplifica) si sentono stoltamente autorizzati a deridere i sentimenti di eguaglianza e le persuasioni di fraternità. Per i nuovi antisemiti gli ebrei della Diaspora non sono che agenti dello stato di Israele. E questo è anche l’esito di un ventennio di politica israeliana.

L’uso che questa ha fatto della diaspora ha rovesciato, almeno in Italia, i rapporto fra sostenitori e avversari di tale politica, in confronto al 1967. Credevano di essere più protetti e sono più esposti alla diffidenza e alla ostilità.

Onoriamo dunque chi resiste nella ragione e continua a distinguere fra politica israeliana e ebraismo. Va detto anzi che proprio la tradizione della sinistra italiana (da alcuni filoisraeliani sconsideratamente accusata di fomentare sentimenti razzisti) è quella che nei nostri anni ha più aiutato, quella distinzione, a mantenerla. Sono molti a saper distinguere e anch’io ero di quelli. Ma ogni giorno di più mi chiedo: come sono possibili tanto silenzio o non poche parole equivoche fra gli ebrei italiani e fra gli amici degli ebrei italiani? Coloro che ebrei o amici degli ebrei - pochi o molti, noti o oscuri, non importa - credono che la coscienza e la verità siano più importanti della fedeltà e della tradizione, anzi che queste senza di quelle imputridiscano, ebbene parlino finché sono in tempo, parlino con chiarezza, scelgano una parte, portino un segno. Abbiano il coraggio di bagnare lo stipite delle loro porte col sangue dei palestinesi, sperando che nella notte l’Angelo non lo riconosca; o invece trovino la forza di rifiutare complicità a chi quotidianamente ne bagna la terra, che contro di lui grida. Né mentiscano a se stessi, come fanno, parificando le stragi del terrorismo a quelle di un esercito inquadrato e disciplinato. I loro figli sapranno e giudicheranno.

E se ora mi si chiedesse con quale diritto e in nome di quale mandato mi permetto di rivolgere queste domande, non risponderò che lo faccio per rendere testimonianza della mia esistenza o del cognome di mi padre e della sua discendenza da ebrei. Perché creo che il significato e il valore degli uomini stia in quello che essi fanno d sé medesimi a partire dal proprio codice genetico e storico non in quel che con esso hanno ricevuto in destino. Mai come su questo punto - che rifiuta ogni «voce del sangue» e ogni valore al passato ove non siano fatti, prima, spirito e presente; sé che partire da questi siano giudicati - credo di sentirmi lontano da un punto capitale dell’ebraismo o da quel che pare esserne manifestazione corrente.

In modo affatto diverso da quello di tanti recenti, e magari improvvisati, amici degli ebrei e dell’ebraismo, scrivo queste parole a una estremità di sconforto e speranza perché sono persuaso che il conflitto di Israele e di Palestina sembra solo, ma non è, identificabile a quei tanti conflitti per l’indipendenza e la libertà nazionali che il nostro secolo conosce fin troppo bene.

Sembra che Israele sia e agisca oggi come una nazione o come il braccio armato di una nazione, come la Francia agì in Algeria, gli Stati uniti in Vietnam o l’Unione Sovietica in Ungheria o in Afghanistan. Ma, come la Francia era pur stata, per il nostro teatro interiore, il popolo di Valmy e gli Americani quelli del 1775 e i sovietici quelli del 1917, così gli ebrei, ben rima che soldati di Sharon, erano i latori di una parte dei nostri vasi sacri, una parte angosciosa e ardente della nostra intelligenza, delle nostre parole e volontà. Non rammento, quale sionista si era augurato che quella eccezionalità scomparisse e lo stato di Israele avesse, come ogni altro, i suoi ladri e le sue prostitute. Ora li ha e sono affari suoi. Ma il suo Libro è da sempre anche il nostro, e così gli innumerevoli vivi e morti libri che ne sono discesi. E’ solo paradossale retorica dire che ogni bandiera israeliana da nuovi occupanti innalzata a ingiuria e trionfo sui tetti di un edificio da cui abbiano, con moneta o minaccia, sloggiato arabi o palestinesi della città vecchia di Gerusalemme, tocca alla interpretazione e alla vita di un verso di Dante o al senso di una cadenza di Brahms?

La distinzione fra ebraismo e stato d’Israele, che fino a ieri ci era potuta parere una preziosa acquisizione contro i fanatismi, è stata rimessa in forse proprio dall’assenso o dal silenzio della Diaspora. E ci ha permesso di vedere meglio perché non sia possibile considerare quel che avviene alle porte di Gerusalemme come qualcosa che rientra solo nella sfera dei conflitti politico-militari e dello scontro di interessi e di poteri. Per una sua parte almeno, quel conflitto mette a repentaglio qualcosa che è dentro di noi.

Ogni casa che gli israeliani distruggono, ogni vita che quotidianamente uccidono e persino ogni giorno di scuola che fanno perdere ai ragazzi di Palestina, va perduta una parte dell’immenso deposito di verità e di sapienza che, nella e per la cultura d’Occidente, è stato accumulato dalle generazioni della Diaspora, dalla sventura gloriosa o nefanda dei ghetti e attraverso la ferocia delle persecuzioni antiche e recenti. Una grande donna ebrea cristiana, Simone Weil ha ricordato che la spada ferisce da due parti. Anche da più di due, oso aggiungere. Ogni giorno di guerra contro i palestinesi, ossia di falsa coscienza per gli israeliani, a sparire o a umiliarsi inavvertiti sono un edificio, una memoria, una pergamena, un sentimento, un verso, una modanatura della nostra vita e patria. Un poeta ha parlato del proscritto e del suo sguardo «che danna un popolo intero intorno ad un patibolo»: ecco, intorno ai ghetti di Gaza e Cisgiordania ogni giorno Israele rischia una condanna ben più grave di quelle dell’Onu, un processo che si aprirà ma al suo interno, fra sé e sé, se non vorrà ubriacarsi come già fece Babilonia.

La nostra vita non è solo diminuita dal sangue e dalla disperazione palestinese; lo è, ripeto, dalla dissipazione che Israele viene facendo di un tesoro comune. Non c’è laggiù università o istituto di ricerca , non biblioteca o museo, non auditorio o luogo di studio e di preghiera capaci di compensare l’accumulo di mala coscienza e di colpe rimosse che la pratica della sopraffazione induce nella vita e nella educazione degli israeliani.

E anche in quella degli ebrei della Diaspora e dei loro amici. Uno dei quali sono io. Se ogni loro parola toglie una cartuccia dai mitra dei soldati dello Tsahal, un’altra ne toglie anche a quelli, ora celati, dei palestinesi.

Parlino, dunque.

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Gen 29

“Guarda che tu mi devi ubbidire!”.

“Ma mamma, io posso decidere se ubbidirti o no”.

“No! Puoi disubbidirmi solo se poi vai a predicare al tempio!”.

fonte: proooof.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 29

Il 14 febbraio si festeggia il Carnevale della Matematica, ospitato qui. Se avete scritto qualcosa di matematico e volete che sia pubblicato, fatemi sapere.

fonte: proooof.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 29

Cerchi idee regalo per San Valentino? Non perderci la testa, perché Elation ti dà una mano, grazie al suo catalogo con centinaia di regali davvero speciali.
Puoi per esempio scegliere qualcosa di intimo e romantico, come una cena a lume di candela in locali attentamente selezionati su tutto il territorio italiano per allietare il palato con [...]

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Gen 29

Ogni giorno la nostra vita è piena di sfide. Sfidare il traffico, andare al lavoro, trattare coi clienti, coi colleghi, con gli impiegati, lottare con altissime pile di documenti sono alcune delle prevedibili sfide che affrontiamo ogni giorno.
Ma ce ne sono anche che non possiamo prevedere e che incontriamo comunque tutti i giorni. Dobbiamo trovare [...]

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Gen 29

 
…da Zappa a LaZaRiMus con Synpress44…
Nuove prospettive per la musica indipendente!
 

Synpress44 Ufficio stampa è lieto di annunciare la collaborazione con LaZaRiMus - Laboratorio Zappiano di Ricerche Musicali, etichetta discografica fondata nel febbraio 2008 dagli Ossi Duri, irresistibile band torinese di ispirazione zappiana, autrice di numerosi album con ospiti illustri come Ike Willis, Napoleon Murphy Brock, Elio e [...]

fonte: www.comunicati-stampa.ws » Vai al post originale

Gen 29

- 2 al Congresso Federparchi
Mancano due giorni a “Parchi a misura di futuro”
VI Congresso Nazionale Federparchi.
Cambiamenti climatici, tutela della natura, qualità della vita, sviluppo sostenibile.
Roma 30  31 gennaio 2009 Casa dell’Architettura - Acquario Romano Piazza Manfredo Fanti 47
I Parchi italiani, un sistema da primato
Oltre 1.100 aree naturali protette distribuite in tutta la Penisola, con una [...]

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Gen 29

La rete non smette mai di offrire nuove opportunità ed ora sta offrendo opportunità anticrisi. Come è possibile?
La comunità online Cinquantallora.com ha realizzato un gioco-quiz assolutamente gratuito in cui è possibile accumulare punti che permettono di avere dei veri premi. La costanza nel gioco viene premiata con soggiorni gratis in Hotel, ad esempio, pranzi o [...]

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Gen 29

Il 2009 è il Bicentenario della nascita del grande Edgar Allan Poe (nato a Boston il 19 gennaio 1809), e tutto il mondo si appresta a celebrarlo con varie iniziative. Anche la Vox Company (www.voxcompany.it) ha ritenuto indispensabile rendergli omaggio, e così gli dedica due audioracconti che sono vere “pietre miliari” nella produzione dell’autore, ma [...]

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Gen 29

Distante da Trapani appena 38 chilometri e circa 100 da Palermo, San Vito Lo Capo si trova in una baia dalle acque poco profonde e tranquille, è la perla della costa nord occidentale della sicilia. Ha la fortuna di essere compresa fra due riserve naturali, quella di Monte Cofano e dall’altro lato quella dello Zingaro [...]

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Gen 29

Come il viso rappresenta una persona, così il centralino rappresenta un ufficio o gli affari. E proprio come noi ci formiamo un’opinione guardando una persona, (di solito il viso), la maggior parte dei visitatori si formano un’opinione sui nostri affari e su come sono portati avanti guardando l’area del centralino.
E forse la cosa più importante [...]

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Gen 29

O-one potenzia la sua offerta di servizi di comunicazione on-line dotandosi di una unit specializzata in attività di Digital Media Relations. Nata in risposta all’esigenza propria delle aziende di un approccio maturo al consumatore, Dr.O-one è una realtà poliedrica, un po’ agenzia di PR e web agency, un po’ centro [...]

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Gen 29

Mymusicshop.it nuova entità nel panorama musicale italiano annuncia orgogliosamente la collaborazione con il più famoso festival nazionale per artisti emergenti TOUR MUSIC FESTIVAL ideato dal grande Mogol.
 
Mymusicshop.it avrà l’onore di partecipare attivamente a questo progetto e di premiare il “Miglior Chitarrista” durante la finale che si terrà al Club Piper di Roma. (6/11/2009).
 
Per [...]

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Gen 27

Ci sono loro nei primi posti della lista dei direttori del personale delle aziende italiane. Per gli agenti le offerte raggiungono le 240 unità. Rimangono su livelli elevati anche le ricerche relative ai contabili con 141 posizioni aperte e agli addetti alla contabilità generale (48). Tra le prime posizioni si trovano anche gli ingegneri ( con 147 offerte).

Molto ricercati anche gli addetti alla segreteria (214 posizioni) e gli addetti di amministrazione (128). Nell’area delle figure commerciali spiccano anche i > venditori (207), gli addetti vendite(157), i responsabili commercial (85) e gli addetti clienti e utenze (68). Bene anche gli account con 129 offerte e i tecnici commerciali (121). Sono 61 le inserzioni di ricerca di personale per gli addetti di call center.

Tra le figure più di natura tecnica, spiccano i disegnatori (83), gli operatori di manutenzione (121), i progettisti (92), i programmatori (100) e gli analisti programmatori senior (82).

Ci sono poi anche gli autisti (40), i geometri (37), gli addetti al controllo qualità (41) e i magazzinieri (101).

Se si sposta l’analisi a livello regionale, si scopre che in testa si trova la Lombardia con 1.671 offerte. Seguono Veneto (1.073 offerte), Toscana (873 offerte), Emilia Romagna (727 offerte) e Lazio (477 offerte).

Di seguito le offerte e le selezioni delle imprese italiane:

THD LAB, primario gruppo industriale, presente in Italia e all’estero ed operante nel settore medicale, ricerca sales specialists(vedi le offerte).

FIGENPA S.p.A., società di servizi finanziari, ricerca personale commerciale e impiegate
(vedi le offerte).

Seat Pagine Gialle, la Multimedia Company d’Italia Internet, Telefono, Carta,
ricerca agenti di vendita
(vedi le offerte).

La Camera di commercio di Grosseto assegna una borsa di studio riservata a laureati in Scienze giuridiche e sistemi amministrativi
(vedi le offerte).

Azienda italiana leader in Europa nella costruzione di montascale e miniascensori ricerca financial controller

(vedi le offerte).

Gruppo Cibra Pubblicità ricerca, per la Regione Veneto, geometra e agenti

(vedi le offerte).

La BluLine S.r.l., azienda di e-commerce fondata sulla vendita di prodotti e servizi di largo consumo rivolti alla distribuzione al dettaglio, seleziona 80 funzionari commerciali per l’ampliamento dell’organico
(vedi le offerte).

Breitling Instruments for Professionals, azienda specializzata nella produzione di orologi e cronografi, ricerca responsabile commerciale per dirigere la equipe di vendita
(vedi le offerte).

Castellani SPA, primaria azienda operante su mercati esteri, con sede a Pontedera, cerca addetti acquisti e procedure (sicurezza, qualita’, etc,) e responsabile contabilità

(vedi le offerte).


Tricofarma
, azienda di prodotti dermocosmetici con sede a Roma, ricerca informatore medico
(vedi le offerte).

Iniziative Industriali SpA, nell’ambito del rafforzamento della struttura operativa, ricerca, per il proprio stabilimento di Santa Luce in provincia di Pisa, responsabile area tecnica, project manager, esperto contabile responsabile amministrazione
(vedi le offerte).

Fendi, società multinazionale operante nel settore lusso appartenente al gruppo LVMH, ricerca contabile senior

(vedi l’offerta) e addetti contabilità fornitori (vedi l’offerta).

Alpha Personal-Service seleziona videogame tester per lavorare per Nintendo of Europe GmbH. Richiesta madre-lingua italiana ed esperienze con i videogame. Impiego a tempo pieno,disponibilità immediata. Sede di lavoro Francoorte in Germania

(vedi l’offerta).

Ifoa Management ricerca per Toys Center, primaria catena di negozi di giochi e prodotti per l’infanzia, 2 giovani addetti alle vendite da inserire in tirocinio formativo presso punto vendita di nuova apertura a Catanzaro (vedi l’offerta).

ELEXIA, azienda operante nel settore intimo, seleziona un responsabile amministrativo / fiscale laureato e impiegato ufficio commerciale operativo (vedi l’offerta).

VHIT S.p.A., con sede in Offanengo e due stabilimenti nel cremasco, opera nel campo della generazione del vuoto e dell’idraulica, ricerca una figura da inserire nel settore ricerca e sviluppo . Il candidato prescelto, inserito in stage, sarà di supporto al responsabile dell’area nell’impostazione e nello sviluppo di nuovi prodotti
(vedi l’offerta).

Gi Group SpA., agenzia per il lavoro, ricerca, per società del settore chimico, due impiegati contabili. I candidati prescelti si occuperanno della contabilità clienti, fornitori, gestione prima nota, tenuta della scritture contabili, liquidazione iva e adempimenti fiscali

(vedi l’offerta).

Prestigiosa società del settore commercio ricerca 5 operatori call center per per attività di assistenza clienti. Si richiede disponibilità al lavoro part time dal lunedì alla domenica su turnazione. Si richiede disponibilità al lavoro part time, buone doti comunicative e relazionali.

(vedi l’offerta).

Sammontana Spa ricerca per, per la propria struttura tecnica, tecnico di manutenzione meccanica linee di produzione ed impianti generali
(vedi l’offerta).

Direction seleziona per impresa operante nel settore delle energie rinnovabili sales manager fotovoltaico, capo commessa fotovoltaico, progettista impianti fotovoltaici e project manager impianti fotovoltaici
(vedi l’offerta).

Il Gruppo Alstom, operatore mondiale attivo nella realizzazione di apparecchiature e servizi per la produzione di energia e per il trasporto ferroviario, ricerca analista di costi industriali, progettisti veicoli ferroviari, runnind dynamics engineer, responsabili qualità di commessa, specialisti R.AM.S e specialisti in gare d’appalto
(vedi l’offerta).

TUTTE LE OFFERTE CLASSIFICATE PER AREA:

Amministrazione, controllo e impiegati
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Finanza e credito/banche
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Assistenza clienti, call center, telemarketing
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Acquisti e logistica
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Commerciale e vendite
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Marketing e comunicazione
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Direzione generale e top management
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Erogazione di servizi
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IT e sistemi informativi
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Manutenzione e operai
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Produzione
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Qualità e sicurezza
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Regioni, autonomie locali ed enti pubblici
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Ricerca e sviluppo e area tecnica
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Risorse umane e organizzazione
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Turismo ed esercizi pubblici
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Gen 27

Cari amici,
vi inviamo una vignetta fatta solo per voi.

In questi giorni abbiamo difficoltà a seguire tutti gli spunti che la politica italiota continua a proporci.
Ma cerchiamo di impegnarci per non far cadere nulla per terra.

Vi segnaliamo:
Un breve e significativo articolo di sibilla sui bambini di Gaza: CLICCA

Un articolo acido della stampa inglese in merito alle risate fuori luogo del nostro Presidente del Consiglio: CLICCA se non conoscete l’inglese basta che usiate la funzione "traduci la pagina in italiano" e resterete agghiacciati.

Basta, ci fermiamo qui, non vogliamo rendere la nostra presenza noiosa o invadente.

Un caro saluto a tutti
Tubal e Sibilla

Per vedere le nostre ultime vignette
CLICCA QUI

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Gen 27

Rapporto Censis: Gli italiani si sentono traditi dal Servizo Sanitario Nazionale

L’indagine annuale indaga i timori degli italiani per un welfare che perde la sua natura universalistica e diventa sempre più assistenziale. Un tracollo di fiducia contro il quale la ricetta non sono né la sostituzione del Ssn con altri sistemi importati dall’estero, né inutili conservatorismi in difesa dello status quo, ma la “riarticolazione” delle coperture del Ssn verso nuovi bisogni emergenti, a cominciare dall’assistenza ai non autosufficienti.

Il rapporto ripercorre l’andamento della spesa sanitaria negli ultimi 30 anni: la spesa pubblica è aumentata del 138,3%, in una misura doppia rispetto all’incremento del Pil (+75,5%), mentre la spesa privata è aumentata del 312,9%. La spesa pubblica è aumentata in modo consistente negli anni ‘80, si è stabilizzata nella seconda metà degli anni ‘90, per riprendere a crescere a partire dal 2000. Con la devoluzione si apre un nuovo capitolo, una sfida durissima sulle implicazioni economiche e finanziarie, alla luce anche dell’evidente disparità regionale dei servizi sanitari. La devoluzione, secondo il Censis, dà visibilità ad una differenziazione che ha radici antiche, ma sembra creare i presupposti per un suo ulteriore approfondimento, che si inscrive in un contesto più generale di incertezza e precarietà sociale, tale da produrre ansie individuali e collettive che impattano anche sulla dimensione della salute.

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Gen 27

Vi giro il comunicato dell’Assemblea Nazionale dei Ferrovieri, con preghiera di pubblicazione su Lavoro e salute.

Marco Bazzoni Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 

SPEZZAMENTO FRECCIAROSSA I DELEGATI: ADESSO RIASSUMERE SUBITO DE ANGELIS. E’ CHI NASCONDE I PROBLEMI DANNEGGIA NOI E LA NOSTRA AZIENDA

Roma, 25 gennaio 2009 - “Vogliamo l’immediata revoca, e senza condizioni, del licenziamento del nostro compagno di lavoro, il macchinista e Delegato alla sicurezza RLS Dante De Angelis, allontanato dall’azienda il 15 agosto scorso per le dichiarazioni rilasciate in occasione dei due precedenti spezzamenti avvenuti a Milano”. Lo chiedono i delegati  RSU-RLS dell’Assemblea Nazionale dei Ferrovieri alla luce dell’ultimo grave incidente accaduto ieri all’Eurostar  9456, Napoli – Bologna,  treno della moderna flotta ETR 500 Frecciarossa, spezzatosi in due tronconi nei pressi di Anagni ( Fr ). “Semmai ve ne fosse stato bisogno - proseguono i delegati - questa è la prova lampante che il nostro Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza non avrebbe mai potuto ritrattare le dichiarazioni riguardo ai problemi agli Eurostar che stanno alla base del licenziamento, come richiesto nei giorni scorsi da Domenico Braccialarghe, capo del personale FS, in quanto perfettamente rispondenti alla realtà. Ci preoccupano invece le dichiarazioni dei vertici aziendali – proseguono i delegati - che nei precedenti casi esclusero categoricamente la possibilità che lo spezzamento si potesse verificare con viaggiatori a bordo ed oggi, che sono stati smentiti dai fatti, parlano incoscientemente di “dolo”. Come ferrovieri, da sempre proverbialmente legati e affezionati al nostro lavoro – concludono - siamo molto preoccupati dei danni provocati alla nostra azienda dalla politica dell’immagine che anziché individuare, affrontare e risolvere le cause dei problemi preferisce nasconderli o minimizzarli”.

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Gen 27

Da cattolica dico: Non deve mai essere possibile che tutti diventino cattolici per legge

Non capisco l’ostinazione della Chiesa cattolica a farsi del male: nonostante le sue stesse agenzie di informazione enuncino il sempre più forte distacco dei cattolici dalla pratica religiosa, non tenta neppure la carità della distinzione fra erranti ed errori e, soprattutto, non argomenta con richiami ai testi evangelici per diventare convincente.

Si appoggia agli atei devoti e ad un governo che strumentalmente la finanzia per riceverne (e, malauguratamente, la riceve) la benedizione. 

Negli ultimi tempi il Vaticano si è opposto in sede Nazioni Unite alla legittimazione dell’omosessualità e della libertà relazionale degli handicappati sulla base di principi che sono inaccettabili come prassi di una chiesa davvero umana e cristiana, ma che risultano ancor più incompatibili con il rispetto dei diritti mani per uno stato, come è il Vaticano quando si rappresenta all’Onu. Si tratta di questioni che non rappresentano il comune sentire neppure delle persone di fede.

E che, comunque, invitano a comprendere che, se si accetta la laicità e non si intende violare la separazione stato/ chiesa del Concordato, bisogna cercare di affrontare problemi che diventeranno sempre più impegnativi per la morale comune senza impugnare la spada del dogmatismo.

Rispetto al caso Englaro credo che, quando la presidente Bresso dice che "l’Italia non è il paese degli ayatollah", intenda usare una metafora per dire che l’Italia non è il Vaticano.

Il ministro Sacconi lo sa bene e, secondo la solita prassi di adeguamento a logiche estranee ai fondamenti giuridici del nostro stato, ha mandato una circolare il cui imperio è zero rispetto alla sentenza della Cassazione e, soprattutto, all’art.32 della Costituzione ("…Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana").

Credo che non solo il card. Poletto o il Papa, ma chiunque di noi avrebbe difficoltà se fosse tenuto personalmente a staccare la spina, ma deve essere data facoltà a chi, come un padre che ha resistito per quasi vent’anni al dolore di vegliare una figlia morta che non muore, di ottenere la fine dell’accanimento terapeutico.

Chi conosce gli ospedali sa che da sempre, soprattutto con i più poveri, ma in generale da parte dei medici più pietosi, la vita viene difesa "finché c’è speranza"; e solo le odierne tecniche sofisticate consentono di sperimentare la conservazione della vita biologica.

Come donne abbiamo già sperimentato - e continuiamo a subire - la persecuzione clericale della priorità da dare, in nome della vita, all’embrione.

Nessuno come la donna sa che una cellula fecondata non è uguale ad un ovulo e uno spermatozoo separati; ma la donna sa anche di non avere ancora la libertà sessuale per decidere di essere madre e, se cattolica, non può ricorrere alla contraccezione neppure nei paesi a rischio aids.

Le donne hanno dovuto accettare l’esistenza dei medici obiettori negli ospedali pubblici - ricordiamo che l’obiezione al servizio militare era nei confronti di un "dovere costituzionale", mentre la struttura ospedaliera pubblica è al servizio del cittadino secondo le leggi dello stato -; anche per il futuro testamento biologico potrà avvenire la stessa cosa.

Ma, mentre i cattolici osservanti potranno agire secondo coscienza senza problemi, non deve mai essere possibile - lo dico da cattolica - che tutti diventino cattolici per legge. Tanto più che, per noi cattolici, c’è liceità di morire di guerra.

Giancarla Codrignani

da www.womenews.net

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Gen 27

Proiezioni al cinema per

il Giorno della memoria

Il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà organizza a Torino una serie di proiezioni cinematografiche per il 26 e 27 gennaio

In occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà organizza il 26 e il 27 gennaio 2009 a Torino un programma di proiezioni cinematografiche gratuite in 5 sale cittadine, rivolto alla cittadinanza e alle scuole, curato da Aiace Torino in collaborazione con Agis Piemonte, con il sostegno della Città di Torino e del Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana.

I film proposti nella ricorrenza istituita in ricordo del 27 gennaio 1945, giorno in cui vennero abbattuti i cancelli del campo di Auschwitz, offrono al vasto pubblico intergenerazionale uno spunto immediato di riflessione e costituiscono un invito, rivolto soprattutto ai più giovani, a non dimenticare la tragedia della Shoah, lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

I sei titoli in cartellone alternano grandi classici e produzioni recenti. Il 26 gennaio verrà presentato L’oro di Roma di Carlo Lizzani nella copia restaurata dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale. La proiezione, organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, sarà introdotta da Sergio Toffetti, conservatore della Cineteca Nazionale di Roma.

Le successive proiezioni del 27 gennaio – Il falsario - Operazione Bernhard di Stefan Ruzowitzky, La tregua di Francesco Rosi, Arrivederci ragazzi di Louis Malle, Hotel Meina di Carlo Lizzani, Il grande dittatore di Charlie Chaplin – saranno precedute da una presentazione a cura di un critico cinematografico dell’Aiace; gli spettacoli mattutini prevedono la testimonianza di studenti torinesi che hanno partecipato a viaggi-studio nei campi di sterminio nazisti. L’ingresso a tutte le proiezioni è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per le classi e i gruppi è indispensabile la prenotazione al numero verde Museiscuol@: 800/553130, dal lunedì al giovedì dalle ore 9:00 alle 14:00; venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00.

per ulteriori informazioni www.museodiffuso.it

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Mondi Al Limite

9 scrittori per

Medici Senza Frontiere

 

 

Il progetto

“Questo libro arriva dopo 37 anni di storia di Medici Senza Frontiere, 37 anni di azione medica umanitaria che fin dall’inizio abbiamo scelto di far raccontare, a volte denunciare, sempre da testimoni piuttosto che da testimonials. Il testimone è qualcuno che parla sempre in prima persona, che mette in gioco la propria sensibilità e le proprie emozioni, il testimonial al contrario propone una lezione altrui. E pertanto abbiamo ritenuto che i migliori testimoni di quello che facciamo, di quello che vediamo, fossimo noi stessi o i nostri pazienti. Tanto è vero che finora accanto a memorie, documenti, dossier, comunicati, la parte migliore della produzione scritta di MSF sono state le raccolte delle lettere personali degli operatori espatriati ai quattro angoli del mondo. Un mondo notoriamente del tutto privo di angoli.  Ma se giunti alla nostra età matura, per una volta avessimo osato di più? Se avessimo cercato di condividere l’esperienza ricorrendo ad un diverso genere di testimonianza? L’attenzione dell’editore e la generosa disponibilità degli autori a cui ci siamo rivolti, ha permesso di centrare l’obiettivo di lasciarci narrare, e per la prima volta al mondo a questo modo, proprio in italiano”

Konstantinos Moschochoritis Direttore generale di MSF Italia.

Il libro

Dalla Thailandia alla Cambogia, dalla Somalia alla Repubblica Democratica del Congo, dal Brasile alla Colombia, dal Pakistan all’Italia, nove scrittori italiani (Alessandro Baricco, Stefano Benni, Gianrico Carofiglio, Mauro Covacich, Sandrone Dazieri, Silvia Di Natale, Paolo Giordano, Antonio Pascale, Domenico Starnone) raccontano la realtà di alcune aree, in cui Medici Senza Frontiere opera, per sensibilizzare un largo pubblico sui temi della violenza urbana, della prostituzione, delle guerre, delle malattie e di tutte quelle crisi dimenticate che colpiscono le popolazioni indifese. Il volume offre un affresco di ritratti, storie, realtà dure e drammatiche dipinto in maniera agile e “leggera” dalla variegata sensibilità degli scrittori, per la prima volta a contatto con situazioni al limite. Situazioni che cattureranno e coinvolgeranno il lettore nella complessità di quelle crisi invisibili che affliggono il cosiddetto Sud del mondo. L’opera, edita da Feltrinelli, è corredata dai disegni di Emilio Giannelli.

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Bomboniere solidali di Emergency

Le bomboniere solidali sono un modo diverso per ricordare ad amici e parenti un giorno speciale: oltre a sostenere economicamente i progetti di Emergency rappresentano un segno concreto del vostro impegno e della vostra solidarieta’ a favore delle vittime delle guerre e della poverta’.

Per maggiori informazioni sulle bomboniere solidali di Emergency:

http://www.emergency.it/menu.php?A=004&SA=022&ln=It

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La Società Meteorologica Italiana Onlus presenta

I MARTEDI’ DELL’ATMOSFERA

Scopriamo insieme la meteorologia

Martedì 10 Febbraio 2009, Ore 21.15  BUSSOLENO (TO)  Castello Borello

Ogni secondo martedì del mese una occasione di incontro per i soci della SMI di tutta Italia per scambiare informazioni, esperienze, dati meteo, fotografie. Nel corso della serata verranno proiettate le diapositive di alcuni degli eventi meteorologicamente più interessanti degli ultimi mesi. Seguirà l’analisi meteorologica delle situazioni, correlata con l’esame delle osservazioni effettuate.

Tutti i soci sono invitati a partecipare, eventualmente contribuendo con diapositive e dati meteo. E…se ancora non fai parte della SMI, no, non scappare! Vieni anche tu alle nostre serate, avrai così occasione di conoscerci, potrai vedere Nimbus , ti racconteremo le nostre iniziative, i nostri progetti, e potrai incontrare tanti altri studiosi ed appassionati di questa magnifica scienza.

INGRESSO LIBERO

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LE MUCCHE NON MANGIANO CEMENTO

Viaggio tra gli ultimi pastori di Valsusa e l’avanzata del calcestruzzo

Mercalli L., Sasso C. Societa’ Meteorologica Subalpina , 2004 -320 pagine, disegni e foto a colori, riccamente illustrato, cop. in brossura, dim. 21 x 26 cm. €29  Sconto di € 3 per i soci SMI

DESCRIZIONE (a cura dell’Editore) Il mondo degli alpeggi è oggi uno strano connubio tra i ritmi lenti ed essenziali di un tempo remoto, dai tratti quasi medievali, e le pressioni della tecnologia e dell’economia moderne, prive di limiti apparenti.

Entrambe queste culture hanno qualcosa da imparare l’una dall’altra, ma il messaggio di fondo che ci giunge dai pascoli d’alta quota è il rispetto dei limiti imposti dall’ambiente. La crescita infinita dei consumi, è un mito pericoloso, non consentito dalle leggi della termodinamica.  Il mondo sostenibile va a bassa velocità.

Contiene pensieri di Beppe Corti (Università Politecnica delle Marche), Ermanno Zanini (Università di Torino), Giovanni Badino (Università di Torino e La Venta), Claudio Cancelli (Politecnico di Torino), Remo Castagneri (ASL 5 Torino), Mario Cavargna (Pro Natura Torino), Franco Del Moro (Ellin Selae, Murazzano), Carlo Gottero (Coldiretti Torino), e fotografie di Luca Giunti (Parco Orsiera-Rocciavrè).

Segnalazioni a cura di Silvia Falco, redazione Lavoro e Salute

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Gen 27

Nechama Tec Storica polacca, autrice del libro da cui è tratto il film 

«Basta con lo stereotipo dell’ebreo solo vittima»

 

Gentilissima, rigorosa, ironica, la professoressa e storica Nechama Tec ha una voce da nonna premurosa e la grinta di chi ha sofferto troppo per piangersi addosso. Per tre anni, bambina, si è finta cattolica in una famiglia polacca di "giusti" che la salvarono, portandola a messa e cambiandole abitudini e cognome. Una maschera che dopo la Seconda Guerra Mondiale è divenuta buco nero nei suoi ricordi. Un vulnus nella memoria individuale e collettiva della sua generazione. Trent’anni di silenzio, poi nel 1975 un’autobiografia apre tre decenni di studi incessanti e originali: scoprire i sopravvissuti, salvatori e salvati (spesso nella stessa vita) e abbattere lo stereotipo dell’ebreo vittima, attore passivo dell’orrore della Shoah. La storia di Tuvia Bielski ne è la punta dell’iceberg, centro del suo libro Defiance - Gli ebrei che sfidarono Hitler (ed. Sperling & Kupfer), storia di una Resistenza "locale" (nei boschi polacchi) straordinaria per efficacia. Militare, politica e umana. Un’ opposizione ai nazisti strenua e vittoriosa che salvò 1200 persone.

 

Vita e carriera particolari le sue: trent’anni di oblio, e trent’anni di ricerca ossessiva della Memoria.

Esatto, per 30 anni non ne ho parlato, non ne ho letto, non ne ho scritto, non ho visto film che ne parlassero. Poi le porte della mia memoria si aprirono, divenni curiosa del mio passato, volevo capire, e ho scritto Lacrime asciutte , che descrive la mia vita e quella della mia famiglia, dall’esperienza del ghetto all’infanzia da bambina cristiana e cattolica. Vivevo nella Polonia occupata dai tedeschi con la "fortuna" di essere bionda con gli occhi azzurri e di parlare perfettamente il polacco. Per tre lunghi anni ci trasferimmo di continuo, la situazione era pericolosa e le persone molto sospettose. Alla fine ci stabilimmo nella cittadina di Kielce, dove fummo protetti da una famiglia polacca.

 

E mentre giravate la Polonia per evitare persecuzione e sterminio, sapevate di Tuvia Bielski?

No, allora era una realtà locale e io ero dall’altra parte del paese, l’ho saputo solo quando ho iniziato a studiare quel periodo, scoprendo molti episodi simili. C’erano tante famiglie che cercavano di sopravvivere nei boschi, ma sfortunatamente molti di loro erano persone anziane, bambini, donne e la vita per loro era dura. Alcuni però sono riusciti a sopravvivere.

 

La Resistenza ebraica ha una sua storia indipendente e importante. Perché se ne parla poco?

Buona parte della seconda guerra mondiale non è stata esplorata. E nell’analisi che viene fatta, spesso si ritraggono gli ebrei come un popolo che si è lasciato trascinare alla morte senza reagire, analisi che io ritengo essere molto vicina all’antisemitismo, una pessima abitudine consolidatasi negli ultimi 1000 anni. Inolte gli eroi, i "giusti" ebrei spesso non parlano, ricordare è doloroso, raccontare vuol dire rivivere episodi terribili, perdite di familiari e persone care, le umiliazioni. Vale per tutti: anche per quel gendarme tedesco-polacco che era stato salvato da un superiore che aveva mentito per lui e da allora cominciò a operare salvataggi sistematici. Una notte salvò 350 ebrei e sfruttando la sua possibilità di accedere a segreti che non avrebbe dovuto conoscere, riuscì a evitare la morte di centinaia di altre persone perseguitate. Nel mio prossimo libro farò un’analisi sistematica e comparativa delle Resistenze, ebraiche e non. C’erano resistenti persino nei campi di concentramento, ci fu anche un moto di sollevazione ad Auschwitz.

 

Stupisce dell’otriad Bielski la forte strutturazione sociale: regole, leggi, divisione di compiti.

Se vuoi sopravvivere in un ambiente così difficile e in una situazione minacciosa devi porre delle regole ben precise e devi essere in grado di cooperare. La cooperazione rende forti, e in quella circostanza era necessaria contro gli attacchi esterni e i rischi. Ciò che li rendeva speciali era la politica delle porte aperte: accoglievano vecchi, bambini e malati, volevano tutelare anche e soprattutto categorie svantaggiate, anche se rischiose per la riuscita della missione.

 

Per Tuvia Bielski il diritto alla difesa era un dovere quasi sacro. Argomento facilmente strumentalizzabile…

Nella politica mondiale sono molti gli episodi in cui si manipola il diritto alla difesa, non è una cosa recente. I fatti parlano da soli, ma non sono sempre obiettivi, dipende da chi li legge. Se chi lo fa ha una precisa agenda politica, già scritta, allora la strumentalizzazione è inevitabile.

 

Lei incontrò Tuvia una volta sola.

Nel 1987 lo incontrai, passammo due ore e mezza nella sua casa a Brooklyn a parlare. Era molto malato, ma lucidissimo. Parlammo in yiddish, era estremamente consapevole, storicamente e umanamente, di quello che aveva fatto e vissuto. Era intelligentissimo e con una rara chiarezza di pensiero. Gli chiesi come gli venne in mente di salvare tutte quelle persone. "Mi guardai intorno - rispose - e vidi che i tedeschi uccidevano tutti gli ebrei, senza distinzioni. Ho pensato: loro uccidono tutti? E allora io salverò tutti".

 

Boicottaggi e piccoli atti di vandalismo verso gli ebrei stanno tornando, in risposta alla politica israeliana. La storia può tornare al passato?

Certo, anche se porta vestiti sempre diversi. L’antisemitismo ha resistito nei secoli prendendo forme sempre diverse, l’ebreo - e il diverso - è sempre un capro espiatorio. Nel nostro mondo si criticano le vittime per aver commesso dei crimini, ma anche per averli subiti! Come succede con le donne violentate: un seno scoperto, una gonna corta, l’essere sexy diventano la causa dello stupro. Quello è il suo corpo, può essere mai una giustificazione per quel crimine? E basta essere ebrei, basta una valutazione politica su Israele, a giustificare una persecuzione?

 

 

Questa intervista di Boris Sollazzo su Liberazione del 25/01/2009 (in edicola anche lunedi) fa parte dello speciale

VERSO IL GIORNO DELLA MEMORIA

Immagine del film "Defiance" sulla storia dei fratelli Bielski, ebrei e partigiani

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Gen 27

ETR 500 SI SPEZZA IN SERVIZIO COMMERCIALE ( TR 9456) ALLE 20,02 SULLA NAPOLI - ROMA AV/AC, TRA LA SESTA E SETTIMA VETTURA, SEMBRA SENZA DANNI AI VIAGGIATORI.

 

IN ALLEGATO LA NOTIZIA STAMPA DIFFUSA DA "ancora IN MARCIA".

 

 

FERROVIE: INCIDENTE AL  FRECCIA ROSSAETR 500 SI SPEZZA SULLA LINEA AV ROMA-NAPOLI

Roma, 24 gennaio 2009 ;Il treno euro star freccia rossa 9456, partito da Napoli alle ore 18 e 54 e diretto a Bologna, ha subito poco fa un grave incidente nei pressi di Anagni, in provincia di Frosinone;. Ne dà notizia la storica rivista dei macchinisti ;ancora in marcia;Dalle prime sommarie ricostruzioni - prosegue la nota - il treno si sarebbe spezzato tra la sesta e la settima carrozza durante la marcia a velocità ridotta. Nessun viaggiatore risulta disperso e non vi sarebbero feriti.

 

Quando si spezzarono due Etr 500 il 14 e il 22 luglio del 2008, le FS dissero che si trattava di un errore umano, licenziarono il macchinista Dante De Angelis, che secondo loro "aveva diffuso notizie infondate e pretestuose, procurando un allarme ingiustificato", anche se De Angelis non aveva parlato di quei due Etr, ma di altri incidenti occorsi agli Eurostar.

Inoltre, in occasione di quei due incidenti, le FS parlarono di errore umano, e che la sicurezza dei viaggiatori non era stata messa in pericolo, dato che lo spezzamento era avvenuto in stazione, e che non potrebbero mai spezzarsi in viaggio.

Questa volta è accaduto, da come riporta la nota del sito "Ancora in Marcia", mentre era in viaggio a velocità ridotta.

Lo spezzamento è avvenuto fra la 6 e 7 carrozza, quindi a metà treno, perchè se non erro, le carrozze su un eurostar sono 13.

Per fortuna, fra i viaggiatori non ci sono feriti o dispersi.

Inoltre, non è un Etr "qualsiasi", ma il famoso Freccia Rossa, tanto pubblicizzato e voluto dall’amministratore delegato di FS Mauro Moretti.

Le FS tanto solerti ad inserire comunicati stampa, quando c’è da parlare del fallimento dello sciopero dei ferrovieri per il reintegro di Dante De Angelis al suo posto di macchinista:

 

http://www.fsnews.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=758486e39130f110VgnVCM1000003f16f90aRCRD

 

http://www.fsnews.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=2c6b5e886840f110VgnVCM1000003f16f90aRCRD

 

Si sono badati bene dal divulgare questa notizia alla stampa (infatti, non c’è una nota di agenzia, ne un comunicato sul sito delle FS, o su un sito di un quotidiano)

Evidentemente perchè non è una buona pubblicità per loro, e forse perchè dovrebbero dare troppe spiegazioni.

Ci penso io a fargli un pò di pubblicità, perchè questo incidente è molto grave.

Il povero Dante De Angelis è stato licenziato perchè ha denunciato la scarsa sicurezza degli Etr.

Ci deve scappare il morto perchè le Ferrovie dello Stato corrano ai ripari?

 

CHIEDO AI MEZZI D’INFORMAZIONE DI DARE AMPIO RISALTO ALLA NOTIZIA DEL SITO ANCORA IN MARCIA, DATO CHE LA SICUREZZA DEI TRENI RIGUARDA TUTTI I CITTADINI, DATO CHE BENE O MALE QUASI TUTTI PRENDIAMO IL TRENO.

Saluti.

 

Marco Bazzoni

Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

24 gennaio 2008 ore 00,19

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Gen 27

“Prof, posso andare ad aprire la finestra?”.

“Va bene… però tirati su le braghe che non mi piace la visione delle tue mutande”.

“Ma uffa, prof… Va bene?”.

“Sì, ma non camminare così che mi sembri Jar Jar”.

“Ma prof, lei non sa nemmeno chi sia Jar Jar”.

“See”.

“Allora mi dica: che razza è? Su che pianeta è nato?”.

“Ehm. È un Gungan”.

“Giusto. E il pianeta?”.

“Eehhmmm”.

“Psst, prof! Naboo”.

“Naboo!”.

“Eh, vabbè, così son buoni tutti”.

“Comunque deve morire tra atroci sofferenze. Siediti che interrogo”.

fonte: proooof.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 27

Hobbygame, il portale della creazione di giochi da tavolo e videogiochi personalizzati e inediti, si rinnova, offrendo nuovi servizi, giochi, regali ed intrattenimento per i propri utenti.
Vi proponiamo inoltre nuovi modi per promuovere la vostra azienda intrattenendo i vostri clienti nel vostro sito web.
All’interno del sito web troverete la sezione GIOCHI DA TAVOLO contenente tutti [...]

fonte: www.comunicati-stampa.ws » Vai al post originale

Gen 27

Web of quality al già rinomato servizio d’inserimento del vostro sito nelle migliori directory italiane gratuite e senza scambi link, affianca il nuovissimo servizio di pubblicazione comunicati stampa, per pubblicizzare e aumentare la visibilità della vostra azienda.
L’article marketing è il nuovo metodo per aumentare il traffico verso il proprio sito web, la link popularity e [...]

fonte: www.comunicati-stampa.ws » Vai al post originale

Gen 27

I volontari della Chiesa di Scientology annunciano che domenica 1 febbraio si occuperanno della campagna internazionale Dico No alla Daroga Dico Si’ alla Vita in alcune aree con le seguenti attività:
MILANO: distribuzione nella zona di via Carlo Farini dell’opuscolo “La Verità Sulla Droga”, opuscolo nel quale vengono elencate le droghe maggiormente usate, con i relativi [...]

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Gen 27

La Good Mood Edizioni Sonore offre ai lettori del blog edgarallanpoe.it la possibilità di ricevere una versione in download gratuito dell’audiolibro I Racconti del Mistero.
Come ricevere l’audiolibro?
E’ sufficiente rispondere a una domanda su Poe, scrivendola nei commenti del post in cui sarà annunciata l’iniziativa.
Il blog si è avvalso della collaborazione della professoressa Livia Bidoli, a [...]

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Gen 27

L’Hermitage di San Pietroburgo è uno dei musei più famosi e importanti del mondo. La collezione delle opere del museo, cominciata nel 1764, quando l’imperatrice Caterina la Grande acquistò più di 300 dipinti da Johann Ernst Gotzkowsky, conta ormai 3 milioni di opere, distribuite su 6 edifici (la parte più importante è il “Palazzo [...]

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Gen 27

D’Interesse è un nuovo sito su Mutui, Prestiti e Tassi di interesse.
Roma, 26 Gennaio 2009 - D’Interesse è un sito che nasce con la voglia di far capire il settore finanziario a chi non ha alcuna conoscenza di economia, un modo per aiutare la gente a comprendere proposte di prestiti o un mutui.
Persone, famiglie o [...]

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Gen 27

NAPOLI – L’Assessorato Regionale al Turismo e la Camera di Commercio di Napoli, in occasione della 29ma edizione della manifestazione fieristica FITUR in programma a Madrid dal 28 gennaio all’1 febbraio 2009, hanno promosso l’organizzazione di un workshop e di una conferenza stampa finalizzati alla promozione dell’offerta turistica della città di Napoli e della sua [...]

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Gen 27

Recensione nuovo sito; COMMUNITYSINGLE.com: Amore, amicizie e incontri online!
Vivere è amare: viviamo perché il domani ci porti qualcuno da amare, aspettiamo il domani per trascorrerlo con la persona amata, vogliamo morire quando non ci sentiamo amati e vivremo finché avremo persone attorno che ci amano (anche semplici amici): per un essere umano, il destino peggiore [...]

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Gen 27

Nel magnifico scenario di un palazzo cinquecentesco nel cuore di Trastevere, si è svolto il convegno “Il bambino di oggi è l’uomo di domani”, promosso dall’Associazione FuturH@nd Onlus di Roma con il patrocinio dell’Assessorato alla Formazione della Regione Lazio, della Provincia di Roma e con gli auguri dell’on Silvia Costa assessore alla formazione della Regione [...]

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Gen 27

In novembre vi è stata una frenata dell’alta volatilità registrata nei mesi precedenti sui mercati azionari internazionali. L’attenzione si è concentrata soprattutto sulle notizie provenienti dalla situazione economica generale. I dati ancora fortemente negativi hanno ulteriormente depresso i mercati spingendoli ancor più al ribasso, un po’ ovunque. A ben poco sono servite le manovre economiche [...]

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Gen 25

Obama e le verità indicibili

 

Chi l’ha detto mi trova concorde: i presidenti si giudicano per quello che fanno, non per quello che promettono. In realtà varrebbe non solo per i presidenti, ma per tutti. Sicuramente vale dunque anche per Barack Hussein Obama, il quale sappiamo già che passerà alla storia per la assoluta peculiarità che ha accompagnato la sua elezione, a prescindere da quello che farà o non farà, e anche dal fatto se lo farà bene o male.

Passerà alla storia come la più fantastica operazione di marketing presidenziale che mai sia stata anche soltanto immaginata.

Quando ero giovanissimo ricordo di avere letto un libro, in cui si spiegava che un presidente americano, già allora, era un fenomeno di mercato, in tutti i sensi. L’autore era un americano, Joe McGinnis. Il titolo, “Come si vende un presidente”, era da intendersi nel senso “buono”, appunto, di come un presidente sia equiparabile a una grossa saponetta, non nel senso, cattivo, di un presidente che vende se stesso al migliore offerente.

Nel caso di Obama, trascorsi alcuni decenni, abbiamo però superato ogni precedente asticella. Gli altri, i predecessori, venivano ‘“venduti” tutti con gli stessi sistemi. Questo nostro si trova in una situazione inedita per un presidente americano: di un paese in preda a una crisi profonda. Tanto profonda che, al momento, nessuno è ancora in grado di guardare in fondo alla voragine.

Per la qual cosa eleggere un presidente, nel 2008, non poteva più significare soltanto vendere una saponetta. Le menti che questa volta hanno costruito la “merce” avevano di fronte a sé il compito di “rivendere l’America” tutta intera. E non era neppure questione di ricostruire il suo maquillage, di farle un lifting radicale. Era questione di rilanciare il “sogno americano” in tutta la sua hollywoodiana magnificenza. E di farlo nel momento peggiore, quello in cui tutte le “mission accomplished” si rivelavano niente affatto “accomplished”.

Ho letto in questi mesi di attesa dell’entrata in carica, decine di commenti, variegati ma accomunati da un mantra: ecco, vedete, l’America in crisi riesce a scuotersi, si rialza, si rilancia, dimostra che non c’è alcun declino, che si tratta solo di una parentesi infausta, provocata dal disastro del suo predecessore.

Ecco, dovessi dire, questo è l’unico segno che dimostra la vera grandezza dell’Impero: la sua capacità di gestire la propria immagine. Geniale la campagna elettorale che ha messo in lizza una donna (sarebbe stata la prima in assoluto nella storia americana) e un nero (altro primato assoluto, roba da Guinness). Prima ancora di finire la campagna gli ideatori di questa operazione avevano già ottenuto il 50% del successo, fornendo una nuova versione dell’America ad uso e consumo del mondo intero. Una classica situazione che proprio gli americani hanno icasticamente definito come “win-win”. Cioè una situazione in cui non puoi perdere, puoi solo vincere, alla grande o alla Guinness.

Poi, cammin facendo, il senso comune degli americani (chi ha detto che i popoli non esistono e sono soltanto astrazioni? Io sto con Elias Canetti, che credeva nell’anima della massa) ha capito che non si poteva rilanciare l’idea di un nuovo Impero se non con un cambio d’immagine totale. E ha fatto vincere il nero.

Fine del razzismo? Macché. Certo questa cosa c’è nella vittoria di Obama, ma io credo che l’America ha scelto colui che meglio di ogni altro le avrebbe dato la possibilità di dimostrare il suo dinamismo, di rilanciare la sua supremazia mondiale, cioè il suo - direbbero i francesi - train de vie.  

Come continuare a fare shopping? A non pagare le tasse? A poter dettare al resto del mondo le proprie scelte come se fossero quelle di tutti? No, non intendo filosofare. So bene che questi non sono gli obiettivi dell’americano medio. È chiaro che queste sono le idee dell’elite di quella società, di quella che ha il potere da sempre. Ma la sua forza è sempre consistita - come ha spiegato magistralmente Michael Moore - nel tenere la carota del sogno americano così vicina al naso del vero americano medio da fargliene sentire l’odore. E cioè dal convincerlo che poteva mangiarsela, con un po’ di fortuna, anche domani.

Il problema viene adesso, quando Obama sarà costretto ad allontanare di qualche centimetro la carota. E il vero punto interrogativo si sposterà alla fine di quest’altra domanda: lo farà dicendo la verità, almeno “qualche” verità, oppure dovrà farlo con brutalità, senza dire come stanno le cose?

Ma su questo punto, se il lettore permette, tornerò tra poco. Adesso vorrei parlare di noi, sudditi dell’Impero che sarà guidato da Obama. Siamo estasiati da questo sfavillio di novità, di energia. Ho una cara amica che non fa che ripetermi una cosa che non posso trascurare: mi invita a riflettere che le cose che Obama dice non può avergliele scritte nessuno, perché sono troppo intelligenti. E che certi vocaboli, certe idee, o le hai in testa, oppure non ti vengono fuori neanche se avessi i migliori dieci speech writers del mondo.

E poi io ho visto con i miei occhi emergere un altro “mutante” in un altro paese in crisi epocale, assai vicina, per profondità a quella dell’America di oggi. Nessuno avrebbe mai immaginato che potesse scaturire, quel “mutante”, da quelle condizioni. Eppure comparve e produsse, o forse semplicemente interpretò ciò che stava per accadere. Era Gorbaciov, che usciva dalle viscere dell’apparato più chiuso e refrattario alla novità, portando una ventata di cambiamenti che non ha ancora smesso di scuotere il pianeta. Sappiamo che andò male, ma questo è un altro discorso.

Il fatto è che avvenne. E se avvenne allora, perché non potrebbe avvenire di nuovo?

Quindi mantengo una riserva positiva: per lui. Un credito di fiducia: non si sa mai.

Quello di cui diffido di più sono i suoi esaltatori nostrani. Quelli che tutto andava bene anche con Bush Junior, e che adesso si sono iscritti in fretta nella squadra di Obama. Quelli che, quando osavi dire che c’era qualche cosa di insano in quella mano nascosta del mercato che menava fendenti da cui schizzava sangue e dolore per miliardi di diseredati, ti bollavano come ingrato, quando non come nemico dell’Occidente.

“Quelli che”, avrebbe detto Giorgio Gaber, perché sarebbero stati bene nel suo elenco di allora, anni ‘60. Che erano pronti a vendere l’Europa per comprarsi l’America, visto che tutta la novità veniva di là, visto che noi eravamo vecchi e loro erano Silicon Valley, visto che noi avevamo la pensione e loro invece mettevano in campo i fondi pensione, che a dispetto della somiglianza terminologica, con le pensioni poco o nulla avevano in comune, tant’è vero che chi ci aveva creduto la pensione non la vedrà più.

Che bello sognare la carota altrui! Ecco, di questi non mi fido.

E allora torno al nero Obama e alla voragine su cui è affacciato. So che da come guarderà là dentro dipenderà non solo il nostro benessere ma perfino la nostra vita, sicuramente quella dei nostri figli. So che se sbaglia lui, e quelle trenta persone che gli stanno intorno, saranno guai per tutti.

So che, per non sbagliare, dovrà dire agli americani - a quelli che l’american way of life, quello che ha conquistato il mondo, se lo sono goduto - che è finito.

Che l’America è arrivata al capolinea, come tutti noi ricchi, si fa per dire, ma ricchi rispetto agli altri, che ricchi non sono mai stati. Che una “ripresa economica”, se ci sarà, sarà di breve durata e poi si andrà di sotto di nuovo, come accade a quelli che non sanno nuotare e che ogni tanto riescono comunque a riemergere per prendere una boccata d’aria. Perché tutto il modello di crescita esponenziale nel quale siamo vissuti per un secolo e mezzo non è più perseguibile, non è nemmeno più realizzabile, perché le risorse non ci sono più. Dovrebbe dire ai suoi concittadini che la festa è finita, anzi che non era nemmeno una festa ma un simulacro di festa. Era immagine, come è l’immagine quella che lo ha portato al potere per salvare quell’altra immagine che l’ha preceduta. E noi dovremmo pensare, ora, che da un miraggio, che ci ha tratto in inganno, possa emergere una realtà che ci consoli da quell’inganno nel quale abbiamo creduto, costasse - agli altri- quello che doveva costare?

Io so che Obama non potrà dire la verità, e non la dirà. Nemmeno se avesse visto fino in fondo alla voragine. Dovrebbe dirci, crudamente, una cosa che molti non potrebbero neppure capire, non dico condividere: che una crescita indefinita in un sistema finito di risorse non è materialmente possibile. E noi, insieme agli americani, ci troviamo, guarda caso, proprio all’interno di un sistema finito di risorse, dopo avere prodotto una crescita talmente infinita da rompere perfino quel sistema. Stiamo vivendo con gli spiccioli di natura che non abbiamo ancora mangiato e bevuto e ancora pensiamo che possano durare all’infinito. In questo guidati da quella “scienza sciocca” che è l’economia, la quale non ha saputo distinguere il denaro (che abbiamo inventato noi e che non ha limiti) dalla materia, che non abbiamo inventato noi e che è inesorabilmente limitata.

Il disastro viene da qui. E Obama, anche se fosse un “mutante”, non ha i freni per fermarlo.

 

Giulietto Chiesa

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Gen 25

Alice è entrata nel Paese

degli orrori

Intervenire sulla mentalità che conduce ancora uomini a offendere, uccidere, stuprare donne

Ancora uno stupro, questa volta in via Andersen. La prima cosa che viene in mente è che, purtroppo, non è una favola come quelle dello scrittore a cui la strada è intitolata.

 

Intervenire sulla mentalità che conduce ancora uomini a offendere, uccidere, stuprare donne è un compito di cui tutti insieme dobbiamo farci carico.

Non per punire il colpevole, non per confortare la vittima, ma per mettere le basi perché non accada

Alice, la chiameremo così, è stata soccorsa – dopo – visitata e medicata – dopo - e poi interrogata

Questa donna offesa, nel corpo e nella mente, questa donna come le altre, il cui dolore ogni donna sente nella propria carne quando viene alla luce questo tipo di delitto, ha detto che i suoi aggressori erano uno straniero e un italiano.

In un telegiornale gli stupratori venivano indicati come entrambi stranieri.

Come se avesse importanza.

Questo cercare di prendere le distanze attraverso l’utilizzo della diversa nazionalità, non già tra vittima e carnefice, sia chiaro, è un patetico e bugiardo insinuare che gli italiani no, loro queste cose non le fanno, o non così tanto. Se poi vogliamo conferma di questo, l’italiano che ha stuprato la ragazza rumena che faceva le pulizie nel call-center pretende giustificazioni per “un momento di debolezza”.

Sono uomini che stuprano, umiliano, aggrediscono, non è questione di nazionalità, e lo fanno verso donne.

Non chiedono di che nazionalità sei, ma se sei donna e se il momento e l’occasione sembrano favorevoli per una possibile impunità. 

Tanto basta.

 

Unione Donne Italiane

 

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Gen 25

I MEDICI PALESTINESI HANNO COMPRESO DI COSA SI TRATTASSE SOLO DIVERSI GIORNI DOPO

Amnesty International ha chiesto alle autorita’ israeliane di rivelare quali armi e munizioni siano state usate durante le tre settimane della campagna militare iniziata il 27 dicembre.

 

‘Sappiamo che munizioni al fosforo bianco sono state usate in aree civili, sebbene in precedenza le autorita’ israeliane lo avessero negato’ – ha dichiarato Donatella Rovera, che sta guidando la missione d’indagine di Amnesty International a Gaza. ‘Ora abbiamo prove inconfutabili dell’uso del fosforo bianco, ma i medici che hanno curato i primi feriti non sapevano di cosa si trattasse’.

Altre vittime del conflitto hanno ferite che i medici non riescono a curare in modo efficace perche’ non e’ chiara la natura delle munizioni che le hanno provocate.

 ‘I medici ci hanno riferito di tipi di ferite nuove e inspiegabili. Alcune vittime degli attacchi aerei israeliani sono arrivate in ospedale con arti carbonizzati e profondamente recisi. I medici che le stanno curando hanno bisogno di sapere quali armi siano state usate’:

Il dottor Subhi Skeik, primario della divisione chirurgica dell’ospedale al-Shida, ha dichiarato ai delegati di Amnesty International: ‘Abbiamo molti pazienti con amputazioni e ricostruzioni vascolari. In casi del genere, normalmente, dopo l’operazione inizia la ripresa. Invece, a distanza di una o due ore, molti di loro sono morti. E’ drammatico’.

 ‘E’ urgente e vitale che le autorita’ israeliane rivelino tutte le informazioni utili, comprese quelle relative alle armi e alle munizioni usate’ – ‘Non si possono perdere altre vite umane perche’ i medici non conoscono quale sia l’origine delle ferite e quali complicazioni possano sopraggiungere. Devono essere pienamente informati affinche’ possano operare in modo efficace per salvare la vita dei loro pazienti’ – ha aggiunto Rovera.

Il fatto che in precedenza Israele avesse negato l’uso del fosforo bianco ha fatto si’ che i medici non siano stati in grado di prestare le cure mediche adeguate. Le particelle di fosforo bianco all’interno dell’organismo possono continuare a bruciare, causando intenso dolore via via che le ustioni si allargano ed entrano in profondita’, fino anche a provocare danni irreparabili agli organi interni. Il fosforo bianco puo’ contaminare altre parti dell’organismo e anche coloro che stanno trattando le ferite.

‘Abbiamo riscontrato bruciature diverse, mai viste finora’ – ha riferito alla missione di Amnesty International uno specialista in ustioni dell’ospedale al-Shifa di Gaza. ‘Dopo alcune ore le bruciature diventano piu’ ampie e profonde, si sprigiona un odore rivoltante e poi iniziano a fumare’.

Le condizioni delle persone che sono state colpite dal fosforo bianco possono deteriorarsi rapidamente, fino alla morte, persino nei casi in cui le bruciature interessino solo il 10 o il 15 per cento del corpo. I medici palestinesi hanno compreso di cosa si trattasse solo diversi giorni dopo il ricovero dei feriti, con l’arrivo nella Striscia di Gaza di colleghi stranieri.

Alle 8 di sera del 10 gennaio Samia Salman Al-Manay’a, una ragazza di sedici anni, si trovava in casa, nel campo profughi di Jabalia, quando il primo piano e’ stato colpito da un proiettile al fosforo bianco, che l’ha raggiunta al volto e alle gambe. Dieci giorni dopo, nel suo letto d’ospedale, ha raccontato ai delegati di Amnesty International: ‘Il dolore e’ terribile, e’ come se un fuoco mi bruciasse dentro. Non ce la faccio a sopportarlo. Nonostante le medicine che mi danno, il dolore e’ ancora troppo forte’.

Senza sapere di cosa si trattasse, i palestinesi le cui case erano state colpite da proiettili al fosforo bianco, gettavano acqua sulle fiamme col risultato di alimentarle ulteriormente. Quando i medici, a loro volta ignari, trattavano i feriti con soluzioni saline, questi iniziavano a urlare; ogni volta che cambiavano le garze, vedevano salire il fumo dalle ferite; quando effettuavano analisi su dei campioni, questi al contatto con l’aria cominciavano a bruciare.

 ‘Le autorita’ israeliane hanno detto ripetutamente che la loro operazione militare era contro Hamas, non contro la popolazione di Gaza. Non puo’ esserci piu’ alcuna scusa per continuare a nascondere informazioni vitali per curare efficacemente le persone ferite negli attacchi israeliani. La mancanza di cooperazione da parte di Israele sta determinando morti e sofferenze del tutto inutili’ – ha concluso Rovera. ‘Le autorita’ israeliane devono rispettare il proprio obbligo di garantire cure tempestive e adeguate ai feriti, fornendo informazioni complete sulle armi e sulle munizioni usate a Gaza e ogni altro elemento che possa aiutare i medici’.

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Gen 25

data-n° post-argomento

23-1943 in Sicilia otto morti sul lavoro in quindici giorni

23-1942 il papa riabilita i seguaci integralisti di Lefebvre

23-1941 preti pedofili, orrori in un istituto veronese

22-1940 in Italia si muore "al lavoro" mostra a Milano

22-1939 IL PUNTO caro Obama, non mi aspettavo molto…..

21-1938 passo concreto contro i tumori in Puglia

21-1937 esempio di civiltà: il Piemonte è pronto ad accogliere Eluana

21-1936 un libro sulla "casta bianca", business in pillole

20-1935 schegge sulla disumanità del genere umano

20-1934 libro sui diritti disabili "la terza nazione del mondo"

19-1933 Gaza, i giornali, la politica italiana

19-1932 la sfacciataggine degli industriali "avanti con i meritevoli"

19-1931 diario dalla nave dei pacifisti attaccata dagli israeliani

18-1930 ma perchè nessuno fa un film sulla P2?

18-1929 su LA7 Lunedi 19 il film su Bush

17-1928 negli ospedali di Gaza è catastrofe umanitaria

17-1927 cacciata dal supermercato perchè disabile

17-1926 i farmaci e le manovre delle multinazionali

16-1925 la sanità italiana piace solo al 54% degli italiani?

16-1924 IL PUNTO processo thyssen, inizio di un lungo cammino

15-1923 gli israeliani non conoscono Trilussa, Gaza, uomini e no

RESTANTE SOMMARIO GENNAIO POST DEL GIORNO 15

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Gen 25

IN SICILIA OTTO MORTI SUL LAVORO IN 15 GIORNI 

 

La Sicilia è l’unica regione italiana a non avere istituito il Comitato regionale di coordinamento, previsto dal Testo unico sulla sicurezza, per gestire interventi per la vigilanza e la prevenzione degli incidenti sul lavoro. Il 2009, presenta dati da vero e proprio bollettino di guerra, con 8 morti in soli 15 giorni. Mentre il bilancio provvisorio del 2008 parla di 102 decessi in Sicilia, il 70 per cento dei quali nell’industria e nei servizi, numeri ai quali vanno aggiunti quelli delle invalidità. Però le campagne promozionali della Regione puntano il dito sulle responsabilità dei lavoratori, ovvero, ogni mattina escono di casa migliaia di persone sprovvedute.

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Gen 25

IL PAPA RIABILITA I SEGUACI DI LEFEBVRE, CATTOLICI NEOFASCISTI, ANTISEMITI E NEGATORI DELL’OLOCAUSTO

 

Che Ratzinger volesse riammettere questi nostalgici, nemici giurati del Concilio e di ogni altra riforma nella Chiesa, era evidente da tempo. Appena eletto papa aprì le porte della sua residenza estiva di Castelgandolfo a Bernard Fellay, successore di Lefebvre alla guida della Fraternità San Pio X. Non si trattò di un accordo ma neppure soltanto di un atto di cortesia. Del resto, i rapporti non erano mai stati interrotti. L’apposita commissione Ecclesia Dei, voluta da Wojtyla, ha continuato per anni a cercare una via d’intesa. Con papa Ratzinger si è intensificata la politica del “carciofo” per cui alcuni gruppi tradizionalisti locali, dal Brasile alla Francia, sono stati riammessi nelle rispettive diocesi con statuti particolari. Il restauro liturgico ha fatto il resto.

Questa notizia ha suscitato clamore e indignazione in Francia e nel resto d’Europa  ma non in Italia.

E’ nota la vicinanza del movimento lefebvriano agli ambienti dell’estrema destra neofascista anche con frequenti processioni a Predappio per rendere omaggio alla tomba di Benito Mussolini.

Tra i quattro vescovi in odore di riabilitazione compaia pure quel Richard Williamson che, in un’intervista rilasciata alla televisione svedese, ha affermato, testuale: “Non sono mai esistite le camere a gas, e nei campi di concentramento sono morti dai duecento ai trecentomila ebrei”.

Sui media italiani, invece, bisogna risalire un paio di anni addietro per ritrovare accenni alle “relazioni pericolose” dei lefebvriani, quando in una  puntata di “Annozero” Michele Santoro mostra don Floriano Abrahamowicz predicare una “crociata armata” contro l’Islam e, a messa finita, mostrare uno dei suoi libri preferiti: l’autobiografia di Erich Priebke

Questo prelato celebra la messa ogni anno alla festa, nel mese di giugno, degli iscritti a Padania Cristiana -l’associazione del leghista Mario Borghezio- presso il parco giochi di Ponti sul Mincio, in provincia di Mantova. Qullo stesso don Floriano che, dai microfoni di Radio Padania, solo un mese fa accusava papa Benedetto XVI di sudditanza ad un “disegno anticristico”, dell’islam. Pare che oggi si sia ricreduto sulle intenzioni di questo papa.

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Gen 25

PRETI PEDOFILI, GLI ORRORI DELL’ISTITUTO PROVOLO

 

Un vero e proprio girone dell’inferno. Stiamo parlando dell’Istituto Provolo di Verona. Un simbolo della carità clericale per oltre un secolo. Un rifugio per i figli delle famiglie più povere del nord-est veneto, quando ancora doveva arrivare il boom economico degli anni ‘60. Ma dietro le mura grigie e tetre dell’edificio di Chievo, il cui aspetto evocava più il carcere che una centro di accoglienza, avveniva in realtà di tutto. Almeno fino al 1984 decine e decine di bambini ed adolescenti sordomuti sono stati violentati, molestati e picchiati per decenni. Ma solo ora le vittime di quella violenza efferata, che troppo spesso trova cittadinanza nella casa di Dio, sono riuscite a confessare i loro tormenti incancellabili dalla memoria. La notizia è stata diffusa ieri da Repubblica on line che, a sua volta, ha anticipato uno scoop de l’Espresso , in edicola oggi. Incoraggiati dalle recenti affermazioni di papa Benedetto XVII contro i sacerdoti pedofili, oltre sessanta persone hanno denunciato quei fatti, dichiarando di aver «superato la nostra paura e la nostra reticenza». Gli abusi si sarebbero protratti per almeno trent’anni e proprio per questo questi reati sono ormai prescritti. Ma l’obiettivo di questa loro denuncia è un altro: evitare il ripetersi di episodi del genere. Per questa ragione quindici di loro si sono rivolti a L’espresso , oltre che al vescovo di Verona e agli attuali vertici dello stesso istituto. Molti dei religiosi coinvolti, in tutto venticinque, sono ancora in servizio non solo nello stesso luogo ma anche nelle sedi di Verona e Chievo. Ecco il testo di una delle ultime lettere inviata il 20 novembre scorso a monsignor Giampietro Mazzoni, vicario giudiziale, ovvero il magistrato del Tribunale ecclesiastico: «I sordi hanno deciso di far presente a Sua Eminenza il Vescovo quanto era loro accaduto. Nella stanza adibita a confessionale della chiesa di Santa Maria del Pianto dell’Istituto Provolo, alcuni preti approfittavano per farsi masturbare e palpare a loro volta da bambine e ragazze sorde (la porta era in quei momenti sempre chiusa a chiave). I rapporti sodomitici avvenivano nel dormitorio, nelle camere dei preti e nei bagni sia all’Istituto Provolo di Verona che al Chievo e, durante il periodo delle colonie, a Villa Cervi di San Zeno di Montagna. Come se non bastasse, i bambini e i ragazzi sordi venivano sottoposti a vessazioni, botte e bastonature. I sordi possono fare i nomi dei preti e dei fratelli laici coinvolti e dare testimonianza». Nella lista delle persone coinvolte in questa drammatica vicenda c’è anche un alto prelato veronese, sul cui nome c’è ancora riserbo.

 

Vittorio Bonanni

Liberazione

23/01/2009

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Gen 25

Il 28 gennaio 2009 al Westin Palace Hotel in Piazza della Repubblica 20 a Milano, farà tappa l’Access MBA Tour, l’evento, di cui StepStone è partner, dedicato a quanti intendono frequentare un Master in Business Administration (MBA)

L’MBA è un corso di formazione manageriale post laurea, orientato a fornire ai partecipanti un’approfondita formazione su tutte le aree e le funzioni tematiche di gestione di impresa. Il master è caratterizzato da un corso di studi qualificato che si sostiene dopo aver conseguito una laurea e aver maturato qualche anno di esperienza lavorativa. La partecipazione a un MBA consente di raggiungere una serie di obiettivi che possono risultare determinanti nell’ambito del proprio sviluppo professionale e anche personale. E’ considerato un ottimo trampolino di lancio per chi vuole fare carriera nelle più importanti multinazionali, nel settore finanziario o come imprenditore. Tuttavia è un tipo di decisione che va ponderato in tutti i suoi aspetti per le risorse di tempo ed economiche che questa scelta comporta. Decidere di frequentare un MBA, sia in Italia che all’estero, implica un investimento economico notevole e copre un congruo lasso di tempo, almeno un anno.

I corsi sono focalizzati sia sulle aree strettamente tecniche (principalmente finanza, marketing ed economia) sia sullo sviluppo delle doti personali (come leadership e management) richieste nel mondo corporate; in generale però il programma varia da scuola a scuola anche secondo il tipo di corso prescelto ma sicuramente parte dell’apprendimento avviene sempre mediante l’analisi di casi pratici e innumerevoli attività di gruppo.

L’Access MBA Tour, toccando le principali città al mondo, si pone quindi come importante interlocutore e supporto ai Candidati che si interrogano sugli aspetti generali degli MBA e che cercano le Università che meglio rispondono alle proprie aspettative professionali.

L’Access MBA Tour raggruppa oltre 100 prestigiose Business School, che occupano i primi posti della classifica internazionale tra le Università di Economia. Insieme rappresentano il 70% dei 100 migliori programmi di MBA mondiali. Tra queste figurano: Instituto de Empresa, WHU-Kellogg, Wharton, Manchester, IESE, SDA Bocconi, INSEAD, Tuck, Dartmouth, ESCP-EAP e RSM Erasmus.

I colloqui individuali che si terranno a Milano il 28 gennaio 2009 sono rivolti ai Candidati che rispondono ai criteri di ammissione delle Università: che parlino inglese, che abbiano maturato due o tre anni di esperienza professionale e abbiano conseguito un diploma universitario superiore o un titolo di studio equivalente. Durante gli incontri i Candidati potranno usufruire di servizi di orientamento personalizzati specifici per gli MBA e assistere a conferenze, laboratori e al forum.

La partecipazione all’evento è gratuita previa registrazione su www.accessmba.com

AGENDA del 28 GENNAIO al Westin Palace Hotel, Piazza della Repubblica 20 - Milano

16:14
Registration

16:30 - 19:30
Incontri individuali con le Commissioni di Direzione delle Business School presenti

16:30 - 19:30
Workshops. Tavola Rotonda con circa 10 Candidati per istituto

19:30 - 20:15
Conferenza MBA

20:00 - 22:00
Incontri individuali con le Commissioni di Direzione delle Business School presenti

20:00 - 22:00
Workshops. Tavola Rotonda con circa 10 Candidati per istituto

Orientation Desk
Servizi di orientamento all’MBA, GMAT-e al TOEFL

Career Service
Valutazione del profilo professionale e del CV

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Gen 25


Uelà, pare che facciano il film.

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Gen 25

Attraverso gli elementi condivisi di Keplero sono arrivato a questo post di Strange Paths: il canone cancrizzante di Bach scritto su un nastro di Möbius. Da vedere, ascoltare, riascoltare, rivedere…

Per chi ha letto GEB, e per chi ancora non sa cosa sia GEB.

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Gen 25


(Via Mighty Optical Illusions)

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Gen 25

Dopo i Chuck Norris facts, ecco i Carl Friedrich Gauß facts.

When Gauss tells you that he’s lying, he’s telling the truth.

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Gen 25

 
R.I.P.

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Gen 25

“Se ben ricordo, hai parlato di Achille e la Tartaruga perché avevi detto che esiste un’altro modo di dimostrare che, nel gioco dei soldati, non si può arrivare alla quinta casella”.

“Esatto, un modo che richiede la conoscenza delle serie geometriche”.

“E come funziona?”.

“Prima di tutto dobbiamo utilizzare un numero particolare, la sezione aurea”.

“Ne ho già sentito parlare…”.

“Molto bene. Noi utilizzeremo questo valore: (√5 -1)/2, che indichiamo con φ, e con le sue potenze riempiremo la nostra scacchiera, così:”.


“Uhm, e adesso?”.

“Per prima cosa ci ricordiamo della definizione di φ: è una delle soluzioni dell’equazione x2 + x - 1 = 0, che potremmo scrivere come x2 + x = 1”.

“Va bene”.

“Il fatto che φ sia soluzione significa che possiamo sostituirlo alla x, e otteniamo la formula φ2 + φ = 1”.

“Ok”.

“Ora ragioniamo come abbiamo fatto quando abbiamo usato i numeri di Fibonacci. Che succede se sposto un soldato verso l’alto?”.

“Ci provo. Allora, per spostare un soldato verso l’alto devi avere due caselle occupate, per esempio φ9 e φ8. Queste le cancelli e riempi invece φ7. Adesso?”.

“Adesso calcoli la differenza tra prima e dopo”.

“Dovrebbe essere φ9 + φ8 - φ7. E quanto fa?”.

“Prova a scriverla così: φ7 (φ2 + φ - 1)”.

“Ah! Nella parentesi vedo l’espressione φ2 + φ, che è uguale a 1. Quindi dentro alla parentesi c’è uno zero, e allora tutto vale zero!”.

“Bene. Se invece ci muoviamo verso il basso?”.

“Se ci muoviamo verso il basso devo passare da φ7 + φ8 a φ9, tanto per fare un esempio”.

“E quindi la differenza è?”.

“La differenza tra prima e dopo sarà φ7 + φ8 - φ9”.

“Che puoi scrivere come φ7(1 + φ - φ2). Dato che φ è circa uguale a 0.6, la quantità tra parentesi sarà sempre maggiore di zero”.

“Questo significa che se mi muovo verso il basso, la somma dei valori nelle caselle occupate diminuisce”.

“Perfetto. Ora parliamo dei movimenti verso destra e verso sinistra”.

“Bè, possiamo farla un po’ più breve: o mi trovo di fronte a una sequenza di potenze decrescenti, come quando mi sposto verso l’alto, e in questo caso il totale dei valori nelle caselle rimane invariato, oppure mi trovo di fronte a una sequenza di potenze crescenti, come quando mi sposto verso il basso, e in questo caso il totale diminuisce”.

“Giusto. Rimarrebbe il caso particolare in cui devi attraversare la colonna centrale: per esempio, quando passi da φ7 + φ6 a φ7”.

“Bè, in quel caso il valore diminuisce”.

“Bene. Ora osserviamo che, dato che la somma totale nei movimenti può rimanere costante oppure diminuire, per poter fare arrivare un soldato nella casella con valore 1, bisogna che la somma totale sia maggiore o uguale a 1”.

“Va bene. Quanto è allora il valore totale delle caselle occupate dai nostri soldati?”.

“Dobbiamo calcolarla. Immagina che la prima riga, quella appena sotto alla linea blu, sia infinitamente estesa, sia a destra che a sinistra”.

“Vedo che abbiamo un φ5 centrale, e poi sia a destra che a sinistra si estende una successione di φ6, φ7, eccetera”.

“Giusto. Prova a calcolare la somma di φ6 + φ7 + …”.

“Come faccio?”.

“Scrivila così:”.

φ6(1 + φ + φ2 + φ3 + …)

“Ah, ora tra parentesi ho la serie geometrica, la cui somma è 1/(1 - φ). Allora risulta φ6/(1 - φ)”.

“Ricordati che φ è soluzione di x2 + x - 1 = 0, che potremmo scrivere così, questa volta: x2 = 1 - x”.

“E quindi φ2 = 1 - φ. Ah, ma allora φ6/(1 - φ) = φ4”.

“Giusto. Ora ricordati che hai un’altra serie come questa che va verso sinistra, e hai un φ5 centrale”.

“Va bene. Allora la prima riga ha come somma φ5 + 2φ4”.

“Adesso ti faccio fare un po’ di passaggi: ricordati sempre che φ2 + φ = 1”.

“Ok, sono pronto”.

“Scriviamo l’espressione che hai ottenuto come φ5 + φ4 + φ4, e poi raccogliamo φ3 tra i primi due termini”.

“Va bene, mi viene φ3(φ2 + φ) + φ4”.

“Dato che φ2 + φ = 1, puoi semplificare”.

“Giusto, viene φ3 + φ4”.

“Questa volta raccogli φ2”.

“Uhm, risulta φ2(φ + φ2), e dato che la parentesi vale 1, ottengo finalmente φ2”.

“Perfetto. Riassumendo, la somma dei valori della prima riga, che ha come elemento centrale φ5, è φ2”.

“Posso generalizzare?”.

“Certo, i calcoli per le altre righe sono identici, hai solo una potenza in più”.

“Allora il totale della seconda riga, quella con elemento centrale φ6, sarà φ3”.

“Certo, e poi avrai φ4, φ5, e così via. Ora immagina di sommare tutte le righe, andando via via verso il basso”.

“Uh, bello, una doppia serie geometrica… Allora, devo calcolare questa somma:”.

φ2 + φ3 + φ4 + …

“E quanto fa?”.

“Se raccolgo φ2, ottengo φ2(1 + φ + φ2 + φ3 + …)”.

“Hai un’altra serie geometrica tra parentesi”.

“Vedo, quindi il risultato è φ2/(1 - φ). Un momento, dato che φ2 è uguale a 1 - φ, ottengo 1”.

“Giusto. Quindi?”.

“Quindi se avessi infiniti soldati, il valore sarebbe quello giusto per poter arrivare fino alla quinta riga. Se ne ho a disposizione un numero finito, invece, la somma totale non raggiungerà mai 1, e quindi i soldati non arriveranno mai alla quinta riga. Wow”.

“E tutto questo grazie alle proprietà della sezione aurea, o dei numeri di Fibonacci”.

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Gen 25

È uscito da .mau. oggi. Il prossimo sarà ospitato qui, cominciate già a pensare a cosa scrivere…

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Gen 25

“Ma dai, figuriamoci se qualcuno ha pensato sul serio che Achille non fosse in grado di raggiungere e superare la tartaruga”.

“A parte i miei studenti, intendi? Che dopo che io ho raccontato la storia mi chiedono sempre se è proprio vero che Achille non ce la fa a vincere la gara di corsa?”.

“Eh, sì”.

“Bè, la descrizione del paradosso viene da Zenone di Elea, un filosofo greco. In effetti i greci ne dovevano sapere di gare di corsa”.

“Appunto. E quindi? Perché tutta questa storia?”.

“La storia serve per fare capire che non è così semplice parlare di somme infinite”.

“In che senso?”.

“Nel senso che la descrizione fatta dalla signorina Tartaruga è giusta, dopotutto. Achille deve davvero percorrere tanti piccoli pezzi, se ogni volta vuole raggiungere la posizione in cui si trovava la tartaruga precedentemente. Naturalmente impiegherà sempre meno tempo, e a un certo punto raggiungerà e sorpasserà la tartaruga. Il fatto è che, se vogliamo seguire la descrizione del moto fatta dalla signorina Tartaruga, dobbiamo sommare infiniti segmenti sempre più piccoli, e anche infiniti istanti di tempo sempre più piccoli. E non è ovvio il modo in cui possiamo farlo, come spiega il paradosso”.

“Uhm, comincio a capire. Quando si ha a che fare con gli infiniti ci sono sempre dei problemi”.

“Esatto. Pensa a questa somma:”.

1 + 1/2 + 1/4 + 1/8 + …

“Quando mi fermo?”.

“Mai”.

“Ah. Sommo tutte le frazioni con denominatori del tipo 2n. Sono numeri sempre più piccoli, però sono anche infiniti”.

“Già. E la domanda a cui è difficile rispondere è questa: quanto risulta?”.

“Boh? Come si fa a saperlo?”.

“Prova a guardare questa figura:”.


“Che roba è?”.

“È un segmento lungo due unità. Noterai che è stato diviso in tanti segmenti più piccoli”.

“Vedo”.

“Partiamo da sinistra. Il primo segmento che vedi è la metà del totale”.

“E quindi è lungo una unità”.

“Giusto. Il puntino che si vede è proprio il punto medio del segmento grande. Se osservi bene, la metà di destra è stata divisa ulteriormente a metà da un altro puntino”.

“Sì, e mi pare anche che ogni metà di destra sia divisa ulteriormente a metà. A un certo punto i pallini sono così vicini che non si capisce più niente”.

“Non si capisce, in effetti, ma possiamo pensare che questo procedimento di dividere a metà la metà di destra non abbia mai fine”.

“Ok, i segmenti contengono infiniti punti”.

“Bene, ora ti domando: quanto sono lunghi questi segmenti?”.

“Dunque, abbiamo detto che il primo è lungo una unità, cioè 1. Il secondo è lungo la metà di 1, cioè 1/2. Il terzo è la metà del secondo, cioè 1/4. Poi ci sarà 1/8, 1/16… Ho capito, è una rappresentazione grafica della somma infinita che mi hai scritto prima”.

“Esatto. Ora puoi calcolare il risultato di quella somma infinita, anche se in modo non del tutto rigoroso”.

“E come faccio?”.

“Ti basta vedere quanto è lungo il segmento”.

“Ah, già. Il segmento è lungo due unità. Vuol dire che quella somma di infiniti termini ha come risultato 2?”.

“Sì. Puoi interpretare il disegno come il percorso fatto da Achille. Ogni volta deve correre lungo un tratto che è sempre più breve, ma alla fine riuscirà a raggiungere la tartaruga e a sorpassarla”.

“Ho capito. Ma si riesce anche a dimostrare in modo rigoroso che il risultato è proprio 2?”.

“Sì, ma bisogna sviluppare una teoria complicata, che richiede l’uso dei limiti. I Veri Matematici chiamano serie geometrica quella somma infinita. Noi possiamo fare qualche calcolo, anche se non del tutto rigoroso”.

“Proviamo”.

“Allora, la somma che vogliamo calcolare è la seguente:”.

1 + 1/2 + 1/4 + 1/8 + … = x.

“Ok, hai indicato con x il risultato che vogliamo trovare”.

“Sì. Quella somma può anche essere scritta in questo modo:”.

1 + 1/2(1 + 1/2 + 1/4 + …) = x

“Uhm, va bene, anche se non capisco bene il motivo di questa complicazione”.

“Osserva bene ciò che è scritto dentro alla parentesi. Non noti niente?”.

“Bè, è una somma infinita anche quella… Un momento, è proprio la somma che vogliamo calcolare! Uffa, non mi abituerò mai a questi paradossi”.

“Già, è qui che la dimostrazione diventa poco rigorosa. Per fare le cose per bene dovremmo prima utilizzare delle somme finite, e poi fare il limite. Ma siccome i limiti sono difficili, ci accontentiamo”.

“Va bene, va bene. Ora che facciamo?”.

“Ora, dato che hai visto anche tu che quella che è dentro alla parentesi è proprio la somma che vogliamo calcolare, e dato che a quella somma noi abbiamo dato il nome di x, facciamo una sostituzione:”.

1+ 1/2 x = x.

“Uhm, mi pare che questo si possa definire Trucco Ignobile”.

“Lo è, infatti. Ma prova a calcolare x”.

“Questo è facile, viene x = 2. Ehi, è proprio il calcolo che avevamo fatto prima guardando il segmento!”.

“Esatto. Questa tecnica, anche se farebbe inorridire un Vero Matematico, può essere usata per calcolare il risultato di altre somme infinite. Possiamo usarla per tutte le serie geometriche convergenti”.

“Spiega, spiega”.

“Invece di prendere le potenze di 1/2, prendiamo le potenze di un generico numero q”.

“Va bene, in questo caso la tua somma dovrebbe diventare così:”.

1 + q + q2 + q3 + … = x.

“Bene. Riesci a fare la trasformazione che ho fatto prima?”.

“Se non sbaglio, è questa:”.

1 + q(1 + q + q2 + q3 + …) = x

“Vero. Hai notato che all’interno della parentesi c’è ancora x?”.

“Ah, giusto. Allora posso scrivere questo:”.

1 + qx = x

“E, se risolvi l’equazione, cosa ottieni?”.

“Ottengo che x = 1/(1 - q)”.

“Molto bene. Questo è il risultato della somma di infinite potenze di q. Hai calcolato la somma di una serie geometrica, di cui q viene detta ragione”.

“E perché dici che questo procedimento non è rigoroso? Non funziona sempre?”.

“Prova a calcolare il risultato della somma infinita quando q è uguale a 2”.

“Cioè dovrei calcolare il risultato di questa espressione?”.

1 + 2 + 4 + 8 + 16 + …

“Già, una serie geometrica di ragione 2”.

“Secondo la formula viene 1/(1-2). Oh oh, risulta -1”.

“Ti pare possibile che la somma di infiniti numeri positivi, sempre più grandi, dia come risultato un numero negativo?”.

“Eh, no”.

“Ecco spiegato il motivo. Quel risultato vale solo quando la serie converge, cioè quando q è minore di 1 (se usiamo anche i numeri negativi, allora q deve essere compreso tra -1 e +1, ma se vogliamo stabilire chi vince la gara di corsa tra Achille e la Tartaruga non abbiamo bisogno di numeri negativi)”.

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Gen 25

“Buongiorno, signorina Tartaruga!”.

“Oh, buon giorno, signor Achille. Dove va così di fretta?”.

“Ah, stavo facendo una corsetta per tenermi in allenamento, non ho una meta particolare”.

“Bravo, bravo, si tenga in forma. Anzi, senta…”.

“Mi dica”.

“Le andrebbe di fare una gara di corsa con me?”.

“Con lei?”.

“Con me, certo. Un omone grande e grosso come lei non avrà paura, vero?”.

“Ma no, certo che no. Però, sa, con rispetto parlando, io penso che non sia proprio una gara alla pari”.

“Eh, lo so. Per questo mi domandavo se lei fosse così gentile da lasciarmi un po’ di vantaggio. Non tanto, sa? Mi basta poco”.

“Va bene, se proprio vuole”.

“Facciamo così, allora. Lei parte da qua, e io mi metto un po’ più avanti, diciamo a circa dieci metri. Vince chi arriva per primo a quell’albero là in fondo, lo vede?”.

“Quello con il bersaglio appeso?”.

“Proprio quello. C’era un signore, prima, che stava cercando di lanciare delle frecce, andava avanti e indietro, prendeva delle misure. Non ho ben capito, ma mi pare che alla fine di frecce non ne abbia lanciato nemmeno una”.

“C’è della gente strana, al mondo. Ecco, io mi metto in posizione, mi dica lei quando vuole partire. Dia il segnale, e io parto”.

“Sa che lei mi sembra un po’ troppo sicuro di vincere?”.

“Bè, lei mi scuserà se le ho dato questa impressione, ma mi pare proprio di riuscire a batterla anche se le ho dato dieci metri di vantaggio”.

“Perché lei pensa di riuscire a raggiungermi in breve tempo, immagino?”.

“Eh, sì. In un attimo riesco a percorrere quei dieci metri che mi separano da lei”.

“Ma lei ha pensato a cosa succede, mentre percorre quei dieci metri?”.

“No, cosa succede?”.

“Succede che anche io faccio un pochino di strada, sa? Quando lei ha percorso i suoi dieci metri, io mi sono spostata un po’ dalla mia posizione”.

“E allora?”.

“E allora lei dovrà percorrere anche quel po’ di strada in più che io ho percorso”.

“Va bene, non sarà un problema”.

“Ma mentre lei percorre quel pezzetto di strada, io riuscirò a farne ancora un po’, e lei dovrà percorrere anche quell’ulteriore pezzo”.

“Oh, già”.

“Lei capisce che, ogni volta che percorre un po’ di strada, io riuscirò sempre a farne un altro pezzetto. Insomma, riuscirò sempre a starle davanti”.

“Oh!”.

“E quindi lei non riuscirà a vincere”.

“Non ci avevo pensato, sa che ha ragione?”.

“In altre parole, vincerò io”.

“Ecco, io, credevo…”.

“Comunque, se ora vuole partire, io sono pronta”.

“Vede, il fatto è che, dopo la descrizione che ha fatto, io non mi sento più tanto in forma per gareggiare”.

“Vuol dire che si ritira?”.

“Mah, sì, pensavo che forse dovrei allenarmi ancora un pochino”.

“Come vuole. Allora la saluto, quando vuole tornare a sfidarmi io sono sempre qui”.

“Va bene, ci penserò. Ora vado a correre ancora un po’, arrivederci”.

“Arrivederci, signor Achille”.

“Ah, signorina Tartaruga?”.

“Sì?”.

“Complimenti per la gara, non mi era mai capitato di perdere senza gareggiare. A dir la verità, non mi era ancora capitato di perdere”.

“C’è sempre una prima volta, signor Achille. Si faccia coraggio, e si alleni. Arriverci!”.

“Arrivederci, signorina Tartaruga!”.

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Gen 25

“Oh, ci ho provato e riprovato, ma non ce l’ho fatta a spingere un soldato fino alla quinta riga”.

“Eh, lo so”.

“Come, lo sai?”.

“Lo so perché è impossibile”.

“Ma come? Potevi anche dirmelo prima!”.

“E privarti del piacere di provare il gioco?”.

“Grrr. E come mai è impossibile? Si dimostra?”.

“Certo. La dimostrazione a me piace moltissimo, vuoi vederla?”.

“Ah, sì, dopo aver provato tante volte, ora voglio sapere perché non ci si riesce”.

“Bene. Dobbiamo mettere un po’ di numeri sulla nostra scacchiera: cominciamo dal basso, e scegliamo arbitrariamente la settima riga sotto il confine con il deserto”.

“Perché proprio quella?”.

“Non è importante, da qualche parte dobbiamo partire. Poi ti dico cosa succede se decidiamo di partire da un’altra riga”.

“Ok”.

“Ora ci espandiamo, verso l’alto, destra e sinistra, mediante i numeri di Fibonacci”.

“Fibonacci? La successione 1, 1, 2, 3, 5, eccetera? Quella in cui ogni numero è la somma dei due precedenti?”.

“Giusto, quella”.

“E cosa c’entra adesso Fibonacci?”.

“Eh, è questo il genio della dimostrazione, stai a vedere. Riempiamo la scacchiera fino ad arrivare alla famosa quinta riga, guarda:”.


“Uhm, vedo. Quella casella con il 144 sarebbe quella da raggiungere, giusto?”.

“Certo. Ora ragioniamo sulle mosse che si possono fare per fare muovere un soldato”.

“Bè, un soldato potrebbe muoversi verso l’alto, scavalcando un suo compagno ed eliminandolo”.

“Ok, facciamo un esempio. All’inizio la situazione potrebbe essere questa:”.

“Allora, il soldato sulla casella col 5 salta quello sulla casella con 8 e arriva sulla 13”.

“Perfetto. Ora calcola la somma delle caselle con i soldati prima e dopo il movimento”.

“Allora, prima del movimento abbiamo un soldato sul cinque e uno sull’otto, totale tredici”.

“E dopo il movimento?”.

“Dopo, bè, c’è solo la casella col tredici. Quindi è ancora tredici. Ah, ho capito! La somma non cambia, è la definizione dei numeri di Fibonacci. Ogni numero è la somma dei due precedenti, allora ogni volta che un soldato salta e ne mangia un altro la somma dei numeri sulle caselle non cambia”.

“Benissimo. Questo per quanto riguarda i movimenti verso l’alto. Se invece ci muoviamo verso il basso?”.

“Perché mai dovremmo muoverci verso il basso?”.

“In effetti, sembra che non abbia molto senso, ma non si sa mai: non escludiamo nessuna possibilità”.

“Va bene. In questo caso passeremmo da un 13+8 a un 5: il valore diminuisce”.

“Perfetto. Vediamo ora un movimento verso destra oppure verso sinistra”.

“Qua dipende se mi trovo a sinistra o a destra della colonna che passa per il 144”.

“Sì, e dipende anche dalla direzione in cui vai. Se ci pensi, ci sono due possibilità: o vai verso numeri crescenti, oppure verso numeri decrescenti. C’è anche un caso particolare in cui attraversi la colonna centrale, per esempio nella sequenza 13, 21, 13, ma possiamo metterlo nel caso dei numeri decrescenti”.

“Fammi capire. Potrei avere una sequenza di questo tipo:”.

 
“Giusto. E che succede?”.

“Ah, è come prima, sostituisco 13+21 con 34, la somma non cambia”.

“E se vai verso sinistra?”.

“Se vado nell’altro senso, sostituisco 34+21 con 13, la somma diminuisce”.

“Bene, vedi allora che anche nel caso in cui attraversi la colonna centrale il risultato diminuisce”.

“Ah, ok. Se considero le caselle 13, 21, 13, devo sostituire 13+21 con 13, il risultato diminuisce certamente”.

“Perfetto. Quindi, riassumendo, un qualsiasi movimento dei soldati potrebbe o lasciare invariata la somma totale contenuta nelle caselle occupate, oppure potrebbe farla diminuire. Non è possibile che aumenti”.

“Giusto, abbiamo analizzato tutti i possibili movimenti”.

“Ora immagina di avere un soldato per ogni casella numerata sotto alla linea blu. Quanto è la somma totale?”.

“Uhm, devo fare i calcoli. La prima riga vale 1, la seconda 3, la terza 6, poi 11, 19, 32 e 53. Il totale è 125”.

“E alla fine di tutte le mosse dove vuoi arrivare?”.

“Alla casella 144”.

“E sapendo che le tue mosse lasceranno invariato oppure faranno diminuire la somma totale, cosa concludi?”.

“Che la somma totale non è sufficiente per arrivare a 144, e quindi non riesco ad arrivarci. Bello! Ma potrei aggiungere qualche pedina in più?”.

“Se lo fai, anche il tuo 144 aumenterà. Si può dimostrare che il triangolo di numeri di Fibonacci presente sotto alla linea blu, centrato su un generico numero di Fibonacci, che indichiamo con Fn (nel nostro esempio è 13), ha sempre somma totale minore di Fn+5. E quindi non raggiungerai mai la quinta riga”.

“Molto bello”.

“A me piace molto perché è una dimostrazione che usa un concetto che apparentemente non ha alcun legame col problema, e poi invece scopri che è un’idea geniale per risolverlo. Esiste anche un’altra dimostrazione, molto simile a questa, che non usa direttamente i numeri di Fibonacci, ma usa la sezione aurea, che è comunque legata alla successione di Fibonacci. Però bisogna conoscere le serie geometriche, altrimenti si fa come Achille con la Tartaruga”.

“Eh?”.

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Gen 25

In questi giorni la luna è particolarmente vicina alla terra. Da qua si vede così.

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Gen 25

“Bè, io ce l’ho fatta a mandare qualche soldato in avanti”.

“Bene, spero che tu non abbia cercato la soluzione su internet”.

“Ah, perché, c’è?”.

“Già, basta cercare il gioco dei soldati di Conway”.

Quel Conway?”.

“Sempre lui, già. Dai, fammi vedere fino a dove riescono ad andare i tuoi soldati”.

“Allora, far fare un solo passo oltre alla linea blu è facile, ecco qua:”.


“Giusto. Il soldato più in alto si sacrifica, quello sotto lo scavalca e arriva nella posizione indicata dal cerchio rosso. Era in effetti facile. Si può andare oltre?”.

“Sì. Si riesce a spingere un soldato fino alla seconda riga con questa configurazione:”.

 
“Molto bene!”.

“Ah, ma ho fatto di meglio. Ecco qua il sistema per arrivare fino alla terza riga:”.

“Bene, bene. Non dirmi che arrivi anche alla quarta riga…”.

“Eh, è stata dura, ma ecco qua:”.

“Ottimo! E, dimmi, per quanto riguarda la quinta riga?”.

“Ecco, ci sto lavorando. Ma ce la farò, ormai ho una certa pratica”.

“Eh eh eh”.

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Gen 25

Siamo in zona di guerra.

 Al di sotto della linea blu c’è il nostro spazio: lì possiamo mettere in posizione i nostri soldati. Al di sopra, il deserto.

Nella figura è rappresentato un solo soldato: da solo non può muoversi, ma deve essere aiutato da altri compagni. Ogni soldato ne può scavalcare un altro adiacente (muovendosi in orizzontale oppure in verticale, ma non lungo la diagonale): il soldato scavalcato viene sacrificato e tolto dal campo di battaglia.

Possiamo mettere quanti soldati vogliamo nella zona al di sotto della linea blu, zona che si estende verso il basso, a destra e a sinistra indefinitamente. Il nostro scopo è quello di fare addentrare il più possibile nel deserto almeno uno dei nostri soldati.

Quanto avanti riusciamo a spingerci?

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Gen 25

Io e mia moglie ci stiamo urlando da una stanza all’altra:

“Ci sposiamo?”.

“Sì, dai!”.

Già, feisbuc.

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Gen 25

La differenza tra Vero Pilota, che guida abilmente sulla neve senza catene, e Vero Coglione, che si intraversa e ti fa fare un quarto d’ora di sosta non voluta, sta tutta in un tornante dal fondo ghiacciato.

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Gen 25

Se proprio devi toglierti i guanti, non appoggiarli sulla neve con l’apertura controvento.

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Gen 25

Lo sapete, vero, che questa notte il Vero Matematico, partecipando al conto alla rovescia per gli auguri di capodanno (ammesso che un Vero Matematico partecipi a questi eventi mondani), dovrà contare fino a -1?

(Un Vero Matematico che si trovi nel fuso orario di Greenwich, naturalmente)

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Gen 25

Scopro, attraverso FriendFeed, un meraviglioso studio sulla architettura della Biblioteca di Babele. Da leggere, per capire fino a dove può arrivare un matematico…

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Gen 25

Nella vita di una persona capitano eventi speciali, che dopo anni vengono ricordati ancora come se fossero accaduti solo pochi minuti prima, e che segnano momenti importanti.

Per esempio, se qualcuno mi domandasse quando ho cominciato ad apprezzare i giochi matematici, io non avrei dubbi a rispondere. È successo mentre leggevo un libro. Questo libro:

Image of Secondo manuale delle Giovani Marmotte

Adesso non ridete, dico davvero, i manuali delle Giovani Marmotte sono cose serie. Guardate un po’ cosa si trova alle pagine 44-45:

 
Un giochetto semplice, che mi aprì un mondo. Ho sempre associato l’immagine dei pozzi scavati dalla talpa con il concetto di gioco bello. Anni dopo ho scoperto che il gioco si chiama Sprouts, ed è stato inventato da Conway. Nel tempo, ho iniziato a incontrare il nome di Conway ogni volta che scoprivo un argomento interessante: leggo Le Scienze, vedo che si parla di uno strano gioco senza giocatori, che si fa bene sui computer; dico bello, devo aver visto qualche salvaschermo, come si chiama questo gioco? Life. Chi lo ha inventato? Conway.

All’università mi parlano di teoria dei gruppi, mi spiegano che i gruppi semplici finiti sono i mattoni che formano tutti i gruppi, così come i numeri primi formano tutti i numeri, e mi raccontano che il teorema di classificazione di tutti i gruppi semplici finiti è un’opera colossale composta da più di 500 articoli, scritti da un centinaio di autori tra il 1955 e il 1983. Alcuni gruppi, pur essendo finiti, sono giganteschi. Uno di questi è composto da 4,157,776,806,543,360,000 elementi, e — guarda un po’ — si chiama gruppo di Conway.

Insomma, per farla breve, ho ritrovato Conway un po’ ovunque, durante il mio cammino all’interno della matematica. È l’autore della più bella dimostrazione della matematica (eh, prima o poi la racconterò), ha studiato il decadimento audioattivo, è lo scopritore dei numeri surreali. Insomma, si dice che i matematici siano specializzatissimi nel loro campo, che studino solo le loro cose e non sappiano niente del resto. Per il matematico medio questo è certamente vero, ma ci sono alcuni geni che, ancor oggi, riescono ad avere visioni più ampie. Conway è uno di questi.

Image of Rudi Ludi

L’ultimo libro che ho letto è Rudi Ludi, scritto dal trio dei Rudi Mathematici. Parla di giochi, sia nel senso della teoria dei giochi di Nash (sì, quello di A Beautiful Mind), sia nel senso della teoria dei giochi di Conway. Spiega come si possano analizzare i giochi, come possa fare per cercare una strategia vincente, come si possa fare della matematica seria divertendosi. Le ultime pagine contengono un breve elenco di giochi da giocare, che non sono stati spiegati, analizzati e smontati nelle pagine precedenti. Indovinate un po’ cosa ho ritrovato in questo elenco?

Sì, il giochino della talpa.

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Gen 25

Allora, la soluzione al problema dei tortellini scomparsi è stata fornita da mia suocera, abile tortellinatrice di provata esperienza: i tortellini freschi, lasciati in freezer, si seccano perdendo circa un 10% del loro peso.

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Gen 25

Il problema dei tortellini scomparsi mi ha fatto venire in mente un altro problema, presentato alle olimpiadi della matematica qualche tempo fa.

Un coltivatore ha immagazzinato 200 kg di cocomeri, pronti per la vendita. La giornata è molto calda e i cocomeri, che inizialmente contenevano il 99% d’acqua, ora ne contengono soltanto il 98%. Quanto è ora il loro peso?

Provate a risolverlo, la soluzione è inaspettata.

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Gen 25

La differenza fondamentale tra l’uomo e la donna sta nel fatto che per l’uomo zero per infinito fa zero, per la donna invece fa infinito.

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Gen 25

Ieri è finito il terzo volume di Heroes, di cui non dico nulla se non che Heroes sta a Suresh come Star Wars sta a Jar Jar Binks.

Nel quarto volume compare Obama.

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Gen 25

Durante una interessantissima lezione sui limiti, due studenti in prima fila stanno sviluppando una teoria rivoluzionaria:

“Oh, ma te lo sai che i tortellini in freezer pesano meno?”.

“Cosa?”.

“…ed ecco che abbiamo ricavato un nuovo limite notevole…”.

“Ma sì, ieri mia mamma ha fatto i tortellini, e li abbiamo pesati”.

“E allora?”.

“…cercate di capire lo scopo dei limiti notevoli: perché li usiamo?…”.

“E allora dopo averli messi in freezer li abbiamo pesati di nuovo, e pesavano 35 grammi di meno”.

“Ma dai!”.

“…abbiamo un limite notevole per ogni funzione che conosciamo…”.

“Boh, non capisco. Ho pensato che il ghiaccio ha una densità diversa rispetto all’acqua”.

“Vabbè, ma non credo che c’entri”.

“…e comunque, se non siamo interessati ai limiti notevoli, ricordiamoci che la massa si conserva!”.

“Vabbè, prof, ma la bilancia misura il peso, non la massa”.

“Senti, se non ti sposti sulla luna o comunque in un posto dove la gravità è diversa, la tua bilancia va benissimo”.

“Ma allora?”.

“Allora i casi sono due: o hai dei tortellini relativistici, oppure hai dei tortellini radioattivi”.

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Gen 25

È uscita oggi, presso Matematica 2005, l’ottava edizione del carnevale della matematica. Andate a dare un’occhiata perché ci sono cose interessanti.

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Gen 25

I termini "prescrizione " e "decadenza"   vengono usati indifferentemente ma giuridicamente determinano condizioni differenti.

In entrambe i casi  si può perdere il diritto al  rimborso. Per la prescrizione  si può perdere tale diritto per il mancato esercizio dello stesso entro i termini previsti dalla Legge poichè il titolare ha comunque il diritto al Rimborso solo lo deve esercitare nei termini dovuti.

La decadenza invece,  rappresenta la perdita della possibilità di esercitare il diritto  al rimborso . Per impedire la decadenza necessita compiere l’atto prescritto. Sono ammesse sospensioni ed interruzioni ( a meno che la Legge le limiti).

I termini per la prescrizione  normalmente sono di 10 anni ma se il titolare del diritto non lo esercita, la Legge protegge anche la controparte, in maniera che non resti obbligato per un tempo indefinito.

               Per  info  mail tofisco-blog@libero.it

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Gen 25

                                                                 
   Per quesiti,                

 Consulenza fiscale-amministrativa,  

 Check-up aziendali, mentoring su

 Pacchetti di contabilità, Formazione, ecc

         

             Mail to:  fisco-blog@libero.it

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Gen 25

Ecco come trasforma la tua foto in un vero quadro!
Questa volta ho fatto una scoperta che ti farà rimanere strabiliato! Perfetto come regalo in occasione delle nozze, di un battesimo, di una festa di famiglia, di San Valentino!! o semplicemente per ricordare i momenti piú belli della tua vita: la foto su tela intelaiata è [...]

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Gen 25

In questi periodi di risparmio energetico, diminuzione delle emissioni, contenimento dei costi e soprattutto delle bollette, si cercano in tutti i modi soluzioni per consumare meno ma non dover abbassare i nostri standard di vita.
Molte aziende stanno studiando soluzioni moderne ed ecologiche per il riscaldamento ed attrezzatura climatizzazione degli ambienti domestici.
Uno degli ultimi ritrovati sono [...]

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Gen 25

La modifica del proprio assetto mutuale concerne una solidità economica non comprovata o un’inadempienza sorta secondo i termini pattuiti: è del 2007 la nuova disposizione che arreca vantaggi a tutti coloro che scelgono di sostituire il proprio mutuo, mediante apposita surroga o rinegoziazione del contratto.
Grazie alle Legge Bersani n.40/2207 è stata abolita ogni forma di [...]

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Gen 25

“Parchi a misura di futuro”
VI Congresso Nazionale Federparchi
A 20 anni dalla nascita della Federazione appuntamento a Roma per l’elezione del nuovo presidente; si fa il punto sui parchi, un sistema che tutela il 15% del territorio italiano
30-31 gennaio 2009- Casa dell’Architettura – Piazza Manfredo Fanti, 47 - Roma
Cambiamenti climatici, tutela della natura, qualità della vita, [...]

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Gen 25

Nel cuore del Veneto ha da poco aperto il nuovo ristorante à la carte del Castello di Bevilacqua, che ha già conquistato un posto d’elite fra i ristoranti di Verona.
Il castello di Bevilacqua non è solo una destinazione dal fascino indiscusso ma un luogo dove l’ospitalità è una tradizione celebrata in tutte le sue forme. [...]

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Gen 25

Sarà presentato alla stampa, a Milano, Sabato 24 Gennaio il nuovo videoclip della rock band italiana 200 Bullets. Scritto dalla gruppo stesso e girato dalla pluripremiata casa di produzione Legolas arriva in TV il videoclip di “Salame e Fagioli”, il nuovo singolo del combo milanese ad un anno di distanza dall’uscita del fortunato “200 Bullets [...]

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Gen 25

Oggi l’apprendimento della lingua inglese è molto importante, per non dire davvero indispensabile. Un tempo le prime nozioni della lingua inglese venivano impartite solo a partire dalla prima media; oggi tutto è diverso.
Si comincia perfino dagli asili nido dove i bambini che frequentano la comunità, oltre a provenire da diverse parti del mondo, imparano la [...]

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Gen 25

ARCHOS, leader di mercato nei lettori portatili e nei dispositivi Internet Media Tablet, ha collaborato con Alcatel-Lucent e ICO per dimostrare il funzionamento di un sistema mobile per la ricezione della televisione digitale in occasione del Consumer Electronics Show tenutosi a Las Vegas agli inizi di gennaio.
La dimostrazione effettuata al CES con il contributo di [...]

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