Giu 30

"Vedi di non morire"

Spassoso e raggelante, tragico e comico fino alle lacrime, "Vedi di non morire" è un romanzo di Josh Bazell (Einaudi, pp. 322, euro 18,50), un romanzo unico per divertimento e intelligenza. Mescolando thriller di mafia e sit-com ospedaliere, il medico-scrittore Josh Bazell reinventa di sana pianta un intero genere letterario. Come ha fatto quindici anni fa Quentin Tarantino con "Pulp fiction". Con la stessa felice commistione di classicità ed esuberanza che ha conquistato la critica e il pubblico americano. Grazie a Peter Brown, ex killer entrato in un programma di protezione governativo, la mafia fa il suo ingresso tra le corsie di un famigerato ospedale di Manhattan.

Quando Peter va come ogni mattina al lavoro in ospedale, non sa che la Grande Mietitrice lo aspetta, sotto le vesti di un paziente moribondo che è un suo vecchio conoscente di mafia. Se il paziente muore, il passato di Peter tornerà a galla. E questo non può accadere.  Perché Peter è anche Pietro Brwna detto Orso, ex affiliato (ma per bontà d’animo) alla famiglia Locano.

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Giu 30

Raccomandazione civica sulle tossicodipendenze
Lo strumento è finalizzato a dare un contributo concreto per l’identificazione di politiche di tutela per superare le criticità nella presa in carico e nell’assistenza, a partire dalle esperienze positive già esistenti, dall’affido terapeutico, ai percorsi di peer education.
Leggi il documento

http://www.lila.it/doc/documentazione/rdd/raccomandazione_civica_sulle_tossicodipendenze.pdf

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Giu 30

AVVERTIMENTO DELL’UNIONE EUROPEA AL GOVERNO ITALIANO

La legge 8.7.1986 n.349 in materia di danno ambientale e sull’applicazione delle norme ambientali comunitarie prevede che le associazioni possano intervenire davanti alla giustizia amministrativa per verificare o chiedere l’annullamento di atti non congrui con le norme ambientali vigenti. Uno strumento importante, dunque, per i tanti gruppi, dai comitati cittadini ai sodalizi, fino alle associazioni e alle Ong, che si occupano di ambiente e difesa del territorio.

L’attuale governo ha però pensato bene di modificare proprio l’articolo 18 che prevede questa possibilità per i cittadini: per velocizzare la realizzazione delle opere messe in discussione dai cittadini, si vuole impedire che la giustizia amministrativa possa deciderne appunto la sospensione.

E, cosa ancora più grave, si introduce il risarcimento penale del danno ai committenti dei lavori in caso di esito negativo del ricorso: ovvero se il comitato di cittadini o l’associazione perde il ricorso alla giustizia amministrativa dovrà pagare il danno a chi realizza l’opera! Una lotta assolutamente impari, e dunque un enorme deterrente lesivo delle libertà dei cittadini: chi si metterà più contro le grandi imprese che realizzano opere pubbliche e private dannose per l’ambiente, chi avrà il coraggio di denunciare un’azienda col rischio poi di risarcire danni ingenti? Ad oggi questa modifica è una proposta di legge, presentata alla Camera lo scorso marzo.

Come eurodeputati del Gue siamo intervenuti con un’interrogazione parlamentare alla Commissione Europea. La risposta, molto incoraggiante, ci è giunta pochi giorni fa. L’esecutivo europeo specifica in primo luogo che, essendo cominciato relativamente da poco l’iter legislativo del testo in questione, non può esprimere un giudizio netto su un documento il cui contenuto potrebbe evolversi.

Ma, ciò detto, segnala anche che l’Italia ha ratificato la Convenzione di Aarhus, citata anche nel testo della nostra interpellanza: si tratta di una convenzione stipulata nel ’98 (in vigore dal 2001) sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale.

Quell’accordo partiva dall’idea che un maggiore coinvolgimento e una più forte sensibilizzazione dei cittadini nei confronti dei problemi di tipo ambientale conducesse a un miglioramento della protezione dell’ambiente. Ed è esattamente il tipo di coinvolgimento che vede in prima linea il popolo No Tav contro la Torino-Lione, i comitati No Dal Molin, chi si oppone al Ponte di Messina o al Mose, i cittadini che lottano contro i rigassificatori, solo per citare alcuni esempi tra i più noti delle battaglie ambientaliste nate «dal basso» nel nostro Paese, negli ultimi anni.

Dunque la Commissione lancia un primo avvertimento: l’Italia ha firmato la convenzione di Aarhus, non potrà esimersi dal rispettarla. L’esecutivo aspetterà quindi al varco l’esito definitivo della modifica alla legge italiana voluta dal governo Berlusconi; nel frattempo le associazioni potranno mettere in guardia il legislatore, sul fatto che non si potrà prescindere dal richiamo alla coerenza alle norme Ue esistenti e ratificate.

Tanto più che proprio la Commissione europea in una comunicazione al Consiglio e al Parlamento del novembre 2008, riconosceva come indispensabile e positiva l’attività dei comitati dei cittadini e delle associazioni a tutela delle norme ambientali spesso disattese dagli Stati membri. «I cittadini – dichiarava la Commissione - sono spesso i primi a notare le attività che violano la legislazione ambientale derivata dalla normativa comunitaria, ad esempio lo smaltimento in discariche abusive o lo scarico di sostanze inquinanti nelle acque. Indicatori importanti dell’adeguatezza dell’applicazione sono la rapidità e l’efficacia dell’intervento ufficiale una volta che le autorità sono state avvertite. Gli Stati membri possono incoraggiare i buoni rapporti istituendo ad esempio numeri di telefono riservati,

procedure di trattamento delle denunce, organismi di controllo dell’applicazione e mediatori». Come dire, il governo è avvertito: da parte nostra non mancheremo di seguire con attenzione l’evolversi di quest’attacco (l’ennesimo, con Berlusconi) al diritto dei cittadini di mettere in discussione e monitorare l’operare dell’esecutivo in materia di infrastrutture, opere e interventi che possano ledere l’ambiente.

Vittorio Agnoletto

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Giu 30

"Ho visto L’Aquila" Lettera a mia moglie scritta ieri notte

Ho visto l ‘Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare".

Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo. Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa, Francesca, stanno malissimo.

Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola "cazzeggio".

A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8.

Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate????? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente.

Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica.

Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.

Poi c ‘è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto.

E ‘come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla.

Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l ‘ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l ‘intera popolazione di una città , senza che al di fuori possa trapelare niente".

Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c ‘è più, tutto perduto.

Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C ‘era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie.

E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là . Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.

Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c ‘erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli "Assaggi, assaggi". Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".

Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere. Anzi metto in rete questa mia lettera per te.

Andrea Gattinoni 11 maggio notte

Non me lo so spiegare… io

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*Andrea Gattinoni è un attore, uno degli interpreti del recente film "Si può fare" con Claudio Bisio, su un gruppo di "pazzi"

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Mar 10

I prodotti Herbalife possono agevolare lo snellimento o la perdita di peso, se inseriti nell'ambito di una dieta ipocalorica controllata. Anche se alcuni prodotti Herbalife possono essere utilizzati in sostituzione di un pasto, essi non sono tuttavia destinati ad essere usati come sostituti dell'intera dieta di una persona, e dovrebbero essere integrati da almeno un pasto completo quotidiano.
I prodotti sono notificati al Ministero della Salute. La notifica non implica accettazione, da parte del Ministero della Salute, di qualsivoglia messaggio a carattere pubblicitario.
I prodotti non sono medicinali e non sono trattamento o cura di malattie.

Tutti o quasi, sanno che lavorare da casa è oggi in una fase di forte evoluzione e intraprendenza.
Fino a qualche anno fa una famiglia poteva vivere agiatamente in presenza di uno stipendio, ora è diventato molto difficile anche con due e le cause di questo fenomeno sono molteplici.
In primis aumenta di anno in anno il costo dei beni di prima necessità, chi fa la spesa tutti i giorni lo sa, anche le spese mediche, i trasporti e molti altri servizi aumentano generalmente di più di quanto aumentano i nostri stipendi. E c'è anche un altro motivo.
Per questo motivo Herbalife propone un sistema di lavoro da casa particolarmente utile ed efficace: provare per credere!

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Giu 30

Cannabis made in Italy. Garantiscono le cosche

E’ la cannabis l’"oro verde" delle organizzazioni criminali del Meridione. Dalla relazione annuale della Dcsa, la Direzione centrale dei servizi antidroga, emerge che negli ultimi anni si è registrato un trend di costante aumento dei sequestri di piante di cannabis effettuati nel Mezzogiorno d’Italia: in Calabria, Sicilia e Puglia. Al Sud si sono concentrati l’81,07% dei sequestri di piantagioni di canapa indiana dalla quale si producono marijuana e hashish.

Nel 2008 sono stati 4.024 i chili di hashish e 722 quelli di marijuana sequestrati in Sicilia, le sostanze stupefacenti più in circolo nella regione. La relazione evidenzia che le ultime rivelazioni dei collaboratori di giustizia attestano che dietro il proliferare delle piantagioni di canapa indiana in Sicilia c’è la longa manus di Cosa Nostra.  «Il traffico di stupefacenti è ormai da tempo il settore più redditizio delle organizzazioni di tipo mafioso - si legge nel documento - la presenza di consolidate ramificazioni all’estero e un capillare controllo del territorio rende il nostro Paese uno snodo strategico per le rotte del narcotraffico internazionale».

La mafia comincia a produrre in proprio la droga: parecchie tonnellate di marijuana, in quanto la coltivazione diretta offre maggiori guadagni e meno rischi per il trasporto. Non è un caso dunque se il maggior sequestro registrato in Europa di piante di marijuana (un milione 400mila) sia stato effettuato in provincia di Palermo. Nella Valle dello Jato nel 2007 e anche durante tutto il 2008 sono state scoperte vaste coltivazioni che avrebbero fruttato al dettaglio alle associazioni criminali parecchi milioni di euro.  Ad aprile 2008, a Siracusa, sono stati sequestrati ben 3mila 500 chilogrammi di hashish e 567 piante di cannabis. Alla Sicilia spetta poi il primato nazionale nei sequestri di marijuana: 722,16 chili. Distanziata nettamente la Puglia, con 344,36 chili.

Le organizzazioni criminali italiane hanno fatto registrare significativi mutamenti nel campo della droga, quali ad esempio la nascita di joint venture finalizzate a tale traffico. Nelle indagini emerge che per abbassare i costi di approvvigionamento della droga i boss «si avvalgano di canali, strutture e mezzi logistici forniti da altre consorterie criminali».  Per questo nell’ultimo periodo Cosa Nostra «sta riattivando canali e contatti con il narcotraffico del Sudamerica e sta stipulando intese e accordi con la camorra e la ‘ndrangheta per ottenere nuove referenze internazionali e sfruttare consolidati appoggi logistico-operativi».

Significative a questo proposito le risultanze dell’operazione "Old Bridge" condotta dalla Procura di Palermo nel febbraio del 2008, che ha portato all’arresto di una novantina di persone tra Stati Uniti e Sicilia appartenti alle famiglie degli "scappati", quelle che insieme ai "cugini" americani avevano un ruolo predominante nel traffico di eroina negli anni ‘70 e ‘80 e che, anche se costretti a fuggire dopo la guerra di mafia persa con i Corleonesi, hanno sempre mantenuto un ruolo centrale nel traffico di stupefacenti con l’Isola. L’operazione Perseo, del dicembre 2008, ha poi fatto luce su un traffico internazionale di cocaina tra Sudamerica e Palermo, organizzato e diretto da esponenti di primissimo piano di Cosa Nostra in contatto diretto con organizzazioni criminali sudamericane, soprattutto in Paraguay.

Le indagini hanno fatto scoprire che la cocaina veniva mescolata ed occultata in una raffineria paraguaiana e poi inviata a Palermo dove veniva lavorata e messa in commercio.  «E’ da evidenziare - continua la relazione - che sebbene Cosa Nostra abbia consentito attività di vendita ad organizzazioni criminose, anche straniere, non rinuncia mai al controllo capillare del territorio tramite la pratica del pizzo, mediante il versamento di un terzo dei profitti alla famiglia competente per territorio».  Il ruolo in Sicilia degli stranieri nel narcotraffico è comunque minimo e limitato ai gruppi nordafricani. Sono infatti appena 176 gli stranieri segnalati, l’1,54% del dato nazionale. Oltre il 50% è composta da tunisini (45) e marocchini (49). Per questi ultimi il numero di segnalazioni è salito del 207% rispetto all’anno precedente.

Il rinnovato interesse delle cosche mafiose verso una maggiore partecipazione al narcotraffico è sicuramente dovuto alla necessità di garantirsi nuove entrate finanziarie in quanto, grazie alle operazioni di polizia e alla maggior presa di coscienza da parte degli imprenditori e dei commercianti, il ricorso all’estorsione è diventato più rischioso e critico.

Davide Mancuso

Liberazione

27/06/2009

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Giu 30

Una sezione di Dedekind in un campo ordinato è una partizione di tale campo, (A,B), tale che A è non vuoto e chiuso verso il basso, B è non vuoto e chiuso verso l’alto, e A non contiene massimo. I numeri reali possono essere costruiti come sezioni di Dedekind dei numeri razionali.

“Vabbé, dai, ho capito che non ne hai voglia”.

“Che problema c’è?”.

“Dimmi se ti sembra una cosa comprensibile. Sembra che con questa definizione i Veri Matematici abbiano raggiunto l’apice della incomprensibilità”.

“Mh, forse esistono definizioni più complicate di queste”.

“Non ne parliamo nemmeno, eh?”.

“Va bene. Questa non è proprio intuitiva, vero?”.

“Eh, direi”.

“Provo a spiegartela così: cosa diresti se tu fossi un mio studente e io ti dicessi che in pagella ti ho messo un voto che sta tra due insiemi, il primo dei quali contiene tutti i numeri minori di cinque, il secondo tutti i numeri maggiori o uguali di cinque?”.

“Ti chiederei se sei venuto a scuola in macchina”.

“Perché?”.

“Perché se sei in macchina posso bucarti quattro gomme, se sei in bicicletta soltanto due”.

“Ehm. Ho capito. Potevo scegliere sei invece di cinque come esempio, vero?”.

“Già”.

“Comunque hai capito come funziona?”.

“Direi di sì, è il solito metodo demenziale di complicare le cose semplici. Invece di dire cinque, hai detto tutto ciò che non è cinque, ordinando tutto in due parti. Una contiene tutti i numeri minori di cinque, l’altra tutti quelli maggiori di cinque”.

“Eh, l’idea è questa, anche se c’è qualche precisazione da fare”.

“Capirai”.

“Se, come hai detto tu, dividiamo i numeri in minori di cinque e maggiori di cinque, lasciamo fuori un valore, che è proprio cinque. Questo non va bene, perché noi vogliamo fare una partizione”.

“Cosa sarebbe una partizione?”.

“Una suddivisione di un insieme in sottoinsiemi fatta in modo tale che, riunendo tutte le parti, si ottiene l’insieme di partenza”.

“Ah, ok. Se riunisco le mie parti non riottengo l’insieme di partenza, perché lascio fuori cinque”.

“Esatto, ecco perché nel mio esempio ho specificato che il primo insieme contiene tutti i numeri minori di cinque, il secondo tutti quelli maggiori o uguali a cinque”.

“Potevi anche fare il contrario?”.

“No, perché la definizione specifica che il primo insieme non ha massimo. Se metto cinque nel primo insieme, diventa il massimo”.

“Invece il secondo insieme può avere minimo?”.

“Sì, la definizione non dice nulla riguardo a questo”.

“E perché questa asimmetria?”.

“Perché da qualche parte il cinque dobbiamo pur metterlo, e se non specifichiamo nulla abbiamo due modi diversi per fare la partizione. Siccome non ci piace questa ambiguità, decidiamo arbitrariamente di metterlo nell’insieme di destra”.

“Va bene. Ora passiamo a quel chiuso verso il basso e chiuso verso l’alto. Cosa significano quelle specificazioni?”.

“Allora, un insieme è chiuso verso il basso se esso contiene tutti i numeri minori di qualunque suo elemento”.

“Non è mica tanto chiaro, sai?”.

“Te lo spiego con un esempio. Scegli a caso un numero all’interno del primo insieme, quello che contiene tutti i numeri minori di cinque”.

“Tre”.

“Bene. È vero che l’insieme contiene tutti i numeri minori di tre?”.

“Sì, è vero”.

“Questa proprietà è vera perché tre è un qualche elemento particolare? Oppure vale per qualsiasi scelta tu faccia?”.

“Direi che vale sempre”.

“Esatto. Questo significa che il tuo insieme è chiuso verso il basso”.

“Praticamente è una semiretta che va verso sinistra”.

“Benissimo”.

“E suppongo che chiuso verso l’alto significhi che, per ogni elemento del secondo insieme, è vero che tutti i numeri maggiori di esso sono contenuti nell’insieme”.

“Sì. È più difficile da dire che da capire”.

“Ho capito. Cosa ce ne facciamo di queste sezioni di Dedekind?”.

“Ci servono per definire i numeri reali, ma facciamo un passo alla volta: per prima cosa vediamo che tutti i numeri razionali, che abbiamo già definito, possono essere visti come sezioni di Dedekind”.

“Bé, questa credo di averla capita anche io. Si può fare come hai fatto tu con il cinque: basta che tu sostituisca al posto di cinque un qualunque numero razionale”.

“Giusto. Quindi come sarebbe la sezione di Dedekind relativa a 1/2, per esempio?”.

“Direi che sarebbe una coppia di insiemi (A,B) fatta così: A contiene tutti i numeri razionali minori di 1/2, B contiene tutti quelli maggiori o uguali a 1/2”.

“Perfetto”.

“Mi pare semplice. E devo dire che non capisco l’utilità: è davvero una complicazione inutile”.

“Sì, devo darti ragione. È difficile capire il senso di questa costruzione, e quando provi a spiegarla agli studenti l’unica domanda che riescono a farti è: prof, ma ce la chiede questa roba?”.

“Poveretti”.

“A parte il fatto che gli studenti non sono mai poveretti per definizione, andiamo avanti. Quello che dovresti capire è che ogni numero razionale è associato a una sezione di Dedekind”.

“Sì, questo l’ho capito. Immagino che valga anche il contrario”.

“Cioè che ogni sezione di Dedekind è associata a un numero razionale? Certo che no, altrimenti sarebbero davvero inutili”.

“Ah. Uhm… no, non ho capito bene: esistono sezioni di Dedekind che non sono associate a nessun numero razionale? Come è possibile? Non basta prendere, come numero, il minimo del secondo insieme?”.

“No, la definizione non parla di minimo del secondo insieme. Dice solo che il primo insieme non ha massimo”.

“Perché il secondo ha minimo, è sottinteso”.

“Invece no, è possibile che il primo insieme non abbia massimo e il secondo non abbia minimo”.

“Impossibile”.

“Ti faccio un esempio, anche se sarà un pochino più complicato di quello che ti ho fatto col cinque”.

“Va bene, provo a seguirti”.

“Allora, nel primo insieme ci mettiamo, per prima cosa, tutti i numeri negativi”.

“Ok”.

“Poi ci mettiamo anche lo zero, e tutti i numeri positivi il cui quadrato sia minore di 2”.

“Uhm, va bene. Perché poi complicare le definizioni così?”.

“Aspetta e vedrai”.

“Nel secondo insieme ci metto invece tutti i numeri positivi il cui quadrato sia maggiore di 2”.

“Ehi, non va bene! Dovresti dire il cui quadrato sia maggiore o uguale di 2”.

“Siamo sicuri?”.

“Eh, sì, altrimenti non è più una partizione, l’hai detto prima! Lasci fuori un numero”.

“Quale?”.

“Bé, quello il cui quadrato è uguale a 2”.

“Che non esiste”.

“Non esiste? Come non esiste? È la radice di 2, no?”.

“La radice di 2 non è razionale, caro il mio Ippaso di Metaponto”.

“Uffa, ma cosa c’entra adesso?”.

“C’entra eccome: noi stiamo facendo sezioni di Dedekind sui numeri razionali. Radice di due non è razionale, non esiste ancora. Nella definizione del secondo insieme puoi anche dire, se vuoi, che esso contiene tutti i numeri il cui quadrato sia maggiore o uguale di 2, ma non devi ingannarti: quell’insieme non ha minimo. Quell’insieme contiene, ad esempio, 2, poi 15/10, poi ancora 142/100, 1415/1000, 14143/10000, e così via. Puoi andare avanti così, spostandoti verso il basso, quanto vuoi. Quindi non esiste minimo, e specificare che il quadrato di questi numeri deve essere maggiore o uguale di 2 è inutile: puoi limitarti a dire che deve essere maggiore di 2”.

“Gulp, ho capito. Credevo fosse una cosa semplice, invece no”.

“No, neanche un po’. Ora riassumiamo: è vero che ogni numero razionale corrisponde a una sezione di Dedekind?”.

“Sì, questo l’ho capito”.

“Ed è vero che ogni sezione di Dedekind corrisponde a un numero razionale?”.

“Eh, stando a quanto hai detto adesso, no. La sezione che hai definito prima non corrisponde a nessuna frazione: corrisponderebbe a radice di 2, ma hai detto che non esiste”.

“Perfetto. Allora possiamo dire che abbiamo due tipi di sezioni di Dedekind: il primo tipo è quello che corrisponde a un numero razionale”.

“Ok”.

“E il secondo tipo è quello che non corrisponde a nessun numero razionale”.

“Va bene”.

“Allora siamo a posto: le sezioni di Dedekind del secondo tipo le chiamiamo numeri irrazionali. Le altre continuiamo pure a chiamarle numeri razionali — anche se in realtà abbiamo immerso i vecchi numeri razionali in questa nuova struttura più ricca. L’insieme di tutte le sezioni di Dedekind dei razionali viene chiamato invece insieme dei numeri reali”.

“Wow. Non si può dire che sia una definizione semplice e intuitiva. E poi, scusa, come faccio a capire com’è fatto un numero reale?”.

“In che senso?”.

“Per esempio, radice di 2. Hai detto che corrisponde a quella sezione di Dedekind formata dai numeri il cui quadrato è minore oppure maggiore di 2, ma quali sono questi numeri? Cosa c’è in mezzo ai due insiemi? Sono insiemi infiniti, come faccio a esaminarli tutti?”.

“Ah, certamente non puoi”.

“Ma allora non è una gran definizione”.

“Bé, la definizione è fatta bene, il problema nasce dal fatto che non sai con esattezza come sia fatto l’oggetto che stai definendo”.

“E ti sembra poco?”.

“Ma questo è il problema dei numeri reali. Quando scrivi radice di 2, oppure π, oppure e, in realtà scrivi solo simboli, ma non sai con esattezza cosa siano. Sai che sono numeri decimali illimitati non periodici, e proprio per questo non li potrai mai conoscere”.

“Non ci avevo mai pensato”.

“È una beffa: noi chiamiamo reali degli oggetti che non conosciamo, e che certamente non potremo mai conoscere. Però sappiamo che esistono, e tanto basta”.

“Magra consolazione”.

“Bisogna anche dire che è vero che non conosceremo mai tutte le cifre di un numero irrazionale, ma comunque potremo sempre approssimarlo, bene quanto vogliamo, con delle frazioni. È quello che fanno sempre le calcolatrici, del resto”.

“Giusto: se dovessero maneggiare davvero dei numeri reali, avrebbero bisogno di una memoria infinita”.

“E allora, invece di usare numeri reali, usano le sezioni di Dedekind”.

“In che senso?”.

“Nel senso che i due insiemi A e B di una sezione di Dedekind relativa a un numero irrazionale sono proprio gli insiemi delle frazioni che approssimano per difetto oppure per eccesso quel numero. Le calcolatrici usano una approssimazione, e l’utente non può controllare l’errore, ma esistono programmi di calcolo più specifici che ti dicono, in ogni momento, quale è l’approssimazione che stanno usando. Invece di darti un numero, ti danno un intervallo: non potendo gestire gli infiniti elementi degli insiemi A e B, tengono in memoria solo il più grande elemento di A e il più piccolo di B. Il tuo numero reale è compreso tra essi, e la loro differenza rappresenta quindi il tuo margine d’errore”.

“Ma guarda… Quindi alla fine anche questa definizione ha un suo senso e una sua applicazione”.

“Bé, come tutte le definizioni della matematica, no?”.

“Hai detto che sei in macchina?”.

fonte: proooof.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 30

http://www.talentfinder.it/blog-lavoro/index.php/all/2009/29/06/p288

 Un piano in tre mosse per mettere un argine alla conseguenza più drammatica della crisi: la perdita dei posti di lavoro. Gli ultimi dati diffusi dall’Istat segnalano che nel primo trimestre dell’anno, per la prima volta negli ultimi 14 anni, c’è stato un calo dell’occupazione, di 204 mila unità.  La cassa integrazione è in fortissima crescita (+ 330% a maggio rispetto a un anno prima, con 293 milioni di ore autorizzate) anche se siamo ancora lontani dal picco del 1984 (816 milioni di ore in un anno). Ma secondo molti esperti il peggio potrebbe arrivare in autunno. Di fronte a questo scenario il potenziamento degli ammortizzatori sociali con gli 8 miliardi per la cassa integrazione in deroga non basta più.  Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha quindi deciso di passare alla fase due con un pacchetto di misure per favorire il reimpiego dei lavoratori in cassa integrazione contenuto nell’articolo 1 del decreto legge approvato venerdì.

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fonte: www.talentfinder.it » Vai al post originale

Giu 30

L’ Agenzia delle Entrate  rende noto che sono on-line le versioni bilingue Italiano-Sloveno dei Modelli Unico Persone Fisiche e Unico Mini 2009.

Gli utenti potranno scaricarli dal sito web con relativa modulistica in lingua slovena per le minoranze  linguistiche del Friuli Venezia-Giulia.

Restano  invariati i termini per la presentazione:
- il 30 giugno per la presentazione cartacea;
- il 30 settembre per l’invio telematico.

          Per  info  mail tofisco-blog@libero.it

fonte: http://blog.libero.it/Contabilizzando » Vai al post originale

Giu 30

Con l’ultima "stretta" del Governo, i contribuenti  Olandesi più facoltosi fanno dietro front e riportano i capitali in Olanda.

Oramai il numero dei contribuenti, sopratutto persone fisiche, che bussano all’ Agenzia delle Entrate Olandese in cerca di amnistia, ha oltrepassato i 400 al mese.
I contribuenti  facoltosi  in cerca di "gift" fiscali oltre confine, nelle giurisdizioni offshore, fanno retromarcia a seguito dell’ ultima "stretta".

L’Amministrazione Finanziaria Olandese sta registrando rientri quotidiani di capitali dai paradisi offshore in cambio di "clemenza fiscale".
Nel 2001  fu prevista dal Governo un’amnistia fiscale al regime tributario ma pochi contribuenti  svelarono i loro conti in giurisdizioni a bassa tassazione.  Oggi, invece, si registra un’inversione di trend, soprattuto dalla Svizzera, da Andorra, Lussemburgo, Lichtestein e persino dal Belgio.

Quest’ accelerazione, peraltro, inattesa anche dagli Ispettori del Fisco Olandese, sta registrando circa 5 mila "pentiti", innalzando il totale delle Entrate recuperate al traguardo di 200 milioni di Euro. Se dovesse continuare con questo ritmo, l’Olanda potrebbe sfiorare la vetta dei 400 milioni di Euro di   ritrovati capitali.

                       Per  info  mail tofisco-blog@libero.it

fonte: http://blog.libero.it/Contabilizzando » Vai al post originale

Giu 30

Alla 16° Convention Internazionale ADGPA Guitar International Rendez-Vous un’attesa esibizione ed un seminario per il musicista torinese
L’ADGPA, Guitar International Rendez-Vous
16° Convention Internazionale
Conegliano Veneto (TV)
presenta:
Marcello Capra in concerto
Venerdì 3 luglio 2009
ore: 2100
Seminario di Marcello [...]

fonte: www.comunicati-stampa.ws » Vai al post originale

Giu 30

Lo studio dentistico di Milano del Dott. Antonio Rizza vanta un’esperienza ultradecennale nel settore dell’odontoiatria conservativa e della protesi dentaria, dell’implantologia
e dell’ortodonzia mobile e fissa con numerosi riconoscimenti anche a livello internazionale.
Sempre piu’ crescente il successo anche e soprattutto personale del nostro studio dentistico, che sempre piu’ pazienti apprezzano per il prezioso rapporto personale che [...]

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Giu 30

A trent’anni dall’uscita di “The wall” dei Pink Floyd e a venti dalla caduta del muro di Berlino, Promocard e ADCI lanciano una nuova sfida: abbattere i muri della comunicazione.
Il muro è da sempre icona di chiusura, di divieto, di proibito. Muri venivano e vengono tuttora eretti per difendersi dai nemici, da chi è [...]

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Giu 30

Dopo tre edizioni di grande successo, a Napoli presso Villa Doria d’Angri, sede della Facoltà di Scienze motorie della prestigiosa Università Pathenope, a Rimini in occasione del “Rimini Wellness”, presso l’Hotel con Spa Le Rose Suite ed in Sicilia, a Mazara del Vallo, il week end del 19-21 giugno, presso l’Hotel Mahara, l’evento “Bellessere” sbarcherà ad Ischia, il 19-21 luglio, nella prestigiosa location de La Corte degli Aragonesi, dell’on. Salvatore Lauro.

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Giu 30

Milano – Giugno 2009. Il Gruppo Immobiliare.it annuncia l’inizio di un’ulteriore collaborazione editoriale con Mondadori: su Panorama.it, sito consultato ogni mese da oltre 1.000.000 di persone, è presente la sezione “cerca casa” sviluppata da Immobiliare.it con oltre 470.000 annunci immobiliari.
Viene così offerto a tutti gli utenti del sito Panorama.it un nuovo servizio che permetterà di [...]

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Giu 30

Forexpros.it, il sito finanziario principale per il mercato dello scambio su valute estere (Forex) è fiera di rivelare la nuova sezione dedicata agli indicatori tecnici.
Traders e brokers forex adesso possono facilmente vedere dati di analisi complessa in un formato di semplice ed immediata lettura per oltre 700 coppie di valute principali e secondarie. E’ possibile [...]

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Giu 30

Il retailer internazionale operante nel settore abbigliamento migliora la disponibilità degli articoli ed incrementa ricavi e margini grazie all’introduzione della tecnologia RFID, standard-based, a livello di articolo, lungo tutta la propria supply chain
Milano, 29 Giugno 2009 – Checkpoint Systems, Inc. (NYSE: CKP) fornitore leader di soluzioni per la gestione delle differenze inventariali e per [...]

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Giu 30

Direct Line è una compagnia diretta, questo significa che può operare senza intermediari sul territorio attraverso il telefono e naturalmente internet. Come molte compagnie di questo genere, proprio per la sua tipicità e struttura, può offrire prezzi molto vantaggiosi a tutti coloro che decidono di stipulare un’assicurazione online.
Nel sito web della compagnia sono presenti tutte [...]

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Giu 30

«Spingere»! Per 6 volte il verbo che più esprime l’etica e tutta la filosofia del Gioco del Ponte di Pisa ha riecheggiato su Ponte di Mezzo. Le magistrature di Tramontana e Mezzogiorno si sono date battaglia per il possesso dello storico ponte. E questa è, da sempre, la tradizione di una stracittadina a cui i [...]

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Giu 30

Le case arredate da AD Arredamenti diventano una sezione del sito internet
http://www.adarredamenti.it/
L’apertura di questa nuova sezione si è resa necessaria per le continue richieste da parte di utenti italiani ed esteri di poter vedere e giudicare i lavori che AD Arredamenti realizza.
Nella sezione case arredate AD Arredamenti sono cominciate ad apparire alcune realizzazione che già [...]

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Giu 28

Chi paga per gli anziani?

E’ il titolo della news pubblicata sul sito della Commissione europea, che presenta la Relazione 2009 sull’invecchiamento demografico in Europa. Negli ultimi mesi i paesi dell’Unione hanno iniettato miliardi di euro nelle loro economie per stabilizzare il sistema finanziario e alimentare la crescita. I governi sono concordi nel ritenere che la spesa sia necessaria per combattere la peggiore crisi degli ultimi decenni, anche se ha fatto lievitare i deficit di paesi che stavano per uscire dai conti in rosso - un passo importante per far fronte alle conseguenze di una popolazione che invecchia. Come ha affermato Joaquín Almunia, commissario europeo per gli Affari economici, affrontare il problema dell’invecchiamento della popolazione in tempi di recessione non sarà facile. Secondo Almunia, però, è possibile mediante opportune politiche orientate verso una spesa sociale più efficiente, una maggiore produttività, un’istruzione di migliore qualità e livelli di occupazione più elevati. Fra 50 anni la popolazione resterà numericamente pressoché invariata, ma sarà molto più anziana. L’età mediana, attualmente intorno ai 40, dovrebbe salire a circa 48 anni perché le persone vivono più a lungo, i tassi di natalità sono bassi e l’immigrazione sta calando. Ciò si tradurrà in entrate inferiori, provenienti da una popolazione in età lavorativa sempre meno numerosa, e maggiori costi per pensioni, sanità e assistenza a lungo termine per gli anziani. La pressione sulle finanze pubbliche sarà notevole se l’UE proseguirà sulla sua attuale rotta. Stando alla relazione, la spesa salirà entro il 2060 di circa il 4,7% del PIL a causa del numero crescente di anziani. Entro tale data, per ogni ultra 65enne vi saranno soltanto due persone in età lavorativa (15-64) invece delle attuali quattro.

The 2009 Ageing Report: Underlying Assumptions and Projection Methodologies for the EU-27 Member States (2007-2060)

Spesa pubblica per gli anziani in Italia

L’Italia è il paese dell’area euro dove la quota di spesa pubblica legata all’invecchiamento della popolazione è destinata a crescere di meno. E’ la stima contenuta nel rapporto 2009 della Commissione Europea sull’invecchiamento della popolazione, riportato nel Bollettino di giugno della Banca Centrale europea. Lo studio stima la variazione percentuale del rapporto fra la spesa pubblica complessiva connessa all’invecchiamento della popolazione (pensioni, assistenza sanitaria, cure a lungo termine, sussidi di disoccupazione e istruzione) e il Pil nei paesi dell’Eurozona nel periodo dal 2007 al 2060. L’Italia risulta essere il paese dove è previsto l’incremento minore del rapporto, pari a 1,6 punti percentuali. Previsti incrementi moderati di tali voci di spesa anche in Austria (+3,1%) e in Portogallo (+3,4%). Le variazioni più consistenti sono invece previste per il Lussemburgo (+18%), la Grecia (+15,9%) e la Slovenia (+12,8%). Per l’intera area euro si stima un aumento del rapporto pari al 5,2% fino al 2060, un incremento legato soprattutto all’aumento della spesa pensionistica e, in misura minore, gli aumenti della spesa per l’assistenza sanitaria e le cure a lungo termine.

(Centro Maderna)

Anziani e badanti: quale futuro?

La badante è un fenomeno tutto italiano. Cosa l’ha prodotto? A chi è utile? Sicuramente alle famiglie, ma anche allo Stato: solleva infatti le famiglie da compiti sempre più difficili e permette allo Stato di lasciare le cose come stanno, cioè di scaricare sulle spalle in primo luogo delle donne la responsabilità di curare e assistere minori e anziani. L’allungamento della speranza di vita e il declino delle nascite hanno alimentato il processo di invecchiamento del nostro paese. Le badanti rappresentano la risposta spontanea, privata, a queste esigenze; suppliscono alle inadempienze della politica e all’indebolimento delle famiglie e delle reti di aiuto familiare. La ricerca pubblicata nel volume getta nuova luce sulle dimensioni e sulla natura del fenomeno: soluzione eccezionale al problema dell’invecchiamento, congela una situazione in cui famiglie e donne continuano a svolgere un ruolo da protagoniste. E dopo? (Da: www.edizionilavoro.it)

Sgritta Giovanni Battista, “Badanti e anziani in un welfare senza futuro”, Edizioni Lavoro, Roma, 2009, pp. 224, € 16,00.

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Giu 28

Adolescenti in Regione Sagrestia: disinformate o autodeterminate?

  Un articolo apparso oggi sui quotidiani ci fa sapere che la Asl della Regione Sagrestia ha mandato una circolare perché nelle scuole operatrici e operatori non parlino più di sessualità e contraccezione direttamente con le/gli studenti che hanno meno di 16 anni, ma spieghino a mammà come si usa il preservativo, poi se mammà lo riterrà opportuno lo dirà alla sua prole.Ma non basta: nei consultori della Regione Sagrestia  «non dovranno essere posti in essere momenti educativi diretti da parte degli operatori Asl».
Ci chiediamo allora a che servano i consultori, per altro già assediati dagli antiabortisti. Ma, soprattutto, ci chiediamo se questo non sia un passaggio verso la trasformazione dei consultori in para-sagrestie come vorrebbero ‘movimento per la vita’ & C. che da anni cercano di smantellare la legge 405/75
Troviamo assolutamente irresponsabile che si neghino informazioni su sessualità e contraccezione a ragazze/i inferiori ai 16 anni. E non vengano poi a lamentarsi gli ipocriti ‘difensori della vita’ se le giovani ragazze si imbottiscono di pillola del giorno dopo o ricorrono alle Ivg clandestine rischiando la vita.
Ricordiamo alle giovani donne che la Consultoria autogestita di via dei Transiti non discrimina in base ai documenti - né anagrafici né di soggiorno. Quello che ci interessa è che tutte le donne - anche adolescenti o immigrate senza permesso di soggiorno - acquisiscano gli strumenti per salvaguardare la propria salute sessuale e autodeterminarsi, che siano soggetti e non oggetti di piacere o meri strumenti di riproduzione come invece vorrebbe questa incultura di papi & ‘papi’.
Meno bigottismo, più consapevolezza!
Le compagne della Consultoria autogestitahttp://ogo.noblogs.org

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Giu 28

OGNI ANNO 8 MILA NON ACCOMPAGNATI: 1.000 VITTIME TRATTA.

Il volume di affari e’ pari a circa 32 miliardi di dollari l’anno e coinvolge 2,7 milioni di persone come vittime, di cui l’80% e’ costituito da donne e bambini. Questo e’ quanto emerge dal convegno "La tratta dei minori: il mercato dei bambini", organizzato dall’associazione "Legale nel sociale" e in corso a Roma. Secondo i dati forniti dall’associazione di avvocati, in Italia sono circa 8 mila i minori stranieri non accompagnati che ogni anno entrano in contatto con il sistema di protezione previsto dalla legge. Tra il marzo 2000 e il maggio 2007, quasi 55 mila persone hanno ricevuto assistenza come vittime di tratta. Nello stesso periodo di riferimento sono stati realizzati circa 15 mila programmi di sostegno, di cui circa 1000 dedicati ai minori di 18 anni.

"In Italia, luogo di transito e destinazione- spiega Marco Carlizzi, presidente dell’associazione Legale nel sociale- la tratta e’ strettamente legata allo sfruttamento sessuale anche se negli ultimi 10 anni si sono aggiunte altre forme di sfruttamento e abuso come l’accattonaggio, il lavoro forzato, le attivita’ illegali e l’espianto di organi. I minori vittime di tratta che hanno un’eta’ media tra i 16 e i 18 anni provengono principalmente dai paesi dell’ex Unione Sovietica, dalla regione Balcanica (per l’Italia principalmente Bosnia-Erzegovina, Albania, Kosovo), dall’Africa, da alcuni paesi dell’Asia come Cina e Filippine e dal Sud America, principalmente dal Brasile e dalla Repubblica dominicana.

da Agenzia DIRE - notiziario Minori

Altre notizie su http://blog.libero.it/Iosocarmela

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Giu 28

Assemblea nazionale della rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro

Dopo la manifestazione nazionale di taranto del 18 aprile la rete torna a riunirsi in forme aperte a tutte le realtà e ai lavoratori e soggetti interessati che vogliano aderire, collaborare e lavorare insieme

- presenti delegati e lavoratori appartenenti sia ai sindacati di base e di classe, come a numerosi delegati e lavoratori ai sindacati confederali presenti in oltre 40 fabbriche e circa un centinaio di posti di lavoro

- familiari vittime del lavoro di 5 associazioni

- organismi di lotta per la salute in fabbrica e territorio, ispettori, tecnici prevenzione giuristi, medici operatori, giornalisti e artisti

- rappresentanti dei partiti e gruppi politici impegnati sul terreno della difesa di classe contro le morti bianche, provenienti da numerose città del nord e del sud al centro della discussione dell’assemblea la prepazione di due grandi mobilitazioni per l’autunno:

- amianto - processi- territori verso una manifestazione nazionale a torino-casalmonferrato

- sciopero generalizzato con manifestazione a Roma nella prima decade di dicembre contro lo smantellamento del testo unico e il nesso morti sul lavoro

- precarietà-crisi-contrattazione-diritti insieme a questi temi si torna a discutere:

- della battaglia sul fronte difesa sviluppo degli rls

- della strutturazione territoriale della rete

-varie e eventuali proposte dalle sedi e dai partecipanti

Data l’importanza dell’assemblea e anche in funzione dell’organizzazione dei lavori si prega di non mancare.

Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro

assemblearetesic27giugno@gmail.com

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Giu 28

Fare parlare i dati sugli incidenti sul lavoro con saggezza, senza facili entusiasmi: occorre non abbassare la guardia

Il calo degli incidenti mortali su lavoro per l’anno 2008 è visibile e , verosimilmente, rappresenta , a livello nazionale , un primo segno degli effetti positivi che le norme basate sulla metodologia della valutazione e della gestione dei rischi (d.lgs 626.94 e successivamente d.lgs 81/08) hanno cominciato a produrre.

I dati esposti da Inail nella giornata di ieri sono dati macro che premiano i valori assoluti e non consentono facili generalizzazioni: per molti comparti lavorativi a rischio, occorre che vengano svolti approfondimenti usando il denominatore non solo dei lavoratori occupati ma anche quello delle ore effettivamente lavorate. Infatti in una fase di crisi che per molti settori ha avuto inizio con l’utilizzo della CIG già dal quarto trimestre dell’anno scorso occorre molta cautela prima di assumere una valutazione definitiva che avvalori l’idea che vi sarebbe stato un miglioramento diffuso della gestione della sicurezza nelle imprese italiane.

Questi dati macro vanno scomposti e vanno individuate le situazioni critiche ove occorre un intervento di miglioramento della gestione della sicurezza sul lavoro.

Assai preoccupanti sono poi i dati riguardanti le malattie professionali, in particolare quelle riguardanti l’apparato muscolo scheletrico.

Il 61% degli infortuni è concentrato nelle aree del Nord a maggiore densità occupazionale: in particolare Lombardia (149.506 casi), Emilia Romagna (123.661) e Veneto (104.134), che insieme assommano oltre il 43% degli eventi infortunistici denunciati nell’intero Paese.

Nel 2008 il totale degli incidenti su lavoro in Emilia Romagna sono stati 123.661 contro i 130.545 del 2007 con una diminuzione del 5,3%.

Gli incidenti mortali sono stati 112 con una diminuzione di una sola unità rispetto al 2007.

I morti sul lavoro sono in crescita, rispetto al 2007, nella provincia di Ferrara (da 9 a 20), di Rimini (da 4 a 8), di Piacenza (da 5 a 11) e Ravenna (da 10 a 14). Si registra un lieve aumento degli infortuni totali, invece, solo nella provincia di Forli’-Cesena (0,5 per cento), a fronte di una diminuzione complessiva nelle altre province.

L’insieme dei dati  nazionali e regionali richiede una serie di approfondimenti e una particolare cautela prima di formulare giudizi definitivi sul miglioramento generalizzato della gestione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per questi motivi occorre non abbassare la guardia: anche in Emilia Romagna esistono ancora troppe situazioni aziendali nelle quali la gestione della salute e della sicurezza è inadeguata e/o insufficiente. Infine va ricordato che la decisione del governo di stravolgere negli aspetti fondamentali le norme che hanno consentito in questi anni miglioramenti nella gestione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro potrebbe interrompere questo trend positivo del calo degli eventi infortunistici sul lavoro.

Gino Rubini

www.diario-prevenzione.it

giovedì 25 giugno 2009 

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Giu 28

Ocse: Le donne in Italia sono a maggiore rischio di povertà in età pensionistica rispetto agli uomini

Secondo un rapporto Ocse sui sistemi pensionistici nei maggior paesi industrializzati, l’Italia si distingue anche perche’ le pensioni delle donne sono mediamente inferiori di un terzo rispetto agli uomini di riflesso alla minore eta’ di pensionamento delle donne. Il tasso di sostituzione lordo (cioe’ la percentuale del salario individuale precedente garantita dalla pensione) in Italia e’ stimata al 67,9% per gli uomini e al 52,8% per le donne. In media nell’Ocse il tasso di sostituzione e’ del 59% per i redditi medi e del 71,9% per i reddito bassi.

Le donne in Italia sono inoltre a maggiore rischio di poverta’ in eta’ pensionistica rispetto agli uomini. Se infatti complessivamente l’indice di poverta’ nella Penisola per gli ultra 65enni e’ in linea con la media Ocse (13,3%), c’e’ una significativa differenza tra uomini (sotto il 10%) e donne (oltre il 15%)

 Fonte: lineaedppmi.it

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Giu 28

Età pensionabile delle donne e riconoscimento del lavoro di cura

La proposta del Governo di equiparazione dell’età minima della pensione di vecchiaia delle donne, a fronte della sentenza della Corte di Giustizia europea nei confronti della normativa italiana del pubblico impiego, è inaccettabile se non si accompagna a una sostanziale riforma del welfare che tenga conto del lavoro di cura.

La possibilità di anticipazione infatti costituisce attualmente proprio una sorta di “risarcimento”, per quanto generico e generalizzato, del ruolo di cura ricoperto dalle donne nella società.

Ma difendere la situazione attuale – come molti in entrambi gli schieramenti politici stanno facendo - sembra piuttosto un alibi per lasciare le cose come stanno: lavorare con pochissimi aiuti fintanto che si hanno i bambini piccoli e smettere di lavorare abbastanza presto per potersi occupare degli anziani o per fare le nonne, surrogando le notevoli carenze dei nostri servizi all’infanzia e non solo.

La nostra proposta si basa sul concetto dell’indispensabilità del riconoscimento della cura, considerata un’attività umana irrinunciabile e base di una etica della cittadinanza.

L’essenzialità della cura, il suo valore irrinunciabile si devono trasformare in politiche, devono entrare nella polis, ridisegnando una nuova mappa del welfare. Scambiare l’innalzamento dell’età pensionabile con un nuovo welfare per la cura

La nostra proposta si inserisce in un percorso di riforma che vede: - da un lato, lo spostamento graduale di un paio d’anni dell’età minima per il pensionamento femminile, all’interno di una manovra di re-introduzione del pensionamento flessibile per tutti; - dall’altro, il riequilibrio del sistema di welfare tra produzione e riproduzione, che stabilisca cioè che i diritti sociali possano derivare oltre che dal lavoro retribuito anche dal lavoro di cura.

L’innalzamento progressivo di due anni è opportuno, oltre che perché probabilmente non ci sono alternative alle pressioni che ci vengono dall’Europa, anche perché, senza negare il beneficio di una più bassa età di pensionamento, bisogna considerare che già ora in molti casi – e in tutti, dal momento in cui entrerà in vigore il regime contributivo totale – il pensionamento a 60 anni è svantaggioso perché significa di doversi accontentare di importi più bassi.

A maggior ragione se si calcola che le donne hanno spesso alle spalle percorsi lavorativi più discontinui di quelli dei maschi, proprio per il loro impegno nel lavoro di cura, in particolare per la maternità.

Il pensionamento flessibile per tutti era già previsto nella legge 335 del 1995 (riforma Dini), in una parte che in seguito è stata stralciata dalla riforma Maroni, e consente la scelta di uscita all’interno di un range di età, naturalmente con opportuni incentivi di posticipo.

Il riconoscimento del lavoro di cura e quindi della figura del “caregiver universale” (senza distinzione tra donne e uomini) deve avere insieme un valore “simbolico” (rendere finalmente visibile il lavoro di cura e il suo valore per la società) e un valore “monetario” (stabilire una remunerazione, se non diretta almeno in termini di crediti ai fini previdenziali per le attività di cura): in questo modo si sposta, almeno parzialmente, l’asse del sistema di cittadinanza e di welfare dal lavoro al sociale.

I nostri tre punti. In sostanza cosa chiedere in cambio?

Naturalmente supporti per i caregivers. Ma non generici, né troppo complicati.

I criteri fondamentali con cui ci muoviamo sono: - riconoscere e remunerare (direttamente e/o indirettamente) il lavoro di cura - non fare distinzioni tra caregivers maschi e femmine (tranne naturalmente per la maternità) - favorire la condivisione della cura tra genitori - favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e scoraggiarne l’abbandono - sostenere la maternità e la paternità dei giovani, rendendo più facile la scelta i fare figli (anche nel precariato e nella disoccupazione) contro all’attuale tendenza delle giovani coppie a rimandare - allargare le possibilità di scelta nelle opzioni di cura (diretta, servizi pubblici, mercato) per genitori e caregivers - percorrere strade sostenibili per la finanza pubblica.

Le leve utilizzate per dare supporto al lavoro familiare dagli altri sistemi previdenziali e fiscali europei (e non) sono molteplici.

La nostra proposta vuole prendere in considerazione solo 3 punti principali:

  1. Maternità universale

Va assicurata una indennità di maternità a tutte le donne, indipendentemente dal fatto che lavorino per il mercato o no, per le cinque mensilità già previste per le lavoratrici dipendenti, di importo pari al 150% dell’attuale pensione sociale, indicizzabile e utile ai fine pensionistici.

A carico della fiscalità generale l’indennità, mentre la corrispondente contribuzione figurativa andrebbe a carico dell’Inps, calcolandola, prima della pensione, sulla base della media del reddito dei 5 anni migliori della carriera lavorativa.

Il reddito di maternità per tutte le lavoratrici autonome deve essere calcolato in analogia a quanto avviene per le lavoratrici autonome che svolgono un’attività professionale regolamentata (con iscrizione all’ordine): l’indennità di maternità deve essere erogata indipendentemente dall’effettiva astensione dall’attività e il calcolo dell’indennità sarà effettuato sul reddito del secondo anno precedente a quello del parto (naturalmente se in tale anno si lavorava, altrimenti sarà utilizzato l’ultimo anno), presumibilmente più remunerativo di quello in cui si è verificata la gravidanza. Se l’importo delle lavoratrici occupate (dipendenti o autonome di qualunque tipo) fosse inferiore a quello previsto per le lavoratrici inoccupate, dovrebbe essere opportunamente integrato. A carico delle casse previdenziali (INPS se gestione separata, casse private se professioniste con cassa) sarà l’importo calcolato sulla base dei redditi, a calcolo della fiscalità generale l’eventuale integrazione per raggiungere il reddito minimo previsto per le inoccupate.

Pensiamo che una seria indennizzazione della maternità a tutte le donne possa rendere più facile portare a termine il proprio progetto di maternità a quelle donne che attualmente sentono troppo rischiosa la loro situazione di disoccupate, precarie o percettrici di redditi bassi e discontinui e comunque a non rimandare troppo nel tempo il loro progetto, realizzandolo in una età migliore dal punto di vista della fecondità e della salute.

  2. Congedi parentali 

Proponiamo di elevare il numero complessivo di mesi di congedo a 18 mesi più una frazione per ogni figlio oltre il primo, mantenendo il diritto disgiunto tra madri e padri e il mese aggiuntivo di premio per i padri già previsti dall’attuale legislazione. Il diritto all’utilizzo va innalzato fino ai 12 anni di vita del figlio.

La remunerazione va resa pari al 60% del salario o, per gli autonomi, del reddito (calcolo da effettuare in analogia a quanto avviene con la maternità, ma sulla base di una quota del 60%). Il congedo potrebbe essere utilizzabile anche sotto forma di riduzioni d’orario (part time modulari), fino ai 12 anni del figlio finanziati da cassa maternità Inps.

Crediamo utile imitare la legislazione degli altri Paesi europei sia in termini di durata dell’assenza che di entità dell’indennità. In questo modo si aumentano le possibilità di scelta delle donne (anche di quelle con redditi familiari modesti), senza però incoraggiare l’abbandono dell’occupazione (come nel caso in cui l’indennità fosse più alta). Inoltre si incentiva la partecipazione dei padri alla cura (visto che i padri non prendono il congedo anche perché con l‘attuale indennità al 30% spesso ne risulta una perdita di reddito insostenibile). Inoltre, elevare il diritto al congedo, anche sotto forma di orario ridotto, per i figli fino ai 12 anni consente di tenere in adeguata considerazione il fatto che i bambini sotto quell’età difficilmente possono essere lasciati soli (anche in casa). Pensiamo infine che l’introduzione del diritto all’orario ridotto per tutti i genitori possa costituire un forte incentivo alle imprese a ridisegnare il sistema degli orari di lavoro in direzione di una migliore conciliazione, anche più in generale.

  3. Crediti di cura (ai fini pensionistici) 

Proponiamo l’introduzione di un sistema di crediti ai fini pensionistici per la cura dei figli, attraverso il conferimento ai genitori (da dividersi tra loro, a loro discrezione, se c’è accordo; in caso contrario in modo da riequilibrare le rispettive pensioni) di contributi figurativi, pari a tre anni per il primo figlio e due per ogni successivo.

Questi contributi saranno riconosciuti indipendentemente dallo status lavorativo (a lavoratori dipendenti o autonomi, occupati o disoccupati nello specifico periodo), comunque non cumulabili ai periodi maturati durante il congedo parentale e a quelli per maternità.

Si tratta di un istituto da mettere a carico della fiscalità generale. Con due figli (ovvero 5 anni di sgravio contributivo) si realizzerebbe la parità con l’attuale sistema di pensionamento anticipato per le donne.

La maggior parte dei sistemi (e anche il nostro) riconosce i periodi di maternità e congedo parentale ai fini pensionistici, tuttavia questo non vale per i lavoratori autonomi, i collaboratori occasionali e per chi va in maternità mentre è inoccupato: questo provvedimento riequilibra questa situazione. Inoltre non disincentiva la partecipazione delle madri al mercato del lavoro, dato che anzi costituisce un primo accantonamento ai fini pensionistici che potrebbe favorire la decisione delle madri all’ingresso nel mercato o alla ripresa del lavoro.

 

a cura di Marina Piazza, Anna M. Ponzellini e Anna Soru

 La proposta verrà presentata e discussa 29 giugno dalle ore 9.00 presso la Sala Gucciardini , Via Melloni 3 –Milano

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Giu 28

“Cominci con i numeri reali, allora?”.

“Mah…”.

“Cosa?”.

“Che bisogno c’è?”.

“Eh?”.

“Voglio dire: a cosa ci serve? Hai mai visto un numero reale?”.

“Se è per questo non ho mai visto nemmeno un numero naturale”.

“No? Guardati la mano?”.

“Cos’ha?”.

“Quante dita ci sono?”.

“Cinque”.

“Ecco. Un numero naturale”.

“No, un momento, non è un numero naturale. È un insieme di oggetti reali, tangibili, composto da cinque elementi. Cinque rappresenta solo la quantità di elementi”.

“Quindi tu sostieni che un numero esiste solo se puoi in qualche modo toccarlo? Altrimenti non esiste?”.

“Bé, sì”.

“Chiedi a uno studente che ha avuto un cinque in pagella se quel cinque è reale oppure no”.

“Ma dai, cosa c’entra?”.

“C’entra eccome: un cinque in pagella, un simbolo intangibile e, per te, non esistente, ha degli effetti (di solito negativi) sulla vita del povero studente. Per lui è certamente reale. A volte prendere un cinque comporta una diminuzione negli introiti di denaro dello studente, altre volte comporta arrossamenti dei glutei, privazioni di qualche libertà, mancanza di banda nella connessione a internet, improvvise sparizioni di modem, isolamento dalle comunicazioni telefoniche, lavoro estivo. Tutto realissimo”.

“Vabbé. Quindi? I numeri naturali esistono, i reali no?”.

“Proprio così. Prendi questo tavolo, se lo tagli a metà cosa ottieni?”.

“Due mezzi tavoli”.

“Per quanto tu voglia tagliarlo, otterrai sempre parti misurabili con frazioni. Poi a un certo punto ti fermi, non puoi certo andare avanti all’infinito”.

“Va bene, ma il tavolo è un oggetto reale”.

“Certo che è reale. E per misurare un oggetto reale non servono i numeri reali. Ti pare logico?”.

“Effettivamente…”.

“La favola della continuità è una invenzione. Non esiste la continuità, tutto è discreto. A chi servono i numeri reali?”.

“Mamma mia, ma ti senti bene?”.

“Mai stato meglio! Abbiamo visto che con i numeri naturali possiamo definire gli interi e i razionali. Tutto è misurabile con i razionali, non ci serve altro!”.

“Ma allora, la faccenda della diagonale del quadrato…”.

“Cosacosacosa?”.

“Ma sì, dai, il fatto che la diagonale di un quadrato non si può esprimere in nessun modo come frazione del lato”.

“Mmmmh”.

“Cosa?”.

“Tra un po’ vai in vacanza, vero?”.

“Eh? Sì, ma cosa c’entra?”.

“E come vai? In nave?”.

“Sì, ma… Sicuro di stare bene?”.

“Sì, sì, non ti preoccupare. Ecco, più o meno è andata così”.

“Cosa?”.

“La vicenda della scoperta dei numeri irrazionali, che ha portato alla consapevolezza che i numeri razionali non sono sufficienti. La scoperta, insomma, del fatto che anche se i numeri razionali riempiono una retta in modo denso, rimangono comunque di buchi”.

“Sai, per un attimo ho pensato che tu fossi impazzito”.

“Ho solo fatto finta di essere Pitagora. La leggenda narra che il divulgatore di questa notizia abbia fatto una brutta fine”.

“L’hanno ammazzato?”.

“Diciamo che la sua nave è naufragata. Almeno questa è la versione ufficiale”.

“Anche Pitagora non era sano di mente, allora”.

“Il fatto è che in un certo senso aveva ragione: i numeri reali non servirebbero per descrivere la natura. E nonostante questo li chiamiamo reali: sembra una presa in giro”.

“E allora perché li definiamo?”.

“L’hai detto tu: se ammetti l’esistenza di un quadrato ideale, hai bisogno di definire la radice di due. È necessario. E anche su questo termine ci sarebbe molto da discutere”.

“Sì, è vero. Basta anche solo parlare di numeri naturali per dare avvio a qualche discussione filosofica”.

“Infatti. Eppure, se ammettiamo l’esistenza dei numeri naturali, necessariamente dobbiamo arrivare a definire i numeri reali: è una questione di completezza. Se sulla retta dei numeri (razionali) ci sono ancora dei buchi, vuole dire che esistono altri numeri. Sono già lì, aspettano solo di essere scoperti ”.

“Ma allora, li costruiamo o li scopriamo?”.

“O li descriviamo? Questo è pane per i filosofi”.

“Mi viene in mente una storiella, sui matematici e i filosofi…”.

“Quale?”.

“Un fisico sperimentale, per lavorare, ha bisogno di carta, penna, di un cestino per buttare via i conti sbagliati, e di un acceleratore di particelle. Un fisico teorico, invece, ha bisogno di carta, penna, un cestino, e un terminale col quale poter accedere alle risorse di qualche supercomputer. Un matematico ha bisogno solo di carta, penna e cestino. Coi filosofi puoi risparmiare il prezzo del cestino”.

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Giu 28

Seminari di Magnetoterapia e Terapia a Biorisonanza - Centro Formativo per Venditori, Operatori del Benessere, Infermieri e per tutti coloro che desiderano avvicinarsi ad una Disciplina Olistica in grande espansione in tutto il mondo.
I Seminari si terranno ogni Giovedì dalle 10/1 3 - su prenotazione - Telefonare allo 099-9741810 / ufficiopersonale@pmseuropa.com
Viene rilasciato attestato di partecipazione.

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Giu 28

HOEPLI EDITORE
COMUNICATO STAMPA
 
LA PRIMA GUIDA ITALIANA DEDICATA AL WEB MARKETING TURISTICO
 
E’ arrivata in questi giorni in tutte le migliori librerie e su www.hoepli.it Strategie di web marketing per il settore turistico alberghiero - Come utilizzare Internet per aumentare la propria clientela di Claudia Zarabara, edito da HOEPLI.
 
Si tratta della prima pubblicazione italiana dedicata specificatamente al [...]

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Giu 28

IL GRANDE RICERCATORE ITALIANO E PADRE DELLA MAGNETOTERAPIA AD ALTA FREQUENZA, GIOVANNI RUJU, IN UNA RECENTE INTERVISTA IN RADIO E TELEVISIONE, HA DICHIARATO CHE MAGNETO CLINIC NON SURRISCALDA LE CELLULE PER UNA BASSA FREQUENZA A SCANSIONE AUTOMATICA CHE NON DEVE SUPERARE I 30 GAUSS. IL DOLORE VIENE CONTROLLATO DOPO I 5000 HZ E LA FLUIDITA’ [...]

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Giu 28

TERAPIA A BIORISONANZA A DOPPIA SCANSIONE AUTOMATICA - RAPIDISSIMA SUL DOLORE ACUTO E CRONICO: ARTROSI - ARTRITE - OSTEOPOROSI

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Giu 28

MondoHobby.com tratta di hobby nella accezione più generica del termine, comprendendo quindi dal collezionismo, ai passatempi,dagli hobby all’aria aperta al modellismo, agli hobby femminili ed altro ancora.
Per orientarsi in un argomento tanto vasto MondoHobby è stato suddiviso in quattro aree principali.
La sezione Hobby Creativi dedicata a tutte quelle attività svolte nel tempo libero in cui [...]

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Giu 28

 
Serata di presentazione del libro  “It’s your song” Gianni Versace e Antonio D’Amico 15 anni insieme: con la partecipazione straordinaria della pianista internazionale Svetlana Knezovic
 
 
In «It’s your song» il compagno dello stilista ucciso a Miami nel 1997 racconta i 15 anni di vita insieme. Con 90 foto inedite ripercorre i viaggi, gli affetti, gli amici [...]

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Giu 28

 L’ULTIMA CARTA - Fabrizio Cugia 
978-88-567-0031-2 
Prezzo: € 16.00
Numero pagine: 286
Il romanzo è ambientato in una Roma intrisa di dolore che ha appena perduto il suo grande padre, papa Wojtyla. L’ennesimo arcano dei Tarocchi viene recapitato a Lampard Stone, vice direttore della pagina culturale de “Il Risveglio”. Sul retro, un verso dantesco. La polizia [...]

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Giu 28

LA SAGA DI EMERIAN Il portatore di Magia - Mariarosaria Guarino
978-88-567-0866-0
Prezzo: € 15.50
Numero pagine: 212
Nel regno di Emerian vige un’apparente tranquillità. Ma una serie di eventi nefasti sconvolge la vita degli abitanti. Per prima Margoreth, una piccola e ridente cittadina, paga un prezzo altissimo: tutti gli uomini e le donne adulte vengono trucidati e i [...]

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Giu 28

A partire dal mese di giugno Buybaby www.buybaby.it , il nuovo portale di commercio elettronico dedicato alle mamme e ai loro bambini realizzato da Buy.it S.r.l., inaugura una straordinaria partnership con Emergency, l’associazione umanitaria indipendente , fondata da Gino Strada, che offre assistenza medico - chirurgica gratuita alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo [...]

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Giu 26

L’Inail fa i conti della serva e dà una mano al governo per peggiorare la legge sulla sicurezza sul lavoro.

La realtà ci parla di morti quotidiani e di invalidità permanente per migliaia di lavoratori

Cari amici, vi inviamo una vignetta fatta solo per voi.

La notizia è di oggi. Sono stati resi noti i dati delle morti bianche in Italia.

Nel 2008 sono diminuite del 7,2%. Tutti cantano vittoria.

Qualcuno vuole ricordare a questi geniali statistici che negli ultimi quattro mesi del 2008 … NON ha lavorato quasi nessuno?!?

E poi vogliamo dirlo una volta per tutte che questi numeri, queste cifre, queste percentuali spersonalizzano immani tragedie? Ci sono orfani, vedove e mamme che piangono i loro figli. Oggi in Parlamento si dicevano preoccupati e dispiaciuti per gli omicidi bianchi.

Ma vogliamo dirlo che quelli che oggi piangono come vitelli lacrime di coccodrillo sono sempre gli stessi che a giorni firmeranno la Legge salva Manager?!? Leveranno responsabilità al datore di lavoro e le addosseranno ai "preposti" (capi, capetti e capettini che molto spesso sono anch’essi tra i caduti in questa guerra di sfruttamento). Quelli che oggi si strappano le vesti sono gli stessi che firmeranno una Legge che probabilmente farà assolvere i Dirigenti della Tyssen Krupp.

La grande vittoria statistica del 2008 sarà di certo largamente superata nel 2009, ma non perchè siamo diventati più bravi, solo un po’ più disoccupati!

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Una postilla sul caso Mizolini/TG1/oscuramento Escort baresi.

Molti chiedono il licenziamento di Augusto Minzolini da direttore del TG1. Cosa abbastanza improbabile di questi tempi. Noi, che siamo molto più disillusi ci siamo limitati a scrivere una mail alla RAI per comunicare che a casa nostra da oggi NON si guarderà più il TG1. Poi vedranno loro se varrà la pena perdere milioni di euro in sponsor.
Se facessimo tutti così non servirebbe nemmeno scendere in piazza.
Vi attacchiamo il fotomontaggio che abbiamo creato oggi su Minzolini:

Un caro saluto a tutti. Tubal e Sibilla

Ai nuovi amici iscritti ricordiamo che la vignetta potete utilizzarla come meglio credete.

www.controcorrentesatirica.com

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Giu 26

600.000 colf e badanti diventeranno illegali

Il governo ha deciso di condannare all’illegalità e a possibili sanzioni penali - nonché all’espulsione - almeno 600mila colf e badanti che lavorano in Italia. E’ quanto potrebbe accadere nei prossimi giorni, una volta che il Senato avrà approvato definitivamente il disegno di legge sulla sicurezza che, tra l’altro, introduce il reato di clandestinità. Proprio per scongiurare questa possibilità, nei giorni scorsi il Pd aveva presentato nelle commissioni Giustizia e Affari costituzionali, dove il provvedimento è in discussione, un emendamento in cui si chiedeva una sanatoria per le migliaia di colf, baby sitter e badanti che oggi lavorano nelle famiglie italiane. Se approvato, l’emendamento non avrebbe solo permesso di regolarizzare la posizione di persone oggi costrette a vivere nell’illegalità pur avendo un lavoro onesto e importante, ma anche alle famiglie di regolarizzare una posizione che, sempre grazie al ddl, potrebbe ritorcersi contro di loro. Su tutto, ha però prevalso la volontà della maggioranza di non apportare al ddl nessuna modifica, evitando così un ulteriore passaggio alla camera e lo slittamento dell’approvazione definitiva. «Oggi si poteva compiere un primo passo verso la legalità – ha commentato al senatrice Emanuela Baio, presentatrice dell’emendamento bocciato – ma nonostante l’evidenza dei dati e l’importanza anche economica che la regolarizzazione delle badanti avrebbe comportato, la maggioranza ha mostrato di preferire il lavoro nero».

Carlo Lania

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Giu 26

Il “nostro” paese e il “loro”: sono i migranti il motore dell’Italia

L’Italia ha superato l’asticella dei sessanta milioni di abitanti. Per la precisione, 60.045.068. Gli ci sono voluti venti anni per abbandonare la quota dei 50 milioni, e l’aiutino dei migranti, che oggi ormai sfiorano il 6,5% della popolazione. Erano il 5,7% nel 2007.

A dirlo è l’Istat, che ieri ha diffuso i dati sulla popolazione residente al 31 dicembre 2008. In termini tecnici si chiama Bilancio demografico nazionale.

Queste tabelle dicono che il nostro Paese è basato per il 99,5% ancora sulla struttura famigliare, con circa 24 milioni e 641mila nuclei, mentre il restante 0,5 per cento della popolazione, pari a circa 323 mila abitanti, vive in convivenze anagrafiche (caserme, case di riposo, carceri, conventi, ecc.). La “singletudine”, quindi, è assimilata, secondo l’Istat, alla struttura tradizionale. Il numero medio di componenti per famiglia risulta stabile rispetto all’anno precedente ed è pari a 2,4. Il valore minimo è di 2,0 e si rileva in Liguria, mentre il massimo è di 2,8 in Campania.

Il dato sul peso dei migranti nel nostro Paese esce da vari indicatori. Per esempio, nel 2008 si è registrato «un incremento della popolazione residente di 425.778 unità, pari allo 0,7 per cento, dovuto completamente alle migrazioni dall’estero.

Poi, ancora, se nel corso del 2008 sono nati 576.659 bambini con 12.726 in più rispetto al 2007, l’aumento è legato soprattutto all’incidenza delle nascite di bambini “stranieri”, che ha avuto un fortissimo incremento: la quota sul totale dei nuovi nati è passata dall’1,7% del 1995 al 12,7% del 2008; tradotto in valori assoluti, da poco più di 9 mila neonati nel 1995 a più di 70 mila lo scorso anno.

La percentuale sale ulteriormente nelle regioni del Nord, portandosi al 19%.

Da quali paesi arrivano imigranti che scelgono di fermarsi in Italia? Nel corso del 2008 sono state iscritte in anagrafe come provenienti dall’estero 534.712 persone contro i 558.019 del 2007. A fronte di tale lieve decremento aumentano però le iscrizioni stimate dai Paesi extra-Ue (Moldova +35%, Ucraina +16,5%, India +19%, Perù +17,8%) rispetto alle iscrizioni dei Paesi di nuova adesione all’Unione europea che hanno avuto un vero boom nel 2007, anno in cui i rumeni sono passati da 342mila a 625 mila. Quasi un raddoppio che non è stato replicato invece nel 2008 (780mila rumeni la stima degli iscritti con un incremento di sole 155mila persone contro le 310mila in più del 2007). Attualmente le collettività straniere più numerose sono quelle dei rumeni (780mila), degli albanesi (440mila), dei marocchini (400mila) e, staccati di molto, dei cinesi (170mila). La migrazione in Italia resta comunque, fanno inoltre notare i demografi, «sempre più multietnica». Anche se, si ribadisce nel documento, si registra un rallentamento dei flussi dei cittadini europei neocomunitari, a favore di una maggiore incidenza di quelli dei cittadini provenienti da Paesi extra Ue. In particolare, mentre nel corso del 2007 l’incremento della popolazione straniera era dovuto per il 65 per cento all’incremento del numero di stranieri provenienti dai paesi di nuova adesione all’Ue, nel 2008, tale percentuale si riduce a meno del 40 per cento.

Per finire, il focus sul nostro Paese, ci dice che il numero di decessi è stato superiore nel 2008 rispetto a quello dell’anno precedente. Il tasso di mortalità è ovviamente più elevato nelle regioni a più forte invecchiamento. Tra le regioni del Nord: Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta presentano tassi di mortalità superiori alla media nazionale (9,8 per mille). A queste si aggiungono tutte le regioni del Centro, con la sola eccezione del Lazio, dove il tasso di mortalità (9,2 per mille) è inferiore alla media nazionale. Tra le regioni del Mezzogiorno, Molise e Abruzzo che presentavano già nel 2006 e nel 2007 un tasso di mortalità più elevato della media nazionale si confermano nella posizione con valori rispettivamente pari a 11,1 e 10,3. Le altre regioni, «più giovani», fanno registrare, ovviamente, tutte valori inferiori alla media nazionale. Al contrario di quanto avviene per la natalità, per la mortalità il peso della popolazione straniera risulta irrilevante, a causa della composizione per età particolarmente giovane rispetto alla popolazione italiana.

 

Fabio Sebastiani

Liberazione

24/06/2009

foto: Dal volume "Cento anni con i lavoratori - La Fiom di Brescia dal 1901 al 2001"

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Giu 26

NUORO, VERTICE MONDIALE GARANTI INFANZIA

In preparazione del vertice dei G8 organizzato dall’Italia in luglio, i Garanti dell’Infanzia provenienti dai paesi del G8 si incontreranno a Nuoro il 25 e 26 giugno per il Vertice G8. L’iniziativa, si legge in una nota dell’Unicef, "vuole porre l’interesse superiore del minore, nonche’ gli investimenti per l’infanzia tra le priorita’ in discussione al vertice dei G8. Il Vertice O8 e’ organizzato dalla Provincia di Nuoro, che e’ incaricata di promuovere la figura del Garante dell’Infanzia all’interno dell’Associazione delle province mediterranee Arco Latino e che ha recentemente costituito un proprio Garante dell’Infanzia. Il Centro di Ricerca Innocenti dell’Unicef, in quanto ospita il Segretariato Globale della Rete dei Garanti dell’Infanzia, serve da risorsa e partner dell’evento".

L’evento, "patrocinato dal Ministero delle Pari Opportunita’, riunisce i Garanti dell’infanzia o i rappresentanti di istituzioni per i diritti umani di Canada, Francia, Federazione Russa, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti". Al Vertice O8 "i Garanti discuteranno le conseguenze di due difficili crisi che l’infanzia si trova di fronte in questo momento - la crisi finanziaria e i cambiamenti climatici - esaminando il ruolo che essi possono svolgere per promuovere politiche positive che mitighino questo impatto. La ricerca ha evidenziato che i cambiamenti climatici hanno effetti sulla salute, sulla nutrizione e sui mezzi di sostentamento dei bambini. La crisi economica si traduce in un aumento degli abbandoni scolastici, della violenza domestica, delle diseguaglianze. Mentre il ciclo economico si esaurira’, le conseguenze dureranno molto piu’ a lungo".

Durante il Vertice O8 si discutera’ di questo sottolineando l’importanza della partecipazione dei ragazzi ai processi decisionali e si valuteranno le necessita’ della cooperazione allo sviluppo, mentre verrano preparate le raccomandazioni per i leader del G8. Si tratta, continua la nota dell’Unicef, "di un evento innovativo con l’obiettivo di influenzare le politiche globali a partire dal punto di vista dei diritti dell’infanzia, monitorare l’applicazione degli impegni nei suoi confronti e ricordare ai leader che i ragazzi sono il futuro, oltreche’ il presente delle nazioni".

L’evento "sosterra’ gli sforzi del Junior 8 Summit, promosso dall’Unicef dal 4 al 12 luglio a Roma e L’Aquila (J8), la riunione dei ragazzi rappresentanti dei paesi del G8 e di 6 paesi non G8 che presenteranno le loro idee e raccomandazioni ai leader del G8. Insieme al J8, il vertice degli O8 puo’ rappresentare una sinergia costruttiva per attirare l’attenzione dei leader politici sulle questioni dei diritti dell’infanzia e per affrontare temi critici la cui soluzione richiede vaste alleanze, oltreche’ con i capi di governo, con il settore privato, i media e la societa’ civile".

Il 26 giugno alle 12,45, i garanti presenteranno ufficialmente le loro raccomandazioni finali, che verranno portate ai leader del G8. Seguira’ una conferenza stampa.

 fonte Agenzia DIRE (notiziario Minori) Roma, 23 giugno

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Giu 26

Liquore nero, il nuovo amico delle cartiere americane

Le cartiere statunitensi hanno trovato il modo di sgusciare dalle spirali della crisi a spese del contribuente: un cavillo legale gli permette di usare il liquore nero per non pagare le tasse.

Il liquame nero, un prodotto di scarto della produzione di cellulosa, è da tempo impiegato come carburante dalle cartiere per ottimizzare le spese. Ma la legge federale in sostegno ai biocarburanti, che assicura sostanziali riduzioni fiscali alle imprese che miscelano biodiesel ai combustibili fossili, offre un’insperato sostegno: da oggi, oltre a risparmiare sul carburante, risparmieranno centinaia di milioni di dollari sulle tasse (a spese del contribuente), senza dover fare alcuno sforzo aggiuntivo.

In realtà un piccolo sforzo lo hanno dovuto fare: aggiungere piccole quantità di del diesel al liquore nero, in modo di impiegare una "miscela" come previsto dalla legge. La quale era fatta per diminuire l’impiego di diesel, non per aumentarlo.

Secondo un’analisi del comitato fiscale del Congresso, le cartiere stanno sottraendo alle casse pubbliche 3 miliardi di dollari. Il presidente della commissione Max Baucus, è stato netto: "fino a quando questo cavillo non sarà sanato, il governo sarà debitore alle cartiere per miliardi di dollari, anche se la legge non era stata scritta per sostenere questo carburante".

Intanto il denaro sonante continua a fluire nelle casse delle imprese cartarie statunitensi: la International Paper da sola ha incassato 71 milioni di dollari ma ne reclama 1,27 miliardi, secondo le stime dell’analista della Deutsche Bank Mark Wilde.
Le cartiere brindano, ma il liquore nero lo devono mandar giù i contribuenti.

www.salvaleforeste.it

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Giu 26

La società dello spettacolo porno

«Quando ci riesco faccio la ragazza immagine . Sono stata billionerina per tre anni. Ricordo che Fede mi promise di fare la meteorina . Ci tengo però a dire che non sono una escort ». Così risponde, in un’intervista, una delle "vergini" orgogliose di offrirsi in sacrificio al Drago: lo fa con freddo understatement e banale intonazione piccolo-borghese, come se stesse parlando di un lavoro da commessa o da impiegata. Come il suo capo e "utilizzatore finale", col quale s’identifica - «io sono berlusconiana» - la signorina sarà una dei tanti italiani che, come il capo e i suoi cortigiani, deplorano il "degrado" di periferie abitate da immigrati, lanciano strali contro le prostitute di strada, soprattutto straniere, s’indignano per la "piaga" degli stranieri "clandestini, devianti, delinquenti e stupratori".

Quando leggo frasi come quella citata, mi prende lo sgomento: che vorranno dire "ragazza-immagine", "billionerina" "meteorina", "escort"? Confesso che non lo so, anche se vedo che adoperano questo lessico perfino ottime firme di giornali di sinistra. Solo facendo ricorso all’intuito posso arguirne il senso. Immagino che la mia ignoranza dipenda dal fatto che più di un decennio fa decisi di spegnere il televisore per sempre. Nel frattempo la società dello spettacolo è dilagata - con le sue veline, billionerine, meteorine, escort - e ha stravolto la politica, ha mutato nel profondo la mentalità e l’antropologia del paese, è arrivata fino a imporre la propria neolingua. Tutti i mezzi d’informazione danno per scontato, come se stessero parlando in italiano, che il gergo della mercificazione pornografica dei corpi femminili sia neutro e comprensibile a tutti. E’ un processo parallelo a quello che ha banalizzato il lessico razzista: "extracomunitari", "clandestini", "nomadi", "sicurezza", "buonismo" (in fondo anche "guerra fra poveri") ormai hanno perso le virgolette perfino quando usati a sinistra. Si sa, se i processi sociali si fanno lingua, vuol dire che si sono consolidati irreversibilmente. Se tutti sanno che escort sta per "prostituta che non si vende per strada" (se ho capito bene), mentre per me fino a ieri era solo una parola inglese che significa "scorta", vuol dire che sono io la marginale. Da marginale - moralista? - vedo l’abisso nel quale è precipitato il paese, trascinandosi dietro quasi tutti. Fa impressione constatare quanto anche a sinistra si idoleggino chiunque e qualunque cosa abbia qualche notorietà o risonanza televisive, fossero pure d’infimo rango. Al punto da dividere il mondo, irrevocabilmente, in chi fa comparsate televisive e chi no, dunque in chi merita attenzione e rispetto e chi no, fosse pure il più raffinato degli intellettuali o la più profonda delle studiose.

I poteri, soprattutto quelli dal fragile spessore democratico, spesso sono stati coinvolti in corruzione morale e scandali. Ma mai come oggi in Italia c’è stata una tale complicità della società, dell’opinione pubblica, della gente comune, di una parte rilevante delle donne. Anzi, c’è qualcosa di più della complicità oggettiva, c’è immedesimazione e sintonia sentimentale con le imprese e lo squallore del mediocre ometto sporcaccione da anni ‘50, al quale denaro e potere permettono ciò che a noi è negato. E’ come se una buona metà del paese spiasse compiaciuta dal buco della serratura, dicendosi: almeno lui può permettersi di farlo.

Ignara o indifferente, quella metà, di fronte ai rischi che corre il sistema democratico: che democrazia è quella in cui le liste elettorali si fanno sfogliando i "book fotografici" (si dice così?) di ragazze-immagine e premiando quelle che hanno compiaciuto le voglie del capo? Per quanto ripugnante, questo costume non è che la forma estrema della tendenza, presente a destra e un po’ anche a sinistra, a cooptare nelle cariche di partito e nelle candidature nomi selezionati secondo criteri che, soprattutto per le donne, premiano la mediocrità, l’arrivismo, la condiscendenza, la fedeltà ai capi. D’altronde (come scrissi tre anni fa a commento di un bell’articolo di Lea Melandri), il narcisismo maschile -che attraversa anche la sinistra "radicale" e che ha contribuito alla sua crisi quasi mortale- si alimenta e si riproduce grazie alle tante signore o signorine Smith, ansiose di condividere il potere maschile, di raccoglierne le briciole o almeno d’essere accolte nei salotti buoni.

Tutto questo dovrebbe indurci a riflettere sull’ambivalenza di certe rivendicazioni, in assenza di un movimento di critica e di lotta che le indirizzi nella direzione giusta: le quote rosa possono diventare - sono diventate - l’anello di un’abietta catena di corruzione; la difesa sacrosanta dei diritti delle prostitute, se non si coniuga con la critica severa della mercificazione sistemica dei corpi femminili, può contribuire a banalizzare quest’ultima. La società dello spettacolo è capace di ingoiare ogni cosa che sia rigurgitabile sotto forma di immagine, quasi sempre pornografica.

L’ho scritto più volte: grazie al suo quasi-monopolio del potere delle immagini, dei simboli, del linguaggio, il berlusconismo ha saputo interpretare, dar voce, far emergere una delle tendenze che connotano profondamente la storia nazionale, il suo immaginario, il suo sentire e agire collettivi: un mélange d’individualismo, cinismo, debolezza del senso civico, assenza di rigore etico e intellettuale. E’ per questo che non potrà mai neppure scalfirlo una sinistra che non sia capace di riflettere criticamente sulla storia nazionale, di abbandonare le formule convenzionali e consolatorie per analizzare, spietatamente e nel profondo, i mutamenti sociali e culturali che hanno investito la società italiana.

Annamaria Rivera

Liberazione
23/06/2009

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Giu 26

“Ora definiamo le operazioni in Q?”.

“Sì, anche se prima dobbiamo verificare che l’insieme che abbiamo definito esiste”.

“In che senso?”.

“Nel senso che non abbiamo ancora visto se la relazione che abbiamo definito è una relazione di equivalenza”.

“Ah, già. Allora, dobbiamo verificare se valgono le tre proprietà: riflessiva, simmetrica, transitiva. Giusto?”.

“Giusto. Parti con la proprietà riflessiva, allora”.

“Dunque, vediamo: (a,b) è in relazione con (a,b). Questo significa, secondo la definizione, che ab=ab. Bé, facile, è vero”.

“Bene, ora vai con la proprietà simmetrica. È vero che se (a,b) è in relazione con (c,d) allora (c,d) è in relazione con (a,b)?”.

“La prima uguaglianza significa ad=bc; la seconda cb=da. Mi pare che sia giusto”.

“Sì, è giusto perché facciamo riferimento alla proprietà commutativa dei numeri interi, insieme che abbiamo già definito (anche se non abbiamo dimostrato esplicitamente questa proprietà, ma ti posso lasciare la dimostrazione come esercizio)”.

“Va bene, va bene. Ora la proprietà transitiva, che è sempre la più complicata”.

“Già. Le tue ipotesi sono queste: (a,b) è in relazione con (c,d) e (c,d) è in relazione con (e,f). Devi dimostrare che (a,b) è in relazione con (e,f)”.

“Vediamo: la prima si traduce nell’uguaglianza ad=bc, la seconda invece diventa cf=de. Adesso?”.

“Adesso moltiplicale tra loro. A cosa è uguale adcf?”.

“Uhm, adcf=bcde”.

“Ora puoi semplificare a destra e a sinistra”.

“E rimane af=be. Giusto! Allora Q esiste davvero…”.

“Infatti. Ora, già che ci sei, definisci le operazioni di somma e prodotto”.

“Come faccio? Usando il solito trucco?”.

“Sì: fai prima le operazioni con le frazioni, poi traduci”.

“Allora, vediamo: devo calcolare a/b + c/d. Devo calcolare il denominatore comune, e mi risulta (ad+cb)/(bd)”.

“Perfetto. Ora traduci nel linguaggio delle coppie”.

“Dovrebbe essere questo: (a,b) + (c,d) = (ad+bc,bd)”.

“Perfetto: questa è la somma. Prova a calcolare, per esempio, 1/2 + 1/2”.

“Uhm, cioè (1,2)+(1,2). Risulta (1×2+ 2×1, 2×2), cioè (4,4)”.

“Che è equivalente a (1,1), giusto?”.

“Eh, sì, secondo la definizione (4,4) è in relazione con (1,1) perché 4×1 è uguale a 4×1”.

“Perfetto, ti lascio come esercizio la verifica del fatto che questa è una definizione ben posta”.

“Uh, è vero, bisogna fare anche questo tipo di verifica”.

“Pensaci. Intanto, definiamo anche il prodotto”.

“Vado: a/b × c/d dà come risultato ac/bd. Questo è più facile”.

“Sì, non ci sono denominatori comuni da fare”.

“Viene così: (a,b)×(c,d) = (ac,bd)”.

“Perfetto. Prova a calcolare 2×1/2”.

“(2,1)×(1,2) = (2,2). Perfetto, risulta 1”.

“In generale abbiamo che il reciproco di (a,b) è (b,a)”.

“Ah, sì, giusto: se li moltiplico risulta 1”.

“Perfetto. Così abbiamo definito l’insieme Q”.

“E ora con lo stesso sistema definiamo R? Facciamo una nuova relazione di equivalenza, e creiamo i numeri reali?”.

“Eh, no, non si può”.

“Perché?”.

“Perché i numeri reali sono troppi. Il prodotto cartesiano Q×Q contiene pochi elementi: ricordi? Ne avevamo parlato: la cardinalità dei numeri reali è maggiore di quella dei numeri razionali (mentre il prodotto cartesiano di Q per sé stesso ha la stessa cardinalità di Q — ℵ0 moltiplicato ℵ0 fa ℵ0)”.

“Ahi. Allora questo bel sistema non funziona più?”.

“Purtroppo no. Costruire i numeri reali è complicato (e infatti l’altra volta li avevamo definiti in modo assiomatico, ma avevamo evitato il problema di costruirli)”.

“Adesso il problema non lo evitiamo più?”.

“No, ci tuffiamo proprio dentro, al problema. Dovremo prendere i razionali e tagliuzzarli per bene, per riuscire ad ottenere tutti i numeri reali”.

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Giu 26

L’ Agenzia delle Entrate illustra le nuove procedure di abilitazione ai servizi on-line, stabilte nella Circolare n.30 del 25/06/2009.

Le nuove procedure di autenticazione ai servizi telematici necessiteranno di nuove password a scadenza e utenze telematiche personalizzate quindi, uno Stop alle credenziali di accesso generiche.

Con la nuova password policy i soggetti interessati sono invitati a cambiare la password di accesso  ogni 90 giorni.
Dal I settembre c.a.  gli utenti diversi dalle Persone Fisiche non potranno più utilizzare le "
vecchie " password.

        

          Per  info  mail tofisco-blog@libero.it

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Giu 26

Il Consorzio conferma la propria posizione di leader nel recupero e lo smaltimento delle sorgenti luminose esauste

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Giu 26

E’ capitato a tutti di dover assistere a qualche noiosa conferenza o seminario, e magari di dover presentare una relazione al nostro capo il giorno dopo, dovendo mantenere pertanto un alto livello di attenzione su un argomento che non ci entusiasma. Per venire incontro a questo tipo di esigenza, oggi potete usare dei microregistratori digitali [...]

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Giu 26

MDC  torna on line con un sito innovativo, in stile con la sua  identità.
MDC, l’agenzia di comunicazione della Capitale torna on line presentando il nuovo sito aziendale. Dopo un periodo di assenza dalla rete, durante il quale i professionisti dell’azienda hanno lavorato per reimpostare e realizzare ex novo il sito, la Web e Communication Agency [...]

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Giu 26

MDCommunic@tion, la Web e Communication Agency della Capitale cambia identità: trasforma il logo in MDC ed amplia il suo ventaglio di servizi.
MDCommunic@tion, l’agenzia di comunicazione di Roma torna alla ribalta proponendo il nuovo Logo. Una nuova identità aziendale, un look rinnovato e l’inizio di una nuova sfida, rendono MDC un’azienda attenta ai rapidi mutamenti del [...]

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Giu 26

Mese dopo mese, una raccolta di suggerimenti sulle mostre più interessanti, musei, collezioni d’arte “di nicchia” e hotel di charme in Italia

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Giu 26

IL GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA L’OPERA “PAROLE AL TEMPO” DI MANUELA FANTINI

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Giu 26

IL GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA L’OPERA “IL MIO PODERE” DI DANIELE FURLAN

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Giu 26

Non sempre la scelta per la sede di lavoro più idonea è una decisione così facile da prendere. Il più delle volte optare per questa o quella ubicazione, per questo o quell’edificio, per un tipo di arredamento piuttosto che un altro, è un processo di selezione realmente complicato e con una serie di conseguenze e [...]

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Giu 26

Rizzato, dinamica e qualificata realtà veneta, opera da molti anni nel settore automobilistico come concessionaria esperta e affidabile. Il gruppo, data la sua comprovata esperienza nel settore, ha scelto di fornire ai propri clienti dei servizi accessori sempre più completi e interessanti, come convenienti pacchetti assicurativi e finanziari.
Il concessionario Rizzato, che predilige una filosofia orientata [...]

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Giu 26

La nuovissima tecnologica e sensazionale Nissan GT-R è ora possibile ammirarla ed acquistarla in Italia. L’auto nipponica, unica nella sua categoria e definita una “multi performance supercar”, è caratterizzata da potenza aggiuntiva, performance aerodinamiche riviste, notevoli livelli di sicurezza e alte prestazioni. Inoltre, secondo quanto riportato dalla rivista giapponese Best Car la casa nipponica continuerà [...]

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Giu 24

Tra le tante cose che stiamo pensando di fare per rompere il silenzio che circonda a livello di informazione la vicenda TELECOM abbiamo pensato che si potrebbe anche utilizzare il canale della posta elettronica.

Per intenderci, così come avviene con quelle “splendide” catene di Sant’Antonio che ogni tanto riceviamo e che spesso riguardano delle cazzate assurde (tipo se non mandi ti attiri il malocchio) questa volta si potrebbe usare lo stesso canale per una causa più seria e nobile.

In sostanza, se ognuno di noi invia il testo qui sotto riportato ad almeno 10/15 indirizzi di posta elettronica (possibilmente e soprattutto fuori dai normali contatti TELECOM) e ad ognuno dei destinatari chiede di fare altrettanto, nel giro di pochi giorni la cosa si può ingrandire a macchia d’olio: è scientificamente provato che nel giro di 3/4 giorni, partendo da una ventina di contatti iniziali, il messaggio si diffonde in modo esponenziale e può arrivare a diverse centinaia di migliaia di persone.

Non sarà la soluzione di tutti i problemi ma è un altro strumento economico, poco impegnativo ma che può essere molto efficace.

Grazie e ciao a tutti

Marcello Sandrolini

La TELECOM licenzia !!!!!!!!!!!!

Dopo anni di monopolio e dopo aver consentito a tanti “grandi manager” di farsi i fatti loro (prima Colaninno e poi Tronchetti Provera), dopo aver sperperato milioni di EURO per pagare gruppi dirigenti che hanno sempre più impoverito l’azienda a fronte di stipendi e di liquidazioni da nababbi, la TELECOM ha deciso di far pagare ai lavoratori i risultati della sua gestione fallimentare.

Tra il 2008 e il 2010 ha già ottenuto di mandare anticipatamente in pensione 5.000 lavoratori e lavoratrici e in questi mesi ha annunciato altri 4.500 esuberi da scaricare sulla collettività oltre a trasferimenti territoriali che stravolgeranno la vita delle persone.

Per circa 500 di questi lavoratori sono già iniziate le procedure licenziamento (tecnicamente “ mobilità per esuberi”) che potrebbero gettare nella disperazione un bel po’ di famiglie nelle prossime settimane.

Questa e-mail vuole richiamare l’attenzione di quanta più gente possibile su questa situazione drammatica che contrasta con l’immagine che TELECOM vuole dare ai propri clienti e con la pubblicità sulle televisioni.

Perchè devono pagare i lavoratori le scelte sciagurate che presunti manager super pagati  hanno fatto?

Perché la collettività deve farsi carico dei costi causati dalle politiche industriali sbagliate che ormai ogni giorno saltano agli occhi?

Come lavoratori e lavoratrici chiediamo che l’opinione pubblica sia informata e sappia che non esistono in Italia sola la FIAT e l’ALITALIA (oggi CAI e anche qui guarda caso ci sono in ballo imprenditori e manager che sono transitati in TELECOM come Colaninno e l’amministratore Delegato di CAI SABELLI ex direttore TELECOM).

Diciamo BASTA, CHIEDIAMO CHE VENGANO RITIRATI I LICENZIAMENTI e lo diciamo visto che né i giornali né la radio e la TV spendono una parola su questa vicenda. NON POSSONO PAGARE SEMPRE GLI STESSI!!!!!!!!!

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Giu 24

violenze di immagine, di linguaggio, di valori, di regole istituzionali, di prassi politica

Care donne …

C’è una donna che denuncia i limiti del marito e giustamente ne indica la condizione di "uomo malato"; ci sono uomini che ne giustificano le anomalie comportamentali di semplice "utilizzatore finale" di donne in vendita; c’è un presidente del consiglio che nomina a cariche pubbliche e mette in liste elettorali o scambia con cariche in enti pubblici meteorine e billionarine: e noi non reagiamo politicamente?

Ci sono ragazze, del nostro genere, che si fanno vanto di ricevere farfalline d’oro per prestazioni anche solo di passività ad atti di concupiscenza visiva e tattile, che non si sentono prostituite o private di libertà e dignità: e noi senza un sussulto?

Sono sorelle o figlie o nipoti delle nostre generazioni.

Abbiamo posto in questione lo stacco generazionale di ragazze che non raccolgono l’eredità di madri e nonne per rivendicare non la parità al modello unico, ma la libertà di genere per cose serissime come il lavoro o la famiglia, e non sentiamo che in questa squallida vetrina pubblica quella libertà diventa uno scherno e che tutte subiamo una molteplice violenza?

Ditemi che mi sbaglio, che state raccogliendo le forze e le idee per dire che non si può parlare di stalking nella società civile, se non si rimedia a queste violenze di immagine, di linguaggio, di valori, di regole istituzionali, di prassi politica.

Il nostro ragionare e operare per dare senso ad una società dei due generi ha sempre inteso contribuire a migliorare tutte le relazioni, quelle private come quelle pubbliche.

Se questo è vero, non possiamo tacere né per dolore né per rabbia né per avvilimento: il silenzio è complicità e connivenza con un sultanato delle menti che arriva a pervertire anche la coscienza di alcune di noi che sono destinate ad essere non "veline", ma generatrici di futuro

Giancarla Codrignani

www.womenews.net

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Giu 24

Abruzzo: al via le contestazioni contro decreto e G8

Nel capoluogo abruzzese si è riunita ieri la rete dei comitati «NoG8», che, in risposta al catapultamento del G8 nella città terremotata deciso dal premier Silvio Berlusconi a fine aprile, si preparano ad accogliere degnamente i big della Terra.

Dopo le tante proteste contro il decreto Abruzzo, che ha visto uniti contro il governo cittadini, sindaci e movimenti, sabato 27 è stata indetta la prima grande manifestazione a L’Aquila: «non solo contro il decreto Abruzzo – spiega Renato Di Nicola, dell’Abruzzo social forum, ma chiederemo anche di restituirci la nostra libertà, a partire dall’agibilità politica». Nei campi, per lo meno quelli gestiti dalla protezione civile, è infatti «proibito volantinare, fare assemblee o qualsiasi altra cosa che possa ‘disturbare gli aquilani’, come ci viene detto». Un incontro quindi molto importante – che passerà anche per piazza D’Armi – «in cui lotteremo per recuperare libertà d’azione e di decisione», continua Di Nicola.

Ma soprattutto per protestare contro uno stanziamento di fondi per la ricostruzione totalmente insufficiente, a fronte dei quasi 400 milioni di euro previsti per il G8 alla Maddalena, 327 milioni dei quali verranno comunque spesi per le opere avviate in Sardegna, e ai quali andranno ad aggiungersi altri 90 milioni per garantire la sicurezza al G8 dell’Aquila, a cui si sommano i 900 mila stanziati per l’adeguamento dell’aeroporto di Preturo, per un totale di quasi 418 milioni, più della spesa prevista nel 2011 per la ricostruzione in Abruzzo dal decreto 39.

Sanità, cambiamenti climatici e sicurezza, prevenzione e gestione delle calamità naturali, sviluppo, crisi e governance, questi i temi all’agenda del G8, dai quali gli aquilani si sentono investiti ora più che mai. Tra ospedali ancora inagibili, un sistema economico che ha già dimostrato sulla testa degli aquilani tutta la sua fragilità, uno sviluppo che senza partecipazione vuol dire nuova speculazione, e provvedimenti totalmente inadeguati a rispondere a una crisi di cui L’Aquila è diventata un triste simbolo. «I pilastri della nuova economia globale sono letteralmente crollati sopra 306 aquilani, sotto il peso del profitto – si legge in un comunicato -. Non il terremoto ci ha uccisi, ma la speculazione che ha seminato lutti, precarietà, disoccupazione e miseria. I rimedi a questo male non possono prescindere dalla denuncia e dalla messa in discussione di ciò che lo ha generato, né dalla partecipazione dal basso e dalla libera espressione delle popolazioni colpite».

E sono proprio le popolazioni colpite, ovvero i comitati aquilani, insieme all’Abruzzo social forum, a Legambiente e a molte altre realtà, a scegliere, in occasione delle proteste anti-G8, di non gravare ulteriormente sui luoghi feriti dal terremoto, dislocando invece le iniziative in tutto il territorio nazionale, limitando gli interventi sull’Aquila nei giorni precedenti al summit.

Dopo la manifestazione di sabato, infatti, è prevista per il 6 luglio la «fiaccolata per la ricostruzione sociale, con memoria, verità e giustizia» che inizierà a mezzanotte e avrà il suo culmine alle 3 e 32, ora della scossa principale, per ricordare le tante vittime. Il 7, sempre a L’Aquila, si riunirà invece il forum sulla ricostruzione.

Ma nel calendario delle iniziative, sebbene ancora provvisorio, c’è già l’appuntamento di sabato 4 a Vicenza, per una manifestazione contro la base Dal Molin, quello del 7 luglio a Pescara, con un «l’Abruzzo è un porto di mare, noi non respingiamo!», dal nome dell’ultima campagna nazionale in difesa dei migranti, contro il decreto sicurezza, mentre giovedì 9 sono previsti interventi agit-prop in Val Pescara sul tema dell’acqua «bene comune dell’umanità».

Lucia Alessi

[22 Giugno 2009]

www.carta.org

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Giu 24

TRUCK CENTER - SOTTO INCHIESTA L’ENI, FINALMENTE!

La battaglia di alcuni familiari, dei loro legali, appoggiata dalla Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro, sede di Taranto, ha ottenuto nel processo per la strage del 3 marzo 2008 alla Truck Center di Molfetta un primo importante risultato rispetto ad una questione decisiva: Il ruolo dell’ENI di Taranto nelle responsabilità della strage.

Il PM nella sua inchiesta aveva in un primo momento teso ad escludere questa responsabilità. In sede di processo il manager dell’ENI, Fabio Cincotti, aveva dichiarato che la cisterna non conteneva acido solfidrico in eccesso; il carico di zolfo fuso dalla raffineria Eni di Taranto fu trasportato alla Nuova Solmine di Scarlino in provincia di Grosseto e da lì a Bari tramite la FS Logistics, la cisterna doveva essere bonificata dalla società La 5 Biotrans che affidò il lavaggio alla Truck Center.

Ed è stata proprio la FS Logistics che ha tirato in ballo l’ENI. Da qui la decisione del PM Maralfa, all’indomani dell’ultima udienza, di procedere ad un blitz della GF presso l’ENI di Taranto, di Roma, nonché presso le sedi della Zolfital di Livorno e della Nuova Solmine di Scarlino, per sequestrare documenti, cartacei e informatici, per un’indagine integrativa che ha lo scopo di accertare quali sono state le procedure di predisposizione e consegna delle cosiddette "schede 16 punti" che descrivono i pericoli per il trasporto di zolfo liquido dell’ENI, e per verificare se tra le partite del 2007 e 2008 alcune siano state viziate, prodotte con una percentuale di acido solfidrico maggiore rispetto a quella prevista per la fornitura alla Nuova Solmine. Si vuole verificare, cioè, se la presenza eccessiva di acido solfidrico, che ha causato la morte degli operai, ci fosse già quando il carico di zolfo liquido è uscito dall’ENI di Taranto.

La Rete per la sicurezza sui posti di lavoro, che fin dal primo momento aveva sostenuto la posizione di alcuni familiari sulle responsabilità dell’ENI di Taranto, nell’esprimere soddisfazione per l’ampliamento dell’inchiesta, nello stesso tempo si appresta a presentare un Esposto volto ad un controllo generalizzato sul fatto se le cisterne che escono dall’ENI rispettano o meno le norme di sicurezza, perchè si vuole evitare che ci siano altri casi Molfetta.

Nello stesso tempo è del tutto evidente che esiste un problema generale rispetto al lavaggio e bonifica delle cisterne. Siamo di fronte ad una catena di stragi che hanno toccato Porto Marghera, Mineo e, proprio nelle scorse settimane, la Saras in Sardegna, la Ciem srl all’impianto di Riva Ligure in provincia di Imperia.

Gli operai in un infernale sistema di appalti e subappalti vengono mandati allo sbaraglio in cisterne quasi sempre con presenza di sostanze tossiche e mortali.

All’assemblea nazionale della Rete per la sicurezza del 27 giugno a Roma parteciperà uno dei familiari della strage di Molfetta e tutta questa questione sarà affrontata per mettere in campo nuove iniziative di lotta locali e nazionali.

Per seguire la vicenda di Molfetta, info e contatti: Rete Taranto -cobasta@fastwebnet.it - 3475301704.

Per l’assemblea nazionale, info: assemblearetesic27giugno@gmail.com

Taranto. 21.6.09

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Giu 24

La crisi economico-finanziaria. Effetti sul genere e sulla salute delle donne

Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), su circa 51 milioni di persone che quest’anno rischiano il posto di lavoro, 22 milioni saranno donne. Il dato è preoccupante, soprattutto se correlato alle basse percentuali di occupazione femminile.

Dopo il crollo dei settori prevalentemente maschili - finanza,  assicurazioni,  mercato immobiliare, industria - è ora la volta del commercio e dei servizi, tradizionalmente caratterizzati da prevalenza femminile. Considerato che molte attività economiche e sociali sono caratterizzate dal sesso, le politiche di sostegno possono avere effetti diretti sull’uguaglianza di genere. Sia i meccanismi di redistribuzione del reddito, sia le politiche di sostegno economico, che determinano l’espansione o la contrazione di un settore piuttosto che di un altro, potrebbero infatti discriminare alcuni gruppi sociali e alcuni settori in favore di altri.

”La diffusa emarginazione delle donne nella sfera sociale, economica e politica significa che saranno loro a sostenere il peso maggiore delle difficoltà. Hanno ancora un minore accesso all’educazione e ad altri servizi sociali, un lavoro meno assicurato, stipendi più bassi e una insufficiente rappresentatività politica. Questa situazione non solo è moralmente inaccettabile, ma è anche un ostacolo allo sviluppo economico… la discriminazione di genere tende a fermare crescita e sviluppo paralizzando parte del nostro capitale umano” – ha sottolineato Supachai Panitchpakdi, segretario generale della Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Unctad) lo scorso aprile a Ginevra.

“Data la complicata relazione tra politiche commerciali e parità di genere, serve più ricerca sul tema, e una maggiore sensibilità tra i responsabili delle politiche. Questi potrebbero valutare elementi legati alla questione di genere nel delineare le politiche sul commercio, per comprendere meglio le implicazioni sulle donne e sulla parità di genere. Valutazioni di questo tipo possono aiutare i governi a stabilire migliori politiche complementari per ridurre l’impatto negativo delle politiche commerciali sulle donne…”.   

Le donne costituiscono il 70% dei poveri del mondo e hanno, in media, il 90% dello stipendio di un uomo a parità di lavoro, educazione e formazione. Mentre il numero delle donne presenti sul mercato del lavoro è pari ad 1/3 della forza lavoro totale, il lavoro che effettivamente svolgono a livello mondiale è pari ai 2/3 del totale (http://www.istat.it - Rapporto 2008) .

La povertà delle donne, tanto più se consideriamo il maggior contributo che danno al mantenimento e alla sopravvivenza dei sistemi, è un indicatore del permanere della disparità di diritti tra i sessi. Le discriminazioni legate al genere sopravvivono pressoché ovunque, anche se in forme più o meno palesi e con gradazioni diverse a seconda dei contesti, del grado di sviluppo culturale e sociale, delle condizioni sociali ed economiche, degli ordinamenti giuridici e dei sistemi politici.

I fattori di discriminazione riguardano la negazione dei diritti umani di base, come il diritto alla salute, all’alimentazione adeguata, all’educazione e alla sicurezza, l’impossibilità di ottenere la proprietà delle terre, l’accesso al credito e la libertà di movimento, fino ad arrivare alla scarsa rappresentanza  politica e gestionale nelle società più avanzate.

La crisi economico-finanziaria mondiale riporta dunque al centro il problema dell’effettiva parità tra i sessi al quale va ascritto, tra gli altri costi in termini di salute, anche l’aumento delle patologie di origine psichica, in particolare della depressione.

Secondo Donna Stewart, presidente dell’Associazione internazionale per la salute mentale delle donne, i motivi per cui il numero di donne che soffrono di depressione è doppio rispetto agli uomini sarebbero, oltre a una serie di fattori biologici, una serie di fattori psico-sociali e ambientali, le cosiddette “ingiustizie sociali” di cui le donne sono vittime.

“La miglior cura per la depressione femminile è la parità fra sessi”; per questo, come consulente dell’Organizzazione mondiale della Salute (Oms),  suggerisce che il modo più efficace per migliorare lo stato psicologico delle donne sarebbe quello di arrivare ad una reale uguaglianza.

In Italia, nei giorni scorsi, è stato reso noto uno studio dell’Associazione per la ricerca sulla depressione di Torino sulla percezione degli italiani rispetto ai nuovi scenari aperti dalla crisi mondiale.

"L’idea di raccogliere le osservazioni cliniche è nata l’estate scorsa, mentre si intravedevano i primi segni legati alla crisi dei mutui, che poi è scoppiata in autunno: sempre più persone si rivolgevano al nostro centro e nel descrivere il loro stato d’animo citavano la recessione", spiega il dottor Salvatore Di Salvo, psichiatra e presidente dell’Associazione.

Dai risultati dello studio, svolto dall’ottobre 2008 a marzo 2009, si ricava che la difficile situazione economica è la causa primaria di disturbi depressivi e d’ansia per un terzo delle 622 persone che hanno richiesto il sostegno del Centro. Questo terzo l’ha citata in maniera spontanea, esprimendo preoccupazioni sintetizzabili in quattro punti:

1- minore disponibilità economica per aumento del livello di indebitamento (mutui, prestiti,…);

2- problemi economici dovuti a precarietà lavorativa;

3- limitazione attuale dei progetti personali e delle autonomie di scelta;

4- paura di ulteriori aggravamenti per il futuro a causa del quadro economico/finanziario. 

Anche se preoccupazione e tristezza sono stati d’animo che  possono definirsi normali è da questi stati d’animo che si sviluppano le patologie. Nei soggetti predisposti, la pratica medica avverte che l’esposizione prolungata a situazioni di vita negative può trasformare la tristezza in depressione e la preoccupazione in disturbi d’ansia. Chi ne risente di più sono i giovani e le donne. Per quanto riguarda i giovani tra i 18 e i 35 anni, è essenzialmente la loro dimensione progettuale ad essere colpita. La precarietà è infatti il primo fattore che impedisce di pianificare il futuro creando incertezza e instabilità sia sul piano personale che sociale. Per quanto riguarda le donne,  lo studio ribadisce quanto già risaputo:  la depressione è soprattutto femmina, in rapporto di due a uno.

Gli intervistati hanno descritto quelli che sono i problemi di molti italiani: la scarsità di soldi, conseguenza di un maggiore indebitamento con mutui e prestiti che si mangiano buona parte dello stipendio; la difficoltà a pianificare il futuro; la paura che quel che succede in Borsa possa ostacolare le scelte del domani; la precarietà sul lavoro.

Ma per le donne, sempre restando ai dati emersi, è soprattutto la precarietà del lavoro a influenzare negativamente lo stato d’animo, perché sentono che la loro posizione, al pari di quanto avviene nel contesto familiare e sociale, è meno consolidata: la preoccupazione ha portato alla "compromissione della vita sociale, affettiva e lavorativa"  trasformandosi in depressione.

Testo a cura di

Debora Badii (URP ARPAT Arezzo)

www.arpat.toscana.it

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La Vignetta di Bandanas, da www.arcoiris.tv

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Giu 24

Silvio sex bomb 

E qualcuno pensa al dopo Berlusconi

«Questo bidet non immagini quante paia di chiappe ha visto», parola di Silvio Berlusconi in un colloquio amichevole con Chirac. Oggi potremmo iniziare da qui.

Noemi, foto, ballerine di flamenco, Veronica, Apicella, Sabina Began, Patrizia D’Addario, i fratelli Tarantini, altre quattro escort (fino a qualche giorno fa pensavo solo al modello della Ford) tutto condito con la presenza di qualche deputato, uomo potente, esponenti politici nazionali ed internazionali: questi gli ingredienti delle feste organizzate a Roma e in Sardegna dal più potente dei potenti. Almeno stando a quanto raccontano alcuni giornali spazzatura per infangare l’immacolata figura del nostro premier Silvio Berlusconi.

Poi ci si è messo anche Jacques Chirac! Certo però Ghedini, anche lui per essere più realista del re, invece di pensare che si parla dell’uomo politico più potente d’Italia, si lancia in una difesa avendo davanti agli occhi tutti gli articoli del codice penale che il poveruomo avrebbe violato, e così pensa di “alleggerire” la sua posizione parlando di Silvio come «utilizzatore finale» delle ragazze e quindi mai penalmente perseguibile. Lui che si è sempre vantato di essere un “consumatore abituale” di belle ragazze! Lui l’ultimo della filiera! No questo è troppo.

Insomma si tratterebbe di un vero complotto ai danni di chi vuole cambiare l’Italia, un grande “gnocca-gate” o “fica connection”. Si sa prima o poi doveva succedere anche a noi: dopo il watergate, dopo Clinton nella stanza ovale, dopo lo scandalo Profumo in Inghilterra, è stata la volta dell’Italia. La stampa estera ne scrive. Certo all’estero però che strani, ci si dimette per due chiacchiere, una foto, per un film preso a noleggio, per una relazione extraconiugale anche con segretarie attempate.

Il premier parla di complotto internazionale, di attacco continuo della sinistra, poiché sono noti personaggi di sinistra Veronica, Patrizia, Noemi, la quale ricordiamo come spontaneamente abbia dichiarato che spesso si sentiva telefonicamente con Silvio per incontrarlo nei momenti di difficoltà e dargli dei consigli. A questo punto c’è da augurarsi che i consigli riguardassero questioni personali ed intime, fatti di famiglia, canzoni, sport (escluso Kakà), attualità, altrimenti sapremmo con chi prendercela per la svendita dell’Alitalia, la social card, il lodo Alfano, il decreto sul terremoto, le ronde, le nuove norme sulla sicurezza, ecc.

Il deputato del Pdl, Mario Pepe, si lascia sfuggire che ormai «siamo al 25 luglio». Ma Silvio è un guerriero, non demorde, dice che risponderà colpo su colpo. Ma sarà dura.

Sul piano internazionale non potranno non esserci contraccolpi: si stava così bene l’estate a Villa Certosa e ora niente più feste; lì si poteva stemperare la “guerra fredda” e dare veramente al mondo una chance vera di pace. Quello che dispiace non è tanto per il suo ruolo di presidente del Consiglio, per il quale già circolano le voci di possibili sostituti (Letta, Draghi, Tremonti), quanto per la possibilità che con questo scandalo sessuale possa tramontare la candidatura di Silvio Berlusconi al premio Nobel per la pace.

Alessandra Valentini

www.larinascita.org

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Giu 24

Una volta i ggiovani inserivano, in ogni frase, due o tre cioè. Poi si sono evoluti, e i cioè sono diventati dei ciè pronunciati sempre più velocemente. Ultimamente si sente spesso dire . E tu pensi, vabbè, dai, hanno capito che dire sempre cioè non serve a niente, ora cominciano a pronunciarlo sempre più in fretta, tra poco sparirà dalla lingua parlata: in fondo sei contento.

È quando vedi che scrivono c’è che capisci che qualcosa non va.

fonte: proooof.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 24

“Ora costruiamo i numeri razionali”.

“Uffa, immagino un’altra roba complicata e incomprensibile. C’è un trucco anche qui?”.

“Sì, ma questa volta te lo spiego prima”.

“Uh? Come mai questa bontà?”.

“Bè, il fatto è che il trucco lo conosci già”.

“Eh?”.

“Sì, lo conoscono tutti. Cos’è un numero razionale?”.

“Una frazione”.

“Cioè il rapporto tra due numeri interi”.

“Giusto”.

“Che normalmente si scrive a/b”.

“Giusto”.

“Ma che noi potremmo anche scrivere (a,b)”.

“…”.

“Cosa c’è?”.

“Vuoi dire che se scrivo (a,b) pensando a a/b ho già definito i numeri razionali? Così facile?”.

“Sì. Prova”.

“Ehm, da dove si parte?”.

“Devi partire dalla relazione di equivalenza: quand’è che due coppie (a,b) e (c,d) rappresentano lo stesso numero razionale?”.

“Boh”.

“Te lo traduco: quand’è che due frazioni a/b e c/d rappresentano lo stesso numero?”.

“Ah, uhm, comincio a capire… Bè, quando ridotte ai minimi termini sono uguali”.

“Sì, è vero, ma stai usando un linguaggio complicato: per parlare di riduzione ai minimi termini bisogna parlare di Massimo Comun Divisore e di divisioni”.

“E non va bene?”.

“Non è che non vada bene: non è semplice. Le divisioni non le abbiamo nemmeno definite. Si può fare, ma ci piacerebbe utilizzare un linguaggio più semplice”.

“Proprio tu parli di linguaggio semplice?”.

“Esistono alcune parole che, nel mondo dei Veri Matematici, hanno significato diverso da quello che avrebbero nel mondo della gente comune”.

“Benissimo. Immagino che semplice sia una di queste parole”.

“Potremmo dire che è la prima”.

“A posto. Cosa significherebbe, per te, semplice?”.

“Significa che fa uso della minor quantità possibile di concetti. Nel nostro caso, vogliamo dire quando due frazioni sono equivalenti senza parlare di divisioni, perché saremmo obbligati a definirle e noi non vogliamo essere obbligati a fare niente”.

“Ah, uhm, ok. Un punto di vista originale”.

“E quindi, come si fa a dire che a/b e c/d sono equivalenti?”.

“Non saprei proprio”.

“A scuola non hai mai calcolato un denominatore comune tra due frazioni?”.

“Certo, ma mi hai appena detto che non vuoi usare le divisioni!”.

“E tu pensale solo senza scriverle…”.

“Tu sei malato”.

“Ti ho pur detto che semplice è una parola dai tanti significati…”.

“Vabbè. Allora, parto da a/b = c/d e faccio il denominatore comune. Viene ad/bd = bc/bd. Non mi pare di aver semplificato niente”.

“Infatti non l’hai ancora fatto. Ora, appunto, semplifica il denominatore”.

“Ricordandomi che servono delle condizioni di esistenza, cioè b e d devono essere diversi da 0, mi risulta ad = bc”.

“Ti dice niente?”.

“Ah, ma sì! Alle medie la chiamavano la moltiplicazione in croce. Giusto! Mi sono sempre chiesto a cosa servisse”.

“A semplificare le cose complicate”.

“Per me è complicare le cose semplici, ma andiamo avanti”.

“Ormai abbiamo finito, si tratta solo di formalizzare il tutto nascondendo sapientemente il trucco usato, in modo da creare quell’alone di mistero che ci piace sempre avere intorno”.

“Uhm, allora provo. Due coppie sono equivalenti se…”.

“Aspetta, aspetta, se vuoi formalizzare fallo per bene.”.

“Cosa devo fare?”.

“Devi partire dal prodotto cartesiano, come avevamo fatto per i numeri interi”.

“Forse è meglio se lo fai tu…”.

“Ok, ecco qua:”.

Sia data la seguente relazione, definita sul prodotto cartesiano Z×Z*:

due coppie (a,b) e (c,d) sono in relazione se e solo se ad = bc.

L’insieme quoziente di questa relazione di equivalenza si chiama insieme dei numeri razionali e si indica con il simbolo Q.

“Tutto ciò è meraviglioso”.

“Ti piace?”.

“Il viaggio all’interno di una mente malata è sempre affascinante, anche se insidioso”.

“Eh?”.

“Ma scusa, ti pare semplice? Non si capisce niente! Cosa sono Z e Z*?”.

Z è naturalmente l’insieme dei numeri interi. Hai ragione, mi sono dimenticato di assegnarli un simbolo quando l’abbiamo definito. Con Z* intendiamo l’insieme dei numeri interi privato dello 0, dato che non ci piace avere 0 al denominatore. La definizione è semplice perché richiede solo il concetto di moltiplicazione. È misteriosa perché uno che non è pratico di queste cose non le capisce, anche se le sa usare dalla scuola media”.

“Esistono sette segrete di matematici? Vi ritrovate periodicamente per pensare a come complicare la vita a chi studia matematica?”.

“No, ci viene naturale farlo anche da soli”.

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Giu 24

L’A.S.D. Bujinkan Shin Ryu affiliata alla FIBT (Federazione Italiana Budo Taijutsu) ha ospitato per la prima volta nella città di Padova Giuseppe Costa 15° Dan Bujinkan ed allievo del Sokè Masaaki Hatsumi, Shihan conosciuto ed apprezzato all’interno del panorama marziale internazionale della Bujinkan, che ha diretto il seminario.
Grande punto di forza del seminario è stata [...]

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Giu 24

 
Ogni anno, le Nazioni Unite commemorano il 26 Giugno quale “Giornata Internazionale contro l’abuso e il traffico di droga” e incoraggiano le organizzazioni e i gruppi che sono contro la droga a svolgere manifestazioni in tutto il mondo per evidenziare l’importanza della giornata con attività che innalzano la consapevolezza sul grosso problema che la droga [...]

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Giu 24

Il Comune di Segrate (MI)  – Assessorato allo sport e tempo libero, in collaborazione con la Scuola di Musica e Canto Green Music School, in data 4 luglio presso il Teatro Cascina Commenda organizza la prima edizione del festival canoro denominato “Mino Reitano” e ne affida il coordinamento generale e la direzione al Direttore della [...]

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Giu 24

In «It’s your song» il compagno dello stilista ucciso a Miami nel 1997 racconta i 15 anni di vita insieme. Con 90 foto inedite ripercorre i viaggi, gli affetti, gli amici celebri e la quotidianità della coppia. Oltre ai retroscena di quel 15 luglio e dell’eredità »
 
 
 
Vanini Editrice con la collaborazione di BusinessGroupMilano.tv  presentano [...]

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Giu 24

12 ore di preghiera no stop animata dai giovani e 100 stand delle associazioni di volontariato ‘Mani per pregare, mani per operare’
Si svolgerà nella notte tra il 27 ed il 28 giugno 2009 la terza edizione dell’Adunanza Eucaristica Nazionale, l’incontro di preghiera ed adorazione eucaristica animata dai giovani nella splendida cornice notturna del Circo Massimo [...]

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Giu 24

DOPO LA ORMAI FAMOSISSIMA “MAGNETO CLINIC”, CHE STA RISCUOTENDO GRANDE SUCCESSO IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI, PER LA SUA EFFICACIA E RAPIDITA’ D’AZIONE SUL DOLORE ACUTO E CRONICO, HA DICHIARATO DI STARE LAVORANDO SU DI UN PROGETTO AD ELEVATA TECNOLOGIA, PER SCONFIGGERE LA CELLULITE IN MODO RAPIDO. I SUOI PIU’ STRETTI COLLABORATORI SONO IL [...]

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Giu 24

Ti siedi e cominci a ragionare e programmare. Mai come in nessun altro videogioco Nintendo, il ragionamento e la programmazione dimostrano di essere tutto. Wii Pikmin è uscito a inizio febbraio. Da allora ha coinvolto e ha mietuto vittime illustri, regalando esperienze uniche. Sta ai giocatori di questo videogame esserne all’altezza. Wii Pikmin è l’evoluzione [...]

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Giu 24

La casa editrice leader del mercato ebook internazionalizza la sua presenza e presenta il calendario digitale di luglio
Roma, 23 Giugno 2009 – Gli ebook Bruno Editore approdano su Kindle, il più diffuso Ebook Reader del mondo targato Amazon. Sono già 60 infatti gli ebook Bruno Editore disponibili su Amazon e fruibili da tutti i possessori [...]

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Giu 24

La Route du Sud edizione 2009 si chiude con la vittoria di Przemyslaw Niemiec. Il secondo e terzo posto vanno a Julien Loubet e Giampaolo Caruso.
Nella terza tappa, la Izaourt-Luchon di 182,5 km, Christophe Riblon, Tomasz Marczynski e Pierrick Fédrigo si aggiudicano il podio in volata dopo una fuga durata quasi tutta la corsa sulle [...]

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Giu 24

Negli utlimi 10 anni, l’avvento dell’ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line) ha cambiato il nostro modo di vivere e utilizzare il web. Se solo facciamo un piccolo salto indietro nel tempo, verso la fine degli anni ‘90, ci ricorderemo di come la maggior parte degli utenti connessi in rete navigavano grazie alle linee analogiche o, nel [...]

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Giu 22

Asteniamoci, altrimenti ci terremo Berlusconi ed eredi politici per 30 anni

Ventuno giugno, domenica afosa, voglia di mare. Altro che referendum. Tranne coloro che dovranno recarsi alle urne per i ballottaggi di comunali e provinciali, viene da dubitare su quanti davvero affronteranno l’asfalto col solleone per dare il proprio sì o no ad un referendum sconosciuto al 50% degli italiani, promosso da Mario Segni e Giovanni Guzzetta per riformare la legge elettorale che va sotto il nome di "porcellum" e consegnare l’Italia ad un solido bipartitismo con un premio di maggioranza alla lista vincente alla Camera, con il 55% dei seggi assegnati. Stesso discorso al Senato, ma col premio di maggioranza assegnato su base regionale e non nazionale.

«Noi invitiamo gli elettori a non andare a votare. Se il referendum passasse, Berlusconi vincerebbe le elezioni per altri 30 anni, perché con il 40% dei voti avrebbe il 55% dei deputati» avverte il segretario Paolo Ferrero.

E’ chiaro che una vittoria del sì pregiudicherebbe i partiti minori, che difatti si schierano compatti per l’astensione tranne i radicali di Bonino e Pannella che invitano ai seggi ma per votare no. Infatti, il referendum sarà valido soltanto con l’ottenimento del quorum, ovvero se andrà a votare la metà degli italiani più uno. Ipotesi davvero difficile.

I due maggiori partiti, Pd e Pdl, sono trasversalmente contrari o favorevoli a seconda delle sensibilità politiche. Dopo la crescita smisurata della Lega alle europee, Berlusconi ha promesso a Bossi - da sempre contrario al referendum - che il Pdl non farà campagna per il 21 giugno, ottenendo peraltro che televisioni e giornali ne parlassero il meno possibile.

Il Pd ufficialemnte si schiera per il sì ma una consistenza fetta di dissenso, l’Italia dei Valori voterà no dopo essersi pentita di aver raccolto le firme per questi referendum, mentre l’Udc predica l’astensione.

Cosa chiedono questi tre quesiti? con tre schede differenti?

Le prime due riguardano il premio di maggioranza e implicitamente lo sbarramento per le formazioni minori che ora devono superare il 2% alla Camera e il 3% al Senato se si presentano in coalizione, mentre è del 4% alla Camera e dell’8% al Senato se si presentano da sole. Il referendum abrogherebbe la possibilità di presentarsi in coalizione.

La terza scheda che propone il quesito più semplice, prevista dai promotori del referendum come traino popolare per il quorum, propone di cancellare la possibilità che una stessa persona possa candidarsi in varie circoscrizioni.

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Giu 22

Se 65 anni vi sembran pochi

Se 8 ore vi sembran poche, provate voi a lavorar…

Una vecchia "canzoncina" canta così in un angolo del mia già labile memoria.
8 ore al dì per 65 anni fanno circa 9.400 ore di vita. (natale e domeniche a parte, non ho calcolato eventuali mutue, sempre che si inizi a lavorare a tempo pieno e continuativo a 20 anni.

A me non sembran poche.

Ora, in merito alla questione dell’innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile delle donne, tornata in auge oggi grazie alla notizia della procedura di infrazione di cui ci ingiuria l’UE , mi sento in dovere di porre un quesito.

Fatemi capire come mai le donne devono aumentare l’età pensionabile in nome di una non si sa bene quale etica di parità salariale e lo stesso discorso non vale al ribasso.

La parità salariale, non si raggiunge se si abbassa l’età pensionabile degli uomini a 60 anni come è tutt’ora per le donne italiane?

Perché la battaglia è al rialzo e nessuno prende in considerazione la soluzione più banale, più umana, più semplice, più ovvia per cui la vostra vita guadagnerebbe punti (nel senso proprio di anni da vivere) senza dimenticare che ci guadagnerebbero anche i giovani ed il lavoro che manca, se l’obiettivo fosse i 60 anni per tutti….?

E poi fatemi capire il senso, in un paese dove un giovane riesce giusto a mettere in fila due mesi di marchette l’anno e poi lavora in nero, perché s’aggiusta e poi magari trova per 6 mesi e poi interrompe; che se ha la fortuna di essere assunto lo è sicuramente a tempo determinato e poi interrompe 15gg per poi ricominciare e poi di nuovo.

Fatemi capire il senso del perchè non c’è lavoro per tutti e chi ce l’ha deve lavorare di più, cosicché chi non ce l’ha deve aspettare ancora di più.

Banale, lo so, sono troppo semplice per le menti eccelse dell’economia mondiale, quindi è meglio non tirar fuori neanche la storia della doppia giornata! Quella che dice che le donne lavorano il doppio, non so se qualcuno si ricorda…

Ah! No! Non tiriamola fuori! La snobbate tutti la doppia giornata, roba da non riesumare!

Sa di vecchio femminismo, poco di emancipato e tanto di piagnisteo…..ormai ci sono le colf! Ormai chiunque può pagarsi un paio d’ore di stiratura! Eh! Già! (neanche che le colf non fossero donne che devono lavorare anche loro fino a 65 anni …)

Sarà così per voi, ma è un peccato per voi che non lo sia per me. Ma non ne voglio fare una questione personale, ma una questione di "comprensione"

Fatemi infatti comprendere e capire il senso, il motivo, la ragione per cui io devo lavorare quanto lavora un uomo e non il contrario.

Fatemi semplicemente capire come mai la logica di chi mi sfrutta, va sempre contro il mio interesse.

Ora, mi direte, - ma su!- È solo per le donne che lo scelgono! Si può scegliere di lavorare fino a 65 anni! -

Ah, già. Siete ancora di quelli che credono di poter scegliere……

Ps: ovviamente non ho provato ad azzardarmi ad argomentare sul lavoro ri-produttivo delle donne, non mi sogno neanche di nominarlo, per carità! Quello è un dovere, anzi, probabilmente pensate sia un piacere!

da http://mujeres_libres.blog.tiscali.it

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Giu 22

Il "ciarpame" e le manovre dei poteri dominanti

Il sovversivismo delle classi dirigenti avanza attraverso aspri dirupi e maleodoranti paludi: come era prevedibile, la crisi del costituzionalismo democratico precipita verso forme di presidenzialismo populista e libertino. Ma il satrapo è, oggi, nervoso e impaurito: urla al "complotto". Il Pd già si divide sulla "scossa" di Massimo D’Alema e sulla possibilità tattica di elezioni o di "unità nazionale" con il satrapo "anatra zoppa". Anche la sinistra anticapitalista dovrebbe, al fine, comprendere che uscire dall’economicismo volgare non significa negare la centralità della contraddizione capitale-lavoro, ma riaffermare, con Rosa Luxemburg, che conflitto sociale e forme democratiche ed autorganizzate, centralità degli spazi di libertà, sono, soprattutto in alcune fasi storiche, strettamente connessi. Proprio per riaffermare autonomia di classe e indipendenza dal centrismo politico. Senza delega alcuna al giustizialismo dipietrista.

Condivido la copertina di Liberazione di ieri: «Basso impero». Siamo di fronte, infatti, a torbide e pericolose manovre. Dove il "ciarpame" e le giovani donne sacrificate ai voleri del dittatore diventano parte della ricollocazione dei poteri dominanti; dalle mazzette e dalla corruzione delle pubbliche amministrazioni, che si intrecciano con le feste nelle dimore romane e sarde, ad una Confindustria impaurita dalla crisi che fa la questua per prebende finanziare del governo e per disposizioni che rendano il lavoro più insicuro e mortale e la contrattazione una chimera. Ritorna la "questione morale" al centro delle politiche anticapitaliste; non lo dimenticheremo; sbagliavano quei compagni che ritenevano che perfino il referendum contro il "lodo Alfano" fosse un atto di populismo giustizialista.

Il populismo si sconfigge, invece, proprio con il garantismo intransigente, con l’adesione assoluta ai principi costituzionali. Come il "caso Mills" insegna.

Pongo, infine, anche io due domande. La prima: dal presidente del Consiglio dipendono le Forze Armate ed i Servizi Segreti. E’ un tema delicatissimo. Siamo sicuri che questo intreccio fra corruzione amministrativa, presidenzialismo libertino, tentativo di distruzione di ogni controllo di legalità e legittimità, non proietti la figura di un presidente del Consiglio incontrollabile e ricattabile? Incontrollabile da parlamento, magistratura, ampi settori della stampa asservita, opinione pubblica; ricattabile da segmenti dello Stato stesso, in un torbido clima. Seconda domanda, alla prima collegata: l’onorevole Ghedini, avvocato di Berlusconi, parla del proprio cliente come di «utilizzatore finale», non organizzatore di prostituzione. E’ già una difesa processuale?

Come ci ha insegnato il femminismo il corpo diventa paradigma fondativo del pubblico: il corpo delle giovani donne alle feste del satrapo. Ma anche il corpo che il Cavaliere ha messo al centro della politica: il corpo virile; il corpo in cui ricresce la folta chioma; il corpo impettito, mussoliniano, che parla dal predellino dell’auto; il corpo sfiorato, toccato, osannato, plebiscitato dai «bagni di folla imbarazzanti». Oggi, speriamo, il corpo arrogante perché impaurito. Lo incalzeremo anche fisicamente, come le popolazioni terremotate dell’Abruzzo

Giovanni Russo Spena

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Giu 22

Notte senza frontiere a Torino

25/06/2009 alle ore 19:00

Quadrilatero romano (via Sant’Agostino – piazza Emanuele Filiberto). In collaborazione con otto locali del Quadrilatero (Hafa Cafè, Casa Martin, Tre Galli, Basso 30, Pastis, Free-Volo, Ritual Cafè, Arancia di Mezzanotte).

Nel corso della serata - alle 19:30, 20:30, 21:30 e 22:30 - Marco Alotto e Gianni Bissaca leggeranno alcuni brani tratti dal libro “Non tornerò col dubbio e col vuoto” (Il Pensiero Scientifico Editore), una raccolta di lettere scritte dagli operatori umanitari italiani di MSF nel corso delle loro missioni nei tanti contesti di crisi in tutto il mondo.

Sarà inoltre allestita la mostra "Galleria di ritratti", un servizio fotografico realizzato da Dario Desirianna, studente IED Arti Visive Milano: sedici operatori umanitari di Medici Senza Frontiere che si raccontano davanti allo sguardo della macchina fotografica.

Grazie alla collaborazione degli otto locali che hanno aderito a “Notte Senza Frontiere”, sarà possibile sostenere le attività di Medici Senza Frontiere con 1 euro in più a consumazione.

Per informazioni: gruppo Medici Senza Frontiere di Torino - info.torino@rome.msf.org - 345 4638183

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Giu 22

La peste nera si aggira nelle strade italiane

Articolo di Politica interna, pubblicato domenica 14 giugno 2009 in Svizzera. [Le Matin]. 

L’estrema destra lancia la “Guardia nazionale italiana” per lottare contro la criminalità

“Ci accusano di voler tornare alle “camice nere”. Tutto ciò che vogliamo, è la sicurezza dei nostri cittadini”, assicura il Movimento Sociale Italiano (MSI).  Il procuratore di Milano non la pensa allo stesso modo. Sabato ha aperto un’inchiesta su una formazione civile di sorveglianza contro la criminalità.  Il MSI ha approfittato di un congresso nazionale, sabato, per presentare la sua “Guardia nazionale italiana”, rivela il quotidiano “Il Corriere della Sera”.

Questa associazione “apolitica e senza scopo di lucro”, è composta per un terzo da ex membri delle forze dell’ordine. Dichiara di contare già 2100 volontari in differenti regioni della penisola: Piemonte, Lombardia, Lazio, Sicilia.  Ma il pubblico ministero milanese non vede molto di buon occhio queste pattuglie civili chiamate “Ronde Nere”. La giustizia accusa in effetti il MSI di violare la legge che proibisce (l’apologia, N.d.T.) del fascismo.

“La creazione della nostra formazione è completamente legale. Fino a che non dimostreranno che abbiamo commesso dei reati, andremo avanti”. Come uniforme, i membri della “Guardia nazionale italiana” indossano una camicia grigia o kaki e pantaloni grigi con un bordino nero all’altezza delle gambe. Il copricapo sfoggia il simbolo dell’aquila imperiale romana con le iscrizioni “SPQR”. Il motto del gruppo è “Domine Dirige Nos” (Dio ci guida).

In Italia, le milizie civili di sorveglianza sono state da poco autorizzate.

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Resuscitano le camicie nere

Articolo di Politica interna, pubblicato martedì 16 giugno 2009 in Grecia. [Ta Nea]

Italia: clamore per la formazione di un gruppo di miliziani con simboli fascisti e nazisti

Ha provocato scalpore in Italia la formazione di una nuova milizia di estrema destra con simboli fascisti e nazisti sulle uniformi dei propri membri. L’opposizione, le organizzazioni ebraiche ma anche i sindacati di polizia accusano il governo Berlusconi di aver varato un disegno di legge che porterà a conseguenze incontrollabili.

Il nuovo «gruppo» è stato presentato nel fine settimana a Milano durante l’assemblea di un piccolo partito neofascista, il Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale (MSI-DN). Sia sul berretto che indosseranno i suoi membri, sia sullo stemma che avranno sulle loro uniformi, figura un’aquila imperiale, spesso associata con il fascismo. Inoltre, sul bracciale è presente un «Sole Nero», o Sonnenrad, un simbolo esoterico popolare fra i neo-nazisti tedeschi, in quanto può essere ricondotto a tre svastiche. E se questo non bastasse per rendere chiaro quale sia l’orientamento della Guardia Nazionale Italiana, almeno due suoi relatori hanno sollevato la loro mano per il saluto fascista durante l’assemblea.

«Non siamo camicie nere, non siamo fascisti, non siamo nazisti. Siamo patrioti italiani e vogliamo la libertà», sostiene nel sito web della Guardia Nazionale Italiana il suo presidente e leader del MSI-DN, Gaetano Saya, che ha chiamato gli immigrati «pericolo per la razza italiana» e nel 2004 fu citato in giudizio per istigazione all’odio razziale. «Siamo apolitici. Né neri, né verdi, né gialli», ha insistito Saya a «El Pais». Per l’opposizione di centrosinistra, tuttavia, la Guardia Nazionale Italiana si riferisce chiaramente alle camicie nere di Benito Mussolini, estremisti che nella maggior parte dei casi erano degli ex soldati e che attaccavano violentemente comunisti e socialisti, reprimevano gli scioperi e si macchiavano di altri crimini. «L’idea che la sicurezza possa essere assegnata a gruppi di persone identificabili con tali organizzazioni politiche è un colpo al cuore ai principi di ogni democrazia liberale», ha dichiarato Marco Minniti del Partito Democratico all’opposizione. Il sindacato di polizia Sil-Cigl ha fatto notare che ronde di questo tipo creeranno solamente ulteriori problemi, mentre le organizzazioni ebraiche si sono dichiarate pronte a formare delle «anti-ronde».

Il governo conservatore di Berlusconi, che ha fatto della guerra all’immigrazione clandestina la sua priorità assoluta, ha fatto passare il mese scorso in Parlamento un nuovo disegno di legge che autorizza le ronde di cittadini volontari per migliorare la sicurezza nelle città italiane. Saya e il suo gruppo aspettano ora che questo disegno di legge passi anche al Senato, impazienti di partire con le ronde.

>>> Nota di redazione: la vignetta è del collaboratore di "Lavoro e Salute"  Tubal - www.controcorrentesatirica.com

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Giu 22

Vi scrivo da…Bo

La cosa che più ti sorprende di Freetown sono le villette in legno, stile New England, su due piani che occupano il centro della città. L’unica differenza con quelle originali, è che queste sono talmente rovinate da sembrare quelle finte che si usano nei Luna Park per la casa delle streghe. Si tratta per davvero di abitazioni americane costruite dagli schiavi liberati dagli Stati Uniti che venivano mandati, dalla fine del settecento, in questo porto dell’Africa occidentale e nella vicina Liberia. Il primo impatto con la Sierra Leone è con questa città di oltre un milione di abitanti la cui (povera) economia ruota intorno alle attività del porto. Dall’unico aeroporto del paese alla sede di Medici Senza Frontiere nel centro di Freetown, ci si impiega qualche ora. La distanza non è molta, ma occorre prendere un battello per attraversare un breve tratto di mare, il battello parte solo quando è pieno e ci vogliono delle ore per questa operazione. La maggior parte della città non ha la corrente elettrica e di sera, le numerose bancarelle disseminate per la arterie principali di Free Town, sono illuminate dalla luce dei lumini.

La casa-ufficio di MSF è posizionata su un promontorio da cui si gode di una splendida vista sull’oceano, poco fuori dalle mura di cinta, una discarica di quartiere frequentata dai bambini della zona che cercano qualcosa da poter riciclare. In capitale si trova il coordinamento della missione per avere contatti frequenti con le autorità del paese e in special modo con il Ministero della Sanità. La casa-ufficio è anche utilizzata per ospitare i pazienti che vengono trasferiti dal sud del paese alla capitale per usufruire di cure disponibili solo a Freetown.

Il coordinatore medico sudanese del progetto, per prima cosa mi illustra la situazione sanitaria della Sierra Leone: ultimo paese secondo una serie di indicatori di sviluppo degli organismi internazionali, e tra i primi per numero di mortalità infantile, con una speranza di vita che si assesta sotto i 40 anni. I dati fotografano impietosamente uno dei posti più poveri al mondo che soffre delle conseguenze del conflitto degli anni ‘90.

MSF è presente in Sierra Leone dalla metà degli anni ‘80 e fornisce cure gratuite nel distretto di Bo, nella parte meridionale del paese. Se a Freetown si vedono le sedi di varie ONG e di organizzazioni internazionali, a Bo, seconda città della Sierra Leone, a cinque ore di fuoristrada dalla capitale, non si vede nulla di tutto questo. Per comprendere meglio la situazione di questa zona, vado a visitare l’ospedale pubblico di Bo che è l’unico di tutto il sud della Sierra Leone. A vederlo da fuori sembra un ospedale un po’ fatiscente come ce ne sono tanti. La cosa davvero impressionante è che è quasi del tutto vuoto, una serie di infermieri e portantini siedono sui davanzali delle finestre chiacchierando, qualcuno addirittura dorme su una barella. Come può un ospedale in un paese dove non si arriva mediamente ai quaranta anni essere vuoto? La riposta è semplice, è a pagamento.

A pochi chilometri di distanza, alla periferia di Bo, sorge il Gondama Referral Centre (GRC) di MSF. Il via vai di ambulanze, di jeep e di pedoni, preannuncia una situazione diversa dall’ospedale pubblico. Il GRC è composto da compound in muratura divisi per reparti con una capacità complessiva di quasi 300 posti letto e la possibilità di ospitare un parente per ogni paziente che sono quasi tutti bambini. Le urla dei piccoli degenti fanno da sottofondo sonoro in tutta la struttura. Molti sono ricoverati per la malaria che è uno dei principali fattori di mortalità del paese, altri soffrono di malnutrizione acuta, altri di tutte e due le cose insieme. Il personale di MSF è composto da 25 espatriati e quasi 400 collaboratori locali per uno dei progetti più grandi di tutto il movimento.

Ma l’attività di MSF non si esaurisce nell’ospedale, una delle difficoltà principali che si riscontrano in Africa, è quella degli spostamenti e delle distanze che non consentono la mobilità soprattutto ai malati. Per risolvere questo problema, MSF ha messo in piedi una struttura di ambulatori sparsi in tutto il distretto di Bo. Si tratta di cinque strutture principali a cui sono collegate una trentina più piccole, per una rete che arriva a coprire, o quantomeno a tamponare, i bisogni sanitari dei villaggi più sperduti dell’intero distretto. In questi luoghi si trattano principalmente patologie in cui non è necessario il ricovero: dalla prevenzione della malaria alla malnutrizione moderata, passando per semplici controlli medici. In alcuni di questi sembra di essere nel posto più lontano della terra: dopo ore di jeep attraverso la giungla, con qualche scimmia che ti attraversa la strada, ci si trova di fronte ad una casupola con un paio di stanze allestite ad ambulatorio. Nei giorni di visita, la fila arriva fino alla strada. Alcuni camminano per ore prima di arrivare, questo vuol dire che vivono a qualche giorno di marcia dalla città più vicina. In questi luoghi davvero sperduti, in cui una fonte di luce elettrica o dell’acqua corrente distano giorni di viaggio, si capisce fino in fondo il lavoro di MSF. Gli operatori umanitari sono gli unici a occuparsi di queste persone e sono i soli a dare loro assistenza medica e rappresentano a volte l’unica speranza di sopravvivere da queste parti. Un dubbio mi assale: ci può essere un futuro dignitoso per questa gente che vada oltre gli aiuti umanitari?

Gianluigi

17/06/2009

www.medicisenzafrontiere.it

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Giu 22

“Vediamo come definire la moltiplicazione tra due numeri interi”.

“Utilizzando il trucco?”.

“Sì. Se ricordi, il trucco consiste nello scrivere un numero intero come coppia (x,y), immaginando però di avere a che fare con il numero x-y”.

“Cioè, noi scriviamo (x,y) ma, nella nostra testa, senza dirlo a nessuno, pensiamo a x-y?”.

“Esatto”.

“E con questo possiamo scrivere la regola della moltiplicazione in modo decente?”.

“Sì. Noi dovremmo scrivere il risultato della moltiplicazione tra (n,m) e (p,q)”.

“Allora, vediamo se ho capito. Io, nella mia testa, dovrei pensare invece a n-m e p-q”.

“Sì”.

“Ok. E adesso?”.

“E adesso li moltiplichi”.

“Boh, va bene: (n-m)(p-q) è uguale a np-nq-mp+mq. Non so bene cosa farmene, però”.

“Devi prima trasformare il risultato in una differenza del tipo A-B, che però ti guarderai bene dallo scrivere come differenza”.

“E come dovrò scriverla?”.

“Bè, come coppia (A,B)”.

“Ah! Ho capito il trucco! Faccio le operazioni in modo normale, poi traduco tutto nel linguaggio misterioso dei Veri Matematici”.

“Proprio così: prova”.

“Allora, prima devo trasformare np-nq-mp+mq in una differenza. Uhm, una cosa del genere: (np+mq)-(nq+mp). Può andare?”.

“Va benissimo. La pensi così, ma la scrivi come coppia: (np+mq,nq+mp)”.

“Quindi, utilizzando il linguaggio delle coppie, ho definito la moltiplicazione tra due numeri interi in questo modo: (n,m)×(p,q) = (np+mq,nq+mp). È corretto?”.

“Certo, questa è la definizione. Se non si conoscono i passaggi intermedi, è abbastanza misteriosa”.

“Già. Fammi fare una prova: provo a calcolare 3×2”.

“Bravo. Bisogna sempre provare, non sarebbe elegante presentare una teoria misteriosa e sbagliata”.

“Posso scrivere 3 come coppia (3,0) e 2 come (2,0)”.

“Naturalmente questa è una delle infinite scelte che puoi fare”.

“Eh, lo so. Mi ricordo che si deve dimostrare che la definizione è una buona definizione, ma magari ci penso dopo. Adesso vorrei provare a capire se 3 per 2 fa davvero 6”.

“Ok, vai avanti applicando la regola”.

“Allora, (3,0)×(2,0) = (3×2 + 0×0, 3×0 + 0×2) = (6,0). Pare funzionare”.

“Almeno in uno degli infini casi”.

“Un po’ poco. Dovrei provare a generalizzare”.

“Prova. Invece di prendere (n,m) come primo fattore, prova a prenderne un altro che fa parte della stessa classe di equivalenza”.

“Potrei prendere (n+x,m+x), ora che mi ha spiegato il trucco non mi ferma più nessuno”.

“Perfetto. Ora moltiplica per (p,q)”.

“Vado: (n+x,m+x)×(p,q) = (np+xp+mq+xq, nq+xq+mp+xp). Bruttino”.

“Bruttino, ma appartiene alla stessa classe di (np+mq, nq+mp)?”.

“Ah, sì! I due addendi xp e xq compaiono sia nel primo elemento della coppia che nel secondo, quindi la nostra moltiplicazione funziona davvero!”.

“Già. Se vuoi complicare ancora, puoi prendere un elemento generico anche per (p,q) e rifare i calcoli, ma direi che ce li possiamo risparmiare, no?”.

“Sì, ho capito il funzionamento: compariranno sempre termini semplificabili”.

“Perfetto. Ora la definizione di numeri interi è completa”.

“E cosa ci facciamo?”.

“La usiamo per costruire i numeri razionali”.

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Giu 22

                                                                                                                      
 
Per quesiti,              

 Consulenza fiscale-amministrativa, 

 Check-up aziendali, Perizie
 Formazione e Mentoring

   
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Giu 22

Le nuove misure contenute nel Decreto del 21/05/09 riguardano la diminuzione degli interessi per le Imposte derivanti dall’ Unico con  pagamento rateale, per i rimborsi, per l’iscrizione a ruolo e per la sospensione della riscossione.

I tassi di interesse  così cambieranno:
1) il 4%
per la rateizzazione delle Imposte scaturite dalla Dichiarazione dei 
     Redditi;
2) il 2%  per  interessi derivati da
 rimborsi, quindi da Imposte pagate in più;
3) il 4% per ritardata iscrizione a ruolo e dilazioni dei pagamenti relativi;
4) il 3,5% per  ritardato pagamento delle Imposte dovute a seguito di liquidazione
    automatica;

Dal 1/01/2010 gli interessi al 3,5% per le somme dovute per Imposte diverse: Tasse sulle Concessioni Governative, accertamenti con adesione, conciliazione giudiziale ecc.

           Per  info  mail tofisco-blog@libero.it

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Giu 22

M.T.3000 “Terapia a Biorisonanza e Tens”
Gruppo Pms Europe / Gtn Italia - Production

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Giu 22

Provate a chiedere in giro se si sentono al sicuro nel frequentare un casino su internet.
La risposta per la maggiornaza delle persone è negativa.
Eppure se provate a cercare sale da gioco e da poker in linea vi accorgerete che internet ne è piena.
Ma questo vuol anche dire che tantissimi sono i giocatori [...]

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Giu 22

TOUR & TRANSFER
Tutte le strade portano a Roma…noi vi trasportiamo ovunque.
Servizi di noleggio con conducente per transfer da/per aeroporti, stazioni, porti, alberghi. Matrimoni,tour turistici in Italia e all’estero. Comfort, sicurezza e puntualità a prezzi vantaggiosi. Il più competitivo servizio di Autonoleggio a Roma.
I servizi sono riassumibili in quattro tipologie:
- Transfer da e per qualunque destinazione;
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Giu 22

Dopo il concerto del 19 giugno, svoltosi a Teramo nell’Auditorium di Santa Maria a Bitetto davanti ad una stupenda cornice di pubblico, l’Orchestra di Fiati dell’Istituto Superiore di Studi Musicali
“Gaetano Braga” di Teramo conclude a Grottammare il Wind Symphonic Festival.
Domenica 21 giugno alle ore 21,30, infatti, il gruppo diretto da Federico Paci, unitamente ai [...]

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Giu 20

Inequivocabile somiglianza con

la legge del ventennio fascista 

Fino a oggi nessuno o quasi ha accostato la legge elettorale che uscirebbe da una vittoria dei sì al referendum alla legge Acerbo approvata dal fascismo nel 1923, che ebbe la prima e ultima applicazione l’ anno seguente. Eppure le somiglianze tra le due leggi sembrano piuttosto evidenti. La legge fascista assegnava i due terzi dei seggi alla Camera (il Senato era all’ epoca di nomina regia) al partito che avesse ottenuto almeno il 25 per cento dei voti. Analogamente, una vittoria del referendum Segni-Guzzetta farebbe attribuire la maggioranza assoluta dei seggi non più (come ora) alla singola lista bensì al singolo partito che ha avuto più voti. E questo senza la necessità di superare alcun quorum, com’ era invece il caso della legge Acerbo che almeno imponeva di raggiungere un quarto dei suffragi perché il premio previsto potesse scattare. Avvicinandosi ormai la data della consultazione referendaria, nelle file dell’ opposizione sono aumentati i dubbi sull’ opportunità di votare sì. Eppure, l’ obiezione di quanti, dopo aver sostenuto il referendum, sono passati ad avversarlo sembra basarsi soprattutto su considerazioni pratiche, utilitaristiche: oggi come oggi la nuova legge elettorale prodotta da una vittoria del fronte referendario non solo darebbe la maggioranza assoluta al PdL ma (grazie alla sua alleanza con la Lega in Parlamento) fornirebbe all’ attuale presidente del Consiglio i numeri per riformare la Costituzione senza dover poi sottostare all’ alea di un eventuale referendum popolare (che già una volta bocciò una riforma costituzionale del centrodestra). Nessuno sembra invece intenzionato ad utilizzare l’ argomento polemico della effettiva somiglianza tra la eventuale nuova legge elettorale e quella preparata a suo tempo dal fascista Acerbo. E se ne può intuire la ragione. Fino ad oggi è capitato più volte che esponenti dell’ opposizione accostassero il governo attuale al Ventennio, Berlusconi a Mussolini. Ma sarebbe un po’ imbarazzante dichiarare che una vittoria dei sì darebbe forse a quel paragone un fondamento obiettivo, del quale però Berlusconi stesso - referendario dell’ ultima ora - non potrebbe in alcun modo essere incolpato.

Giovanni Belardelli 

www.sinistraeuropea.it

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Giu 20

Convegno sulla medicalizzazione del disagio dei minori, correnti di pensiero a confronto, psicoterapia e/o farmacoterapia

SABATO 26 SETTEMBRE 2009

PROGRAMMA

ORE 9.00-10.00

Presentazione Associazione "IoSòCarmela" e finalità del convegno relatore Alfonso Frassanito Presidente di "IoSòCarmela";

ORE 10.00-12.30

Presentazione Campagna Nazionale di Farmacovigilanza, relatori Luca Poma portavoce nazionale del Comitato "GiùLeManiDaiBambini" e Dott. Federico Bianchi Di Castelbianco Psicoterapeuta dell’età evolutiva nonchè membro del Comitato Scientifico di GiùLeManiDaiBambini;

ORE 12.30-14.30 PAUSA PRANZO

ORE 14.30-18-30

Presentazione progetto "Metodo alla salute" …ovvero come si può ovviare concretamente all’uso degli psicofarmaci per risolvere problematiche di disagio soprattutto nei minori. Relatori Dott. Mariano Lojacono Psichiatra nonchè responsabile del progetto, Dott. Vito Lozito Neuropsichiatra Infantile presso il Policlinico di Bari, Dott.ssa Rosaria Russo Specialista di ricerca di valutazione e progettazione dei processi formativi nonchè in Scienza dell’Educazione.

DOMENICA 27 SETTEMBRE

ORE 9.30-12.30

PSICOFARMACI E BAMBINI …TERAPIA O BUSINESS?

Relatori Roberta Lerici responsabile per le politiche sull’infanzia per L’Italia dei Valori nonchè responsabile per il Lazio del Movimento per l’Infanzia, Dottor Vito Lozito, Dott. Federico Bianchi di Castebianco, Dott. Mariano Lojacono, Dott.ssa Rosaria Russo-

ORE 12.30-14.30 PAUSA PRANZO

ORE 14.30-17.30

PSICOFARMACI A MINORI … ASPETTI LEGALI ETICI E LEGISLATIVI.

Relatori Dott. Vito Lozito, Avv. Andrea Coffari, Dott. Mariano Lojacono, Frassanito Alfonso.

PER CHIUNQUE FOSSE INTERESSATO A PARTECIPARE AL CONVEGNO INVIARE RICHIESTA A INFO@IOSOCARMELA.NET

PROVVEDEREMO AD INVIARE BROCHURE DEL PROGRAMMA COMPLETO REGOLAMENTO E MODULO DI ADESIONE.

NUMERO MINIMO RICHIESTO DI PARTECIPANTI 70 NUMERO MASSIMO 170.

 

http://blog.libero.it/Iosocarmelawww.iosocarmela.net

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Giu 20

FABER E LA CITTA’ VECCHIA

dove il sole del buon dio non da

i suoi raggi…” 

Nel quadro degli eventi legati alla Mostra dedicata al celebre cantautore genovese De Andrè, la Comunità di San Benedetto al Porto organizza, in collaborazione con la Promozione della citta’,comunicazione turismo ed eventi del Comune di Genova, la Fondazione De Andrè e Radio Popolare, un imperdibile ed unico evento in quello che fu l’antico Ghetto ebraico di Genova, nel quartiere che, ancora oggi, meglio corrisponde a quella Genova perduta e umanissima cantata da Faber.

La scommessa che la Comunità vuole vincere è quella di portare persone, cittadini, turisti, residenti di ogni razza e colore dentro al quartiere meno frequentato della città vecchia. Vuole farlo sulle note e sulle parole dell’artista che ne fu il cantore e l’interprete, e lo farà proponendo un ricco programma:

Alle ore 15,30 in Piazza del Campo per l’ inaugurazione ed apertura della giornata con Don Andrea Gallo che leggerà poesie di Claudio Parodi, poeta della comunità morto di over dose nel 1983, e con Claudio Pozzani, poeta ed animatore del Festival Internazionale della Poesia.

A seguire la performance poetica di Guido Conforti …

Phylosopy for Faber alle ore 16,30 nella raccolta Piazzetta dei Fregoso, quasi alle spalle della colonna infame. Sarà possibile partecipare ad una sessione di dialoghi filosofici sullo stimolo di testi di De Andrè. In veste di facilitatori Pier Paolo Casarin e Silvia Bevilacqua (formatori C.R.I.F.), cercheranno di aprire spazi di riflessione attraverso una pratica costruita nella partecipazione collettiva: occasione di dialogo, libera espressione e confronto dal cuore della città al cuore dei partecipanti.

I poeti nel ghetto, ancora in Piazza dei Fregoso dalle 17,30 letture poetiche e performance artistiche e musicali con Comasia Aquaro, Luisella Caretta, Fabrizio Casapietra, Tina Cosmai, Marco Fabio Gasperini, Maria Lucia Gravina e Antonio Ricca.

Insieme alla poesia la musica. Due le bande itineranti a fare da raccordo tra gli eventi ed anfitrioni per quanti si inoltreranno nei vicoli: la banda degli Ottoni a scoppio e la banda del Progetto Melt, musiche dell’Europa itinerante.per gentile concessione del SUQ Genova.

Sotto le Porte dei Vacca l’animazione musicale curata dagli studenti universitari dell’Onda Anomala con un dj set, mentre due saranno i palchi principali: in Piazza Fossatello dove dalle ore 18 in poi si potrà ascoltare “Taidia tou limaniou” musiche greche de I Ragazzi del Porto, complesso di residenti del quartiere, come da residenti del centro storico è composto il Coro Daneo diretto dal Maestro Gianni Martini, ma anche nomi importanti del panorama artistico musicale come Luca Bassanese, Paolo Bonfanti, Zeroplastica, Gennaro Cosimo Parlato. Nella caratteristica Piazza senza nome, all’interno del ghetto , saliranno sul palco i celebri Trilli e gli 800 cover band di De Andrè, ma non mancheranno performance di danza del ventre con Anahita e la compagnia di danza Persepolis

Oltre ai palchi gli artisti potranno esibirsi in pedane posizionate in Piazza del Campo, Porte di Vacca, Piazzette dei Vacchero, ecc. ed insieme alla musica l’arte grafica dei writer che realizzeranno su appositi pannelli opere di Street Art for Faber. Le installazioni artistiche segnaleranno i principali accessi da Via del Campo alle piazzette interne del ghetto. Al 7 di Vico dei Fregoso e in to the ghetto esporranno le proprie opere , appositamente realizzate per l’occasione,Nicola Villa e con “Presenze Assenze” Monica Ammirati .

Programma ricco dunque, che sarà seguito in diretta da Radio Popolare. Presentatori d’eccezione, che correranno da un evento all’altro nel perimetro della manifestazione: “I soggetti smarriti”.

Chiuderanno l’evento, verso mezzanotte Don Andrea Gallo e Francesco Baccini.

DAL COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE COMUNITA’ SAN BENEDETTO AL PORTO

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Giu 20

Omicidio Aldrovandi:

il 30 giugno

la sentenza

Federico aveva solo diciotto anni. Ciao mamma, vado al concerto. Ma poi è morto. Forse, morto ammazzato. Forse, morto ammazzato da quattro poliziotti. Ed è nelle aule di tribunale che devono cadere i "forse".

Dopo quattro anni di inchieste e due di dibattimento, ventisei udienze e quattro imputati (Paolo Forlani, Luca Pollastri, Enzo Pontani e Monica Segatto), otto avvocati e quindici periti, riprende la requisitoria del pm Nicola Proto. Il 30 giugno la sentenza. E quel giorno, forse (l’ultimo forse della serie?) sapremo perché lo studente Federico Aldrovandi, incensurato, non tornò mai a casa quella domenica di settembre del 2005, e gli si spezzarono invece il respiro e il cuore mentre a terra, raggomitolato, ammanettato, manganellato gridava "no, no!". Era l’alba.

Troppo silenzio aveva avvolto questa tremenda storia finché la mamma di Federico, Patrizia Moretti, impiegata comunale, non aprì un blog per raccontarla (federicoaldrovandi.blog.kataweb.it): le pagine elettroniche sono diventate tra le più viste d’Italia. Così quella morte ha cominciato a essere una questione aperta, come non accadeva dai tempi dell’anarchico Pinelli. Si è mossa anche Amnesty International. Le domande sono tutte in fila e sono parole ferite. Come si può morire a diciotto anni senza avere fatto niente? Cosa accadde davvero, quando arrivarono i poliziotti chiamati da alcuni cittadini di via Ippodromo perché un ragazzo si stava dimenando, e gridava?

Sono le 5 e 47 del mattino di domenica 25 settembre 2005: l’ora della prima telefonata alla sala operativa. Pare ci sia un ragazzo che per strada batte la testa contro un palo della luce, gridando frasi incomprensibili e imprecazioni. La gente è svegliata di colpo. Arriva la prima auto della polizia, gli agenti scendono riparandosi dietro le portiere, Federico dà un calcio al paraurti, poi sale sul cofano, scivola, rompe un vetro con un calcio. Arriva una seconda pattuglia: in tutto, tre uomini e una donna. Provano a bloccare Federico, studente all’istituto tecnico Copernico-Carpeggiani, classe IV E, indirizzo elettrotecnico. Mai nessun guaio con la giustizia, non è conosciuto come tossicodipendente né come violento. Non è un bullo, non è un ragazzo del branco, è solo un diciottenne un po’ introverso che vive come tanti. Ascolta musica, esce con gli amici, qualche pizza, qualche birra. Forse, qualche pasticca. Ma si può morire ammazzati per questo?

C’è ancora tanta ombra attorno a quell’alba. La scena di Federico ammanettato e picchiato ci galleggia dentro, in cerca di contorni definiti. Il decesso viene dichiarato dal medico dell’ambulanza alle 6.35, dopo lunghi e inutili tentativi di rianimazione. Dalle testimonianze risulta che i poliziotti gli misero le manette, lo presero a manganellate e infine riuscirono a immobilizzarlo tenendolo a terra. Ed è così che probabilmente Federico è morto: per asfissia.

"Appena arrivati per i soccorsi, e visto il corpo con la faccia a terra, ammanettato sulla schiena, abbiamo chiesto ai poliziotti di togliergli le manette, altrimenti non riuscivamo a girarlo per capire se ancora respirasse. Aveva un rivolo di sangue alla bocca e in testa". Questa la deposizione dei due addetti all’ambulanza, Stefano Rossi e Thomas Mastellari. "Ma noi siamo intervenuti solo per impedirgli di farsi più male" ribattono gli imputati.

"Vedo mio figlio nella cassa, prima del funerale, e quasi non riesco a riconoscerlo: ha un livido enorme in faccia e quei segni maledetti sui polsi, chissà quanto hanno tirato per fargli tanto male" disse la madre. "Troppo silenzio, inaccettabile, neanche fosse morto un gatto. Nei primi giorni un muro di gomma, poi le cose sono cambiate": queste sono invece sono le parole di Lino Aldrovandi, ispettore dei vigili urbani, il padre. Un padre e una madre vedono uscire il figlio che andrà a un concerto a Bologna, e potranno incontrarlo di nuovo solo all’obitorio, il giorno dopo. "Suonano alla porta e ti dicono che è morto".

Però dall’autopsia emergono altre ombre. E’ anche una battaglia tra periti. Quelli della famiglia sono certi dell’asfissia mentre il consulente della Procura, Stefano Malaguti, parla di problemi cardiaci: "Insufficienza miocardica contrattile acuta in condizioni di stress psicofisico". Ma il cuore gli scoppiò per le botte o per altro? "La causa dell’indebolimento - scrive il perito - è la droga, e precisamente eroina, ketamina e alcol". In quantità comunque troppo bassa per uccidere. Nel blog, la signora Patrizia ha messo anche le fotografie del suo ragazzo morto sul tavolo dell’obitorio. "Lo scroto schiacciato? E’ stata rilevata solo una piccolissima ecchimosi" ha detto il procuratore capo, Severino Messina. "Quel ragazzo non è deceduto per le percosse ricevute".

Troppe domande cercano una strada e un senso. Perché Federico aveva i vestiti sporchi di sangue, ma a terra il sangue non c’era? Forse perché lo picchiarono quando ancora era in piedi? Ma si picchia un ragazzo per calmarlo, massacrandolo di botte? Perché i soccorsi vennero chiamati in ritardo? I quattro poliziotti devono rispondere di omicidio colposo, come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio: "Ingaggiarono una colluttazione eccedendo i limiti del legittimo intervento e mantennero il ragazzo ormai agonizzante in posizione prona, ammanettato, rendendone difficoltosa la respirazione. Un eccesso colposo che ha cagionato, o comunque concorso a cagionare il decesso".

E’ questa la scena del pestaggio a sangue di un ragazzo che non aveva fatto niente di male, era solo agitato, aveva solo paura, aveva solo chiesto aiuto ed è morto. Senza motivo. Ma c’è un motivo per morire così?

Per approfondimenti:federicoaldrovandi.blog.kataweb.it

da www.osservatoriorepressione.org

fonte: La Repubblica

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Giu 20

1. Siamo tutti scontenti della vigente legge elettorale, unanimemente denominata “porcellum” con la quale si è votato nelle ultime due tornate elettorali (2006 e 2008).

2. Questa legge, attraverso le liste bloccate, ha espropriato gli elettori di ogni residua possibilità di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento, conferendo a una ristrettissima oligarchia di persone (i capi dei partiti politici) il potere di determinare al 100% la composizione delle Assemblee legislative. Di conseguenza tutti i “rappresentanti del popolo” sono stati nominati, da oligarchie di partito, svincolate da ogni controllo popolare.

3. Attraverso l’introduzione di soglie di sbarramento irragionevoli, il “porcellum” ha soffocato il pluralismo, espellendo le minoranze, non coalizzate dal Parlamento.

4. Il referendum proposto non corregge nessuno dei difetti del “porcellum” ma, al contrario, li aggrava, esaltandone le conseguenze negative.

5. Il referendum propone sostanzialmente due modifiche della vigente legge elettorale: a) attribuisce il premio di maggioranza alla lista, che abbia ottenuto anche un solo voto in più delle altre liste concorrenti, abrogando la possibilità che il premio venga attribuito ad una coalizione di partiti; b) determina il raddoppio delle soglie di sbarramento confermando per tutti la soglia del 4% alla Camera dei Deputati e dell’8% al Senato (che la legge attuale impone soltanto ai partiti non coalizzati).

6. Attribuire il premio di maggioranza ad una sola lista determina un incremento inusitato del premio stesso, sovvertendo la regola basilare di ogni democrazia che si poggia sul principio che le decisioni si prendono a maggioranza.

7. In questo modo si realizzerebbe una sorta di dittatura della minoranza, in quanto un solo partito, senza avere il consenso della maggioranza del popolo italiano, avrebbe nelle sue mani il controllo del Governo e la possibilità di eleggere – da solo – il Presidente della Repubblica e di modificare la Costituzione.

8. La chiamata degli elettori alle urne per il referendum nasconde un inganno: essa sfrutta l’insoddisfazione generale che tutti noi nutriamo verso questa legge elettorale (il porcellum) per spingerci ad un voto che, qualunque sia il risultato, non può avere altro effetto che quello di rafforzare il porcellum.

9. Per questo si tratta di un referendum beffa: ci chiama alle urne per ammazzare il porcellum, ma in realtà lo ingrassa e lo rende intoccabile, in quanto il Parlamento non potrebbe fare delle riforme elettorali perché vincolato dal voto popolare espresso con il referendum.

10. Per questo diciamo No al referendum elettorale, non andando a votare e rifiutando le schede del referendum, se chiamati alle urne per il ballottaggio.

Altre note su: http://comitatonoalreferendumelettorale.blogspot.com

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Giu 20

Cari amici, vi inviamo una vignetta fatta solo per voi.

Che dire? La crisi ha colpito tutto il mondo. Ovunque, fuorchè in Italia, si prendono provvedimenti per contrastarla.
Governi nazionali hanno salvato il culo alle Banche che a loro volta cercano di salvare quello delle grandi imprese che a loro volta …
se ne fregano del culo degli operai.
AMEN.
Qui da "noaltri" sembra che la crisi sia solo una cosa psicologica.
Una malattia mentale da curare con semplici psicofarmaci.
Che la si veda così lo testimoniano i provvedimenti "placebo" presi da un governo d’illusionisti.
I banchieri (gente pratica per antonomasia) non sono caduti in questo diabolico tranello. Se dopo mesi di cassa integrazione, mobilità o disoccupazione, il vostro conto corrente è divenuto comunista … quindi ROSSO e il Direttore vi chiama per rientrare dallo sforamento, provate a convincerlo che la sua è una visione distorta della realtà e che deve andare dallo psicologo per curarsi …
Il nostro Presidente del ConSilvio cura l’economia a colpi di LEXOTAN, con il risultato che l’Italia va a rotoli, ma grazie a dosi cavalline di ansiolitico … non gliene frega un cazzo.

Abbiamo giovani precari che restano a casa. Abbiamo donne che pagano la crisi restando disoccupate … e tutto NON è vero.
La Statistica dice che l’Italia è un paese ricco e che abbiamo notevoli risparmi procapite accumulati in banca.

A questa cosa lascio rispondere il grande Trilussa:

La Statistica

Sai ched’è la statistica? È ’na cosa
che serve pe’ fa’ un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.
Ma pe’ me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pe’ via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
secondo le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra ne le spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’è un antro che ne magna due.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti per le molte mail che ci sono arrivate in risposta all’ultima newsletter dove parlavamo dei risultati elettorali per la sinistra. Ci fa sempre un immenso piacere ricevere le vostre mail e potervi rispondere.
Siccome il nostro lavoro ha come obiettivo la riflessione e non la vendita di nostre "verità", vi invitiamo a leggere un opinione contraria alla nostra e pubblicata dall’amico, Franco Cilenti, nel suo sito. Dal quelle pagine potrete anche scaricare la sua rivista mensile "Lavoro e salute", vale la pena di leggerla.
Clicca qui per leggere la sua opinione

Cogliamo l’occasione per inviare a tutti voi un caro saluto
Tubal e Sibilla

www.controcorrentesatirica.com

Questo è il codice della vignetta se vorrete usarla dal vostro spazio web:

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Giu 20

Che aria tira in Europa?

Nonostante i miglioramenti favoriti dalla legislazione europea, particolato e ozono rimangono i principali inquinanti dell’aria presenti in Europa. Due rapporti dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) fanno il punto sulla situazione.

Alte concentrazioni di PM10 e di ozono possono avere effetti dannosi sulla salute umana e sulla vegetazione.

La legislazione europea sulla qualità dell’aria pone due valori limite per le concentrazioni di PM10 ai quali i cittadini dell’Unione non devono essere esposti:

- ad una concentrazione media annua di PM10 non deve superare il livello di 40 mg per metro cubo (m3)

- ad una concentrazione di PM10 superiore ai 50 mg per m3 per più di 35 volte in un anno.

Per la protezione della salute umana dall’ozono a livello del suolo, la legislazione europea pone un valore obiettivo (non vincolante legalmente):

- una concentrazione media nelle otto ore di 120 mg per m3 non deve essere superata per più di 25 giorni in un anno.

Un europeo su quattro nel 2005 ha avuto molti giorni dell’anno nei quali ha respirato alte concentrazioni di particolato (PM10), il rapporto di EEA "Spatial assessment of PM10 and ozone concentrations in Europe (2005)".

In aggiunta a queste punte giornaliere, un europeo su dieci è stato esposto durante l’anno a livelli medi di concentrazioni di particolato PM10 superiori al limite previsto dalla UE.

Si stima che in Europa il PM10 abbia causato circa 373.000 morti premature nel 2005.

Ampie zone dell’Europa orientale e la Pianura Padana nel nord Italia, ma anche parti dei Balcani, dell’Italia, della Grecia, dell’Olanda, del Lussemburgo, del Portogallo e della Spagna, sono caratterizzate da livelli record giornalieri di concentrazioni di PM10, specialmente nelle zone più urbanizzate.

Il rapporto registra situazioni analoghe per i livelli di ozono, con più di un terzo della popolazione europea esposta a livelli di ozono superiori al limite obiettivo previsto dalla UE. L’impatto sulla salute sembra essere inferiore, rispetto a quello del PM10 ed è stimato nell’ordine di 75 morti premature per milione di abitanti (per l’Europa meridionale e sud orientale) e meno di 10 morti premature per milione di abitanti (nell’Europa settentrionale e nord-occidentale) nel 2005.

Il numero di episodi di superamento dei limiti per l’ozono diminuiscono, ed il rapporto EEA "Air pollution by ozone across Europe during summer 2008" afferma che i livelli di ozono registrati nel corso dell’estate 2008 sono stati i più bassi dal 1997. Tuttavia tutti gli stati della UE hanno superato i limiti relativi all’obiettivo a lungo termine della legislazione europea.

I livelli più elevati sono stati misurati in Italia, con concentrazioni della media oraria di 399 and 302 μg/m3,. Numerose stazioni in Belgio, Grecia, Italia, Spagna e Svizzera hanno poi registrato concentrazioni comprese fra i 240 ed i 300 μg/m3.

fonte: www.arpat.toscana.it/arpatnews

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Giu 20

Benchè sia stato oramai celebrato l’incontro tra il cielo e la bella stagione, siamo comunque lieti d’informare che le attività presso le Terme Sangiovanni a Rapolano continuano, attraverso la proposta di interessanti pacchetti benessere ed offerte volte a regalare ai nostri ospiti intensi e spensierati momenti estivi all’insegna dello svago e del relax.
Situate nella fascinosa [...]

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Giu 20

Fotoregali.com lancia il Programma di Affiliazione personalizzabile per Siti, Forum e Blog italiani.
Il Programma prevede tante opzioni pensate “su misura” per i potenziali collaboratori commerciali online che potranno generare guadagni stabili e in continua crescita iscrivendosi, senza sostenere alcun costo.
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Giu 20

Linea VZ ti offre un’ampissima gamma di barbecues da giardino e da terrazza per dare alla tua estate il sapore di ottime grigliate

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Giu 20

Per molti è un termine oscuro che indica qualcosa di difficile e complicato. Ma che cosa significa veramente questa parola? Domotica è sinonimo di efficienza energetica, risparmio, sicurezza e controllo: scopriamo perché
La maggior parte degli italiani (94%) non sa cosa significa la parola “domotica”. Anche se telefonino, pc e video registratore sono diventati ormai indispensabili, [...]

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Giu 20

Dal 17 giugno al 5 luglio l’edizione numero nove del Garda Jazz Festival animerà sei comuni dell’Alto Garda, la Valle di Ledro e Limone sul Garda in una ricca ricca e stimolante serie di appuntamenti, con la presenza di alcuni fra i nomi più importanti del panorama jazzistico internazionale.

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Giu 20

Le immagini più suggestive dell’Alto Garda scattate da dieci fotografi professionisti, in mostra dal 12 giugno al 3 luglio alla Galleria Craffonara di Riva del Garda

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Giu 20

SOS Villaggi dei Bambini ONLUS è un’organizzazione a respiro internazionale, impegnata nell’assistenza ai minori in difficoltà e nella prevenzione all’abbandono. Da più di 60 anni la famiglia SOS è impegnata in 132 paesi del mondo, aiuta ogni anno circa 80.000 bambini e giovani, orfani o abbandonati, così come un milione di persone che rientrano [...]

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Giu 20

Il 1° meeting Bicigroup si tiene a Padova il 21 settembre 2009 presso la fiera Expobici. Il programma dell’evento.

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