Lug 02

Provocazione ignobile e funesta: «Carissimo Zù Totò, pensaci tu»

 

Ci sono notizie di cui non vorremmo mai occuparci. Chiariamo subito che non si tratta né degli orrori di qualche sito pedopornografico, né degli ingaggi di qualche minorenne nel circo pedestre del premier.

Siamo costretti nostro malgrado a occuparci di una "lettera aperta" di un sedicente "Comitato Precari Invisibili e di Serie B": «lavoratori precari "storici" con mansioni di "ausiliari specializzati socio-sanitari operanti nei servizi socio-assistenziali", impegnati nella sanità pubblica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Messina e in tutte le altre Asl messinesi».

La "lettera aperta" è stata inviata a Totò Riina, boss mafioso capo dei corleonesi rinchiuso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41-bis, responsabile di vent’anni di stragi mafiose in terra di Sicilia e in Italia; vent’anni di "mattanza" conclusi con gli attentati del 1993 in cui ci lasciarono le penne non solo due magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma anche Francesca Morvillo, gli uomini e le donne delle rispettive scorte, e tanta gente comune che ha perso la vita nelle bombe intimidatorie con cui la mafia credeva di poter piegare la vita democratica dell’Italia, in via dei Georgofili a Firenze, o in via Palestro a Milano, o nei tentativi non riusciti a Roma,al Velabro, a San Giovanni, in via Fauro, allo Stadio Olimpico.

La "lettera aperta" di questi egregi signori sedicenti "precari storici della sanità in Sicilia" (e già questo è tutto un programma, per chi conosce le vicende siciliane, per capire di che precari possa trattarsi) è del tutto simile e parallela alla famigerata "bara" innalzata da certi sedicenti "operai edili" nelle manifestazioni e nelle provocazioni di piazza di vent’anni fa a Palermo, quando su quell’osceno tabbuto nero qualcuno scrisse che le istituzioni non danno lavoro e la mafia sì.

Questa lettera, «inviata con 3000 e-mail ai Sindacati della Triplice e autonomi; ai segretari provinciali, regionali e generali; ai politici locali, provinciali, regionali e nazionali; alle istituzioni comunali, provinciali, regionali e nazionali - precisano puntigliosamente i suggeritori che stanno dietro gli autori - e a tutti i ministri di competenza; al presidente della regione Sicilia e a tutti gli assessori; a tutte le aziende sanitarie, alla stampa, eccetera eccetera», comincia con un: «Carissimo Zù Totò».

Già questo fa rivoltare lo stomaco e tutti i visceri. E chissà quanto stupefatto sarà di questo ingrato compito che ci costringe oggi a occuparci di un tale scritto, il dottor Giuseppe Linares, capo della Squadra mobile di Trapani, appena qualche giorno fa preso di mira dai mafiosi di Matteo Messina Denaro, succedaneo locale dei Riina e dei Provenzano, che hanno scritto su un muro dell’autostrada la loro ennesima minaccia: «Più Capaci Meno Linares». Tanto per dire che mai, mai, in nessun momento, anche solo malauguratamente - per uno stupido incidente di percorso o per qualche manipolazione che andrebbe meglio individuata - può passare per la testa di qualcuno l’idea di rivolgersi a uno "scannatore" come Totò Riina per chiedere giustizia e diritti.

Solo gente politicamente stupida ed economicamente analfabeta (se di questo si tratta, e non altro) può far finta di non sapere che è proprio al di sotto della "linea della palma" - tanti anni fa individuata da Leonardo Sciascia, che non si sa in questo momento dove sia arrivata - dove le mafie allignano e hanno "storicamente" allignato, che si è "storicamente" avuto lo sviluppo più basso e precario, più assoggettato all’arbitrio e alla volontà dei mafiosi e dei potenti locali, in quel meccanismo perverso che lega le clientele ai ricatti elettorali, i favori ai vincoli, l’economia sana al racket.

E poi, cari "precari storici" della sanità messinese, nessuno può fare finta di non sapere come si entra in Sicilia negli ospedali, nelle università, e nel caso specifico al Policlinico dell’Università di Messina, anche solo nelle liste di ausiliari socio-sanitari a tempo determinato.

E se non di analfabetiismo economico, si tratta di stupidità politica. Perché nessuno può far finta di non sapere chi ha gestito la sanità in Sicilia, a meno che questo Zù Totò a cui si rivolgono i "precari storici" non sia Totò Riina ma Totò Cuffaro, medico, legato da antica amicizia a tanti bei medici mafiosi come Giuseppe Guttadauro, e a tanti imprenditori della sanità convenzionata come l’ingegner Ajello, il proprietario di Villa Santa Teresa di Bagheria dove è stato curato ben nascosto Binnu Provenzano, condannato a 14 anni per associazione mafiosa in primo grado di giudizio al processo per le "talpe in procura". Altro grandissimo amico di Totò Cuffaro.

Una stupidità politica di portata epocale, se impedisce di vedere che i responsabili del disastro in cui è piombato il mondo del lavoro sono i ministri della Funzione pubblica Renato Brunetta e del lavoro Maurizio Sacconi, che tutto stanno facendo per tenere fuori dalla stabilizzazione i precari del pubblico impiego, a cominciare proprio dalla scuola e dalla sanità.

Ma per i "precari storici" della sanità siciliana questi non sono, evidentemente, i responsabili delle loro condizioni di vita e di lavoro. Perciò si rivolgono a Totò Riina: per avere "giustizia", "lavoro", "diritti", "dignità", garantiti con altri strumenti: quelli della mafia.

Ed è così che giustizia, lavoro, diritti, dignità, smettono di essere tali e diventano un’altra cosa, che non possiamo e non vogliamo condividere.

 

Gemma Contin

Liberazione

30/6/09

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Lug 02

Ciao sono Serena, ho 2 anni e abito a Grottaglie (TA), sono affetta da Encefalopatia Epilettica, che ha costretto i miei genitori sin dalla mia nascita a combattere contro le mie crisi pluriquotidiane e a non poter avere la felicità di vedermi sorridere.Forse una speranza c’è ancora, raggiungere gli Stati Uniti per curarmi con la Synergi Hbot, ma per fare ciò ho bisogno del vostro aiuto…

Per leggere la mia storia clicca qui.

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Lug 02

Il bilancio della strage di ieri: 3 morti e un ferito grave

Due operai, entrambi rumeni, folgorati in aperta campagna e lasciati per quasi due ore appesi, immobili nel vento, sopra il tetto della cascina che stavano ristrutturando, un altro morto ad Anagni in circostanze ancora da chiarire e un altro bruciato dall’acido sul quaranta per cento del corpo. E’ questo il tragico bilancio di ieri per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. Il primo incidente è accaduto in una cascina nei pressi di Pavia, mentre il secondo a Treviglio in provincia di Bergamo.

Nessuno si è accorto dei due giovani operai romeni, fino a quando non è passato un contadino alla guida del suo trattore. Ha visto i corpi riversi nel cestello elevatore a 6 metri di altezza e ha cercato un telefono per chiamare i soccorsi. Per i due non c’era più nulla da fare. Sono stati uccisi da una scarica elettrica provocata dal contatto del cestello elevatore, su cui stavano operando, con i cavi dell’alta tensione. Non hanno avuto scampo ma anche se ci fosse stato per loro un filo di speranza, il ritardo con cui è stato dato l’allarme lo ha annullato. Difficile stabilire la loro identità in quanto erano privi di documenti. Si sa che erano entrambi trentenni e che uno era il titolare di una piccola impresa edile e l’altro il suo aiutante. Abitavano a Broni e si occupavano spesso di ristrutturazioni e coperture. Lo stesso lavoro che stavano facendo nella cascina di Mede. La dinamica dell’infortunio mortale è stata ricostruita anche sulla base dell’ orario dell’interruzione dell’energia elettrica. Nessuno è stato testimone dell’incidente accaduto intorno 13,30 perchè quello è il momento in cui l’energia è saltata in tutta la zona. Ma dalla centralina è stata ripristinata senza problemi perchè la piattaforma, forse per il peso dei due corpi, si è spostata dai cavi. Il recupero dei due uomini, dopo l’allarme lanciato da un contadino intorno alle 15 e dieci, è stato difficoltoso, tanto che si è dovuta interrompere di nuovo l’energia.

AVeva 46 anni l’operaio morto nel pomeriggio di ieri ad Anagni, in provincia di Frosinone, in seguito a un incidente sul lavoro avvenuto alla Siderpali, una fabbrica che produce pali di vari materiali. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio dei carabinieri. Non si sa se l’operaio deceduto, Nazzareno Monti, sia stato colpito da un palo o da altro. Quando sono arrivati gli operatori del 118 l’operaio era già morto. Nazzareno Monti, originario di Anagni, viveva a Valmontone, in provincia di Roma.

Un operaio, infine, è rimasto gravemente ustionato in un incidente sul lavoro, a causa dell’acido fluoridrico che sarebbe fuoriuscito da alcuni contenitori maneggiati mentre lavorava in un’azienda chimica di via Casirate Vecchia a Treviglio. L’uomo è stato subito soccorso e medicato all’ospedale di Treviglio, poi viste le gravi ustioni su almeno il 40% del corpo, è stato trasportato al Niguarda di Milano e ricoverato in prognosi riservata. Ancora non si conoscono le cause dell’incidente e la dinamica, al vaglio dei tecnici dell’Asl e della direzione provinciale del lavoro. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della locale Compagnia.

Secondo l’ex parlamentare del Pdci Gianni Pagliarini oggi responsabile Lavoro del partito, «il governo ha drasticamente abbassato la guardia su quanto accade ogni giorno nei luoghi di lavoro». «Nell’esprimere le condoglianze ai familiari delle vittime, Pagliarini sottolinea che «si tratta di una strage quotidiana alla quale il Governo guarda addirittura con cinismo a giudicare dalla volontà, già manifestata, di voler presentare una nuova legge che stravolge il Testo Unico per la sicurezza varato dal precedente esecutivo guidato da Prodi».

Valeria Raffaelli

Liberazione

30/6/09

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Lug 02

Appello: alla vigilia del G8, tutte/i a Vicenza

Alla vigilia del G8 e dell’arrivo in Italia di Obama i No Dal Molin invitano tutte e tutti a Vicenza per liberare il Dal Molin dalla nuova base di guerra

Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo [...] un conveniente riguardo alle opinioni dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione. [Incipit alla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America]

Vogliamo essere indipendenti nel costruire il futuro del nostro territorio; vogliamo che quest’ultimo sia sensibile alle opinioni di gran parte dell’umanità che rifiuta e, troppo spesso, subisce la guerra come strumento di controllo e oppressione. Vogliamo costruire l’Altrocomune come pratica di autogestione e autonomia dei cittadini, fondandolo sulla disobbedienza alle imposizioni e sulle pratiche condivise; vogliamo riprenderci la nostra terra come luogo del vivere bene collettivo e non come oggetto di scambio tra governi.
Dall’8 al 10 luglio, all’Aquila, si terrà il vertice del G8; in un luogo volutamente scelto perché non ci siano voci di dissenso, capi di stato e di governo si riuniranno per decidere le sorti del nostro futuro, senza di noi. Tra essi, ci sarà il Presidente statunitense Obama: come si giustificano le sue promesse sulla fine dell’arroganza militare statunitense quando a Vicenza fa base la guerra?

La vicenda vicentina rappresenta, da questo punto di vista, una delle tante contraddizioni nella politica estera statunitense che promette legalità, rispetto e trasparenza, ma pratica illegalità, sopruso e imposizione. Come annunciato da importanti esponenti dell’amministrazione nordamericana, il Dal Molin sarà oggetto di discussione del summit al G8, non per restituire la democrazia a coloro a cui è stata negata, bensì come oggetto di accordo segreto e scambio tra governi per la ridefinizione, a partire da Africom, della presenza militare statunitense in Italia.

Vicenza, patrimonio Unesco, è assoggettata alle servitù militari; la città che ha espresso la propria netta opposizione e ha ricevuto per questo la solidarietà di ogni angolo d’Italia, ha visto il bavaglio stringersi sulla sua bocca: palesi illegalità progettuali hanno accompagnato il tentativo di "sradicare alla radice il dissenso locale" prima impedendo alla città di esprimersi, poi perseguendo centinaia di cittadini con condanne pecuniarie e procedimenti penali.

Ma Vicenza è anche uno dei tanti luoghi di costruzione di quel mondo che non accetta il diktat di quanti, riuniti per pochi giorni nelle regge imperiali, vorrebbero scrivere a tavolino la nostra storia. Quello del movimento vicentino non è un romanzo romantico e triste; le donne e gli uomini di questa città vogliono riscrivere la storia reale, stracciando le pagine su cui politici e militari hanno già disegnato il suo futuro di asservimento e tacita accettazione.

Il 4 luglio, giornata in cui gli statunitensi festeggiano la propria indipendenza dall’impero britannico, vogliamo decretare la nostra indipendenza dall’impero militare statunitense, liberando la terra dalla presenza di una nuova base di guerra.

Nei tre anni di mobilitazione trascorsi abbiamo imparato che un sol giorno non cambierà le sorti della nostra città; ma sappiamo anche che la strada che abbiamo davanti non può che portarci a nuove sfide: per questo, alla vigilia del vertice del G8 e dell’arrivo in Italia di Obama, chiediamo alle donne e agli uomini che vogliono opporsi alla militarizzazione e alla guerra di tornare nelle strade di Vicenza e iniziare a costruire, dal basso e collettivamente, l’indipendenza dell’Altrocomune, ovvero un territorio libero e inospitale alla presenza militare perché vissuto e realizzato da un arcobaleno di diversità che, nel costruire un mondo di pace, liberano il territorio dalle servitù militari e dalle devastazione ambientale.

4 luglio 2009 a Vicenza, restituiamo il Dal Molin ai cittadini
Indipendenza, dignità, partecipazione:
la terra si ribella alle basi di guerra.

Per info e adesioni: 4luglio@nodalmolin.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Mar 15

I prodotti Herbalife possono agevolare lo snellimento o la perdita di peso, se inseriti nell'ambito di una dieta ipocalorica controllata. Anche se alcuni prodotti Herbalife possono essere utilizzati in sostituzione di un pasto, essi non sono tuttavia destinati ad essere usati come sostituti dell'intera dieta di una persona, e dovrebbero essere integrati da almeno un pasto completo quotidiano.
I prodotti sono notificati al Ministero della Salute. La notifica non implica accettazione, da parte del Ministero della Salute, di qualsivoglia messaggio a carattere pubblicitario.
I prodotti non sono medicinali e non sono trattamento o cura di malattie.

Tutti o quasi, sanno che lavorare da casa è oggi in una fase di forte evoluzione e intraprendenza.
Fino a qualche anno fa una famiglia poteva vivere agiatamente in presenza di uno stipendio, ora è diventato molto difficile anche con due e le cause di questo fenomeno sono molteplici.
In primis aumenta di anno in anno il costo dei beni di prima necessità, chi fa la spesa tutti i giorni lo sa, anche le spese mediche, i trasporti e molti altri servizi aumentano generalmente di più di quanto aumentano i nostri stipendi. E c'è anche un altro motivo.
Per questo motivo Herbalife propone un sistema di lavoro da casa particolarmente utile ed efficace: provare per credere!

fonte: dieta-dimagrante.com » vai al post originale »

Lug 02

giorno-post-tema

30- 2415 Trenitalia: Viareggio, un altro disastro annunciato

30- 2414 Testimonianza su una storia di violenza sulle donne e abusi di potere.

29- 2413 Letture: un thriller di mafia e sit-com ospedaliera “vedi di non morire”

29- 2412 Raccomandazione civica sulle tossicodipendenze. Come muoversi

29- 2411 Il governo vuole vendicarsi di chi lotta per la difesa dell’ambiente

28- 2410 “Ho visto L’Aquila” una realtà che non nulla a che vedere con la tv

28- 2409 Effetti proibizionismo: cannabis made in Italy. Garantiscono le cosche

27- 2408 Chi paga per gli anziani? Anziani e badanti: quale futuro? 

27- 2407 Politiche oscurantiste in Lombardia elaborate sui testi delll’inquisizione

27- 2406 Minori: ogni anni 8 mila “non accompagnati” e mille vittime della tratta

26- 2405 Assemblea nazionale della rete per la sicurezza sui posti di lavoro

26- 2404 Fare parlare i dati sugli incidenti sul lavoro con saggezza,

26- 2403 donne in Italia sono a maggiore rischio di povertà in età pensionistica

26- 2402 Età pensionabile delle donne e riconoscimento del lavoro di cura

25- 2401 Stragi sul lavoro: vignetta in esclusiva per Lavoro e salute

25- 2400 Il governo condanna 600.000 colf e badanti all’illegalità

25- 2399 Il “nostro” paese e il “loro”: sono i migranti il motore dell’Italia

24- 2398 A Nuoro vertice momdiale dei garanti dell’infanzia, in vista del G8

24- 2397 Liquore nero, il nuovo amico delle cartiere americane

24- 2396 La società dello spettacolo porno. Sono marginale, moralista?

23- 2395 Per richiamare l’attenzione sul dramma di 500 lavoratori Telecom

23- 2394 violenze di immagine, di linguaggio, di valori….Care donne …

23- 2393 Abruzzo: al via le contestazioni contro decreto e G8

22- 2392 Strage del 3 marzo 08 alla Truck Center, sotto inchiesta l’ENI

22- 2391 La crisi economico-finanziaria. Effetti sulla salute delle donne

22- 2390 Altra crisi di sistema dopo tangentopoli? Come allora si rischia la beffa

21- 2389 Referendum: Asteniamoci o ci terremo Berlusconi ed eredi per 30 anni

21- 2388 Non c’è lavoro per tutti e chi ce l’ha deve lavorare di più?

20- 2387 Contro il "ciarpame" e il potere, asteniamoci al referendum golpe

20- 2386 A Torino una notte con Medici Senza Frontiere per le Crisi Dimenticate

20- 2385 In Europa sono preoccupati dei segnali di ritorno della violenza fascista

20- 2384 Persone non comuni: Gianluigi di MsF e la sua missione in Sierra Leone

19- 2383 Referendum elettorale: somiglianza con la legge del ventennio fascista

19- 2382 Salute minori: a settembre iniziativa dell’Associazione "iosocarmela"

19- 2381 Domani a Genova: musica, arte grafica, poesia e dialogo, per De Andrè

19- 2380 In manette lo presero a manganellate, Federico è morto: per asfissia

18- 2379 Manifestazione a Roma contro il Referendum truffa del 21 giugno

18- 2378 La crisi economica: vignetta in esclusiva per Lavoro e Salute

18- 2377 In Europa il PM10 ha causato 373mila morti nel 2005. In Italia…

17- 2376 Il potere ad una persona sola. L’unico rimedio è l’astensione

17- 2375 Sicurezza lavoro: il governo mette a rischio vita e salute

17- 2374 Europa, riprende l’offensiva per allungare l’orario di lavoro

16- 2373 A Imperia morti asfissiati due operai, 40 e 36 anni, e un’altro operaio…

16- 2372 Quando una vita dignitosa e le speranze di futuro sono appese al gioco

16- 2371 Anche lo stupro di una bambina, se migrante, è trattato diversamente…

16- 2370 Elezioni europee: lettera di Vittorio Agnoletto

Restante sommario giugno, post precedente

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Lug 02

giorno-post-tema

15- 2368 Acqua privata. Giochi fatti in Sicilia.

15- 2367 Per la Regione Lazio non tutti i disoccupati sono uguali

14- 2366 La mobilitazione a Vicenza contro la base di guerra USA

14- 2365 Il ventre mediocrissimo della società italiana. Un’analisi.

13- 2364 Le 10 ragioni per boicottare il referendum elettorale

13- 2363 Eroina medica: si può privare chi ne ha bisogno?

12- 2362 Sit-in Comitati dei terremotati davanti al Parlamento

12- 2361 Lo sfruttamento dei minori in questo sistema malato

12- 2360 E’ aumentato il sostegno all’eutanasia e all’aborto

12- 2359 Vaticano SPA. Malversazioni, appropriazioni indebite, denaro….

11- 2358 Dal governo l’attacco decisivo per imbavagliare la rete

11- 2357 Donna senza permesso di soggiorno, muore dissanguata

11- 2356 Lettera ai media e alle istituzioni, da centinaia di precari di Torino

10- 2355 IL PUNTO franco: alleanze per cambiare le cose non per le poltrone

10- 2354 elezioni: esclusiva per Lavoro e Salute, vignetta e considerazioni

10- 2353 elezioni: paese irrecuperabile ad una vita sociale civile e di progresso?

9- 2352 Facciamo fallire i referendum reazionari del 21 giugno: non partecipiamo

9- 2351 Osservatorio sulle vittime dell’immigrazione

9- 2350 Residui di fitofarmaci nel pranzo pronto. Progetto Agenzie Ambientali

8- 2349 No G8 economia, a Lecce: appello per una mobilitazione il 12 e 13

8- 2348 Il sindacato dei precari: atipici, tutte le bugie del governo

8- 2347 Primo commento sui risultati elettorali: protesta o apatia?

7- 2346 Tre buoni motivi (non ideologici) per votare la Lista comunista

7- 2345 Persone non comuni: anestetista racconta la sua esperienza in Mali

6- 2344 Il voto utile alle ragioni della civiltà e della giustizia sociale

6- 2343 Evita la trappola dell’astensione e del voto indotto dai luoghi comuni

5- 2342 Il 10 Giugno contro sgombero Ambulatorio Medico Popolare a Milano

5- 2341 Tumori, incidenza e mortalità. Nuovi dati Associazione Registri Tumori

5- 2340 Un mondo di apprendisti e precari. Inchiesta Istituto per lo Sviluppo

4- 2339 Cinque lavoratori morti in una cisterna di zolfo: una udienza drammatica

4- 2338 Ospedali psichiatrici di Aversa e Napoli. Viaggio nella sofferenza

4- 2337 Abusi sessuali su detenute da parte dei secondini, aborto in carcere

3- 2336 Servizio pubblico e diritti: denuncia Asl per una gravidanza indesiderata

3- 2335 I migranti costano poco e rendono molto. Sconfessati i discorsi leghisti

3- 2334 Inchiesta: chi sono gli stranieri che fanno paura agli italiani?

2- 2333 Volare (per lavoro), gravi patologie. Le colpe del low cost

2- 2332 Viaggi in USA ancora negati alle persone sieropositive!

1- 2331 Sicilia: ponti in crollo, speculazioni, grandi affari e Muos

1- 2330 L’irriconoscibile ex belpaese nel rapporto 2009 di Amnesty International

1- 2329 Emergenza rifiuti Campania: ecco ciò che non ci dicono!

TUTTI I MESI PRECEDENTI SU "Archivio messaggi"

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Lug 02

Viareggio, un altro disastro annunciato

Investimenti concentrati sull’alta velocità, tagli sulle tratte dei pendolari e a discapito della sicurezza, liberalizzazioni selvagge. Sono gli ingredienti di uno dei più gravi disastri ferroviari, questa notte a Viareggio, indicativo del trasporto su ferro che si prepara.

Il bilancio si aggrava di continuo: finora sono 17 i morti, decine i feriti e un migliaio di persone sfollate dalle proprie abitazioni. E’ il conto terribile del disastro ferroviario avvenuto questa notte, all’uscita dalla stazione di Viareggio, nel tratto dove i binari corrono ancora in mezzo ai palazzi, nel cuore della città abitata. Il treno, partito da Trecate [Novara] con destinazione Caserta, era composto da vagoni-cisterna che trasportavano Gpl [gas di petrolio liquefatto], che si sarebbe incendiato per poi esplodere dopo il deragliamento, avvenuto per un cedimento strutturale nel primo carro a causa della rottura di un asse. Questa è la ricostruzione ufficiale delle Fs e del suo amministratore delegato, Mauro Moretti, che ha escluso errori da parte dei macchinisti, precisando invece che si tratta di treni appartenenti a società internazionali. I vagoni coinvolti risulterebbero immatricolati dalle ferrovie polacche e tedesche, mentre il primo appartiene alla società Gatx Rail di Vienna: dunque, fanno capire alle Fs, è la società proprietaria che deve garantire revisione e sicurezza del vettore e attenersi alle norme di trasporto europee.

Di tutt’altro avviso sindacati e lavoratori. «I primi riscontri darebbero ragione ai tanti allarmi lanciati in questi mesi dai sindacati, su cui l’azienda aveva reagito. E nelle ferrovie c’è un uso di materiali troppo vecchio», ha detto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. «La rottura di un asse di un carrello del vagone merci è un incidente tipico, mai tenuto nella giusta considerazione nonostante l’elevatissimo rischio connesso. Si è ripetuto innumerevoli volte, sempre fortunatamente con conseguenze meno gravi, da ultimo nei giorni scorsi sempre in Toscana, a Pisa S. Rossore e a Prato – denuncia una nota dei delegati Rsu/Rls dei ferrovieri – Il fatto che i carri possano essere di proprietà delle singole aziende produttrici delle merci trasportate e non del gruppo Fs non può essere utilizzato come giustificazione. Anzi, questa circostanza pone drammatici interrogativi sulle modalità di controllo e di verifica adottate per l’ammissione a circolare sulla rete». E i sindacati di base se la prendono con la dirigenza di Fs, responsabile «di aver dirottato risorse e tecnologia sull’alta velocità, lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualità che di sicurezza».

Ma l’altro problema determinante è, appunto, la liberalizzazione dei binari [per cui la rete ferroviaria può essere prenotata per il transito dei convogli di più operatori], che per il trasporto merci è avvenuta a gennaio 2007 e che andrà estesa ai passeggeri entro il 2010. E’ l’Unione europea a stabilirlo, poi ciascun paese la realizza a suo modo. «Chiediamo alla Ue di omogeneizzare e armonizzare le diverse normative nazionali… e un comune modo di dare licenze e certificati di sicurezza», ha chiesto di recente Moretti, in qualità di presidente del Cer [Comunità delle ferrovie europee], in nome della libera concorrenza. Appello raccolto subito dal commissario europeo ai trasporti, Antonio Tajani [Pdl]: «A Lussemburgo ho lanciato un appello a tutti gli stati membri per non ostacolare le liberalizzazioni». Ma le dichiarazioni della Gatx, proprietaria del vagone deragliato per primo a Viareggio, indicano bene lo scenario presente e futuro. In pratica, dice la società viennese, loro si limitano ad affittare i mezzi ferroviari, relativamente nuovi e controllati, con contratti di durata variabile. Poi se la devono vedere i clienti finali, che sono i responsabili delle sostanze trasportate, della manutenzione e della gestione del mezzo. «E’ come quando si affitta un’auto», dice la Gatx, che assicura che, per loro, si tratta del primo incidente del genere. E, in riferimento al vagone all’origine della tragedia di Viareggio, ancora non sanno dire chi siano gli affittuari: ne hanno migliaia.

Anna Pacilli

campagne/precariato e lavoro/12272

[30 Giugno 2009]

www.carta.org

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Lug 02

Vorrei raccontarvi una storia…

Vorrei raccontarvi una storia, e tramite voi avere l’opportunità di diffonderla ovunque. E’ una storia che fa tristezza e rabbia: parla di violenza sulle donne, di abuso di potere, di poco rispetto per una minore, di un uomo che si nasconde dietro avvocati e carabinieri pur di far del male. Insomma una delle storie peggiori che si possano immaginare oggi, soprattutto se si pensa che tutto si svolge in un piccolo paese tra Lodi e Milano: San Colombano al Lambro.Tutto comincia nel 1994 quando Bruna da alla luce la piccola S, concepita assieme al convivente Roberto. Lui però non se la sente e più volte abbandona il suo ruolo di padre andando a vivere altrove o tradendo la compagna. Quando poi decide di fare il padre è ancora peggio: usa le mani, si impone severamente sulla bambina. Così un giorno Bruna, stufa di tutte queste angherie che lei e la figlia devono subire, chiede le chiavi di casa a Roberto per non farlo più tornare. Comincia così una lunga trafila di udienze al tribunale dei minori, dove la bambina viene affidata alla mamma prima con l’affido esclusivo, poi con il congiunto visto che purtroppo l’esclusivo oggigiorno deve essere applicato solo in casi estremi. Ma il significato di congiunto deve essere sfuggito a Roberto che si dimentica di pagare il mantenimento, si dimentica delle ricorrenze e del compleanno della piccola, e quando la incontra per strada non la saluta. Eppure avanza pretese su pretese, va a piangere dai maestri e dai professori dicendo che Bruna gli impedisce di vedere S, e ricompare a sorpresa nella vita delle due minando continuamente la loro serenità. Roberto inventa accuse che mettono la madre di S in condizione di dover dimostrare ripetutamente di non essere alcolizzata, di non drogarsi, di essere una buona mamma. Quando però lei piomba nell’agenzia immobiliare di lui per chiedere l’ennesima volta il mantenimento della figlia che era stato legalmente deciso dal giudice, lui si giustifica dicendo di essere nullatenente – possiede agenzie immobiliari e case, che sia un evasore fiscale? - e la denuncia per disturbo della quiete pubblica. Un giorno d’estate del 2006 poi, un malvivente a volto coperto entra dal balcone di casa e riempie di botte Bruna e sua mamma. 5 e 14 giorni di prognosi. Carabinieri e Scientifica non trovano nulla. Bruna pensa che gli occhi dell’aggressore siano quelli del vicino, con cui condivide il cortile e a cui sa di non essere simpatica. Quegli occhi le sono rimasti impressi. Poi un giorno Roberto le dice “la prossima volta non ti andrà così bene”. Sono solo frasi e sospetti. Non ci sono prove. E lei on può fare altro che tacere. Gli anni passano, Roberto continua a ignorare S, e Bruna rimane l’unica fonte di sostentamento della figlia assieme a sua mamma. La precarietà lavorativa e la mancanza di aiuto economico le impedisce di cambiare casa. Ma inizia a pensarci negli ultimi tempi, ora che sta per ottenere un posto fisso. A quel punto arrivo io, il suo nuovo compagno, e lei mi racconta tutto. Conosco S, una ragazzina di quasi 15 anni sveglia e intelligente, cresciuta con amore dalla madre, sola contro il mondo. Si vive però con una paura, nonostante tutto lentamente si stia aggiustando. Quella prossima volta, annunciata da quel poco raccomandabile personaggio che è Roberto, arriverà?Arriva. Una settimana prima di Pasqua, il 4 aprile 2009. Bruna è sola in casa: S è in centro a Milano con le amiche, io a casa mia con genitori e zii. Verso le 14.30 lei si accorge che la pentola in cui aveva messo l’acqua a bollire per la pasta era sporca e così apre la porta e butta il contenuto della pentola nel tombino del cortile. In quel momento passa il suo vicino di casa, Mario Luigi, da lei sospettato essere l’aggressore di tre anni prima. Luigi viene colpito probabilmente da qualche schizzo alla base del pantalone, e lui, persona ordinatissima e maniacale che mal sopporta la troppa libertà di vita della vicina, decide bene di entrarle in casa, approfittando che l’unica via di accesso, la porta, non era ancora stata chiusa col lucchetto. Le finestre dal 2006 hanno le inferriate, la porta ha un chiavistello, un lucchetto e un allarme. Ma quel sabato pomeriggio la porta non era stata ancora chiusa. Così Luigi entra in casa e riempie di botte Bruna. Lei tenta di difendersi e finalmente riesce a respingerlo fuori di casa. E chiude. Mi avvisa e io mi precipito da lei, nonostante le 2 ore di viaggio necessarie a raggiungerla. Nel frattempo lei è nel panico più totale: Luigi è rimasto di fronte alla sua porta, la aspetta al varco. Allora lei prende un coltello, esce, e si piazza sulla porta. Non fa altro. Rimane lì in posizione di difesa, pronta a colpire se minacciata ancora. Luigi da bravo vigliacco indietreggia e chiama i Carabinieri. Sì, sembra assurdo, ma di cose assurde di qui in poi ne succederanno. All’arrivo dei Carabinieri di San Colombano al Lambro, Bruna dice di essere stata aggredita. Luigi invece dice “no, è lei che mi ha aggredito”.Lei allora dice “guardate i miei segni, guardate cosa mi ha fatto”.I Carabinieri le si fanno incontro. Non la degnano di uno sguardo. La invitano a seguirli. Lì Bruna capisce: qualcosa non va. Vogliono portarla via, qualsiasi cosa sia successa. Così si rifugia in casa. Da dietro la finestra tenta di mediare, di far vedere ai Carabinieri e ai paramedici del 118, accorsi anche loro sul posto, gli ematomi. Sono anche io al telefono con lei in quei momenti e nessuno degna i suoi segni di uno sguardo. Continuano a ripeterle che si deve far controllare e che deve seguirli. Riesco a parlare con un Carabiniere e a strappargli la promessa di aspettare fino a che io, persona lucida, non fossi arrivato lì. Bruna si tranquillizza, esce di casa, si fa misurare la pressione. Al primo segno di debolezza 6 Carabinieri la prendono, la stendono sulla lettiga e la legano. Lei si oppone, ripete “la casa, il cane…”. Uno di loro allora le mette una mano sulla bocca, dicendole “ e chiudi sta bocca di merda”.Quando io arrivo nei pressi di San Colombano, oltre a non trovare i Carabinieri che avrebbero dovuto attendermi, lei mi fa sapere che l’hanno trasportata all’ospedale di Codogno. Le è stato ordinato un TSO. Un trattamento sanitario obbligatorio. Per 7 giorni dovrà rimanere chiusa contro la sua volontà nel reparto i psichiatria. In poche parole, Bruna viene creduta pazza!Contemporaneamente, con una velocità strabiliante, Roberto si presenta a casa della nonna di S con i Carabinieri per far valere il suo diritto - senza doveri - di padre, visto che la madre è stata ricoverata. Egli ha una carta del giudice che sancisce l’affido congiunto e che quindi decreta che la figlia vada con lui essendo l’unico genitore non impossibilitato a svolgere tale mansione. Certo non si capisce come faccia un nullatenente a garantire una vita serena alla figlia. E’ molto strano inoltre che Roberto sapesse del ricovero di Bruna, non essendo un suo familiare ed essendo il TSO un atto privato. Il TSO viene ordinato dai medici del 118, dal sindaco, da un giudice e in seguito confermato da due medici all’interno dell’Ospedale di destinazione. Senza contare i Carabinieri che erano lì. Apparte queste persone, i medici e i familiari della paziente, nessuno potrebbe sapere di questo ricovero. Ha forse amici all’interno delle istituzioni?E in secondo luogo, di sabato pomeriggio sono riusciti a fare questa cosa nel giro di un’ora?S non ne vuol sapere minimamente di andare dal padre, piuttosto è disposta ad entrare in una casa famiglia. I Carabinieri insistono, dicono che se non viene lei POSSONO PORTARLA VIA CON LA FORZA. E intanto la nonna cerca di convincerli: che male c’è a lasciare la ragazzina a casa sua, che la conosce e la accudisce dalla sua nascita? S rimane lì e qualche sera va a dormire dai suoi amici. Come una ragazzina della sua età fa ogni fine settimana. In risposta a questo rifiuto i Carabinieri dichiarano S “SCOMPARSA”.Io arrivo in ospedale dove mi trovo di fronte ad una scena che non auguro a nessuno di vedere: la donna che ami è stesa su un letto a cui era stata legata, totalmente assente, con la faccia di chi ha perso tutte le speranze. La faccia di chi è stato picchiato, insultato da chi dovrebbe difenderci, legato e considerato pazzo. Il dottore che viene a parlarci quella sera alle 22.00 è la PRIMA PERSONA che referta i lividi. 24 ore dopo i medici sciolgono il TSO, rendendosi conto che non è un provvedimento adatto. Bruna rimane nel reparto psichiatrico da volontaria per dimostrare ulteriormente la sua buona fede. Esce mercoledì 8 aprile 2009, appena in tempo per le vacanze di Pasqua. Riabbraccia la figlia, i familiari, e la sua quotidianità, che però è lungi dall’essere tranquilla. Scopriamo infatti che il cane è stato accalappiato irregolarmente. I Carabinieri lo hanno preso e sbattuto in canile senza riferire il nome del proprietario, e ovviamente senza informare il proprietario del luogo in cui l’animale è stato portato. Loro dicono di averlo fatto per salvaguardarlo, visto che la signora era stata ricoverata. Non si spiega come non abbiano salvaguardato anche i 2 gatti però, di cui una cieca, che hanno fatto la fame chiusi in casa. La verità è che ai vicini di casa il cane non è mai piaciuto. Lui lo ha sempre allontanato in malo modo. E quando se lo sono tolto di mezzo hanno tirato a lucido il cortile. Come nuovo. Senza più quel cagnaccio. Siamo andati a riprenderlo al canile dopo che la nonna di S si è attaccata al telefono per scoprire dove fosse stato portato. 140 euro l’inutile spesa del canile, visto che il cane poteva essere preso in custodia da un conoscente, se informati come si deve dei fatti. Roberto intanto non si da pace. Chiama a scuola di S e dice che Bruna è pazza .I Carabinieri hanno coinvolto il tribunale dei minori, perchè anche secondo loro BRUNA E’ PAZZA. Sul verbale di quel giorno infatti, le forze dell’ordine dicono di non aver trovato alcun segno sul corpo della donna. E non si capisce COME MAI LA SIGNORA SI SIA CHIUSA IN CASA DOPO L’AGGRESSIONE. Peccato che però i segni siano stati refertati all’ospedale dal medico e fotografati. Noi stiamo cercando un avvocato con gratuito patrocinio per portare avanti la faccenda. Anche per fare tutte le denunce del caso: quella ai Carabinieri, a chi ha ordinato il TSO, a Roberto che sapeva del TSO senza averne alcun diritto e si è presentato a ritirare S come se fosse un pacco postale in compagnia dei suoi amici tossicodipendenti. Se qualcuno volesse darci una mano gliene saremo grati. Io intanto ho faxato ai Carabinieri la mia versione dei fatti in quanto testimone telefonico dell’aggressione e del disservizio attuato dal 118. E’ passata una settimana e nessuno mi ha contattato.Anche il solo diffondere questa storia al di fuori dai confini di San Colombano sarà utile per noi, per non sentirci soli contro un’ingiustizia che arriva da chi la giustizia dovrebbe farla rispettare. Io penso che le cose qui in Italia, quando c’è del marcio, si risolvono in due modi. Il primo è morire. Bruna sarebbe dovuta morire e allora sarebbe successo come ad Erba, con tanto di Vespa che si domanda come è potuto succedere .Ma siccome non ci tengo a perdere la donna che amo, scelgo il secondo: sputtanare. Quando la gente sa e parla è già una piccola vittoria per non far cadere la verità in un silenzio che sa di mafia. Amo Bruna. Voglio un bene dell’anima a S.E ciò che sta capitando è ignobile. Voglio giustizia, e che tutti sappiano come lavorano i Carabinieri del loro paese, o che il loro vicino di casa che magari ritrovano a messa picchia le donne sole in casa, o ancora che l’agente immobiliare che gli ha venduto la casa è un tossicodipendente che non mantiene la figlia e molto probabilmente evade il fisco.

Grazie.

Stefano

Video:

BRUNA E’ PAZZA? VARI TIPI DI GIUSTIZIA E DISSERVIZI SOCIALI

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute » Vai al post originale

Lug 02

“La definizione che abbiamo dato di sezione di Dedekind è sovrabbondante”.

“Cioè?”.

“A cosa ci serve specificare entrambi gli insieme della sezione? Perché definire una sezione di Dedekind con una coppia di insiemi (A,B)? Non serve, se conosciamo A è automaticamente determinato anche B. Quindi potremmo limitarci a dire che la sezione di Dedekind di un certo insieme è un insieme A, non vuoto, chiuso verso il basso, che non contiene massimo”.

“Dopo, però, non sembra più una sezione. Il lettore può rimanere disorientato nel leggere sezione e non vedere le due parti in cui l’insieme è stato sezionato”.

“E tu pensi che ai Veri Matematici importi qualcosa del disorientamento di chi legge?”.

“Ah, già. Non ci avevo pensato”.

“Qualche maligno potrebbe pensare che il limitare la definizione di sezione di Dedekind al solo primo insieme potrebbe essere una complicazione voluta, perché in fondo non è un gran spreco di tempo e di spazio specificare anche il secondo insieme”.

“Ma noi non siamo maligni”.

“Infatti. Anche perché io ti ho prima dato la definizione con i due insiemi, e solo adesso ti sto dicendo che possiamo evitare di specificare il secondo”.

“La tua maestria didattica mi sbalordisce”.

“Uhm”.

“Ma vai pure avanti, pendo dalle tue labbra”.

“Mh. Allora, ci sarebbero da definire le operazioni tra numeri reali”.

“Eh, dato che i numeri reali sono determinati da una coppia di insiemi — anzi, da un unico insieme, ma pur sempre un insieme contenente infiniti valori — non deve essere facile”.

“Più che altro è noioso. Utilizziamo, per evitare un po’ di noia, la notazione con un unico insieme. Cosa significa sommare due numeri x e y?”.

“Cosa significa?”.

“Ricordiamo che x è associato a una sezione di Dedekind, indichiamola con X”.

“E allora indichiamo con Y la sezione di Dedekind relativa a y”.

“Bene. Allora x+y è definito come la sezione di Dedekind formata dal seguente insieme:”.

{x+y | xX, yY}

“Ehm, dunque… L’insieme formato da tutte le possibili somme tra un elemento di X e uno di Y?”.

“Esatto. Si somma tutto e si ottiene una nuova sezione di Dedekind”.

“Siamo sicuri che l’insieme che si ottiene sia una sezione di Dedekind?”.

“Bella domanda. Te la lascio come esercizio, però”.

“Mh, vabbé. Si fa così anche la moltiplicazione?”.

“Sì, però c’è il problema dei segni che complica ulteriormente le cose. Quindi si parte considerando due numeri x e y positivi, e si definisce il loro prodotto come quel numero associato alla seguente sezione:”.

{xy | xX, x≥0, yY, y≥0} ∪ {aQ, a

Lug 02

http://www.talentfinder.it/blog-lavoro/index.php/all/2009/30/06/p289

 

Salve, mi chiamo Vanessa,

sono una neo-laureata e volevo chiedervi, adesso che sto accingendomi a cercare un’occupazione quali siano i settori merceologici che hanno risentito di meno della crisi economica?

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Lug 02

Oggi nasce il nuovo blog  di   AD ARREDAMENTI, con un servizio di consulenza gratuita on-line presente sempre.
NASCE dall’idea di poche persone che prima di conoscere l’ambiente dell’arredamento si domandavano le stesse cose che vi domandereste voi che dovrete arredare la vostra  CASA; VILLA, o IL VOSTRO RISTORANTE ALBERGO o AGRITURISMO ecc…
“da dove devo cominciare?” , [...]

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Lug 02

La famiglia Fiorio è lieta di ospitarvi in un grazioso appartamento immerso nel verde composto da cucina con divano letto matrimoniale, camera da letto matrimoniale, due bagni con doccia.Facilmente raggiungibile dall’uscita autostradale di Verona Nord, l’appartamento è situato in zona tranquilla nel cuore della Valpolicella ai piedi dei Monti Lessini e dista soli 10 km [...]

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Lug 02

Brescia risponde alla richiesta della “Giornata Internazionale contro l’abuso e il traffico di droga” indetta dall’ONU, con la distribuzione di quasi un migliaio di opuscoli di prevenzione “La verità sulle droghe” lasciti ai negozianti del centro, in Piazzale Arnaldo, e nella zona del basso  Garda.
 
Questo è il lavoro svolto dai volontari del gruppo: “Dico no [...]

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Lug 02

DAL 04/07 AL 11/07 OFFERTA SPECIALE, PREZZI BASSISSIMI, ULTIMISSIME CAMERE DISPONIBILI ANCHE SUL MARE. OCCASIONE DA NON PERDERE NON ESITATE E CHIAMETE AL NUMERO 0541/954192 - 0541/960808.

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Lug 02

Una partnership tecnologica per uno sviluppo tecnologico forte, mirato a incoraggiare il multi‑touch e a favorire la crescita del mercato OEM e ISV
 
 
Langen, Germania e Kfar Saba, Israele, 1° Luglio 2009 – N-trig e Fujitsu Microelectronics Europe (FME) hanno annunciato di aver raggiunto un accordo di collaborazione incentrato su una nuova generazione di chipset [...]

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Lug 02

Mercatopoli Verona Sud, uno dei cento affiliati del network di negozi dell’usato Mercatopoli, ha cambiato sede. Da maggio 2009 il nuovo negozio si trova in via Chioda, 92 a Verona e tiene aperto il lunedì pomeriggio dalle 15:30 alle 19:30, dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:30 e anche [...]

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Lug 02

Boom del network Ciaopeople che ha fatto registrare un nuovo record con oltre 150 mila visitatori in un unico giorno. Il CEO Gianluca Cozzolino annuncia nuove "partnership di primissimo livello e nuovi progetti"
1 luglio 2009 – Il network Ciaopeople, formato dal social network e da un’attività di nanopublishing è ormai punto di [...]

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Lug 02

Il ricco programma degli eventi estivi della capitale si arricchisce quest’anno di una nuova, interessante manifestazione: Roma Vintage.
Roma Vintage si svolgerà dal 13 giugno al 15 agosto a Parco San Sebastiano, e come è facile dedurre dal nome, l’evento farà fare a tutti i turisti in viaggio a Roma un tuffo nel passato recente. Roma [...]

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Lug 02

Mirko Celestino è il nuovo campione italiano marathon, incoronato sul temuto ed infangato percorso “Extreme” di oltre 100 km del Montello e del Collalto.
La gara tricolore viveva sullo sprint tra il campione italiano in carica Mike Felderer e Mirko Celestino, bravo a spuntarla per due soli secondi. Terzo, per il tricolore, era Mirko Pirazzoli.
Per la [...]

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Lug 02

Vi é mai capitato di ricevere un regalo che non solo vi ha lasciato indifferenti sul piano emozionale, ma siete stati persino sul punto di indisporvi leggermente per il messaggio di noncuranza e poco adattamento al vostro spirito che veicolava?
Beh conosco molte persone che si sono trovate in questa posizione e garantisco che non è [...]

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