Lug 10

 

L’Ufficio nazionale per il servizio civile della Presidenza del Consiglio dei ministri ha bandito i concorsi per la selezione di oltre 27 mila volontari. Il primo è per 14.917 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale in Italia e all’estero presentati dagli enti iscritti all’Albo nazionale. Gli altri sono per la selezione di 12.228 volontari da impiegare in progetti di servizio civile da realizzarsi nelle regioni e province autonome. La durata del servizio civile è di 12 mesi con un assegno mensile pari a 433,80 euro (vedi i bandi).

La Croce Rossa Italiana ha bandito un concorso per quaranta posti di operatore di amministrazione da assumere con contratto di lavoro a tempo indeterminato da destinare presso le sedi dei Comitati del Piemonte, Lombardia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Puglia, Sicilia. Domande entro il 6agosto 2009 (scarica il bando). Per maggiori dettagli vedi la pagina del concorso sul sito della Croce Rossa italiana: www.cri.it. La Croce Rossa seleziona anche collaboratori sanitari, collaboratori tecnici, collaboratori informatici, collaboratori contabili, collaboratori amministrativi, psicologi e architetti (vedi i bandi).

L’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente ha bandito un concorso per il conferimento di 13 assegni di ricerca per collaborazioni ad attività tecnico-scientifiche dell’ENEA. Domande entro il 6 agosto 2009 (scarica il bando). Scadono invece il 27 luglio i bandi per 15 assegni e 9 assegni di ricerca per collaborazioni a attività tecnico-scientifica (vedi i bandi).

La Scuola Normale di Pisa ha bandito un concorso per 28 posti di studio per l’ammissione al corso di perfezionamento della classe accademica di scienze matematiche, fisiche e naturali per l’anno accademico (vedi il bando ).

VITA IN UFFICIO:
La crisi e la sindrome del sopravvissuto

PENSIONE:
Al via le nuove regole

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Lug 10

 

Sono venti le borse di studio offerte da UniCredit e l’università di Bologna per partecipare al master che formerà i manager del futuro del settore del retail, banche e industria finanziaria. Il master, giunto alla seconda edizione, prenderà il via a ottobre prossimo e prevede dodici mesi in aula più tre mesi di lavoro su un progetto in uno delle sedi del Gruppo UniCredit dislocate in 23 nazioni del mondo.

 

Il master si terrà a Bologna ed è realizzato da Alma Graduate School, il dipartimento formativo per i corsi post laurea dell’università di Bologna, insieme alla divisione retail di UniCredit. I partecipanti approfondiranno i temi legati alle tre grandi aree del finance & economics e general management, banking managent e service retail management e infine quella dell’organizational identità, corporate strategy e business sustainability.

Sono cinque le borse previste a copertura totale del master (ovvero 25 mila euro). Altre cinque borse di studio avranno un valore di ventimila euro mentre ci saranno altre 10 borse di studio parziali con un valore pari a 15 mila euro. Chi intende partecipare al master potrà richiedere prestiti sull’onore fino a un valore di 35 mila euro.

Per accedere i candidati dovranno superare una prova di ammissione che prevede un test scritto e un’intervista. I candidati saranno valutati da una commissione mista formata da professori dell’Alma Graduate School e dirigenti di UniCredit. Tra i requisiti previsti: il possesso di un diploma di laurea, almeno tre anni di esperienza lavorativa e un’ottima conoscenza della lingua inglese e esperienze all’estero. Le domande possono essere inviate entro il 15 luglio 2009.

INFO:
UniCredit MBA Admission Office
unicreditmba@almaweb.unibo.it
www.almaweb.unibo.it/unicreditmba

TROVA LAVORO:
Le offerte di lavoro nel settore finanziario

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Lug 10

In marcia verso l’ Aquila contro il g8

Otto anni dopo Genova il G8 torna in Italia. I responsabili della crisi economica, sociale, ambientale vengono a L’Aquila nel tentativo di dettare ai popoli del pianeta le loro politiche basate sull’esclusione, la guerra, lo sfruttamento, la devastazione ambientale, la precarizzazione del lavoro. Otto anni dopo le ragioni del movimento di Genova si sono rafforzate: il G8 è, ancor più di allora, illegittimo, fiera della vanità dei potenti, luogo impegnato esclusivamente a reiterare lo stato di ingiustizia globale. Siamo contrari al G8 e lo abbiamo dimostrato  in questi mesi, con il sostegno e l’approvazione del Forum Sociale Mondiale di Belem e di quello Europeo di Malmoe, a partire dalla manifestazione nazionale del 28 marzo a Roma, e poi con quelle di Siracusa, Torino, ancora Roma, Lecce e Vicenza no-Dal Molin,  protestando contro i G8 tematici gestiti da coloro che hanno provocato la crisi globale e che vorrebbero continuare a guidare il mondo sulla stessa catastrofica china.

E’ il dominio incontrastato del profitto e della mercificazione totale – che il movimento noglobal contesta da almeno un decennio – il responsabile di una crisi mondiale che non è solo economica e finanziaria, ma anche ambientale, climatica, energetica, alimentare e bellica. Abbiamo detto in questi mesi che non vogliamo essere noi – popoli del mondo – a pagare la crisi causata dai padroni del globo: e abbiamo messo in campo, da Belem ad Atene, da  Londra a Strasburgo, fino alle città italiane antiG8 , un programma alternativo di uscita dalla crisi, egualitario, solidale, pacifico, ecologico, a favore dei popoli, dei lavoratori, dei più deboli e indifesi.

Siamo in particolare contrari al G8 a L’Aquila. Al meschino tentativo del governo Berlusconi di ! usare il terremoto e le disgrazie della popolazione aquilana per tentare di impedire le legittime proteste contro il G8 e contro la gigantesca truffa della ricostruzione affaristica , imposta con la gestione proconsolare e militare delle tendopoli da parte della Protezione Civile, che utilizza di nuovo l’emergenza come dispositivo di controllo autoritario dei territori.

Rete Nazionale Contro il G8

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Lug 10

Il marketing tratta la salute come una merce di consumo

Da alcuni anni si sta intensificando un fenomeno che può essere definito come “Consumismo Sanitario”, cioè uso di prestazioni sanitarie in assenza di chiare indicazioni. Questo fenomeno si muove con le logiche del marketing ed i meccanismi del “consumismo” in generale e tratta la salute come una merce di consumo. Il consumismo interessa, in primo luogo, e forse con maggiori giustificazioni, il settore privato, ma anche il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non ne è esente.

Il SSN è un sistema che risponde ai criteri di universalità, solidarietà ed equità. Le statistiche dimostrano che dove c’è un SSN pubblico la salute è maggiore. Questa non può essere considerata merce e il Servizio Sanitario non può essere finalizzato al profitto: è un servizio etico il cui valore è la salute. Il mercato è diverso: c’è conflitto tra chi ha per obiettivo il profitto (privato) e chi la salute (SSN). La sanità deve essere governata dalla struttura pubblica, se non altro per motivi etici senza sprechi, tenuto anche conto che le risorse sono limitate, e con obiettivi di appropriatezza di intervento.

La solidarietà non può comprendere tutto: il necessario e il superfluo. Si tratta di avere un sistema che individui quali sono le prestazioni efficaci e appropriate e le priorità che indirizzino le allocazioni delle risorse. Al di fuori di questi criteri, l’uso eccessivo delle prestazioni non solo fa spendere, ma spesso non serve, e talvolta può essere dannoso per la salute stessa del cittadino. La moderna medicina spreca immense risorse per esami inutili e terapie inappropriate: questa è la ragione vera per la quale la sanità costa sempre di più e diventa insostenibile.

Il consumismo sanitario va peraltro ad impattare le categorie più fragili economicamente, ma anche culturalmente.

Il compito delle professioni è quello di diventare la voce più forte a favore del SSN e del cittadino per individuare le prestazioni efficaci, tenendo presente che certa scienza può falsificare se stessa per autopromuoversi.

Cause del consumismo sanitario sono la disinformazione e la cattiva comunicazione, la cultura diffusa del “diritto a tutto, subito e gratis” e i bisogni indotti dal mercato.

Il “consumismo sanitario” si adopera per creare bisogni attraverso campagne di stampa, associazioni di malati, giornate nazionali, creazione di centri e associazioni scientifiche e produzione di numeri, dati e ricerche ad hoc.

Il paziente talvolta chiede anche il superfluo perché lo ritiene un suo diritto. Si lamenta spesso impropriamente. C’è una aspettativa esagerata. Insegue il mito dell’eterna giovinezza e il miraggio di una vita eterna.

L’industria della salute deve reclutare sempre più clienti che consumino pillole, che facciano esami, ricoveri, visite, interventi. Ed oltre ai malati vanno reclutati anche i sani! Il messaggio dei media è ormai esplicito: ognuno è a rischio, più o meno remoto, di ammalarsi, quindi anche i sani devono ricorrere all’industria della salute, e precocemente, trasformandosi così in malati.

Il consumismo sanitario determina la fine della ricerca indipendente poiché i costi della ricerca sono elevati e non sostenibili dai governi ma solo dalle multinazionali con chiaro e spesso non dichiarato conflitto d’interesse.

Il consumismo sanitario determina la crisi del servizio sanitario. Negli ospedali crollano le giornate di degenza ed esplode il numero dei medici che hanno complessivamente spostato la loro attività dalla cura alla diagnosi precoce o presunta tale. L’aumento delle liste di attesa è da attribuirsi al consumismo sanitario correlato a scarsamente utili check up e procedure di diagnosi precoce, come spesso avviene anche in campo oncologico; settore molto delicato per la presa emozionale sul cittadino.

Il consumismo sanitario determina danni alla salute (da farmaci e da diagnostica), danni all’ambiente (da inquinamento con conseguenti danni alla salute!), disuguaglianze di accesso e utilizzo dei servizi assistenziali.

E’ lo spreco che rende impossibile cure gratuite per tutti. Tagli obbligatori e malessere sociale sono effetti e non cause del fallimento di una sanità gratuita.

Possibili proposte per contrastare il consumismo sanitario e difendere il servizio sanitario nazionale sono:

1) sviluppare la ricerca scientifica pubblica per valutare, secondo metodi scientifici, quali procedure devono essere mantenute e/o introdotte nella pratica clinica, assistenziale ed in ambito preventivo.

2) Potenziare la “vera” prevenzione primaria, la riduzione, cioè, dell’esposizione collettiva ai sempre più ubiquitari patogeni ambientali, attraverso una valutazione preventiva, pagata dall’industria, del rischio biologico connesso alle sostanze immesse nell’ambiente (REACh) e attraverso l’applicazione del Principio di Precauzione.

Il Principio di Precauzione è un approccio alla gestione dei rischi che si esercita in una situazione d’incertezza scientifica, che reclama un’esigenza d’intervento di fronte ad un rischio potenzialmente grave, senza attendere i risultati della ricerca scientifica. Il principio contrasta l’atteggiamento di “stare a vedere cosa succederà prima di prendere provvedimenti” per non turbare interessi in gioco diversi da quelli di salute (Trattato Istitutivo dell’UE, art. 174, comma 2, Mastricht, 1992, e Conferenza ONU Ambiente e Sviluppo – Principio 15, Rio de Janeiro,1992).

3) Assicurare la dichiarazione di eventuali conflitti di interessi da parte di ricercatori e consulenti. Chi utilizza il suo prestigio scientifico per esprimere un parere dovrebbe essere obbligato a pubblicizzare i propri legami economici e di carriera con lo sponsor. Il problema è ancora peggiore quando ad essere sponsorizzate sono le società scientifiche che scrivono le linee guida per un determinato campo medico.

4) Recuperare il senso civico dei cittadini che sono portatori sia di diritti che di doveri. Promuovere una nuova cultura della responsabilità condivisa. E’ necessario far capire che cosa c’è dietro ciascuna prestazione: quali siano i costi, i rischi e l’impatto ambientale.

5) Formare studenti che diventino medici responsabili, che prendano parte con impegno alle attività che contribuiscono alla salute e al benessere dell’intera comunità e dei suoi membri.

I curricula universitari non rispondono ancora ai bisogni emergenti, in particolare non sono ben conosciute le correlazioni dei diversi livelli di salute con i determinanti di salute e cioè i fattori socio-economici, culturali e ambientali.

6) Fornire strumenti di conoscenza critica ai medici affinché possano decodificare le domande improprie che i cittadini e i malati presentano, essendo questi ultimi influenzati da un’informazione non sempre trasparente e obiettiva, riconoscendo che compito della professione è contribuire alle scelte attraverso l’individuazione delle priorità e la verifica delle linee guida nella pratica clinica.

7) Promuovere una cultura di “osservazione” nei confronti delle distorsioni del sistema. In particolare sollecitare la realizzazione di un osservatorio regionale sugli screening, composto anche da MMG, tenuto conto che la diagnosi precoce è un’importante area di criticità e sollecitare i comitati etici affinché tutti i protocolli di ricerca riportino, in maniera esplicita, veritiera e trasparente, la stima dei rischi (acuti, subacuti e a lungo termine- ad esempio connessi all’ impiego di radiazioni ionizzanti) connessi agli esami proposti al paziente per motivi di studio e di ricerca.

8) Favorire l’affermarsi di fonti di informazione credibili, trasparenti e indipendenti

(recuperare, per esempio, per quanto concerne la Regione Toscana, la pubblicazione indipendente “Riflessioni sui farmaci”).

9) Negoziare con i cittadini patti di salute etici ed efficaci, richiamando gli abusi, vigilando sull’appropriatezza delle prestazioni e denunciando apertamente il disease mongering, ovvero tutte quelle strategie che puntano ad aumentare il numero dei malati e di malattie con il solo scopo di allargare il mercato della salute.

Firmatari:

Romizi Roberto, Angori Piero, Collecchia Giampaolo, Giustini Saffi Ettore, Grifagni Marcello, Grisillo Dario, Giovannoni Stefano, Alderighi Tosco, Aloisi Domenico, Arpaia Michele, Bartoli Marco, Bartoli Umberto, Bigazzi Fabrizio, Bondielli Giuliana, Brandaglia Massimo, Bruschini Andrea, Bussotti Alessandro, Calcini Filippo, Caldini Lucia, Carriero Giovanni, Cerretelli Norberto, Cognetta Pasquale, Coletta David, Cosci Fabrizio, De Feo Gianfranco, Favilli Ilde, Franceschi Pier Lorenzo, Galli Giuseppe, Gini Bruno, Giovannini Valtere, Giudicelli Nino, Laschi Gemma, Maccanti Massimo, Menchetti Guglielmo, Messina Emanuele, Miniati Stefano, Monicelli Paolo, Moscardini Stefano, Mugnai Mauro, Muscas Fabrizio, Nastruzzi Alessio, Paladino Giuseppe, Pastacaldi Guido, Polenzani Loretta, Quiriconi Umberto, Rafanelli Paola, Ressel Carlo, Ricceri Valter, Rosellini Giulio, Ruggeri Mauro, Russova Alessandro, Salvetti Andrea, Santini Andrea, Sbrilli Marcello, Spina Daniele, Squillace Alessandro, Susini Giovanni, Valdambrini Luciano, Vannucci Renzo, Zoli Romeo.

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute » Vai al post originale

Sep 09

I prodotti Herbalife possono agevolare lo snellimento o la perdita di peso, se inseriti nell'ambito di una dieta ipocalorica controllata. Anche se alcuni prodotti Herbalife possono essere utilizzati in sostituzione di un pasto, essi non sono tuttavia destinati ad essere usati come sostituti dell'intera dieta di una persona, e dovrebbero essere integrati da almeno un pasto completo quotidiano.
I prodotti sono notificati al Ministero della Salute. La notifica non implica accettazione, da parte del Ministero della Salute, di qualsivoglia messaggio a carattere pubblicitario.
I prodotti non sono medicinali e non sono trattamento o cura di malattie.

Tutti o quasi, sanno che lavorare da casa è oggi in una fase di forte evoluzione e intraprendenza.
Fino a qualche anno fa una famiglia poteva vivere agiatamente in presenza di uno stipendio, ora è diventato molto difficile anche con due e le cause di questo fenomeno sono molteplici.
In primis aumenta di anno in anno il costo dei beni di prima necessità, chi fa la spesa tutti i giorni lo sa, anche le spese mediche, i trasporti e molti altri servizi aumentano generalmente di più di quanto aumentano i nostri stipendi. E c'è anche un altro motivo.
Per questo motivo Herbalife propone un sistema di lavoro da casa particolarmente utile ed efficace: provare per credere!

fonte: dieta-dimagrante.com » vai al post originale »

Lug 10

Andrea racconta la sua esperienza di logista

Spesso mi chiedono "Che lavoro fai?", "lavoro per MSF" rispondo ma loro incalzano: “ che bello, sei medico, allora!” “no - rispondo io - faccio il logista”
Devo ammettere che ormai sono abituato al punto interrogativo che vedo apparire sul volto di chi mi sta di fronte. E con calma mi accingo a spiegare di cosa si tratta.
"Da dove comincio?" Penso fra me, ma sì dai, cominciamo dalla parte più stressante del mio lavoro che è sempre meglio! Inizio a sciorinare alcune tra le richieste/lamentele che mi vengono poste a ripetizione, spesso in tono perentorio, da dottori, infermieri e non solo.

"Sono finite le siringhe!", "Qui dentro fa troppo caldo/fa troppo freddo!", "Non c’è luce in pediatria", "L’ambulanza ha una ruota a terra", [alla radio, cinque di mattina] "Avete caricato il Plumpy Nut sul camion?!?", "Oddio, che schifo: un esercito di scarafaggi!!!", "Lo sterilizzatore fa un rumore strano…", "Servono cinquanta nuovi posti letto al reparto nutrizionale", "Puah! Sembra di bere l’acqua della piscina!", "Cos’era quello: uno sparo? Ho paura!", "La sala delle consultazioni è allagata", "Ehm… Qualcuno mi ha rubato le chiavi della farmacia…", "Mi serve subito una macchina per andare al mercato", "Ma dove lo butto questo?!?", "Ecco: stavo preparando le statistiche del mese… e improvvisamente il computer è morto!", "Chi la cambia la bombola del gas?", "Uhm… Credo che le latrine dell’ospedale siano collassate…".

Tutto questo rende palese il fatto che il personale sanitario, chiamato a operare in contesti e situazioni disagevoli e spesso pericolosi, ha assolutamente bisogno di supporto perché da solo non potrebbe svolgere il suo lavoro nel migliore dei modi.
Per questo, infatti, sul terreno è accompagnato e supportato da altri professionisti (amministratori, addetti alle finanze e logisti) che si fanno carico delle attività non strettamente mediche, permettendo ai dottori di concentrarsi sulla cura dei pazienti.
Il ruolo del logista, quindi, consiste nel fornire l’ausilio tecnico alla realizzazione del progetto.

Che significa realizzare e mantenere le strutture, gestire il materiale e organizzare i trasporti. Ma anche provvedere all’approvvigionamento del materiale medico, logistico e alimentare; garantire la disponibilità di acqua: recuperarla, trattarla, renderla potabile e distribuirla; allestire lo smaltimento dei rifiuti - distinguendo opportunamente tra generici, taglienti, biologici e chimici; occuparsi dell’igiene e del controllo dei vettori; procurare l’energia elettrica necessaria; implementare la catena del freddo, assicurandosi che farmaci e vaccini termoresistenti arrivino con la loro piena efficacia sul luogo della somministrazione; predisporre le infrastrutture di telecomunicazione (sistemi radio ad alte frequenze e telefonia satellitare); mantenere in buono stato e organizzare l’utilizzo del parco auto; installare, gestire e riparare i computer e tutta l’attrezzatura informatica; collaborare nell’implementazione delle procedure di sicurezza.

La necessità di svolgere queste attività consente anche a noi logisti di sentirci partecipi del grande impegno di MSF nel fornire assistenza alle popolazioni escluse dall’ assistenza sanitaria. E di essere talvolta coinvolti in situazioni esilaranti, in cui si dissolve il confine tra le competenze professionali. Come ad esempio quando un’ostetrica trafelata, indaffarata tra le gambe di una giovane donna sdraiata a terra, ti urla: "Ecco, metti le mani lì, sulla pancia, bravo. E adesso spingi. Forza: spingi! Dai, che lo facciamo nascere!!!".

Andrea

www.medicisenzafrontiere.it

07/07/2009

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Lug 10

Lettera di un’immigrata all’Italia

Mi chiamo Amalia Hilda Tobar Barrionuevo e abito in Italia dall’età di sette anni, da 23 anni vivo a Solofra (AV) nella condizione di straniera col permesso di soggiorno,ma mai come oggi mi sono sentita tanto umiliata.

Cara Italia,

ti scrivo perchè ho bisogno di raccontarti come mi sento.

Tu sai che mi sento italiana anche se non lo sono, sono arrivata qui da te a sette anni, all’inizio è stata dura, gli stranieri nell’86 a Solofra erano pochi e così mi sono dovuta subire le frasi razziste dei compagni di scuola, ma un pò alla volta hanno accettato me e tutta la mia famiglia.

Alle scuole medie ho incontrato una prof di storia che odiavo, ma che mi ha trasmesso l’amore per la città e la nazione in cui vivo, così ho trascorso gran parte dei miei anni a battermi per migliorare le cose in questa società.

Però oggi mi sento triste, Italia, mai come oggi mi sento straniera e per di più indesiderata.

Tra i miei amici ben pochi capiscono cosa significhi dover andare in questura per chiedere il permesso di restare in questa terra, loro non corrono il richio di vedersi sbattere oltre frontiera perchè questa è casa loro…ed io Italia? Qual’è casa mia? Non lo so più.

L’Argentina l’ho lasciata piccola e in pratica non la conosco, io conosco solo te Italia, è qua che ho studiato, vissuto, amato e pianto; eppure tra qualche mese forse dovrò fare un test per vedere se ti conosco un abbastanza.

Italia diglielo tu ai poliziotti, Maroni e Berlusconi quanto ti conosco. Gli puoi dire tu Italia quanto ti ami e quanto mi faccia male sentirmi disprezzata da questo nuovo decreto sulla sicurezza?

Io non ho parole per descriverti il mio stato d’animo, ma di certo ora capisco come si sentivano gli ebrei a dover portare la stella sul braccio, tra quanto mi costringeranno a mettere un segno identificativo? Mi sento umiliata, privata della mia dignità di persona, sono diversa dagli amici con cui sono cresciuta solo perchè nata in un’altra nazione e per questo motivo devo essere controllata: impronte digitali, fotografia, firma, 200 euro, ipermesso di soggiorno a portata di mano.

Sempre più forte un senso di precarietà esistenziale mi invade l’anima, una salute sempre più vacillante, la mancanza di un lavoro, lo status di immigrata che sembra trasformarsi in status di ospite indesiderata.

Italia perchè mi fanno questo, perchè mi trattano così? Che cos’ho di diverso? Italia mi sai spiegare il motivo di questo odio nei miei confronti da parte degli elettori di Berlusconi?

Hanno forse dimenticato che tanti tuoi figli sono sparsi per il mondo?

Italia non è che tu riesci a spiegare loro che tutto questo non è giusto? Italia digli che il razzismo in ogni sua forma è un pericolo per la democrazia in ogni luogo esso venga applicato, curare i mali della società fomentando l’odio verso determinate categorie è un abbietto modo per evitare di risolvere davvero i problemi, in questo modo si fornisce un alibi, un capro espiatorio da perseguitare dandogli la colpa di ogni male. Digli Italia che il razzismo trova sempre nuovi capri espiatori, così ci si infila in una spirale di odio molto pericolosa per tutti, oggi tocca agli immigrati come me, domani potrebbe essere qualcun altro. Ho paura Italia, sarà perchè ho studiato troppo e ricordo che in principio furono gli ebrei poi furono i polacchi, gay, cattolici, disabili……Italia non credi anche tu in una nazione come te dove i governanti tengono in scarsa considerazione le fasce deboli della società e dove a contare è sempre e solo il profitto leggi di questo tipo siano molto pericolose?

Cerca di parlare ai cuori e alle menti dei tuoi figli Italia, insegnagli a non pensare più con la pancia……

lunedì 06 luglio 2009

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Lug 10

In Italia 70.000 tossicodipendenti in più in un anno

Ecco gli effetti della legge sulle droghe, illustrati oggi dalla coppia Serpelloni-Giovanardi. Nel 2008 385.000 tossicodipendenti in cura (+70.000). Aumentano anche in minori in carcere (+38%) mentre come previsto cala il prezzo di cocaina ed eroina mentre aumentano i prezzi di cannabis ed ecstasy.

Si conferma anche nel 2008 la tendenza all’aumento, in Italia, dei consumatori di droga bisognosi di cure, ma la novità rispetto al 2007 è che i tossicodipendenti da eroina, che erano diminuiti, sono di nuovo in crescita. È quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2008, presentata oggi alla stampa dal sottosegretario Carlo Giovanardi. Secondo le stime della Relazione, sono circa 385 mila i consumatori problematici di droga (9,8 soggetti ogni mille persone di età 15-64 anni), e in un anno sono aumentati di quasi 70 mila unità. Di questi, 210 mila usano eroina (205 mila nel 2007) e 172 mila cocaina (154 mila nel 2007).

Minori in carcere. Forte aumento dei minori che vanno in carcere per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. In un anno, dal 2007 al 2008, sono aumentati del 38%. Lo rileva la Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2008, presentata oggi. Gli accessi di minori alle strutture penitenziarie per reati commessi in violazione alla normativa sugli stupefacenti ammontano nel 2008 a 264. Sono quasi tutti maschi, età media 17 anni, e quasi uno su due è straniero. Per quanto riguarda la popolazione generale (15-64 anni), nel 2008 sono finite in carcere 30.528 persone tossicodipendenti (+25,3% sul 2007). Le segnalazioni alle Prefetture per possesso di droga nel 2008 sono state 35.632, un dato che parrebbe in aumento rispetto a quanto riportato dalla Relazione al Parlamento dell’anno scorso (32.413), ma che è da verificare nel tempo a causa del ritardo di notifica nella segnalazione dei dati. Il 71% delle segnalazioni riguarda la cannabis (nel 2007 era il 73%). In aumento quelle per eroina (10,7%, 9% nel 2007), stabili le segnalazioni per cocaina ( 15,1%, 16% nel 2007). L’età media delle persone segnalate è di 24 anni. Sul totale dei segnalati nel 2008, i minori di 18 anni sono stati 2.825, pari all’8,5%. Anche se le fasce giovanili non mostrano percentuali d’aumento consistenti, si conferma che si è notevolmente abbassata l’età del primo consumo di sostanze stupefacenti e che anche tra le persone segnalate si registra negli ultimi anni una maggiore incidenza di persone che spesso assumono stupefacenti in associazione con alcolici. Quanto alle sanzioni amministrative erogate - sempre per possesso di droga - sono state 13.823, in deciso aumento rispetto alle 11.220 del 2007. Gli arresti, invece, sono stati oltre 28.000. Infine, è ulteriormente cresciuto (+76%) il numero di controlli sulla guida sotto l’effetto di alcol o droga rispetto al 2007, anno in cui erano già raddoppiati. Ciò, sottolinea la Relazione, ha portato - come effetto deterrente - un forte calo della positività all’alcol (15% nel 2006, 6% nel 2007, 4% nel 2008) e alle droghe (1,4% nel 2006, 0,6% nel 2007, 0,3% nel 2008).

Policonsumo. La cannabis è diventata una droga «trasversale», non viene cioè quasi più consumata da sola ma è spesso associata sia ad altre sostanze stupefacenti come eroina e cocaina, sia all’alcol: il 12,7% di chi consuma marijuana o hashish usa anche cocaina e il 3,1% associa eroina. È una delle novità che emergono dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2008, presentata oggi. Da un’indagine che ha riguardato la popolazione generale dai 15 ai 64 anni, è risultato che il 32% ha usato cannabis almeno una volta nella vita, il 6,9% l’ha usata negli ultimi 30 giorni e l’1,34% la consuma frequentemente. Percentuali che collocano l’Italia al di sopra della media europea, e la tendenza risulta in aumento rispetto agli anni passati. La maggiore prevalenza di consumatori di marijuana e hashish si riscontra nella fascia di età 15-24 anni, con una forte presenza femminile. Per quanto riguarda le altre sostanze, i consumatori di eroina con uso frequente (10 o più volte in 30 giorni) sono lo 0,1% della popolazione generale (15-64 anni). Oltre a un trend in aumento del consumo di questa sostanza, si osserva un incremento anche dell’uso occasionale. Ma quello che più colpisce, è che la fascia più consistente che ha usato eroina una o più volte in 12 mesi è quella giovanile, dai 15 ai 24 anni. Quanto alla cocaina, vera star delle ultime rilevazioni sui consumi, lo 0,72% della popolazione esaminata ha dichiarato di averla usata negli ultimi 30 giorni, un dato più alto della media europea. E le femmine che consumano cocaina sono più numerose di quelle che fanno uso di eroina. L’andamento mostra un costante aumento del consumo dal 2001 e la maggiore prevalenza tra i consumatori si riscontra nella fascia 15-34 anni. Lo 0,24% ha utilizzato stimolanti negli ultimi 30 giorni mentre lo 0,04% li utilizza frequentemente, un dato più basso della media Ue. Lo 0,18%ha usato allucinogeni negli ultimi 30 giorni e lo 0,04% li usa frequentemente. Le tendenze del consumo segnalano in generale una diminuzione dell’eroina e della cocaina nei giovani under 19, a fronte di un aumento del consumo di cannabis. Sopra i 20 anni, si segnala un aumento di tutte e tre le sostanze.

Consumo quotidiano. Il 2,7% degli studenti delle scuole secondarie (15-19 anni) consuma hashish tutti i giorni, mentre lo 0,5% afferma di usare spesso cocaina e lo 0,3% eroina. Quest’ultima però, sempre più spesso, invece che iniettata viene vaporizzata. È quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2008, presentata oggi alla stampa. Il consumo di eroina, che è stata usata almeno una volta nella vita dal 2,1% degli studenti di questa fascia di età, risulta più o meno stabile rispetto al 2007. Aumentano le ragazze coinvolte dal fenomeno e prevale il consumo occasionale. Il 5,8% ha usato cocaina almeno una volta, con prevalenza di maschi e di consumo occasionale. Quanto alla cannabis, il 31,5% degli studenti l’ha usata almeno una volta, e se il maggior consumo si osserva tra gli studenti diciannovenni, l’uso precoce riguarda il 20% dei maschi di 16 anni. Il 4,7% ha usato stimolanti almeno una volta e lo 0,9% ne fa uso frequente, e un altro 4,7% ha usato allucinogeni almeno una volta e lo 0,5% ne fa uso frequente. Il trend mostra una diminuzione degli stimolanti e un aumento degli allucinogeni. Tra gli studenti, come nella popolazione generale, c’è una forte tendenza al policonsumo, e in particolare l’associazione di droga ad alcol e tabacco.

Consumatori problematici. Meno del 45% dei consumatori problematici di droga è in trattamento presso un Servizio di cura delle dipendenze. In sostanza, più della metà dei tossicodipendenti non si cura, almeno non si rivolge a un servizio, pubblico o del privato sociale riconosciuto. È quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze presentata oggi alla stampa. Su un totale di consumatori problematici, cioè bisognosi di cure, di circa 385 mila persone, circa 175 mila sono in trattamento, in leggero aumento rispetto all’anno precedente (172 mila circa) quando però i tossicodipendenti erano 318 mila. In particolare, i dipendenti da oppiacei (eroina) si stimano in circa 210 mila persone, a fronte di circa 123.800 in cura, cioè il 59%. Il consumo problematico di cocaina, invece, riguarda circa 172 mila persone, a fronte di 27.900 soggetti in trattamento (16,2%). Le sostanze maggiormente usate dalle persone in trattamento nei Sert (servizi pubblici per le tossicodipendenze) sono l’eroina, la cocaina e la cannabis. Si registra una tendenza alla stabilizzazione dell’uso di eroina e un aumento di quello della cocaina. Le regioni con più eroinomani in trattamento sono Umbria, Trentino Alto Adige, Basilicata e Calabria; quelle con più cocainomani in cura sono Lombardia, Molise e Sicilia. Per la cannabis al top Veneto, Friuli Venezia Giulia e Puglia. Uno dei dati che più colpisce è la lunga durata del periodo che intercorre tra l’inizio del consumo di droga e il momento in cui accedono ai servizi per chiedere aiuto: per l’eroina si arriva a 14 anni, per la cocaina a 12 e per la cannabis a 8 anni.

Calano le morti per overdose. Si inverte la tendenza all’aumento delle morti per overdose: se nel 2007 i decessi erano stati 589, in rialzo del 6% rispetto all’anno precedente, nel 2008 sono stati 502, cioè il 14,7% in meno. È quanto si evince dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2008, presentata oggi. L’eroina continua a essere la prima sostanza responsabile delle morti per overdose, la seconda è la cocaina. Diversa l’età media delle vittime: per l’eroina è 35 anni, per la cocaina 32. Ma le morti per overdose da cocaina sono in aumento. La tendenza dei decessi per overdose negli ultimi 10 anni vede un aumento al Centro-Sud e una diminuzione al Nord. L’Umbria risulta essere la regione più critica, con un tasso medio di mortalità per droga tre volte superiore a quello nazionale. Per la prevenzione delle emergenze correlate alla droga e la riduzione dei decessi per overdose, sono stati spesi nel 2008 dalle Regioni e dalle Province autonome oltre 4 milioni di euro.

Cala il prezzo di cocaina e eroina, salgono cannabis ed ecstasy. Droghe sempre meno care e quindi più accessibili, ma non tutte: si conferma, anche nel 2008, la tendenza alla discesa dei prezzi massimi e minimi sia dell’ eroina che della cocaina, mentre si stabilizzano quelli dell’Lsd e si alzano i prezzi massimi dei cannabinoidi e il prezzo minimo per singola dose di ecstasy. È quanto si rileva dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2008, presentata oggi a Palazzo Chigi, che lancia anche l’allarme sulla coltivazione al sud della «super skunk». Dal 2002 al 2008, la media dei prezzi massimi e minimi è passata da 96 a poco più di 78 euro per grammo per la cocaina, da circa 64 a meno di 47 euro per l’eroina nera e da 84 a meno di 60 euro per quella bianca; una forte diminuzione della media dei prezzi si osserva per una singola pasticca di ecstasy, acquistabile a circa 24 euro nel 2006 e a meno di 19 nel 2008. Nel 2008, infine, accanto a un forte aumento dell’offerta e di sequestri di droga, si è rafforzato il fenomeno delle coltivazioni autoctone nel Sud del Paese ed è emersa anche una nuova produzione italiana di «super skunk», erba con un principio attivo del 15% più forte della cannabis classica e fino a oggi commercializzato solo nei coffee shop di Amsterdam.

Vincolare la spesa sanitaria. Il governo vuole introdurre una norma che vincoli l’1-1,5% della spesa sanitaria delle Regioni al rafforzamento dei Servizi pubblici per le tossicodipendenze (Sert). Lo ha reso noto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, presentando oggi la Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2008. «Il problema oggi è che ci sono 20 idee, una per ogni regione. E quindi ci sono regioni che spendono di più e regioni che spendono di meno per la cura delle dipendenze» ha detto Giovanardi. Serve quindi una norma che «costringa» le regioni a spendere in questo settore. «Mi rendo conto che si tratta di una forzatura - ha aggiunto - ma mi sono impegnato per questo con gli operatori. Inseriremo questa norma in un provvedimento legislativo, sono sicuro che ci sarà l’accordo sia della maggioranza che dell’opposizione, ne ho già parlato con Livia Turco che si è detta d’accordo. Vedremo cosa diranno le Regioni e la Corte dei Conti».

Fonte: www.fuoriluogo.it

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Lug 10

Grazie, non abbiamo bisogno di niente

“Io ho paura dell’Italia. Ora non esito a dirlo. Il 22 giugno, a Limbiate, mio padre è stato aggredito da sei persone a calci e bastonate. Per un parcheggio. Una famiglia intera, figli giovani compresi, è scesa in strada perché mio padre aveva osato parcheggiare a qualche metro dalla loro casa, e lo ha picchiato, dopo avergli urlato, naturalmente, tornatene al tuo paese”.

Così racconta Randa Ghazi, classe 1986, scrittrice, nata in Italia da genitori egiziani, su Internazionale di questa settimana.

Potessimo almeno dare la colpa alla calura, ma non ci crederemmo nemmeno noi.

L’onda xenofoba che pervade l’Italia è purtroppo alimentata anche a livello istituzionale, non da oggi, e fa registrare l’ennesimo pubblico intervento governativo destinato a far accaponare la pelle a livello europeo.

Per una volta non si tratta del capo del governo, ma di un suo ministro, il padano Calderoli (che l’anno scorso definì la collega Rula Jebral ‘quella abbronzata’, e che l’anno ancora prima invocò un ‘maiale day’ contro la costruzione della moschea a Bologna, e si potrebbe continuare citando perle di civiltà, educazione e saggezza).

Secondo il ministro Calderoli, opportunamente a capo del nuovo dicastero della ‘Semplificazione’, la soluzione all’emergenza creata dal pacchetto sicurezza per tutte le persone che non hanno il permesso di soggiorno, ma hanno un lavoro (per lo più di assistenza ad anziani e anziane) e di rimando per le famiglie che li hanno assunti, è, ovviamente, semplice: via dall’Italia.

Non solo: il ministro, che si suppone data la carica fondamentale che ricopre sarà più che informato sulle reali dimensioni del fenomeno, dichiara senza problemi: ”Chi dice che ci sono cinquecentomila badanti e colf irregolari in Italia? La maggior parte sono badanti del sesso e della droga.

Dal 2002 di sanatorie e di possibilità di regolarizzazioni ce ne sono state diverse - ha aggiunto Calderoli - io penso che se ci sono ancora delle situazioni in nero è perchè qualcuno così ha preferito: in qualche caso può aver fatto comodo ai datori di lavoro, ma altri casi non riguardano di sicuro i lavori di colf e badanti”.

E a chi gli obbietta che il Veneto è pieno di badanti irregolari, il ministro leghista replica, scientifico e documentato: “Non ci credo. E, comunque, chi non è regolare è di certo perchè non ha voluto farlo rimanendo a lavorare in nero. Così non vengono pagate tasse e contributi. Io me lo ricordo quando abbiamo fatto le verifiche per valutare le domande di ingresso delle badanti nel nostro Paese. È venuto fuori che i due terzi di queste richieste erano prostitute”.

A chi chiede una sanatoria proprio per chi in Italia svolge i lavori maggiormente richiesti alle migranti, ovvero l’assistenza domiciliare a persone anziane, il ministro risponde prontamente: ”A me dispiace per qualche badante che dovrà andare via. Ma se per regolarizzarne una devo far entrare dieci prostitute e cinquanta spacciatori, allora preferisco lasciar perdere tutto”.

Gli dispiace.

La Conferenza Episcopale definisce colf e badanti ‘struttura portante dell’assistenza’, e invoca la sanatoria ‘perché c’è da sanare una situazione che va avanti da tanto tempo’.

In Italia il malcostume delle sanatorie per decenni è stato pratica a tutto campo, da applicare a case abusive, discariche abusive, speculazioni e cementificazioni che hanno devastato vaste porzioni di territorio, che costa montagne di denaro smantellare.

Ma no, quando si tratta di esseri umani, che sono qui tra noi a condividere quotidianamente la fatica, la sofferenza e persino qualche gioia dell’esistenza terrena allora si deve essere inflessibili. E offendere.

Si può tollerare che Roberto Zanetti, assessore della Lega alle Attività produttive e presidente degli artigiani di Cartigliano, comune in provincia di Vicenza, tenesse nel capannone di sua proprietà un laboratorio di confezionamento di abbigliamento con nove cinesi costretti a lavorare in condizioni pietose.

Ma come potrebbe il paese sopportare altre prostitute, specialmente se straniere? Anche perché, è cronaca recente, risulta che gli utilizzatori finali al governo preferiscano le risorse nazionali, per feste e festini, e quindi grazie, non abbiamo bisogno di niente.

Monica Lanfranco

www.womenews.net

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Lug 10

Sanità privata, fabbrica di tangenti senza contratto

Un percorso sindacale unitario per definire il rinnovo contrattuale e per riconoscere ai lavoratori della sanità privata accreditata la stessa dignità e le stesse opportunità dei dipendenti della sanità pubblica.

É questo il messaggio lanciato dai tre segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl, agli stati generali di categoria riunitisi a Roma, presso la sede nazionale dell’Inpdap, per rilanciare la battaglia per il contratto nazionale del comparto sanità privata. Un rinnovo atteso ormai da 4 anni.

La strategia delle tre federazioni punta a coinvolgere più attori nella vertenza, cominciando dal fare pressioni sulle Regioni affinché intervengano in maniera incisiva, a differenza di quanto accaduto nei due precedenti rinnovi, e dal coinvolgere attivamente il Ministro Sacconi ed il Vice Ministro Fazio, ai quali si chiede un incontro immediato.

Le linee dell’impegno sindacale, illustrate dai tre segretari generali di categoria, Carlo Podda (Cgil), Giovanni Faverin (Cisl), e Giovanni Torluccio (Uil), sono state approvate dalle segreterie nazionali e regionali delle tre organizzazioni.

Primo punto di questa piattaforma comune è l’intervento unitario nei confronti della Conferenza delle regioni, affinché le singole giunte individuino nel rinnovo del contratto nazionale un presupposto ineludibile all’adeguamento delle tariffe.

In secondo luogo, aprire un confronto con gli assessorati regionali affinché il rinnovo ed il rispetto del contratto nazionale vengano inseriti tra i requisiti dell’accreditamento, e nel contempo avviare un’indagine dettagliata, regione per regione, su accreditamenti, contratti tra amministrazioni ed aziende private, e sulle modalità di verifica delle prestazioni erogate, al fine di correggere le disfunzioni ed i malfunzionamenti del sistema.

Dato il protrarsi della trattativa del rinnovo, i sindacati chiedono al governo «un impegno tangibile nella vertenza del Ccnl sanità privata con l’istituzione di un commissario ad acta che vincoli la parte datoriale al raggiungimento di un accordo».

Fino a quando la situazione resterà questa, promettono i sindacati, «confermeremo lo stato di agitazione di tutta la categoria». Che sia cominciato un nuovo percorso lo conferma anche Torluccio. «Dobbiamo trovare nuovi sistemi di lotta - sottolinea - e coinvolgere Regioni e Governo. A causa del mancato rinnovo, molti lavoratori hanno perso 1.500 euro l’anno». Faverin ritiene invece «necessario un incontro con Sacconi e Fazio. La situazione attuale è diventata intollerabile». Della stessa opinione Podda, per il quale «quattro anni senza contratto metterebbero a dura prova chiunque. I lavoratori non ne possono più. Quella della sanità privata è una questione morale che investe molte Giunte regionali, bisogna intervenire al più presto perchè la situazione è ormai insopportabile». Podda è consapevole delle difficoltà che ci potranno essere ad intavolare una discussione con Stato e Regioni, «ora in conflitto per la questione dei commissariamenti. Non vorremmo - conclude ironizzando e abbozzando un sorriso - che ci fosse bisogno di un commissario anche per il rinnovo del contratto nazionale della sanità privata».

Fabrizio Salvatori

Liberazione

07/07/2009

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Lug 10

Ogni numero corrisponde a due insiemi di numeri creati precedentemente, in modo tale che nessun elemento dell’insieme di sinistra sia maggiore o uguale di qualche elemento dell’insieme di destra. Tutti i numeri vengono costruiti in questo modo.

“E questo cosa sarebbe?”.

“Una nuova definizione”.

“Di un qualche insieme numerico?”.

“Sì”.

“Quali numeri?”.

Tutti”.

“Tutti insieme?”.

“Tutti insieme, tutti in una volta, e molti di più di quelli che pensi”.

“E come si chiama, questo insieme?”.

Su”.

“Eeh?”.

“Non hai notato il titolo di questa serie di nostre conversazioni?”.

Su un particolare insieme numerico?”.

“Già. Puoi anche leggerlo in un altro modo, però. E cioè Su: un particolare insieme numerico”.

“Un gioco di parole?”.

“Bello, eh?”.

“Me. Ra. Vi. Glio. So. Ma cosa significherebbe Su?”.

“Bè, è una mia traduzione di un gioco di parole inglese”.

“Sempre meglio. Com’era, in originale?”.

“Allora, parto dall’inizio. Conway (ti ricordi di lui, vero?) ha definito una particolare classe di numeri in un testo intitolato On Numbers and Games”.

“E vabbè, in italiano sarebbe Riguardo ai numeri e ai giochi, o qualcosa del genere”.

“Infatti. All’interno del testo, però, l’insieme di numeri che Conway definisce viene indicato con il simbolo On”.

“Ah, ecco. Quindi il titolo potrebbe essere anche tradotto (un po’ liberamente) come Numeri e Giochi dell’insieme On”.

“Esatto, ecco quindi il gioco di parole originale. Così come si dice Real Numbers, Conway dice On Numbers”.

“E i Games?”.

“Bè, quelli sono un’altra storia: ammorbidendo un po’ la definizione, si possono definire dei Giochi”.

“Ok, per adesso lasciamola così. E quindi la tua traduzione di On sarebbe Su?”.

“Già, ma non è una semplice traduzione. È successo che Knuth, dopo aver letto il testo di Conway, si è entusiasmato per la definizione di questi nuovi numeri e ha scritto un breve racconto, in forma di dialogo, che narra di due ragazzi che, trovandosi soli su un’isola deserta, scoprono un antico scritto riguardante la creazione dei numeri e si mettono a studiarne le proprietà, scoprendo così i piaceri della matematica”.

“Solo un Vero Matematico può pensare che due ragazzi soli su un’isola deserta si mettano a esplorare i piaceri della matematica”.

“Bè, comunque, Knuth ha coniato anche un nome per questi nuovi numeri, li ha chiamati numeri surreali”.

“Carino”.

“Capito il gioco di parole? Su-reali, oltre i reali, al di sopra dei reali. Bello, eh?”.

“Rabbrividisco”.

“E quindi ecco il mio gioco di parole: Su è l’insieme dei numeri surreali”.

“Sì, direi che questa situazione sia veramente surreale”.

fonte: proooof.blogspot.com » Vai al post originale

Lug 10

Lanciamo oggi Jobs in progress, il report mensile che fotografa trend, novità e andamento del mercato del lavoro in Italia - dati utili sui settori che crescono e le regioni in cui ci sono più offerte di lavoro!

Di seguito i dati riferiti al mese di maggio 2009.
Regioni con maggiore richiesta di lavoro: la prima regione è la Lombardia con il 34% delle offerte, segue l’ Emilia Romagna con il 13,5%, poi il Piemonte con 8,9% e il Lazio con 8,1%. Salgono le offerte per periodi di lavoro all’estero, anche se al momento rappresentano solo lo 0,5% sul totale.
Categorie maggiormente richieste: mantiene la leadership la categoria Commerciale, Vendite, Agenti con il 13% delle offerte; seguono le richieste per Operai, Manutenzione con il 10% e Amministrazione/segreteria con l’8%, mentre sia il Commercio al dettaglio/GDO sia l’ambito Formazione, Istruzione si assestano al 7,6% del totale.
Settori: i settori più attivi per quanto riguarda la richiesta di lavoro sono Software e servizi con 13,1% e Commercio/distribuzione/GDO con 9,3%; in terza posizione il settore delle Telecomunicazioni con il 5%, seguito da Marketing/pubblicità/PR con il 4,6% e Consulenza sistemi informatici con il 4,2%.
Primo lavoro: le offerte per chi cerca un primo impiego pubblicate su InfoJobs.it al momento sono 6.830. Le categorie maggiormente richieste – in linea con il resto delle offerte – riguardano: Commerciale/vendite/agenti con il 14%, Formazione/istruzione con il 9%, Assistenza clienti/call center/data entry e Farmacia/medicina/salute con il 5%. Buona richiesta anche per le Risorse Umane con 4,88% e Contabilità/finanze con 4,64%.
Regioni più attive nella ricerca di candidati al primo impiego: Lombardia con il 38,8%, Emilia con il 10,3%, Piemonte con il 9,6%; seguono Lazio e Toscana con rispettivamente il 7,29% e 5,12% delle offerte “primo lavoro”.
Stage: al momento le offerte pubblicate sul sito sono 800.

Per tutte le offerte di primo lavoro visitate il nostro canale dedicato!

A presto,

il Team di InfoJobs.it

fonte: weblog.infojobs.it » Vai al post originale

Lug 10

Dallo ska al reggae, dal folk al rock, si anima e prende corpo il festival di Agerola: concerti di Culpable, Krikka Reggae e Martinicca Boison
Comunicato stampa:
L’Unione Europea,
l’Assessorato al Turismo della Regione Campania,
l’Ente Provinciale del Turismo con
l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica
sono orgogliosi di presentare:
AGEROLA WORLD MUSIC FESTIVAL ‘09 - III EDIZIONE
Bomerano di Agerola (Na)
16 [...]

fonte: www.comunicati-stampa.ws » Vai al post originale

Lug 10

- 1.5 milioni di minuti giocati durante la prima settimana
- Lanciato in 8 lingue
- E´il gioco piú internazionale presente su Facebook con giocatori provenienti da 150 paesi del mondo
- Disputa tra gli utenti di Facebook: Di chi é il cervello piú pesante?
Il nuovo gioco online “Brain Buddies” diventa l´ultima moda tra gli utenti di Facebook: [...]

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Lug 10

Nata nel 2004, Europelowcost offre un originale servizio di comparazione dei prezzi e delle tariffe delle principali compagnie di volo e dei tour operator.
Un progetto tanto ambizioso quanto innovativo, alla cui base non vi sono soltanto indagini di mercato ma soprattutto l’originalità di un’idea: creare una piattaforma web che riunisse e [...]

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Lug 10

Nell’attuale scenario di mercato le imprese devono saper gestire il cambiamento: i clienti, le tecnologie, i concorrenti sono in continua evoluzione. In questo contesto, il concetto stesso di impresa si trasforma. Di fronte alla sfida del cambiamento continuo, l’outsourcing, ovvero la esternalizzazione dei servizi di una impresa, può essere una [...]

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Lug 10

Grande successo della quarta edizione della Notte Rosa che si è svolta nell’arco della giornata di sabato 4 fino all’alba di domenica 5 luglio, lungo i 110 chilometri della costa emiliano romagnola, dai lidi ferraresi fino a Cattolica e Misano Adriatico.
La maratona del divertimento è riuscita a richiamare in Riviera circa due milioni di persone, [...]

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Lug 10

Sconti e agevolazioni per i clienti Snav che noleggeranno una vettura con Hertz
Snav, compagnia di navigazione leader nei collegamenti  tra i principali porti italiani  e mète quali Croazia, Sardegna, Sicilia, Isole Eolie e Isole Pontine ha concluso un accordo con Hertz, rinomata società di autonoleggio, che prevede interessanti agevolazioni per i [...]

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Lug 10

IntercasinoInterCasino, il casinò online che vanta la più lunga tradizione a livello mondiale, offre quest’estate un’altra occasione per ottenere vincite favolose: la promozione Il suono dei soldi… una vera e propria musica per le vostre orecchie! InterCasino vi garantirà un’estate davvero entusiasmante: scoprite questa serie di speciali promozioni a tema musicale, che verranno proposte per tutta l’estate, insieme ai consueti bonus da casinò online, per un totale di oltre un milione e mezzo di dollari.

fonte: www.comunicati-stampa.ws » Vai al post originale

Lug 10

Partenza positiva sul social network per l’hotel e centro benessere. Il profilo è on line da poche settimane e i fan continuano ad aumentare. Attivi i profili anche su Flickr, Twitter, MySpace e Linkedin
Il Grand Hotel Terme Astro entra a far parte della community di Facebook con uno spazio ad hoc. La pagina sul social [...]

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Lug 10

Milano, 08 luglio 2009 – InfoPrint Solutions Company, joint venture tra IBM e Ricoh, ha annunciato una grande novità nel programma di supporto per gli sviluppatori, che riguarda la possibilità per i partner di testare e integrare nuovi componenti in InfoPrint ProcessDirector (IPPD), il fiore all’occhiello del sistema di workflow per la gestione dell’output.
Questa [...]

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