Lug 18

di PIETRO SCARNERA

Le vacanze studio non sono più una cosa da ragazzi. Fra summer school e corsi di aggiornamento, l’estate diventa un momento di formazione anche per gli adulti. Con la crisi economica che non demorde, i mesi estivi possono essere sfruttati per l’aggiornamento professionale, o magari per imparare un nuovo mestiere. Le proposte formative non mancano: le summer school degli atenei più prestigiosi del mondo offrono programmi ricchissimi in tutte le materie. E da qualche anno anche le università italiane si sono adeguate. Le lingue, ovviamente, la fanno da padrone, seguite da corsi dedicati all’arricchimento personale e culturale, basti citare la summer school su Shakespeare dell’università di Cambridge. Ma spulciando fra i programmi saltano fuori anche opportunità interessanti per i professionisti.

Per quanto riguarda le lingue, l’offerta formativa si è da qualche anno ampliata anche agli adulti. Il modello e le destinazioni possono essere le stesse delle vacanze-studio per ragazzi, con sistemazione in famiglia, ma si può scegliere anche fra hotel e bed&breakfast. Fra i vari operatori, Cocktail viaggi (www.cocktailviaggi.it) organizza anche soggiorni studio “a casa del professore”. Ci sono anche soggiorni legati a un lavoro (per ammortizzare le spese, ma anche perché il posto di lavoro è un ottimo luogo per imparare la lingua), ma in questo caso la durata è di 8-12 settimane. L’agenzia offre poi pacchetti per tutta la famiglia. Ef (www.ef.com) presenta invece una vasta gamma di corsi per imparare il linguaggio di uno specifico settore professionale: dalla finanza al marketing, dalle risorse umane all’Information technology. L’operatore organizza anche corsi all’estero coordinati con la singola azienda. La stessa gamma di offerte si ritrova nel catalogo di Tsa (www.tsassociation.com), che rilascia ai partecipanti anche il Passaporto europeo della mobilità, utile ad arricchire il proprio curriculum. Oltre alle mete più tradizionali, Viva (www.vivalingue.com) propone anche vacanze studio “balneari”, con un catalogo tutto dedicato a Malta e Gozo: approfittare del mare, insomma, per imparare, rinfrescare o perfezionare una lingua straniera. Ci sono anche offerte per gli over 50 a Malta, Brighton e Bournemouth.

Per chi è già a proprio agio con le lingue straniere, un viaggio all’estero può essere abbinato ai programmi di executive education attivi nei più prestigiosi atenei europei durante tutto l’anno. La Cambridge judge business school (www.jbs.cam.ac.uk/execed), ad esempio, offre corsi di pochi giorni per manager e professionisti. Fra quelli in partenza a settembre/ottobre ci sono “Strategic management”, “Managing brands” e “Best practices in managing people”. Finanza, marketing e risorse umane sono le materie più i voga anche alla London business school (www.london.edu/programmes/executiveeducation.html). Queste scuole però costano, e secondo il Financial Times con la crisi le aziende sono sempre meno disposte a investire sulla formazione e a pagare trasferte. Per questo è importante assicurarsi che il proprio investimento vada a buon fine: un aiuto arriva proprio dal giornale inglese, che pubblica una classifica (all’indirizzo http://rankings.ft.com/businessschoolrankings/rankings) delle migliori scuole per executive.

Ci sono poi le summer school dei migliori atenei del mondo. Da Harvard a Cambridge si può scegliere fra centinaia di corsi in tutte le materie. Utili ad arricchire il curriculum e per una prima infarinatura su argomenti specifici, questi corsi sono simili a workshop e puntano soprattutto sull’arricchimento culturale. Non mancano però proposte più “professionalizzanti”. Ad esempio i corsi di giornalismo della summer school di Harvard possono servire a capire dove sta andando il mondo dei media in una fase di grande cambiamento (un corso è dedicato agli “ethnic media”, a quanto pare in piena espansione a Boston). Gli oltre 300 corsi offerti dal campus Usa sono descritti sul sito www.summer.harvard.edu. La summer school di Cambridge, invece, punta principalmente su materie umanistiche: letteratura, storia, storia dell’arte, studi medievali e srudi su Shakespeare. E’ possibile anche costruire un programma di studi personalizzato (www.cont-ed.cam.ac.uk/intsummer/programmes).

 

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Lug 18

Per la vita, ma contro le donne

L’Armata Bianca esulterà. Uno degli obiettivi di questo potente movimento ecclesiale, fondato nel 1973 dal cappuccino Padre Andrea D’Ascanio, braccio destro di Padre Pio, è da sempre la lotta contro quello che nel sito del movimento dal nome così pacifico, alla voce "vita", è definito come «il più grande distruttore di pace nel mondo: l’aborto».

Non la guerra, non la violenza contro le donne e l’infanzia, non la fame e l’ingiustizia sociale: l’interruzione di gravidanza è il nemico da combattere, nemico che le donne conoscono purtroppo come ultima ratio al fallimento della contraccezione, e che comunque passa sempre dal loro corpo in modo più o meno invasivo e doloroso, a seconda del livello di civiltà delle comunità dove esse si trovano. L’esultanza deve essere molta, dopo l’approvazione alla Camera della mozione Buttiglione sulla moratoria internazionale dell’aborto come mezzo per limitare le nascite.

Il testo, impregnato di retorica pro life, impegna il governo italiano a sostenere una risoluzione delle Nazioni Unite «che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta o indotta ad abortire». Stesso procedimento, con solerzia impressionante, è già stato avviato dall’Udc al Parlamento europeo.

Esplicito nell’intento Buttiglione, che ha dichiarato: «Siamo tutti d’accordo che l’aborto è comunque un male, ma ci dividiamo sempre tra chi è per la vita e chi è per la scelta. E’ ora di contrastare tutti insieme chi nel mondo è sia contro la vita sia contro la scelta».

Almeno, se c’erano dei dubbi, ora sono fugati. La scelta di interrompere una gravidanza, ovvero il principio di autodeterminazione femminile in tema di riproduzione, che in Italia non obbliga affatto le donne all’aborto, ma lo consente nelle strutture pubbliche in sicurezza per la salute quando la contraccezione ha fallito e non ci siano le condizioni per mettere al mondo, è chiaramente aggredito e messo in contraddizione con il diritto alla vita del feto.

Tutto l’articolo su Liberazione di oggi

Monica Lanfranco

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LETTERA

«Cara Liberazione, a proposito delle minacce alla legge sull’aborto, vorrei raccontare una mia esperienza terribile la cui conoscenza possa essere utile alle nuove generazioni. Anno 1970; io e il mio convivente avevamo deciso di avere un figlio, non eravamo sposati. Ebbi un aborto spontaneo e fui ricoverata in clinica per un raschiamento, tutto alla luce del sole. Dopo un po’ fui invitata in questura dove mi dissero che ero sospettata di procurato aborto. Dopo aver tentato confusamente di "giustificarmi", la poliziotta mi comunicò che la richiesta di accertamenti proveniva dal medico provinciale. Venni a sapere che il medico provinciale mandava tutte le nubili che avevano abortito in questura d’ufficio. Mi dissero che era una tradizione. Non mi dilungo, ma mi è ritornata alla mente quell’esperienza atroce, perché temo che possano ritornare quei giorni».

Gabriella Macucci

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Lug 18

Germania, la crisi fa aumentare l’uso di droga fra i lavoratori  

La denuncia del maggior sindacato tedesco, la DGB

La confederazione tedesca dei sindacati, DGB, ha lanciato un allarme contro il pericoloso aumento dell’uso di droghe fra i lavoratori per la paura della perdita del posto di lavoro come effetto della crisi economica e finanziaria internazionale

Sono sempre più i lavoratori che usano sostanze tossiche per aumentare il loro rendimento «per far fronte allo stress crescente, ciò che ha conseguenze fatali per la salute»,afferma Annelie Buntenbach, dell’esecutivo della DGB in una dichiarazione pubblicata oggi dal quotidiano “Ruhr Nachrichten”.

La leader sindacale rivela che l’uso di droga nel posto di lavoro e la decisione di molti lavoratori di nascondere o simulare malattie per non essere licenziati, possono avere conseguenze molto negative per le imprese e per il sistema di sicurezza sociale. «La risposta alla crisi non può essere più lavoro e maggiore produttività» afferma la dirigente sindacale che aggiunge «la paura della perdita del lavoro spinge molti lavoratori ammalati a stare sul posto di lavoro».

Le strutture sanitarie riconoscono che la paura di perdere il posto ha fatto scendere in picchiata i servizi sociali per licenziamenti causati da malattia. Fino a pochi anni fa questi servizi si attestavano sul 5,07%,oggi stanno al 3,24% con una tendenza a ridursi ulteriormente.

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Lug 18

Ricerca dell’Eurobarometro sul fumo in Europa

Nonostante le varie campagne pubblicitarie contro il fumo, i vari divieti e le “minacce” di morte stampate sui pacchetti, la sigaretta rimane la “migliore amica” di un terzo dei cittadini europei. Il fumo è la principale causa di morti evitabili in Europa: è stimato che il 25 % delle morti per cancro possono essere attribuite al fumo.

Nonostante le varie campagne pubblicitarie contro il fumo, i vari divieti e le “minacce” di morte stampate sui pacchetti, la sigaretta rimane la “migliore amica” di un terzo dei cittadini europei.

Lo stabilisce uno studio condotto dalla Gallup Organisation su richiesta del Consiglio generale per la salute e i consumatori dell’Unione Europea.

Il fumo è la principale causa di morti evitabili in Europa: è stimato che il 25 % delle morti per cancro possono essere attribuite al fumo.

Per tenere a freno questa epidemia, l’Unione Europea ha attivato una politica di controllo e di gestione sul fumo caratterizzata da varie misure legislative: quali direttive del Parlamento europeo sul controllo dei produttori di tabacco, sulla pubblicità, sulle segnalazioni e prevenzione, e un programma sulla salute pubblica..

In dettaglio il sondaggio esamina:

· le abitudini di fumo e il consumo

· l’esposizione al fumo in casa o sul posto di lavoro

· l’atteggiamento verso i divieti di fumo nei locali pubblici

· la reazione ai danni alla salute

· la produzione di tabacco on line

· l’acquisto delle sigarette in altri paesi dell’UE

· la quantità di contatti con i potenziali contrabbandieri di sigarette.

La ricerca sul campo dell’Eurobarometro si è conclusa tra il 13 e il 17 dicembre 2008 intervistando 26.500 cittadini dai 15 anni in su provenienti da 27 stati membri dell’Unione Europea e dalla Norvegia.

Le interviste sono state svolte principalmente tramite telefono sostituendo il questionario scritto, metodo utilizzato nelle ricerche precedenti.

Il 26% dei cittadini europei fuma giornalmente, mentre il 5% occasionalmente. Solo la metà afferma di non aver mai fumato e il 22% di fumare poco.

È la Grecia ad avere il primato: 42% di fumatori, seguita dalla Bulgaria, Lituania, Repubblica Ceca e Slovacchia. La proporzione dell’uso di fumo fra gli intervistati varia dal 42 al 23%.

Circa il 40% dei non fumatori, nonostante le leggi che vietano di fumare in luoghi pubblici, viene continuamente esposto al fumo passivo nei posti di lavoro e a casa.  Il 70% considera la legge sul divieto di fumo un divieto flessibile,  non un dovere da rispettare.

La pensano così i cittadini greci, bulgari e lituani; non sono d’accordo invece in Svezia, Francia e Inghilterra, dove i divieti sono rigorosamente rispettati.

Più di un terzo dei fumatori europei espone altri al fumo a casa. Di seguito è riportata una tabella che individua la correlazione tra l’esposizione al fumo a lavoro e a casa.

La metà dei fumatori è favorevole al divieto di fumo nei luoghi pubblici come bar, rispetto ai 7 su 10 dei non fumatori.

Gli avvertimenti dei rischi sulla salute provocati dal fumo stampati sui pacchetti di sigarette, non intimoriscono la maggior parte dei fumatori, i quali pensano sia solo un modo per persuaderli a fumare meno. Solo tre cittadini su dieci pensano che servano a spiegare i danni causati dal fumo.

I giovani intervistati, sembrano essere poco preoccupati di leggere i rischi sulla salute stampati sui pacchetti di sigarette.

Guardando le scritte sui pacchetti più del 50% crede che aggiungere delle immagini colorate al testo rinforzi l’idea del rischio. Questa percentuale è più alta in Romania, e nel Regno Unito dove dal 2008 sono state introdotte queste immagini. Sebbene anche il Belgio usi illustrazioni sui pacchetti, i cittadini sono molto scettici sulla effettiva efficacia.

Per quanto riguarda l’acquisto delle sigarette on line, solo l’1% dichiara di non averle mai acquistate contro il 3% dei compratori.

Sono pochi ormai coloro che si recano in altri paesi per l’acquisto di sigarette a basso costo anche perché oggi non è più conveniente come un paio d’anni fa; alcuni intervistati Italiani, Francesi e Inglesi affermano di averlo fatto.

Nonostante ci siano delle leggi nazionali che impediscono il contrabbando di sigarette è in Lituania il numero più alto di contatti con i contrabbandieri mentre più basso in Belgio.

Testo a cura di Mariantonietta Rasulo

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Sep 09

I prodotti Herbalife possono agevolare lo snellimento o la perdita di peso, se inseriti nell'ambito di una dieta ipocalorica controllata. Anche se alcuni prodotti Herbalife possono essere utilizzati in sostituzione di un pasto, essi non sono tuttavia destinati ad essere usati come sostituti dell'intera dieta di una persona, e dovrebbero essere integrati da almeno un pasto completo quotidiano.
I prodotti sono notificati al Ministero della Salute. La notifica non implica accettazione, da parte del Ministero della Salute, di qualsivoglia messaggio a carattere pubblicitario.
I prodotti non sono medicinali e non sono trattamento o cura di malattie.

Tutti o quasi, sanno che lavorare da casa è oggi in una fase di forte evoluzione e intraprendenza.
Fino a qualche anno fa una famiglia poteva vivere agiatamente in presenza di uno stipendio, ora è diventato molto difficile anche con due e le cause di questo fenomeno sono molteplici.
In primis aumenta di anno in anno il costo dei beni di prima necessità, chi fa la spesa tutti i giorni lo sa, anche le spese mediche, i trasporti e molti altri servizi aumentano generalmente di più di quanto aumentano i nostri stipendi. E c'è anche un altro motivo.
Per questo motivo Herbalife propone un sistema di lavoro da casa particolarmente utile ed efficace: provare per credere!

fonte: dieta-dimagrante.com » vai al post originale »

Lug 18

CON I RIGASSIFICATORI AUMENTERANNO LE BOLLETTE DEL METANO

La quantità spropositata di rigassificatori previsti in Italia far aumentare il costo della bolletta del metano.

Il meccanismo semplice: se saranno realizzati un numero giusto di rigassificatori rispetto a quanto il fabbisogno previsto il costo del metano forse oscillerà solo in base al costo della materia prima.

Se al contrario si realizzeranno più rigassificatori di quelli che servono, il costo di mantenimento dei rigassificatori inattivi sarà prelevato dalle bollette degli utenti.

La tagliola l’ha caricata l’AUTORITA’ PER L’ENERGIA con la Delibera 178/05 la quale assicura anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto la copertura di una quota pari all80 % della potenza nominale da rigassificare.

Significa dire che anche se non avrà metano da gassificare il gestore incasserà lo stesso!

Ma cerchiamo di capire un paio di cose!

Quanto metano occorrerà e come se lo procurerà l’Italia?

Prendendo per buone le uniche previsioni ufficiali disponibili, quelle fornite dalla cabina di regia istituita dal Governo Prodi nell’agosto 2006, nel 2015 l’Italia avrà bisogno di 108 miliardi di metri cubi di gas ma, sempre attenendoci alle cifre ufficiali relative ai gasdotti da potenziare e da realizzare, alla stessa data arriveranno in Italia dai 124 ai 130 miliardi metri cubi di metano.

Dal 14 al 20% in più del fabbisogno.

http://www.comitati-cittadini.org/wp-content/uploads/2009/07/potenziamenti-gasdotti.doc

Nonostante questo, la cabina di regia in particolare l’ex Ministro Bersani ritenne essenziali 4 o 5 rigassificatori che, ci venne ripetuto fino alla nausea, permetteranno all’Italia di evitare la dipendenza energetica da paesi ritenuti poco affidabili, come la Russia e l’Algeria.

MA OGGI IN ITALIA SONO PREVISTI 17 RIGASSIFICATORI, contro i 6 previsti in tutta Europa ed i 6 previsti negli Stati Uniti!

Qualcuno dirà: vorrà dire che rigassificheremo metano per il resto d’Europa!

1) Crediamo veramente che gli altri paesi siano talmente allocchi da non costruirne a sufficienza per poi pagarne il trasporto all’Italia?

2) Ma il punto un altro: nel mondo la capacità di liquefazione molto inferiore a quella di rigassificazione. Esistono infatti solo 17 impianti di liquefazione del metano funzionanti! Ed per questo che i 51 rigassificatori attualmente esistenti nel mondo, lavorano dal 30 al 60% della propria potenzialità. Non c metano liquefatto per tutti!

Dunque che cosa succederà?

Il rischio dell’investimento sui rigassificatori è elevato poichè, comunque, si faranno o si potenzieranno i gasdotti e perchè non c’è un numero di impianti di liquefazione sufficiente a rifornire tutti!

Per questo lo Stato italiano proprio con la Delibera dell’Autorità per l’Energia – è intervenuto incentivando la costruzione di questi impianti, ciòè garantendo la copertura di gran parte dei costi e dei rischi economici dei rigassificatori.

Se le società che gestiscono i terminali non riescono a procurarsi il GNL, interviene lo Stato italiano che le rimborsa con i soldi prelevati dalle bollette dei cittadini.

Ma non è finita.

Al servizio di rigassificazione si applicano le tariffe differenziate fissate dall’Autorità dell’energia a seconda dei costi dell’impianto.

Infatti il gas dei nuovi rigassificatori, per l’ammortamento del costo dell’impianto, sarebbe fuori mercato.

Ma grazie alla citata delibera dell’Autorità per l’Energia, lo Stato si accollerà, per meglio dire scaricherà ancora sui cittadini, attraverso le bollette, le differenze di costo. E evidente che la costruzione dei rigassificatori non porterà giovamento sul versante dei prezzi mentre porterà un aggravio dei costi sulle bollette dei consumatori.

Anche con queste motivazioni i Comitati Villanova, Fiumesino e la ONLUS l’Ondaverde hanno presentato le proprie OSSERVAZIONI al Ministero dell’Ambiente sul progetto di rigassificatore di API Nva Energia.

http://www.comitati-cittadini.org/wp-content/uploads/2009/07/osservazioni-definitive.pdf

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Lug 18

giorno-post-tema

16 2464 Per Operatori della Sanità e per tutti: come difendersi dal calore

16-2463 Morti sul lavoro: la Rete Sicurezza sul Lavoro davanti al ministero

15-2462 Burocrazia e privatizzazione moltiplicano la malasanità diffusa

15-2461 Inceneritori in Sicilia, lati oscuri e danni di un subappalto record

15-2460 In Puglia si muore di tumore, l’Enel allieta con uno spettacolo

14-2459 Sciopero dei blogger contro il bavaglio del governo

13-2458 Torino snobba il Grande Fratello. Fine per la cultura siliconata?

13-2457 Ma le avete viste sui giornali le facce di bronzo degli 8 all’Aquila?

13-2456 Ci sarà giustizia per Antonino Mingolla, operaio morto all’Ilva?

12-2455 Stragi lavoro: Roma 14 luglio ore 10 presidio al  ministero del lavoro

12-2454 Vertenza "emissioni e bonifiche" per la salute dei cittadini di Brindisi

12- 2453 Acerra: l’inceneritore di Pulcinella, 10 anni di battaglie legali e lotte

11-2452 Migranti badanti in una Regione leghista, cultura dell’ipocrisia

11-2451 Cos’è accaduto a questo paese? Raccontare le responsabilità

11-2450 Arresti preventivi, come nel ventennio silenzio di istituzioni e politica

10-2449 Australia, bottiglie plastica al bando. In Italia solo una rivoluzione…

10-2448 Cassazione: a tutela dei lavoratori dall’esposizione all’amianto

10-2447 Morti sul lavoro. Cassazione: datore lavoro è sempre responsabile

9-2446 Domani 10 luglio in marcia verso l’ Aquila contro il g8

9-2445 Il marketing tratta la salute come una merce di consumo

9-2444 Scelte di solidarietà per la salute dei volontari di Medici senza Frontiere

9-2443 Approvazione del decreto “sicurezza”. Lettera di un’immigrata all’Italia

8-2442 Tossicodipendenti trattati come bestie ma chi sono le vere bestie feroci?

8-2441 Malcostume e sanatorie: per case ed evasione fiscale, non per gli umani

8-2440 Sanità privata, fabbrica di tangenti e senza contratto

7-2439 Effetto Giovanardi. In Italia 70.000 tossicodipendenti in più in un anno

7-2438 Lettera aperta della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni

7-2437 Sanità e malaffare: Puglia chiama italia. Come si esce dai pantani?

6-2436 Sane politiche di salute: le donne e i servizi per la salute in Piemonte

6-2435 Razzismo a Torino, la via crucis dei rifugiati della "Casa bianca"

6-2434 Italia che non c’è più. C’era una volta “la società civile”

5-2433 Riflessioni su sanità e malaffare: Puglia chiama Italia

5-2432 Lettera aperta: è tempo di parlare. Appello di “Gruppo Valore Laicità”

4-2431 Dal Piemonte un aiuto concreto a tutte le donne vittime di tratta

4-2430 Fatti e misfatti di questa italietta tragicomica e puzzolente di razzismo

4-2429 Messaggio dell’Associazione "Terra!"; le pubblicità illegali delle auto

3-2428 Assistenza legale al G8: un servizio per difendere i diritti fondamentali

3-2427 Ricercatrici contro ministero che esclude le staminali embrionali

3-2426 Appello: Maschilismo di Stato, morte della democrazia

3-2425 Aggredito per razzismo. La sua colpa? Essere senegalese a Milano

2-2424 Analisi del Pacchetto sicurezza, orrore per orrore di questo governo

2-2423 Razzismo e intolleranza. La verità al cinema. A Roma dal 1 al 3 luglio

2-2422 Popolazione mondiale senza vaccini e antivirali. Nonostante ci siano!

1-2421 Provocazione ignobile e funesta: "Lettera aperta di "precari" a Riina

1-2420 APPELLO per Serena

1-2419 Ieri, Una giornata in perfetta media statistica: tre morti sul lavoro

1-2418 Appello: alla vigilia del G8, tutte/i a Vicenza

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Lug 18

Come difendersi dalle ondate di calore

Le ondate di calore sono una minaccia per la salute in estate: le persone più a rischio sono gli anziani, i bambini, i pazienti cronici, chi usa certi farmaci, fa lavori all’aperto o vive in condizioni socioeconomiche svantaggiate. Ma gli effetti avversi e la mortalità causati dall’eccessiva calura sono largamente prevenibili, come illustrato nelle linee guida (pdf 628 kb) dell’Oms Europa per l’elaborazione di piani d’azione contro il caldo. Il documento, frutto del progetto Euroheat cofinanziato dall’Oms e dalla Commissione europea, spiega come mettere in pratica una buona prevenzione. È necessario attuare una serie di interventi a più livelli, da efficaci sistemi di previsione meteorologica a tempestivi bollettini di allerta sanitaria, dal miglioramento delle condizioni abitative e urbanistiche a una pronta assistenza sanitaria.  vedi fonte epicentro.iss.it
 
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Info e documentazione per tutti

AUSL DI FORLI - DIPARTIMENTO PREVENZIONE 
ONDATE DI CALORE ED ATTIVITA’ LAVORATIVE IN ESTERNO

IL DOCUMENTO (  4 PAGINE . PDF )

Vedi inoltre questo Dossier Arpa Emilia Romagna :

COME LIMITARE IL DISAGIO

  • Bere molta acqua (almeno 2 litri al giorno) a temperatura non eccessivamente bassa. La temperatura ideale di una bibita, quella che permette un veloce assorbimento e un giusto raffreddamento, è intorno ai 10 gradi. In particolare gli anziani devono prestare particolare attenzione in quanto lo stimolo della sete spesso diminuisce con l´età avanzata.
  • Evitare di bere alcolici, caffè, bevande gassate o zuccherate. L´assunzione di bevande alcoliche deprime i centri nervosi e stimola la diuresi, condizioni entrambe sfavorevoli alla dispersione di calore.
  • Mangiare molta frutta e verdure; fare pasti leggeri, preferendo pasta e carboidrati a carne e formaggi fermentati. Evitare di consumare cibi troppo caldi.
  • Evitare di uscire tra le 12 e le 17. Queste non solo sono le ore più calde della giornata ma sono anche quelle caratterizzate dai livelli più elevati di ozono.
  • Vestirsi con abiti leggeri, di colore chiaro, non aderenti, di cotone, lino o comunque fibre naturali. Assicurarsi che i familiari malati o costretti a letto o anziani non siano troppo vestiti.
  • Usare tende o chiudere le imposte nelle ore più calde; limitare l´uso del forno e dei fornelli, che possono contribuire ad aumentare la temperatura in casa.
  • Evitare il flusso diretto di ventilatori o condizionatori e le correnti d´aria.
  • Non lasciare mai nessuno, neanche per brevi periodi, in macchine parcheggiate al sole.
  • Fare bagni o docce con acqua tiepida.
  • Consultare il proprio medico prima di assumere integratori di sali minerali, se si assumono farmaci in maniera regolare.
  • Se la casa è rinfrescata con i climatizzatori, è importante pulirne i filtri periodicamente (sono un ricettacolo di polveri e batteri) e regolare la temperatura a 25-27 ºC, e comunque non troppo più bassa rispetto a quella esterna, in modo da evitare bruschi sbalzi di temperatura, spesso causa di malesseri.
  • Ridurre il più possibile l´utilizzo del pannolino per i bambini e gli anziani.
  • Se si è affetti da diabete o ipertensione o da altre patologie che implicano l´assunzione continua di farmaci, è importante consultare il proprio medico di famiglia per conoscere eventuali reazioni che possono essere provocate dalla combinazione caldo/farmaco o sole/farmaco. Tra le più frequenti, vi è l´eccessiva sensibilizzazione alla luce o i cali di pressione ed il rischio di svenimento. Chi è affetto da diabete deve esporsi al sole con molta cautela perché, a causa della possibile minor sensibilità alla dolore, potrebbe ustionarsi anche in maniera seria.
  • Stare il più possibile con altre persone.
  • Passare più tempo possibile in ambienti con aria condizionata (negozi, o altri luoghi pubblici climatizzati).

COME COMPORTARSI IN CASO DI EMERGENZA

Se si assiste una persona vittima di un colpo di calore, colpo di sole o collasso la prima cosa da fare è chiamare i soccorsi. Nell´attesa, far sdraiare la persona colpita in posizione supina in luogo fresco e ventilato con le gambe sollevate ed eseguire delle spugnature con acqua fredda; se la persona è cosciente, somministrare dei liquidi non ghiacciati (non alcool o caffè). Fra le conseguenze del colpo di calore ci possono essere anche contrazioni e spasmi incontrollabili: in questo caso bisogna fare in modo che la vittima non si ferisca, e non deve ricevere nulla da bere o da mangiare. In caso di vomito, controllare che la via respiratoria rimanga aperta magari girando la vittima su un fianco.
Nel caso di crampi, non è necessario chiamare il medico. E´ comunque importante cessare ogni forma di attività fisica per alcune ore, riposare in un luogo fresco ed assumere liquidi.

Fonte Arpa Emilia Romagna RISCHIO CALORE

Altre notizie su www.diario-prevenzione.it

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Lug 18

NOI DAVANTI AL MINISTERO DEL LAVORO

Si è svolto il 14 luglio dalle 10 alle 13, il presidio al Ministero del Lavoro, Welfare e P.S. in Via Veneto 56 a Roma, deciso all’assemblea nazionale della rete nazionale sulla sicurezza sui posti di lavoro del 27 Giugno.

Al presidio hanno partecipato le varie situazioni romane che fanno parte del comitato “5 aprile” di Roma, che rappresenta la rete nazionale in città, una delegazione del SLL da Napoli e tra i familiari delle vittime sul lavoro, presente la sorella e il nipote di Giuseppe Coletti dall’Umbria, dell’omonima associazione.

Si precisa che la stessa  Questura di Roma, nel prendere atto della comunicazione preventiva dell’iniziativa, aveva a causa della vicinanza con l’Ambasciata USA imposto un limite massimo di 30 partecipanti al presidio.

Erano presenti durante il presidio delegati sindacali e RLS di Telecom, ferrovieri, della Farmacap, di Zètema, del Comune di Roma, di diverse cooperative sociali, della Comunità di Capodarco, tecnici della prevenzione di ASL, lavoratori della scuola e di altre strutture pubbliche e private.

Hanno raggiunto il presidio anche avvocati tra i quali il responsabile della sezione romana dell’Associazione Giuristi Democratici, che aveva dato la sua adesione nei giorni scorsi come Associazione a livello nazionale.

Durante il presidio, che ha visto l’affissione di cartelloni con fotografie di vari “momenti” che rappresentavano aspetti di “insicurezza sul-del lavoro” e degli striscioni della rete nazionale sulla sicurezza sui posti di lavoro, del comitato “5 aprile” di Roma, del SLL, dell’Unione Sindacale Italiana, sono stati distribuiti volantini della rete nel testo condiviso che è stato utilizzato per le altre iniziative di sostegno svoltesi nella stessa giornata in varie parti d’Italia, fatti interventi ai megafoni a disposizione che hanno illustrato le motivazioni dell’iniziativa.

Sono state fatte riprese del presidio e interviste a componenti della rete sull’iniziativa da alcune televisioni locali e fatte interviste e report con Radio Onda Rossa, Radio Città Aperta e Radio Popolare.

Verso le 11.30 una delegazione di tre persone in rappresentanza della rete ha avuto un colloquio con il Dott. Edoardo Gambacciani (vice capo ufficio legislativo del Ministero), al quale sono state espresse le motivazioni sia politico- sindacali  dell’iniziativa in corso nella mattinata, sia i rilievi di natura tecnico giuridica sulle proposte di modifica, in senso peggiorativo secondo la rete nazionale, del T.U. sulla sicurezza.

In particolare si sono concentrate le nostre osservazioni sugli articoli identificati come 2bis, 10bis, 15bis, relativi alla deresponsabilizzazione dei padroni (lodo salva managers) in caso di infortuni e anche morti sul lavoro, sullo svuotamento delle funzioni e prerogative dei RLS, del ruolo degli Enti Bilaterali, della carenza in termini di formazione-informazione e di prevenzione e sul generale aspetto della tendenza all’abbassamento delle soglie di tutela. Si è espressa preoccupazione per il fatto che tramite questa operazione, che incide complessivamente su circa 170 articoli dei 306 (esclusi gli allegati) che compongono il T.U., si attaccano principi e diritti già previsti dall’art. 9 dello Statuto dei Lavoratori e addirittura dall’art. 2087 del codice civile.

E’ stato ribadito che non siamo intenzionati a chiudere con l’iniziativa del 14 luglio la fase di pressione per far tornare indietro il Governo sul peggioramento della legislazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, anche perché le stesse modifiche introdurrebbero una disparità di trattamento e una modifica del codice penale (art. 40 comma 2) con effetti devastanti anche su processi in corso quindi con un effetto retroattivo non giustificabile, citando il processo della Thyssenkrupp che il 14 luglio vedeva la testimonianza di lavoratori e Rsu come Ciro Argentino, della Umbria Olii e dei processi come quello di Molfetta o di Viareggio, con istruttorie preliminari in corso o come i numerosi incidenti mortali nelle ferrovie, dove chi ha denunciato le pessime condizioni di lavoro o di scarsa o inesistente prevenzione e manutenzione, ha subito licenziamenti come i casi di Dante De Angelis nelle ferrovie o di Salvatore Palombo ai Cantieri navali di Palermo, per i quali anche in quella sede si è chiesto di intervenire per sostenerne la reintegrazione al lavoro.

Si è infine segnalata la illegittimità di diverse disposizioni di modifica al Testo Unico, per incostituzionalità e per contrasto e violazione a disposizioni comunitarie (già applicate con la vecchia 626 del ‘94), lo straripamento di competenza e l’eccesso di delega da parte del governo rispetto alla 123 del 2007  e ribadito che se necessario, si farà ricorso alla Corte di Giustizia Europea per cercare di fermare tale operazione di modifica peggiorativa.   

Il dirigente del Ministero, prendendo atto dei nostri rilievi tecnici, che ci ha consigliato di inviare in forma scritta per essere valutati, come gli altri già pervenuti in questi mesi, nonché delle considerazioni di ordine politico che ci hanno spinto alle mobilitazioni (a partire di quella del 20 giugno dell’anno scorso),  ci ha voluto per così dire “tranquillizzare”, sostenendo che dei tanti articoli oggetto di modifica,  la maggior parte riguarda un lavoro di “correzione” di errori di battitura, trascrizione nel testo pubblicato in G.Uff., “ripulitura” di discrasie e incongruenze tecniche da parte di chi aveva licenziato il testo l’anno scorso, allo scopo di dare una certa trasparenza e chiarezza di comprensione giuridica, di semplificazione delle procedure e di maggiore snellezza del testo unico, evitando così il rischio che la magistratura in caso di contenzioso, potesse con sentenze sostituirsi al legislatore per interpretazioni poco chiare del testo nella sua versione originaria.

Ha voluto ribadire quanto già affermato in precedenza in altri contesti dal Ministro Sacconi, che sui punti più controversi (come quelli dell’art. 2bis, 10bis…) si stanno facendo valutazioni e approfondimenti che avrebbero avuto anche come effetto finale il “superamento” anche delle critiche e dei rilievi mossi pure da noi in quella mattinata, come da altri in precedenza, per rimanere coerenti con le finalità e i criteri sopra descritti di semplificazione di procedure, chiarezza sulle responsabilità e di trasparenza.

Il Dott. Gambacciani ha detto poi che la procedura per arrivare ad un testo di modifica era già in fase avanzata e che nelle prossime tre settimane tale lavoro per il ministero sarà concluso.

Al termine dell’incontro, la delegazione è tornata al presidio dove dopo aver relazionato ai presenti il contenuto del colloquio, risposto ad alcune domande di giornalista e concordato con gli avvocati dell’Ass. Giuristi Democratici presenti alla manifestazione di elaborare le osservazioni della rete in forma scritta (anche utilizzando il meccanismo di partecipazione popolare su provvedimenti con contenuto anche normativo in base alla legge 241 del 90, articoli 7-9 come forma di partecipazione di associazioni, a tutela di interessi collettivi diffusi) e a firma congiunta entro una decina di giorni al massimo data la fase avanzata dei lavori di “ripulitura” da parte di tecnici del ministero, nonché la bozza della lettera a Napolitano (faremo pure quella…tanto per non farci mancare nulla), alle 13 circa il presidio si è sciolto.

Si ringraziano tutti e tutte le persone, le strutture che nella giornata del 14 luglio a livello nazionale hanno fatto iniziative, dagli operai della Thyssenkrupp di Torino impegnati in udienza, alle situazioni di Bergamo, Ravenna, Milano, Taranto, Palermo, Roma e altre di cui non abbiamo avuto notizie, in una giornata che ha dimostrato la validità del lavoro autorganizzati della rete nazionale e la continuità del nostro percorso.

Nei prossimi giorni si metteranno in forma scritta le osservazioni e rilievi sulle modifiche al T.U. da inviare al Ministero del Lavoro per condividere velocemente anche questo passaggio e si dovrà verificare l’inserimento delle questioni sulla salute e sicurezza nelle piattaforme dei prossimi scioperi (a partire da quello in cantiere dei sindacati di base e  autorganizzati del 23 ottobre), fino alla costruzione di uno sciopero “generalizzato” su questi temi, che rimane un obiettivo caratterizzante il percorso della rete nazionale con il coinvolgimento anche delle strutture, rappresentanze sindacali, RLS, che fanno riferimento alle opposizioni di “sinistra sindacale” in CGIL. Così come dovrà continuare l’opera di aggregazione e sostegno ai familiari dei morti sul lavoro, alle loro associazioni già costituite e la loro autorganizzazione in rete.

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute » Vai al post originale