Ago 31

Leggittima difesa torturare i migranti? LEGHIAMO I TORTURATORI DELLA COSTITUZIONE

La procura del tribunale di Venezia ha aperto un procedimento e avviato un’indagine contro ignoti per istigazione all’odio razziale, in relazione alla pagina su Facebook intitolata Lega Nord di Mirano in cui continua a campeggiare il finto manifesto leghista, in realtà ideato a suo tempo proprio per denunciare le più gravi derive del leghismo.

Testo e vignetta su Liberazione del 29 agosto

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Ago 31

L’italiano, specchio dell’identità Salviamolo dalla Lega e dalla tv

Della interessante e utile "collana" edita da Laterza, "Prima lezione di…" - volumi di alcuni tra i massimi specialisti delle rispettive materie fra scienza e letteratura, scritti con sintetico stile di alta divulgazione - ho letto il più recente volume Prima lezione di letteratura italiana (pp. 179, euro 12,00) di Giulio Ferroni, ordinario di questa materia all’Università "La Sapienza" di Roma, a breve distanza dall’altro suo volumetto La passion predominante (Liguori, maggio 2009, pp.108, euro 10,90).

Le pagine del testo di Ferroni sono dense ma perfettamente perspicue, veloci, essenziali, sempre illuminanti sul nocciolo ideale e sul carattere e il valore stilistico delle opere più significative o addirittura fondanti della nostra intera storia letteraria, nel solido nesso delle "scuole", tendenze, e singole epoche. Ma questa opera della piena maturità di Ferroni ha anche un altro pregio: la sua duplice natura di esperta trattazione specialistica (persino con alcuni esempi di critica testuale, per esempio relativa a Foscolo e Leopardi), e, insieme, quasi di terreno di risoluto scontro - non solo letterario, ma anche storiografico e ideologico - con le tendenze pseudoculturali che attualmente si rifanno a ideologie retrive e disintegratrici, quali la rozza negazione del valore nazionale unitario della lingua italiana fin dagli anni del "dolce stil novo". Su tale argomento Ferroni scrive alcune pagine fra le più belle del suo lavoro: quelle dei paragrafi del primo capitolo, "L’Italia e la sua letteratura: Letteratura e identità nazionale", "Da quando esiste l’Italia", "Letteratura italiana e letteratura europea". Tale critica militante non sminuisce e anzi dà respiro civile e spessore etico-letterario alla rigorosa dottrina dell’autore, dopo i sempre fecondi capitoli intermedi, "Storia letteraria e lettura dei testi", "Lingua, stile, metrica, retorica" - piene di esempi e suggerimenti di tecnica filologica -, "Storia e geografia: dentro e fuori d’Italia" - sull’influenza del momento storico e del luogo di nascita o di formazione sulla ispirazione e cultura di ogni singolo autore -, "Le arti sorelle" - sui fecondi rapporti fra letteratura, pittura e musica attraverso i secoli. Nel capitolo conclusivo del libro "Il tempo a venire", la battaglia per difendere la "letteratura in pericolo" e impedire la "fine dello stile", diventa serrata e investe anche problemi essenziali del nostro tempo che hanno al centro l’attività spesso sinistra dei media - soprattutto della peggiore televisione -, la bulimia editoriale, l’omologazione in anticlimax qualitativa della sovrapproduzione letteraria. Per le scelte alternative a questo degrado, ovviamente discutibili anche se quasi sempre argomentate, occorre rifarsi brevemente all’altro e già nominato volumetto La passion letteraria , che anch’esso, al termine dell’autobiografia personale e culturale dell’autore - quasi un romanzo di formazione - torna sull’argomento della "crisi letteraria" attuale e sui rari scrittori che tra una folla di "sommersi" possono a ragione considerarsi "salvati". Bellissime, di questo secondo volume, le pagine sul "pessimismo attivo" di Leopardi, e alcune righe salutarmente spietate della conclusione: «Le scritture autentiche di ogni tempo ci suggeriscono una strada di liberazione dal troppo e vano delle parole, dei messaggi, delle immagini, degli stessi libri che ci circondano da tutte le parti. Ci possono condurre verso un’essenziale ecologia della mente, un’ecologia della comunicazione, un’ecologia della letteratura stessa: la memoria può essere salvata dall’oblio proprio attraverso la scelta tra ciò che va ricordato e ciò che va dimenticato. Distinguere e discriminare sono atti necessari per liberarci dal ciarpame che intasa le nostre menti, dall’erompere sempre più inarrestabile di oggetti reali e virtuali che si consumano, si gettano e resistono come trash (che quanto più è degradato, tanto più trova insulsi ed estasiati cultori).»

Luca Canali

Liberazione  29/08/2009

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Ago 31

Crudeltà. Più di 400 bambini detenuti e torturati nelle carceri israeliane

Gaza – Infopal. Il Ministero per gli Affari dei detenuti ha rivelato che l’occupazione israeliana detiene nelle sue carceri più di 400 bambini, la maggior parte dei quali sono studenti scolastici.

Secondo le dichiarazioni del Ministero, la promessa – fatta dall’occupazione – di creare un tribunale militare speciale per i bambini palestinesi sarebbe solo una copertura per le pratiche barbare nei loro confronti, le quali violano i principi del diritto internazionale (che impongono che la detenzione dei minori sia l’ultimo dei rimedi da adottare).

Riyad al-Ashqar, direttore del Dipartimento dell’informazione nel Ministero, in un comunicato stampa di cui il nostro corrispondente "Infopal.it" ha ricevuto una copia, ha illustrato l’intero repertorio di tormenti subiti dai piccoli prigionieri: “Gli uomini dell’occupazione li torturano, li trattano in maniera crudele e degradante per estorcere confessioni, li privano del sonno e del cibo, li ustionano con i mozziconi di sigaretta, li minacciano di deportare la loro famiglia e di far saltare in aria la loro casa, li legano mani e piedi e li bendano, usano le scosse elettriche e li costringono a stare in piedi a lungo, insultandoli”.

Sempre in base a quanto riferito dal politico, la direzione delle prigioni nega i diritti più elementari ai piccoli detenuti, gettandoli in stanze piccole come tombe, calde d’estate e fredde d’inverno, maleodoranti per la fuoriuscita dei rifiuti al loro interno, scarsamente illuminate e igienizzate. I carcerieri importunano la loro intimità spogliandoli e perquisendoli nudi, confiscando i loro oggetti personali e le foto dei parenti, privandoli delle cure e dell’istruzione e sottoponendoli a pesanti multe per le ragioni più banali.

Per quanto riguarda il tribunale speciale di cui ha parlato Israele, al-Ashqar ha commentato: “Vogliono ingannare il mondo intero e la comunità internazionale, facendo credere di rispettare i diritti umani dei bambini detenuti (…) ma la situazione che questi vivono nelle carceri prova la mostruosità dell’occupazione e delle sue pratiche repressive, e il suo disprezzo per tutte le norme e le convenzioni internazionali”.

pietro ancona

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Ago 31

La protesta per l’ospedale, manca democrazia

Intorno alla morte di Filippo Li Gambi e al cordoglio e alla rabbia di un intero paese sono state attivate un’inchiesta della magistratura, e un’indagine della Regione, è stata richiesta una relazione della Regione da parte del Ministero del Welfare, sarà attivata un’indagine dal Presidente della Commissione nazionale di Inchiesta sul Servizio sanitario nazionale del Senato. Interventi tutti, dovuti e doverosi, perché la vicenda è dolorosa e sconcertante.

Filippo Li Gambi aveva ventitré anni ed era rimasto gravemente ferito in un incidente. Era stato trasportato all’ospedale Santo Stefano di Mazzarino del Vallo, ma i medici non erano potuti intervenire perché la sala operatoria era chiusa. Trasferito all’ospedale di Caltanisetta, Filippo è deceduto poco dopo il ricovero. Dopo il suo funerale e intorno alla protesta del padre, si è raccolto l’intero paese: i negozi tengono le saracinesche abbassate e sono stati costituiti blocchi stradali. Con la tragica scomparsa di Filippo si è riaccesa una polemica che risale alla ristrutturazione della rete ospedaliera e ai primi di luglio, quando furono disattivate alcune unità operative della struttura ospedaliera senza attivare contestualmente un punto territoriale di assistenza. Che questa scelta sia rimessa in discussione di fronte a un fatto così grave è del tutto comprensibile, anche se il primo interrogativo resta un altro, vale a dire se la rete di emergenza per il trasferimento tempestivo al più vicino presidio attrezzato di un giovane che aveva subito un gravissimo incidente e conseguente emorragia abbia funzionato a dovere. Se cioè non ci troviamo di fronte a una morte evitabile. Questo interrogativo dei familiari e dell’intera popolazione è legittimo e deve trovare una risposta.

D’altra parte, a Mazzarino del Vallo come dovunque, le resistenze della cittadinanza alla chiusura dei piccoli ospedali sono prevedibili e comprensibili e suona terribilmente banale, in un contesto così drammatico, sottolineare che non si tratta solo di procedure burocratiche ma di processi che devono trovare tempi e luoghi pubblici di dibattito e di coinvolgimento della cittadinanza già nel percorso preliminare alle scelte. Non è solo questione di forma, ma di sostanza: ci sono problemi e soluzioni alternative che emergono solo in questi scambi.

La democrazia partecipata è ciò che manca quasi dovunque rispetto alla pianificazione delle reti ospedaliere ed assistenziali ed è anche la ragione di fondo di quel diffuso senso di sfiducia nella politica e nelle istituzioni che comprensibilmente esplode nella rabbia quando si verificano episodi gravissimi come la morte, forse evitabile, di un giovane. Cause e responsabilità vanno accertati. Il problema della democrazia resta.

Erminia Emprin

29/08/2009

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Sep 09

I prodotti Herbalife possono agevolare lo snellimento o la perdita di peso, se inseriti nell'ambito di una dieta ipocalorica controllata. Anche se alcuni prodotti Herbalife possono essere utilizzati in sostituzione di un pasto, essi non sono tuttavia destinati ad essere usati come sostituti dell'intera dieta di una persona, e dovrebbero essere integrati da almeno un pasto completo quotidiano.
I prodotti sono notificati al Ministero della Salute. La notifica non implica accettazione, da parte del Ministero della Salute, di qualsivoglia messaggio a carattere pubblicitario.
I prodotti non sono medicinali e non sono trattamento o cura di malattie.

Tutti o quasi, sanno che lavorare da casa è oggi in una fase di forte evoluzione e intraprendenza.
Fino a qualche anno fa una famiglia poteva vivere agiatamente in presenza di uno stipendio, ora è diventato molto difficile anche con due e le cause di questo fenomeno sono molteplici.
In primis aumenta di anno in anno il costo dei beni di prima necessità, chi fa la spesa tutti i giorni lo sa, anche le spese mediche, i trasporti e molti altri servizi aumentano generalmente di più di quanto aumentano i nostri stipendi. E c'è anche un altro motivo.
Per questo motivo Herbalife propone un sistema di lavoro da casa particolarmente utile ed efficace: provare per credere!

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Ago 31

A volte la Bibbia è più chiara della politica

Un no secco al pacchetto sicurezza, convinto e motivato sia sul piano giuridico che su quello teologico. E’ questo il messaggio più forte lanciato dal Sinodo delle chiese valdesi e metodiste che si conclude oggi a Torre Pellice (To), nel cuore di quelle valli in cui questo antico movimento di riforma religiosa ha trovato rifugio nei secoli delle persecuzioni. Per questa piccola comunità che oggi conta trentamila persone e un centinaio di chiese da Trieste a Palermo, i recenti provvedimenti sull’immigrazione alimentano il pregiudizio e la xenofobia, negano principi costituzionali fondamentali, frenano i processi di integrazione e quindi di coesione sociale di una società sempre più palesemente multietnica, multiculturale e multireligiosa come quella italiana.

Affermazioni che valdesi si ripetono da settimane, ottenendo ben scarso ascolto da parte del mondo della politica e della grande informazione. E forse per questa ragione ieri hanno voluto compiere un gesto irrituale indicendo un digiuno di protesta e di solidarietà. Protesta contro il "pacchetto", solidarietà per le sue vittime designate e cioè quelle migliaia di immigrati che da qualche giorno vivono sul filo sottile della precarietà: chi è irregolare ha più paura e chi non lo è sa bene che può diventarlo da un giorno all’altro, entrando in un tunnel che lo allontana dai servizi sociali, dal lavoro, dalla possibilità di affittare una casa. Un digiuno vissuto nell’ascolto delle cronache degli ultimi anni: dall’assassinio di Jerry Masslo, forse la prima vittima di un’Italia che nel 1989 si credeva ancora un paese di emigrati, a quello di Abdul Guibre, ucciso per un pacco di biscotti. Razzismo, si dirà. Ma come definire gli oltre seimila morti di immigrazione nel Mediterrano? Ai valdesi non basta la ricostruzione tecnica di quello che è successo. Chiedono risposte sulle responsabilità politiche e impegnano la Tavola valdese - il loro organismo esecutivo - a richiedere la revisione delle norme adottate. Insomma la buttano in politica. Ma un attimo dopo, usciti in un corteo solenne e silenzioso dall’aula sinodale, entrano nel vicino tempio. Insieme italiani ed immigrati, giovani e anziani, pastori e laici. C’è anche un vescovo cattolico e non stupisce: l’impegno per gli immigrati costituisce la frontiera avanzata di un ecumenismo che su altri piani - bioetica, ora di religione, laicità dello Stato - si fa più difficile.

E in chiesa risuonano le impegnative parole dell’Antico Testamento ("Avrete la stessa legge tanto per lo straniero quanto per il nativo del paese") e delle scritture apostoliche ("Non c’è più né giudeo né greco né schiavo né libero…"). A volte la Bibbia parla con una chiarezza che la politica non riesce a trovare.

Paolo Naso, dell’Unione chiese valdesi e metodiste

Liberazione 28/08/2009

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Ago 31

Chi erano i Fudditti? Dove si trovano le Caldaie del Latte? E la dimora della fata Morgana? Qual è la vera storia di Scilla e Cariddi? Chi era la dama reggina che conquistò il cuore del famigerato Barbarossa? Febea, prima opera narrativa della scrittrice Marina Crisafi, pubblicata per i tipi di Laruffa editore, ci conduce [...]

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Ago 31

Nicola Bissi è il Campione italiano Radial U-19, bronzo nella classifica overall: la vela olimpica azzurra coltiva giovani promesse in Emilia - Romagna
Trapani, 29 agosto –Nicola Bissi del Circolo nautico Cervia chiude il Campionato Italiano Laser di Trapani 3° overall e 1° U-19 classe Laser Radial. 200 i velisti in gara  e 11 regate disputate [...]

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Ago 31

Vela – La velista cervese Karen Simoni nella rappresentativa italiana terza qualificata al Campionato Europeo Optimist a squadre
 
 
Pieve di Ledro, sabato 29 agosto 2009 – Bronzo per la squadra italiana Optimist nella cinque giorni di regate che ha visto coinvolti i team di 12 nazioni: Norvegia, Olanda, Irlanda, Germania, Croazia, Belgio, Russia, Slovenia, Svezia, Turchia, [...]

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Ago 31

 

ABITO SPOSO UOMO

 

Inizialmente l’abito sposo uomo era scuro e austero, nel corso degli anni,però anche la moda maschile per i matrimoni si è sviluppata fino ad arrivare a proporre molte linee di abito sposo uomo.
Centro Sposi Love aiuta tutti gli sposi a trovare l’abito sposo uomo adatto a lui, alle sue caratteristiche e al suo [...]

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Ago 31

Anteprima delle nuove collezioni SPOSA MILANO LOVE 2010

 
 
Nel giorno del proprio matrimonio si corona un sogno ed e’ giusto celebrare nel migliore dei modi questo momento che apre le porte a una nuova fase della vita.
Centro Sposi Love ha raccolto nel suo showroom le migliori collezioni di abiti da sposa a Milano, per permettervi di [...]

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Ago 31

RedOffice.it è il nuovo sito di e-commerce interamente dedicato alle forniture per uffici e alla cancelleria. Propone un ampio catalogo con oltre 15000 articoli suddivisi in categorie merceologiche facilmente navigabili.
L’obiettivo di Redoffice è diventare nel breve termine il punto di riferimento per i professionisti, gli uffici e i privati che indendono risparmiare tempo e denaro [...]

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Ago 31

Il russo Egor Silin trionfa in solitaria a Verrayes.
Era la tappa più attesa di questo 46° Giro ciclistico internazionale Valle d’Aosta/Mont Blanc e non ha deluso. Attacchi per tutta la giornata, con l’assolo decisivo del corridore della Nazionale Russa Egor Silin, che sulla lunga ascesa verso Cherezoulaz ha preso il largo e conservato il vantaggio [...]

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Ago 31

Di 24 ore di mountain bike in giro per il mondo ce ne sono molte, ma se una di queste si svolge in una città incantevole come Roma, il suo nome non può che essere “La 24 ore più bella del mondo”!
La 24 ore più bella del mondo è una staffetta in mountain bike che [...]

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Ago 31

Sapete per quale motivo continuiamo, o continueremo a parlare di Gallipoli? La risposta la potranno dare, i tanti che hanno scelto questa località per le vacanze estive, che volgono al termine, ma….. le ultime occasioni da non perdere sono tantissime, le ultime offerte si potranno trovare  in particolare in questo ultimo mese di vacanze: Settembre
Settembre  manterrà [...]

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Ago 29

Sono passati quindici anni dal 1994, anno della nascita di Emergency e del primo intervento nel Ruanda devastato dalla guerra civile.

In quindici anni, oltre tre milioni di persone sono state curate gratuitamente in Afganistan, Algeria, Angola, Cambogia, Eritrea, Iraq, Palestina, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan e in Italia.

Per celebrare i (primi) 15 anni di attivita’, Emergency ha deciso di trasformare il raduno nazionale dei volontari nella sua prima "Festa nazionale" con molti appuntamenti aperti al pubblico. A Firenze, al Mandela Forum e a Firenze Fiera, dall’8 al 13 settembre, spettacoli, dibattiti, incontri per conoscere il lavoro dell’associazione e per ragionare sul passato, sul presente e sul futuro dell’Ong fondata da Gino Strada..

Nella citta’ toscana si sveleranno al pubblico i segreti di ospedali efficienti e con standard di cura elevatissimi:

Mercoledi’ 9 settembre alle 15.00, l’incontro "Come si costruisce un ospedale modello: i centri di Emergency dalla missione esplorativa, alla progettazione, al mantenimento". Sabato 12 e domenica 13, al mattino, medici e infermieri racconteranno i nuovi obiettivi dell’associazione e le attivita’ degli ospedali di Emergency nel mondo.

Spazio anche per i dibattiti "politici" organizzati da PeaceReporter:

Martedi’ alle 18.00, sara’ l’Afganistan alla ribalta: "Una missione diversamente difensiva" il titolo dell’incontro per fare il punto su una guerra che vede sempre piu’ coinvolti i militari italiani.
Introdurra’ Enrico Piovesana con Nico Piro, inviato del Tg3, il direttore di Analisi Difesa Gianandrea Gaiani, il giornalista Emanuele Giordana, il generale Fabio Mini e Marco Garatti, chirurgo di Emergency di ritorno da Lashkar-gah, capoluogo del distretto di Helmand, teatro della grande offensiva statunitense di questa estate.
Giovedi’, sempre alle 18.00, si parlera’ di "I soldi per armi e guerra:
un pessimo investimento" con esperti del settore, tra cui Paolo Busoni, Angelo Baracca, Valter Bovolenta e Francesco Vignarca. Sabato, infine, "Il razzismo: una strana malattia", con lo scrittore Erri De Luca, Don Virginio Colmegna della Casa della Carita’ e Gabriele del Grande, fondatore di Fortress Europe.

Molti gli spettacoli in programma:

Presso Firenze Fiera, martedi’ 8 alle 21.00, "Venezia - Londra - New York - Firenze. Il cinema dei diritti" con la proiezione di: "Domani torno a casa" film-documentario di Fabrizio Lazzaretti e Paolo Santolini girato tra Afganistan e Sudan.
Mercoledi’ 9 alle 21.00, sara’ la volta di Lella Costa, che portera’ a Firenze un suo recital. Giovedi’ 10 alla stessa ora tocchera’ a Moni Ovadia con il suo classico e piu’ apprezzato spettacolo teatrale: "Oylem Goylem". Venerdi’ e sabato il palco del Mandela Forum ospitera’ alcuni grandi amici di Emergency. Venerdi’
alle 21.30 Gino Strada e Diego Cugia, il Jack Folla di Alcatraz, "giocheranno" con la storia e con il futuro dell’associazione - e con quello del nostro paese - insieme a Fiorella Mannoia, Gianni Mura, Vauro e Marco Paolini. Sabato alle 21.30, Serena Dandini condurra’ una serata in cui si alterneranno tra gli altri Antonio Cornacchione, Bebo Storti, Gaspare e Zuzzurro, Dario Vergassola.

Guarda lo spot dell’incontro nazionale: http://firenze.emergency.it
Tutti gli aggiornamenti su http://firenze.emergency.it

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Ago 29

LE NOTIZIE CHE NON HANNO FATTO NOTIZIA

Come ogni anno, Censura raccoglie le notizie che avrebbero dovuto occupare le prime pagine di tutti i giornali e telegiornali del mondo e che, invece, sono letteralmente e scrupolosamente “scomparse”.

Ecco qualche esempio:

• L’industria dell’energia e delle armi nucleari e gli enti governativi che sovrintendono alle attività nucleari stanno operando affinché grandi quantità di terreni e materiali contaminati dalla radioattività vengano riclassificati come “non radioattivi”. Non vogliono infatti pagare per isolare le scorie – che comprendono metallo, cemento, asfalto, plastica, terreni, attrezzature ed edifici – e hanno deciso di inviarle nei siti di stoccaggio ordinari o persino di riciclarle a scopo commerciale, col rischio che finiscano in oggetti di uso quotidiano.

• Oggi nel mondo esistono 27 milioni di schiavi, una cifra senza precedenti. Il commercio di esseri umani contende al traffico di droga e al contrabbando d’armi il triste primato di principale attività criminale del pianeta.

• L’addestramento segreto degli eserciti e della polizia latinoamericana, che un tempo avveniva nelle famigerate Scuole delle Americhe, è stato decentrato e sono nate le ILEA (International Law Enforcement Academy). Ci sono ILEA a Budapest, a Bangkok, a Gaborone, in Botswana; e a Roswell, in New Mexico. E ovviamente ci sono ILEA sparse in tutta l’America Latina. Qui, protetti dall’immunità alle accuse di crimini contro l’umanità, ogni anno 1.500 ufficiali apprendono presunti metodi “anti-terrorismo”, tra cui la tortura e le tecniche di esecuzione.

• L’indipendenza del Kosovo dalla Serbia non porterà né indipendenza né qualsivoglia forma di autogoverno. L’Unione Europea ha inviato nella regione 1.800 figure specializzate per contribuire alla nascita delle istituzioni del nuovo Kosovo. Al contempo la KFOR, la forza NATO di stanza nella regione, dispone di 16.000 soldati con completa sovranità. L’unica grande costruzione finora realizzata è stata Camp Bondsteel, la più grande base militare americana d’Europa.

Project Censored è un autorevole gruppo statunitense di ricerca sui media che si propone di promuovere il ruolo “del giornalismo indipendente in una società democratica”. Nasce nel 1976 da un’idea di Carl Jensen, docente presso la Sonoma State University, e dal 1996 è guidato da Peter Phillips, docente di Sociologia e da molto tempo attivo in organizzazioni no profit.

LE 25 NOTIZIE PIù CENSURATE - Peter Phillips e Project Censored

vai su http://shop.arcoiris.tv/catalog/product_info.php?products_id=161

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Ago 29

Allevamenti industriali: fabbriche

di virus

Non mi stanco di denunciare le follie del modo industriale e globalizzato di produrre i cibi di cui ci nutriamo, il modo intensivo di produrre le carni, con centinaia di migliaia di maiali, vitelli o polli reclusi e stipati in gabbie, nutriti e abbeverati con sistemi automatici, cresciuti a forza di antibiotici per prevenire le malattie e aumentare il peso (il 70% degli antibiotici impiegati negli Stati Uniti viene somministrato ad animali sani per contrastare gli effetti della scarsità di igiene e del sovraffollamento).

Da queste condizioni di estrema concentrazione e di scarsa igiene, stanno nascendo virus nuovi, che già uccidono le persone. I CDC (Center for Discases Control) stimano che ogni anno due milioni di persone contraggono una infezione resistente agli antibiotici e 80.000 ne muoiono. Oggi i sistemi industriali di gestione degli animali e dei liquami degli allevamenti sono una pericolosissima bomba ecologica che può colpire soprattutto quel miliardo di esseri umani, soprattutto in Africa e Asia, concentrati nelle periferie urbane, in condizioni biologicamente vulnerabili (malnutriti) e in condizioni igienico sanitarie pessime, non raggiungibili da vaccini o medicine. Le multinazionali che in maggioranza gestiscono queste imprese parlano di una domanda di mercato delle carni in grande aumento e questo è il metodo per soddisfare la richiesta.

Come al solito, la grande assente è la politica che, quando si tratta di mettere regole alla economia, guarda da un’altra parte, non previene i disastri, e poi accolla alla spesa pubblica il peso dei danni che potevano essere evitati. La crisi finanziaria, nata negli USA dalle truffe di istituti di credito ai danni di istituzioni finanziarie di mezzo mondo, è nata dal non rispetto delle regole (la famosa deregulation), dalla mancanza dei controlli delle istituzioni politiche, e poi i soldi per rimediare sono venuti fuori dai bilanci dello Stato. I truffatori e i fabbricatori di virus possono dormire tranquilli, le sorti del mondo le decidono loro.

Chi parla di contenimento delle nascite, sviluppo sostenibile, autosufficienza alimentare ed energetica di ogni nazione, fonti rinnovabili, piccolo e diffuso modo di produrre sia cibi che energia, è solo un innocente sognatore, e non so quanto tempo ancora ci vorrà per capire che è questa l’unica strada da percorrere. Ma capitalisti e preti sono in trincea affinché nulla cambi, e noi siamo liberi di crepare di qualche “pandemia”, magari programmata, dove si salvano solo i più ricchi.

Paolo De Gregorio

www.bellaciao.org

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Ago 29

Badanti, dal 1° settembre le domande on line

Da martedì prossimo sarà possibile avviare la procedura per la regolarizzazione di colf e badanti attraverso un modulo da scaricare sul sito del ministero dell’Interno. Se, infatti, già da alcuni giorni è possibile pagare il contributo di 500 euro per ciascun lavoratore, presupposto indispensabile per la compilazione del modulo, dal 1° settembre fino alla fine del mese i datori di lavoro avranno la possibilità di compilare la domanda on line.

 

Come funziona la procedura

Prima di iniziare la procedura di emersione on line è dunque necessario pagare un contributo di  500 euro per ciascun lavoratore. Il pagamento potrà avvenire utilizzando il modello F24, reperibile presso gli sportelli bancari o postali e sui siti dell’Agenzia delle Entrate, del ministero del Lavoro, dell’Interno e dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps), insieme alle istruzioni per la compilazione.

È necessario, inoltre, acquistare una marca da bollo di 14,62 euro, il cui codice a barre telematico verrà richiesto durante la compilazione della domanda.

Una volta effettuato il pagamento, Il datore di lavoro potrà presentare la domanda, esclusivamente in via telematica, attraverso il sito internet del ministero dell’Interno (al momento sono disponibili i fac-simili dei moduli con diverse informazioni sulle procedure).

Avrà tempo per questo fino al 30 settembre, e la data effettiva della dichiarazione sarà quella indicata nella e-mail. La ricevuta sarà disponibile all’interno del sito nell’area “elenco domande inviate”, e potrà essere stampata successivamente alla ricezione della e-mail di conferma.

I requisiti richiesti per la domanda

Per quanto riguarda la regolarizzazione delle colf, possono presentare la domanda i datori di lavoro in possesso di un reddito annuo, per il 2008, non inferiore a 20 mila euro (se famiglia monoreddito). Mentre il reddito del nucleo familiare non potrà essere inferiore a 25 mila euro se i soggetti conviventi che percepiscono reddito sono più di uno.

Si può presentare una sola domanda per ciascun nucleo familiare.

Passando alle badanti, poi, possono presentare la domanda i soggetti in grado di dimostrare la limitazione dell’auto-sufficienza propria o della persona per cui si richiede l’assistenza al momento in cui è sorto il rapporto di lavoro, tramite la documentazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.

Per i cittadini in precedenza riconosciuti invalidi, invece, sarà sufficiente presentare la documentazione di invalidità civile.

Si possono presentare massimo due domande per nucleo familiare. Nel caso in cui si presentino due domande per assistere la stessa persona, la certificazione medica dovrà attestarne la necessità.

Ciascun nucleo familiare può, quindi, chiedere la regolarizzazione di massimo tre lavoratori (1 colf e 2 badanti).

Martina Aureli

www.ilsalvagente.it

Sul sito del Viminale una serie di domande e risposte utili per la regolarizzazione. Eccole di seguito:

 

1. Da quando sono in vigore le procedure per l’emersione?

Dal 21 agosto è possibile scaricare dai siti del Ministero dell’Interno, del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dell’Agenzia delle Entrate il mod. F24 “Versamenti con elementi identificativi” per il pagamento del contributo forfettario di 500 euro. Il programma per la compilazione dell’istanza sarà scaricabile dal sito del Ministero dell’Interno alla fine del mese di agosto, mentre il modulo di istanza sarà scaricabile dal 1° settembre.

La procedura on line per l’inoltro della domanda sarà attiva dal 1° al 30 settembre 2009.

2. Dove posso reperire i modelli F24 “Versamenti con elementi identificativi”?

I modelli F24 “Versamenti con elementi identificativi” sono reperibili on line sul sito del Ministero dell’Interno, su quello del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e su quello dell’Agenzia delle Entrate e possono essere stampati direttamente per effettuare il pagamento del contributo forfettario di 500 euro.

3. Devo presentare domanda per un domestico e una badante, posso fare un unico versamento utilizzando lo stesso modello F24 “Versamenti con elementi identificativi”?

Sì, è possibile utilizzare lo stesso modello F24 “Versamenti con elementi identificativi” per regolarizzare la posizione contributiva di uno o più lavoratori, avendo cura di compilare per ogni lavoratore dichiarato una riga del modulo stesso.

4. Pagando il contributo di 500 euro mi verranno chiesti altri versamenti arretrati?

Il contributo è rivolto a fornire la copertura assistenziale e previdenziale del periodo 1° aprile – 30 giugno 2009 (2° semestre 2009). Per il periodo precedente, i datori di lavoro che abbiano indicato nella domanda di emersione una data di inizio del rapporto di lavoro antecedente al 1° aprile, saranno invitati dall’INPS a compilare l’apposito mod. LD15-ter, scaricabile dal sito dell’Istituto stesso.

5. Il mio documento ha una numerazione inferiore a 17 caratteri. Cosa devo indicare nella compilazione del mod. F24 “Versamenti con elementi identificativi”?

In caso di numerazione del documento inferiore a 17 caratteri si deve riportare la numerazione reale, senza aggiunta di zeri o di altri segni.

6. Il lavoratore extracomunitario per il quale intendo presentare domanda di emersione è privo di passaporto. Come devo compilare il modello F24 nel campo “elementi identificativi”?

Nel campo “elementi identificativi” del relativo modello F24 può essere indicato anche il numero di un altro documento equipollente valido per l’ingresso in Italia, purchè sia lo stesso che sarà indicato nel modulo di dichiarazione di emersione.

Se il lavoratore è privo di documenti idonei non può essere regolarizzato.

7. Quale reddito occorre prendere in considerazione? L’imponibile, il lordo o il netto?

Il reddito è richiesto solo in caso di sostegno al lavoro familiare ed è il reddito imponibile (al lordo delle imposte).

8. Per la determinazione del reddito imponibile del datore di lavoro possono essere ricomprese anche altre fonti non soggette alla dichiarazione dei redditi?

Nella valutazione della capacità economica del datore di lavoro può essere presa in considerazione anche la disponibilità di un reddito esente da dichiarazione annuale e/o CUD (es: assegno di invalidità). Tale reddito dovrà comunque essere certificato.

9. Quali familiari possono integrare il reddito?

Il cumulo dei redditi è previsto solo per il nucleo familiare, intendendo per famiglia quella prevista dalla normativa vigente, ossia i familiari che hanno la medesima residenza.

10. Sono una persona anziana e vivo solo. Vorrei regolarizzare la sig.ra che mi aiuta in casa ma non ho reddito sufficiente, come posso fare?

Per regolarizzare le badanti non occorre certificare il possesso di un reddito ma solo esibire, al momento della convocazione presso lo Sportello Unico, il certificato medico dal quale risulti la limitazione dell’autosufficienza.

11. Vorrei regolarizzare la badante di mia madre che vive in città diversa dalla mia. Posso fare la domanda? Devo dimostrare i redditi?

Si, la domanda è telematica e viene inoltrata automaticamente allo Sportello competente in base alla provincia ove la badante lavora. E’ sufficiente produrre il certificato medico dal quale risulti la limitazione dell’autosufficienza e non occorre dimostrare il possesso di un reddito minimo.

12. Sono un cittadino extracomunitario in Italia da dieci anni e sono un commerciante benestante ma solo qualche mese fa ho chiesto la carta di soggiorno e non mi è stata rilasciata. Posso fare la domanda per regolarizzare la baby sitter di mia figlia?

Sì, la dichiarazione può essere presentata anche dal cittadino straniero in possesso della ricevuta di richiesta di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (già carta di soggiorno).

13. Vorrei regolarizzare la mia badante il cui passaporto è in scadenza. Posso procedere lo stesso?

E’ necessario esibire un documento in corso di validità (passaporto o altro documento equipollente) al momento della stipula del contratto di soggiorno. Nel caso in cui la domanda sia stata inoltrata indicando un documento scaduto o qualora il documento indicato sulla domanda sia scaduto nelle more della definizione della procedura, copia dello stesso dovrà comunque essere esibita al momento della convocazione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione.

14. Devo fare richiesta per due badanti, una che assiste mia madre, una che assiste mio suocero. Che certificato medico devo presentare allo Sportello?

Per ciascun congiunto dovrà essere presentato il certificato attestante la non autosufficienza..

15. Ho presentato domanda di nulla osta al lavoro per un cittadino straniero nel 2007; mi è stato comunicato che l’istanza è migrata nel decreto flussi 2008 ed è stata ammessa per la valutazione. Presentando una nuova istanza, la vecchia decade automaticamente? Come mi devo comportare?

La comunicazione che la domanda è migrata nel 2008 significa che lo Sportello Unico per l’Immigrazione competente ha iniziato a valutare le domande relative al decreto flussi 2008. La relativa convocazione verrà effettuata sulla base dell’ordine cronologico di acquisizione della domanda da parte del sistema.

La domanda di emersione deve essere presentata solo nel caso in cui lo straniero sia già presente sul territorio nazionale; in questo caso, nell’istanza va indicato di aver già prodotto domanda sulla base del decreto flussi ed automaticamente si rinuncia all’istanza già presentata.

16. Devo regolarizzare una badante. Se dopo la presentazione della domanda, in attesa di esser chiamato per la firma del contratto, la persona non autosufficiente cessa di vivere la domanda viene rigettata?

In caso di decesso del datore di lavoro, la domanda viene rigettata, ferma restando la possibilità, per i familiari dello stesso, di subentrare nell’assunzione.

17. Sono un datore di lavoro impossibilitato a sottoscrivere il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione. Chi può sostituirmi?

In caso di presenza di coniuge, figli, o altri parenti in linea retta o collaterale fino al 3° grado, essi possono sottoscrivere per conto del proprio congiunto, ai sensi dell’art.4 del DPR 445/2000, relativo agli impedimenti alla sottoscrizione da parte dell’interessato a sottoscrivere. Altrimenti, si deve far ricorso ad apposita delega notarile.

18. Devo pagare la marca da bollo come nel caso di domanda sulla base del decreto flussi?

Sì, va pagata la marca da bollo di euro 14,62 e nella domanda va indicato il numero del codice a barre della marca stessa, che dovrà essere esibita al momento della convocazione presso lo Sportello Unico.

19. Posso regolarizzare uno straniero colpito da provvedimento di espulsione?

È possibile regolarizzare stranieri espulsi per violazione delle norme sul soggiorno. Sono esclusi gli stranieri espulsi per motivi di ordine e sicurezza dello Stato o espulsi perché appartenenti ad una delle categorie indicate nell’art.13, c. 2, lett c) del Testo Unico sull’Immigrazione. Sono altresì esclusi coloro che risultino non ammissibili nel territorio nazionale sulla base di accordi o convenzioni internazionali o perché condannati per i reati previsti dagli artt. 380 e 381 del codice di procedura penale.

20. È consentita la domanda di emersione per un lavoratore impiegato come collaboratore domestico per 15 ore settimanali?

No, è possibile l’assunzione da parte di un unico datore di lavoro per orari di lavoro settimanali non inferiori a 20 ore.

21. È possibile presentare domanda di emersione per un lavoratore straniero domestico regolarmente soggiornante ma non abilitato a svolgere attività lavorativa oppure con permesso di soggiorno scaduto da più di 60 giorni il cui rinnovo sia stato richiesto oltre i termini?

La domanda di emersione può essere presentata dai datori di lavoro che occupino, alla data di presentazione della domanda, lavoratori stranieri comunque presenti sul territorio nazionale. Di conseguenza, tale istanza può essere presentata anche in favore di stranieri che, pur regolarmente presenti sul territorio nazionale, non potevano essere assunti in quanto privi del titolo di soggiorno che li abilitasse allo svolgimento di un’attività lavorativa (turismo, cure mediche, studio, motivi religiosi, etc.). Tale ipotesi comprende anche il caso di straniero con permesso di soggiorno scaduto da oltre 60 giorni e per il quale non sia stato richiesto nei termini il rinnovo.

22. Come posso certificare che il lavoratore clandestino è alle mie dipendenze da più di tre mesi alla data del 30 giugno? Ovviamente non esiste contratto, ci sono moduli o autocertificazioni da produrre?

Lo stesso modulo di domanda di emersione costituisce una autocertificazione di quanto in esso dichiarato.

La presentazione di falsa dichiarazione o l’utilizzo di documenti contraffatti costituisce reato.

23. Quando potrò ottenere la ricevuta di presentazione della domanda di emersione?

La ricevuta di presentazione della domanda di emersione sarà scaricabile dal sito del Ministero dell’Interno a decorrere da massimo 72 ore dall’invio della domanda e rimarrà a disposizione nel sito stesso a tempo indeterminato. Qualora decorse le 72 ore la ricevuta non fosse ancora disponibile, ci si potrà rivolgere all’Help Desk per la risoluzione del problema.

24. Sono un operatore di una Associazione che ha stipulato con i Ministeri dell’Interno e del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali un Protocollo di intesa per attività di informazione e di assistenza in materia di procedura di ricongiungimento familiare. Per operare anche a supporto dei datori di lavoro in questa procedura di emersione occorre un nuovo accreditamento o è sufficiente quello già ottenuto?

No, non occorre un ulteriore accreditamento, è sufficiente quello di cui si è già in possesso.

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute » Vai al post originale

Ago 29

A CHE PUNTO SIAMO?

Il progetto di raddoppio del tunnel autostradale del Frejus sembra essere entrato in una fase decisiva. Le istituzioni preposte, dalla Commissione inter-governativa (CIG) al CIPE alla Regione Piemonte (che pure ha espresso forti perplessità sul progetto), hanno dato parere favorevole all’opera. La SITAF, cioè la società proponente – già campione della cementificazione e imbruttimento della Valle –, si appresta a lanciare la gara d’appalto che dovrebbe portare all’apertura dei cantieri nei prossimi mesi, sbandierando l’inizio dei lavori dalla parte francese. Se è sempre meglio diffidare dei titoloni mediatici ad effetto e delle dichiarazioni trionfanti dei politici, è però indubbio che siamo in un momento decisivo, in cui è più che mai importante far sentire con forza e determinazione le ragioni di contrarietà, già espresse da enti locali, associazioni e abitanti del territorio, e che finora non sono state prese in considerazione.

Il fatto che, con il pretesto di garantire la sicurezza del tunnel, la SITAF proponga una nuova galleria di ben 8 metri di diametro rende evidente che la finalità reale è quella di poter incrementare il transito dei veicoli. Di fronte alla denuncia di questo inganno, SITAF e istituzioni regionali e nazionali avevano sempre negato, accusando di diffondere fasi allarmismi. Ma ora che tutto è stato approvato, il Presidente della SITAF e il Sottosegretario alle Infrastrutture hanno gettato la maschera, dichiarando pubblicamente che il nuovo traforo potrà essere usato per il passaggio di auto e TIR. Per cui è ora più evidente e reale che mai la prospettiva di un aumento di traffico pesante, richiamato da altri valichi come quello del Monte Bianco (messo già in sicurezza senza realizzare un nuovo tunnel e dove il passaggio di TIR è fortemente osteggiato dalla Regione e dalla popolazione).

Trasformare la nostra valle alpina in un corridoio di transito significa deteriorare ulteriormente la qualità dell’aria e dell’ambiente, condizionando così la vivibilità e la stessa economia fondata sul turismo. Chi mai verrebbe a passare le vacanze in un luogo prima deturpato per anni da cantieri con camion che transitano su e giù per la valle carichi di smarino, e poi, a tunnel funzionante, con un alto inquinamento atmosferico e acustico?

Il ricatto dei posti di lavoro che questi cantieri porterebbero alla Valle è una favola a cui pochi ormai dovrebbero credere. La manodopera arriverebbe da fuori, gli operai vivrebbero in cantieri autosufficienti e quindi senza nessun apporto alle economie locali. Anzi, il rischio più concreto è quello che i commercianti, gli unici che potrebbero in teoria trarre dei benefici, vedano al contrario diminuire gli introiti dei turisti, i quali verosimilmente preferiranno luoghi meno infrastrutturati e saturi di cantieri TIR e cemento.

Per quanto riguarda lo stoccaggio degli oltre 600.000 mc di smarino, lo stesso Studio di Impatto Ambientale (SIA) definisce le discariche previste “ad alto impatto”. Per i siti di deposito, restano sempre aperte le quattro ipotesi: a Bardonecchia, alla Maddalena di Chiomonte, fuori dalla Valle e alla cava di Meana (dove si sta studiando la costruzione di una teleferica da Susa, con un impatto devastante per quanto riguarda polveri, rumori e paesaggio). La SITAF intanto sta cercando di “regalare” un po’ di smarino a qualsiasi Comune disposto ad accettarlo!

Quest’opera, che è inserita nella “legge obbiettivo”, si può ancora fermare, ma per far ciò occorre un impegno di tutti quelli che non si rassegnano e che hanno a cuore la vivibilità del presente e del futuro della Valle di Susa.

Invitiamo tutti a partecipare alle prossime iniziative, tra cui il corteo del 29 agosto a Oulx, e ad esprimere il proprio dissenso nei mille modi che la fantasia e la partecipazione possono suggerire…

Come hanno dimostrato le lotte contro i cantieri del TAV in Bassa Valle, con una forte pressione popolare questi progetti nocivi si possono fermare (… e la SITAF, in questo caso, è senza dubbio il principale soggetto su cui concentrare la pressione).

Assemblea contro il raddoppio del Frejus e per il contingentamento dei TIR

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute » Vai al post originale

Ago 29

Mari inquinate, jeep sulle coste è il capitalismo, bellezza!

Che cosa farebbero i titolari della ditta di espurgo pozzi neri, i cui operai sono stati sorpresi a scaricare liquami o lavaggi di fogna nel mare di Capri, se mi presentassi nelle loro private case e gli versassi in camera da letto un vaso da notte con i miei personali e privati escrementi del giorno prima ? Mi coprirebbero di botte, suppongo, e farebbero bene. Che cosa dovrei fare io, se i predetti versassero, come risulta che abbiamo fatto, gli escrementi di alcune abitazioni private nel mare che è anche mio, che è parte di "casa mia" ? L’episodio dello sversamento di liquami nel mare di Capri è la metafora di tutte le violenze ambientali, compresi l’abuso nelle costruzioni abusive, lo sbarco di un arzillo sessantenne in autobarca nella spiaggia rosa dell’isola di Budelli, eccetera. Lo sversamento di liquami che ha fatto finire agli arresti i due operai, è stato riconosciuto anche come reato di "deturpamento di bellezze naturali". E’ tutta questione di "bellezza" ? Quando è sbarcata anche in Italia la contestazione ecologica, quarant’anni fa, la difesa dell’ambiente è stata praticata dai "pretori d’assalto" che sono riusciti a trovare, nelle pieghe delle leggi allora esistenti (scritte decenni prima senza pensare a particolari violazioni ecologiche, ma "solo" per la difesa del diritto alla salute umana), i motivi per colpire gli inquinatori. Per anni si è dibattuta la necessità di leggi per la difesa dell’ambiente e sono state formulate, o ereditate dalla Comunità europea, norme, ma sempre nel rispetto degli interessi privati ed economici, leggi che comunque mostravano la massima delicatezza verso ogni persona che, come scriveva Marx per gli inquinatori del suo tempo, intraprende to turn an honest penny , per guadagnarsi qualche meritato soldo; leggi poi lentamente svuotate mediante deroghe, testi unici, condoni, le uniche con cui anche la parte attenta della magistratura può operare. L’inquinamento del mare, al di là della formulazione del reato, è un crimine perché tocca un delicato e fragile insieme di rapporti ecologici che coinvolgono le catene di esseri viventi presenti nel mare - come spiega il dimenticato bel libro di Rachel Carson, Il mare intorno a noi , Einaudi, 1973 - e le alterazioni di tali equilibri ricadono, in forma diretta, sulla vita umana, di chi fa il bagno nelle acque inquinate, di chi consuma il pesce avvelenato dagli agenti inquinanti, dal carico di batteri e virus delle merde, dai prodotti petroliferi, dalle sostanze chimiche di rifiuto agricole e industriali, eccetera.

Un secondo punto riguarda i soldi. I reflui domestici o qualsiasi altro flusso di sostanze inquinanti che finiscono nel mare (limitiamoci a queste per ora) potrebbero essere trattati con adatte tecniche che fanno diminuire le sostanze inquinanti per renderle meno offensive per il mare, ma questa operazione costa dei soldi e, se venisse praticata, renderebbe più costose le merci e i servizi e, nel caso considerato, il prezzo del soggiorno a Capri. E qualcuno dei turisti magari non verrebbe a Capri e andrebbe altrove e ne soffrirebbe l’economia della città; da questo punto di vista i due inquinatori e tutti quelli come loro che fanno risparmiare i loro clienti scaricando i reflui in uno spazio che, secondo la mentalità corrente, è considerato "di nessuno", sono benemeriti difensori dell’economia, del turismo di Capri o di Ischia o quel che è.

Un terzo punto riguarda la proprietà; alcuni privati offendono e si appropriano di "beni" - il mare, i fiumi, l’aria, il suolo - che sono non "di nessuno", ma che sono miei e vostri, di ciascun lettore e cittadino italiano. Non usciremo mai dalle trappole ecologiche fino a quando la normativa ambientale non riconoscerà il mare - la "bellezza" di quello di Capri e la vita di qualsiasi mare - e tutti i beni ambientali come proprietà privata di tutti coloro che hanno il diritto di fruirne in forma pulita e non dannosa perché sono "loro", con lo stesso diritto di non vedere sporcata la propria camera da letto. Questi discorsi erano abbastanza comuni e accettati quarant’anni fa, quando l’ecologia è stata scoperta come nuova forma di violazione di diritti; allora i giuristi discussero con passione sulla classificazione dei beni ambientali: come "res nullius", di nessuno, o "res omnium" e molti conclusero giustamente che proprio "res omnium", proprietà privata di tutti, erano da considerare; col passare del tempo, a furia di furbizie e compromessi, siamo arrivati al mare di Capri di ieri l’altro o dell’Adriatico e del Tirreno o dello Jonio di tutti gli anni passati e futuri. Un ultimo punto, infine, riguarda i rapporti di classe associati alle alterazioni dell’ambiente. Lascio stare i rapporti fra padroni e operai, i muratori che, in cambio del salario, assicurano profitti ai loro padroni nella costruzione di edifici abusivi o fuori norma, i dipendenti delle imprese che inquinano il mare o l’aria per assicurare profitti ai loro padroni, vittime e complici di reati che colpiscono nella salute loro stessi e le loro famiglie. Anche i danni dovuti agli inquinamenti hanno carattere di classe; sono le classi più povere, i miserabili che fanno un bagno domenicale in spiagge sovraffollate e in un mare pieno di merde, umane e merceologiche, a essere colpiti da malattie; i loro padroni sanno dove trovare mare meno inquinato muovendosi con le loro barche potenti e inquinanti. Per farla breve, le violazioni ambientali sono inevitabili figlie della violenza del profitto e dell’interesse privato, la quale colpisce non solo i pesci che guizzano nel mare o gli uccelli che ci rallegrano col loro canto, ma colpisce gli altri esseri umani, specialmente i più deboli e i più poveri, trascinati dagli inquinatori ricchi a diventare anche loro inquinatori. Così con la società dei consumi, i poveri sono promossi da inquinati a inquinatori di se stessi e quindi ancora più poveri.

E’ il capitalismo, bellezza. So bene che non è politicamente corretto parlare così, ma va pur detto. Tutto il resto è chiacchiericcio.

Giorgio Nebbia

Liberazione

26/08/2009

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