Ott 30

  1/ è la ricerca di KW-s per questo si può usare “Google External Keyword Tool” per scoprire quali kw creano più traffico nelle ricerche per il tuo sito. Questo strumento sugerisce anche i kw relativi a quelli che già conosci. Quello che ti interessa è quali frasi sono più fortunate e se la cercano le persone che vogliono spendere soldi.   E’ possibile anche inserire la frase in google e vedere quante inserzioni ci sono a pagamento là.   2/ adesso scrivi 20 titoli per gli articoli usando questa frase. Attenzione che il titolo deve promettere i beefici. Sarà il titolo che guiderà i visitatori al tuo sito.   3/ adesso scrivi questi articoli. 400 parole saranno sufficienti. Studia quello che hano giòà detto experti sul proposito e leggi anche articoli in article directories. Se non sai che scrivere, parla di questo davanti al microfono del tuo PC. Siamo tutti bravi a parlare. Da quello che hai detto puoi ricavare uno e più articoli. Non dimenticare di aggiungere resource box con l’indirizzo del sito e anche spiegazione che là si può trovare molto ma molto di più sul argomento.   4/ Adesso fai video di questi articoli. Crea slide show con PowerPoint e poi leggi l’articolo passando da una all’altra fotografia. Questo si può fare con il Camtasia screen capture software.   5/ adesso trasforma ogni articolo in MP3 podcast. Semplicemente leggi il tuo articolo e registralo usando il programma del tuo PC o un altro come Audacity   6/ scrivi diversi press releases usando i titoli di tuoi articoli come il thema. In questo punto ti servirà creatività. Devi descrivere alcuni punti e poi aggiungere i collegamenti aisiti che sei interessato. KW come anchor texts!   Adesso si deve mandare tutto questo in siti specializzati. Molto comodo è submit automatico alle direttorie etc.   Una volta raggiunta massa critica di contenuto che collega i tuoi kw-s al tuo sito avrai una quantità di traffico da invidiare.

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Ott 30

Il libero mercato ha fallito nel creare benessere

 

Secondo uno studio congiunto tra Wto (World Trade Organisation) e Ilo (International Labour Organisation), il libero commercio ha fallito nel creare migliori condizioni di lavoro nei paesi in via di sviluppo. Al contrario avrebbe arricchito l’economia informale di nuovi posti di lavoro, con tutta l’insicurezza che li caratterizza: “ad una forte crescita nell’economia mondiale, non è per nulla seguito un corrispondente incremento nelle condizioni di lavoro e degli standard di vita per molti”. Secondo il rapporto della Wto e dell’Ilo, il lavoro informale nelle economie in via di sviluppo comprenderebbe tra il 30 ed il 90% della forza lavoro complessiva. “Il commercio ha contribuito alla crescita ed allo sviluppo ovunque” ha dichiarato Pascal Lamy, direttore della Wto, “ma questo non si è automaticamente tradotto in un miglioramento della qualità del lavoro”. Secondo Lamy “L’apertura dei mercati necessita di proprie politiche per creare buoni posti di lavoro. Questo è ancor più evidente con l’attuale crisi che ha ridotto il commercio ed cacciato molti nel lavoro informale”. Secondo il rapporto, la crescita dell’economia informale ha avuto inoltre l’effetto di impedire ai Paesi di diversificare le proprie economie e le proprie esportazioni, contribuendo alla depressione globale: “un incremento nell’incidenza del lavoro informale di 10 punti percentuali è equivalente alla riduzione nella diversificazione dell’export di un corrispondente 10%”. Oltretutto un’economia informale diffusa rende il Paese più vulnerabile a shock economici esterni. “Inoltre” continua il rapporto, “diverse stime suggeriscono che i Paesi con una dimensione dell’economia informale sopra la media sono tre volte più a rischio nel subire gli effetti avversi della crisi rispetto a quelli con tassi di informalità più bassi”.La domanda che sorge spontanea è… ma noi non l’avevamo detto? Motivo in più per attivarsi il 28 novembre prossimo, alla vigilia dell’apertura della Ministeriale Wto a Ginevra. Forse, oggi più che mai, è bene ricordare loro che non devono svendere il nostro futuro. Attivati anche tu e tieniti aggiornato su www.faircoop.net/faircoop

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Ott 30

Call center Phonemedia-Omega, 5mila persone senza paga da mesi

 

Q uella dei 5200 lavoratori del Gruppo Phonemedia è una storia di precarietà che va oltre il contratto precario. Oltre cinquemila dipendenti a tempo indeterminato di una delle più moderne società di telefonia per la vendita e la gestione di servizi a livello nazionale sparsi tra in tutta Italia sono da mesi senza stipendi. Ma ora i ragazzi, vista la bassissima età media dei lavoratori dei call center Phonemedia, hanno detto basta.

Così, da diversi giorni, lo stato di agitazione si è trasformato in scioperi e proteste in quasi tutti i centri. Ieri è stato il turno delle sedi di Monza e Catanzaro dove oltre mille lavoratori hanno manifestato contro la Omega Spa, società che ha recentemente rilevato il pacchetto di maggioranza dell’azienda. Contemporaneamente «avrebbe dovuto tenersi, presso l’Unità di crisi del Ministero dello Sviluppo Economico» spiegano i rappresentanti sindacali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil «l’incontro tra le segreterie nazionali dei sindacati, le RSU del Gruppo Phonemedia e i rappresentanti Omega Spa che però, all’ultimo momento, hanno ritenuto di non presentarsi, confermando così quella che è ormai una certezza: ovvero che si è in presenza di una proprietà totalmente inesistente». Tutto questo, come ci racconta Claudio da Catanzaro, «mentre la situazione nelle sedi, dove abbiamo ricevuto solo parte degli stipendi di agosto, sta degenerando con il rischio di trasformarsi in un problema di ordine pubblico e sociale, prima ancora che sindacale». Se a questo aggiungiamo che il Gruppo sta continuando a utilizzare finanziamenti pubblici per svariati milioni di euro, «con la scusa di creare “buona occupazione”», è ancor più evidente la gravità della situazione. Così, dopo gli ennesimi incontri programmati e regolarmente saltati per assenza della proprietà, i 5200 lavoratori hanno deciso di alzare il livello di protesta. Se ieri in tutte le sedi è stata giornata di assemblee permanenti, da oggi inizieranno gli scioperi. Le prime città a mobilitarsi, con uno sciopero per l’intero turno, saranno Vibo Valentia, Bologna e Biella. Domani stessa protesta è in programma a Pistoia, Novara e Catanzaro mentre venerdì sciopereranno i lavoratori di Monza, Ivrea e Trapani. Il 2 novembre, invece, è stato indetto lo sciopero generale di tutti i dipendenti Phonemedia.

Ieri, intanto, si è avuta un’anticipazione di quello che sarà con il blocco delle attività nei centri di Catanzaro e Monza al quale, nella tarda mattinata, è stato dato risalto con un corteo per le vie delle città. Per il traffico è stato il caos «ma questo era l’unico modo» racconta Claudio «per far capire alla proprietà e alle istituzioni che non si può giocare con la vita di quasi seimila persone».

Ma il “caso Phonemedia”, che da oggi sarà di dominio pubblico, non è certo scoppiato ora. Fin dal 2002, infatti, la gestione del gruppo nato a Novara ad opera di Fabrizio Cazzago non è mai stata particolarmente felice. Gli stipendi mai regolari, turni di lavoro massacranti, di ferie neanche a parlarne. Ma è alla fine del 2008, in piena crisi economica, che la situazione diventa insostenibile: la società continua a ricevere commesse, ad assumere personale e ad aprire nuove sedi. E’ qui che le fondamenta dell’azienda iniziano a scricchiolare pericolosamente, nonostante il lavoro degli “schiavi del 2000″, «vessati, ricattati, vittime di mobbing». Ma i clienti non pagano. Almeno questo racconta la società per motivare i ritardi negli stipendi. Le commesse sono basse e insufficienti, dice la proprietà, «e spesso accusano noi dipendenti di questo». Così, nel dicembre 2008, Phonemedia inizia a pagare gli stipendi in due tranche: una il 10, l’altra il 24 di ogni mese. Le tredicesime arrivano con mesi di ritardo. «Ma questo solo per i primi mesi». Da marzo del 2009, infatti, gli stipendi iniziano ad arrivare in date casuali, con ritardi anche di 10 giorni. Il che, per chi ha un mutuo o un affitto da pagare è un problema non da poco.

Neanche il passaggio di proprietà, con la cessione di Phonemedia al Gruppo Omega che ha nelle aziende in difficoltà da rastrellare sul mercato della crisi il suo boccone preferito, cambia la situazione.

«I vertici societari si intravedono nella sede novarese solo ai primi di settembre» raccontano i lavoratori in un documento inviato ai ministri Sacconi (Lavoro) e Scajola (Sviluppo) «e immediatamente decidono di sospendere i pagamenti degli stipendi». Ma la ciliegina della torta arriva a metà settembre: alcuni lavoratori si vedono accreditare le due tranche di agosto. Miracolo! Gridano i lavoratori. Errore! Ribattono dalla Omega: l’azienda reclama la restituzione della seconda tranche. «Scoppia il panico» raccontano i lavoratori. «La gente corre in banca per cercare di togliere i soldi dal conto per paura che scompaiano, gli sventurati che hanno conti bancari negli istituti dello stesso circuito della Omega si vedono stornato metà stipendio». E’ la goccia che fa traboccare il vaso. «Ora basta». E’ lo stato di agitazione. Che, da oggi, è diventato sciopero.

 

Daniele Nalbone

Liberazione 

28/10/2009

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Ott 30

nel paese della bugia, la verità è una malattia Gianni Rodari

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Sep 09

I prodotti Herbalife possono agevolare lo snellimento o la perdita di peso, se inseriti nell'ambito di una dieta ipocalorica controllata. Anche se alcuni prodotti Herbalife possono essere utilizzati in sostituzione di un pasto, essi non sono tuttavia destinati ad essere usati come sostituti dell'intera dieta di una persona, e dovrebbero essere integrati da almeno un pasto completo quotidiano.
I prodotti sono notificati al Ministero della Salute. La notifica non implica accettazione, da parte del Ministero della Salute, di qualsivoglia messaggio a carattere pubblicitario.
I prodotti non sono medicinali e non sono trattamento o cura di malattie.

Tutti o quasi, sanno che lavorare da casa è oggi in una fase di forte evoluzione e intraprendenza.
Fino a qualche anno fa una famiglia poteva vivere agiatamente in presenza di uno stipendio, ora è diventato molto difficile anche con due e le cause di questo fenomeno sono molteplici.
In primis aumenta di anno in anno il costo dei beni di prima necessità, chi fa la spesa tutti i giorni lo sa, anche le spese mediche, i trasporti e molti altri servizi aumentano generalmente di più di quanto aumentano i nostri stipendi. E c'è anche un altro motivo.
Per questo motivo Herbalife propone un sistema di lavoro da casa particolarmente utile ed efficace: provare per credere!

fonte: dieta-dimagrante.com » vai al post originale »

Ott 30

Disprezzo ecclesiale

Il provvedimento con il quale don Alessandro Santoro è stato sollevato, per decisione del vescovo di Firenze, dalla «cura pastorale» della Comunità delle Piagge, dopo che Alessandro aveva «celebrato» il matrimonio di una donna nata uomo, è un atto di disprezzo: nei confronti, ad esempio, di chi cerca di mettere in discussioni culture patriarcali e maschiliste o di chi pensa al Vangelo come un grimaldello con il quale promuovere, in modo molto laico, spazi di «cittadinanza attiva» come il centro sociale Il Pozzo.

Anche il modo, attraverso un comunicato stampa, con il quale l’arcivescovo Giuseppe Betori ha fatto sapere alla comunità delle Piagge la sua decisione ha il sapore dell’arroganza.

È stata colpita insomma l’idea di democrazia con cui quelli delle Piagge sono diventati negli anni una comunità, ma soprattutto un originale laboratorio di altra politica nella città [non è un caso che l’incontro promosso da Carta e altri, «Democrazia chilometro zero» sia stato ospitato alle Piagge il 10 e 11 ottobre],

La scelta radicale di Alessandro di stare accanto ai senza potere [migranti, rom, giovani e anziani di periferie dimenticate, detenuti] non ha ammesso eccezioni, ma non poteva essere accolta da tutti.

Il suo modo di essere promotore di una comunità di cittadini che si autorganizzano e di essere prete rappresenta un pensiero critico che merita di essere conosciuto e tutelato, persino dai non credenti.

«Di fronte al dio onnipotente e distante dall’uomo – ha detto Alessandro in un’intervista qualche anno fa – io proclamo il mio ateismo». Probabilmente saranno in molti, e non solo nella periferia di Firenze, in questi giorni a rendere noto il proprio ateismo.

Gianluca Carmosino

[27 Ottobre 2009]

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Alessandro Santoro, prete delle Piagge, sollevato dall’incarico

Il vescovo di Firenze ha sollevato Alessandro Santoro, prete della comunità delle Piagge di Firenze, dopo il matrimonio celebrato domenica 26 ottobre di una donna nata uomo.

Alessandro Santoro, prete della comunità di base della Piagge, di Firenze, è stato sollevato dalla «cura pastorale della comunità». Così la chiesa di Firenze, in un comunicato, prende posizione in merito alla celebrazione avvenuta domenica a Firenze dove don Santoro [da molto tempo «collaboratore» di Carta e promotore di iniziative come Democrazia chilometro zero] – ricorda il sito Altracitta.org – ha celebrato le nozze di una donna nata uomo. «Tale simulazione – si legge nella nota – è stata posta in atto da don Alessandro Santoro in contrasto con le disposizioni più volte dategli dai superiori, primo fra tutti il ‘precetto’ che gli fu formalmente intimato dal Cardinale Ennio Antonelli il 15 gennaio 2008, successivamente rinnovato nei colloqui e negli scritti intercorsi con l’Arcivescovo Giuseppe Betori». Un «atto – prosegue – che assume particolare gravità in quanto genera inganno nei riguardi delle due persone coinvolte, che hanno potuto ritenere di aver celebrato un sacramento laddove ciò era impossibile». «Gesti come quello posto da don Alessandro Santoro – si legge ancora – contraddicono il ministero di pastore di una comunità, per la quale il sacerdote deve rappresentare la voce autentica dell’insegnamento dottrinale e della prassi sacramentale della Chiesa cattolica». Dal punto di vista formale, la comunità delle Piagge era stata affidata ad Alessandro Santoro, come cappellania il 14 settembre 2006, ma presso la quale egli ha svolto azione pastorale fin dal 1994. L’Arcivescovo chiede a don Alessandro«di vivere un periodo di riflessione e di preghiera».

Pubblichiamo il racconto diffuso da altracitta.org della giornata di domenica 26 ottobre.

«Ieri alle Piagge si respirava un’atmosfera insolita per un matrimonio. Tutto era come sempre: le sedie messe in circolo, il grande crocefisso di legno, cartelloni, disegni e documenti a testimoniare le tante attività svolte dentro questo luogo di incontro, che è chiesa, scuola, redazione, sala riunioni. C’erano come sempre tanti bambini, seduti accanto al prete, dietro l’altare, più o meno silenziosi ma certo partecipi di un momento importante, forse storico. C’era la gente delle Piagge, raccolta e pensierosa, con l’animo in subbuglio e il fiato sospeso.

Perché ieri due persone consacravano la loro unione, già benedetta da trent’anni di amore e fiducia, ma un’altra unione era lì sull’altare, pronta al sacrificio in nome dell’obbedienza. Non quella al diritto canonico: l’obbedienza al precetto di amore del Vangelo. A questa obbedienza Santoro non può non adempiere, come ha spiegato durante la messa, ed è per fedeltà verso la sua gente che non ha potuto non celebrare questo matrimonio.

L’unione di Sandra e Fortunato, ha detto ancora Santoro, è amata da Dio. A questo proposito ha citato un episodio narrato negli Atti degli Apostoli, quando lo Spirito Santo discende anche sui non circoncisi. Un segno dell’accoglienza di Dio anche per i «non conformi», la stessa accoglienza che è stata alla base di tutta le azioni della Comunità delle Piagge, un modo di agire del resto ovvio, naturale e imprescindibile in un quartiere dove la realtà vera delle persone è fatta di passi falsi, incidenti, peccati ed omissioni. Come tutta la realtà umana.

Alessandro Santoro, prete, si è immerso in questa realtà difficile e spigolosa, l’ha condivisa, ci ha fatto a pugni, l’ha abbracciata, l’ha fatta sua. Certo anche a questo pensava nel lungo momento di preghiera e riflessione che lo ha visto appoggiarsi alla parete sotto la croce, con la testa fra le mani. Intanto il canto parla di cose passate a cui non pensare più, di cose nuove che fioriranno, e la commozione sale. Tanti hanno gli occhi lucidi, qualcuno piange apertamente. Il pensiero corre al dopo. Cosa succederà adesso, come reagirà la Curia? Sospensione, allontanamento? Qualunque cosa sarà, dovremo accettarla: su questo punto Santoro è fermo. Il matrimonio si celebra, gli anelli benedetti vengono scambiati, gli sposi si promettono amore e fedeltà. Tutti ci stringiamo le mani, in un abbraccio collettivo che è un flusso di energia e una promessa per il futuro. Continueremo, ci saremo, resisteremo. Anche se questo sacramento probabilmente sarà annullato, ricorda Santoro agli sposi, non lo sarà per noi, non lo sarà per Dio, che vi ama. Potremmo dire: l’uomo non separi ciò che Dio ha unito. Certi che vale anche per la Comunità delle Piagge».

 

[26 Ottobre 2009]

www.carta.org

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Ott 30

Ostia, massacrato di botte: «Sei frocio e comunista»

 

Frocio! Comunista! E giù botte. Calci in faccia fino a fratturargli il naso e sulla schiena fino a rompergli una costola. Vittima dell’aggressione, all’alba di sabato scorso, è stato un trentenne di Ostia. Erano le 4 del mattino quando il ragazzo, giornalista freelance per la rivista musicale “Rumore”, scende dal bus in via dei Romagnoli e attraversa il cavalcavia pedonale. Arrivato all’altezza della stazione Lido Nord viene immediatamente notato da tre giovani ragazzi. Evidentemente l’abbigliamento del giornalista, jeans attillati e giacchetta british, ha “colpito” il gruppetto che non ha perso tempo per etichettarlo come “frocio”. In pochi secondi scendono dal muretto dove erano seduti, salutano “romanamente” il «frocio e comunista» e iniziano a massacrarlo di botte. E’ l’ennesima aggressione omofoba, stavolta addirittura contro un eterosessuale colpevole di vestire “da gay”, che insanguina la Roma di Alemanno.

Quanto accaduto sabato mattina «è orrendo» commenta Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma. «Un assurdo episodio di intolleranza “causato” da un abbigliamento della vittima che ha fatto pensare ai suoi aggressori che fosse gay». E questo è bastato a scatenare il gruppetto di fascisti. «Dobbiamo tutti domandarci come è stato possibile arrivare a questo punto» continua Marrazzo, per il quale «contro questo clima di intolleranza occorrono risposte forti e immediate». Perché «Roma non ne può più». In questa frase è racchiusa tutta la rabbia e l’esasperazione di una città «che ha cambiato colore politico in nome di una presunta sicurezza» commenta Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay «e che ora si ritrova a sprofondare in un baratro indegno per quella che una volta era una Città Aperta». Oggi la Capitale è in mano a gruppi di neofascisti che si sentono legittimati, “impunibili”. «Dal cambio di Giunta sembra essersi intensificata una precisa attività criminale volta a dimostrare una rinnovata capacità di destabilizzazione, sociale e politica». Quello dell’omofobia sembra, oggi, essere diventato il terreno di scontro di una parte della destra che non accetta che quello che considerava il “suo” sindaco partecipi a fiaccolate in favore dei “froci”.

Al tempo stesso, a qualche parte dell’estrema destra sembra non andar giù la “legittimazione” politica ottenuta, stringendo mani, chiedendo e ottenendo soldi e patrocini, di alcune associazioni, vedi Casa Pound e Gens Romana dei camerati Iannone e Castellino, che ora si dicono non solo «dalla parte di Alemanno e Fini» ma che vedono nell’attuale sindaco di Roma «un punto di riferimento» e per il quale immaginano «un futuro da leader del centro-destra». Frasi e uscite come queste di certo non possono far piacere a chi, come Maurizio Boccacci, leader di Militia, ritiene che Roma sia passata, come recitano due striscioni apparsi a fine agosto su via Nomentana, «da città imperiale a città di froci e sionisti», eleggendo «Alemanno presidente onorario del frocio village». E’ proprio sulla «volontà che si sente nell’aria di alzare lo scontro, di alimentare un certo clima di tensione utilizzando le aggressioni nei confronti di gay, veri o presunti, come occasione di visibilità e di prova muscolare di presenza sociale» che si incentra la dura analisi dell’accaduto di Imma Battaglia, presidente di Gay Project. Tutto questo in uno scenario nazionale sempre più preoccupante dopo la dimostrazione, da parte del Governo italiano, di non voler affrontare con serietà l’ondata omotransfobica «della quale» afferma Mancuso «la classe politica, al di là delle solite e consuete parole di vicinanza, porta sulle spalle l’intera responsabilità». «Per non parlare della situazione a livello regionale» sottolinea Imma Battaglia «dopo la triste pagina che si sta scrivendo nel Lazio con il caso di Piero Marrazzo che sta producendo, ancora una volta, l’immagine distorta della realtà omosessuale e transessuale che rischia di creare danni irreparabili verso chi è più debole che rischia, sempre di più, di apparire come perverso». Intanto, dalla destra capitolina, insieme ai messaggi di solidarietà di circostanza al ragazzo aggredito, viene sciorinato un elenco di quanto fatto, in questi mesi di “emergenza omofobia”, dal Sindaco Alemanno: dal sostegno al Gay Village alla fiaccolata contro l’intolleranza. Peccato, però, che a tutto questo il primo cittadino romano abbia dato seguito dichiarando, dopo l’affossamento in parlamento del progetto di legge presentato da Paola Concia sull’omofobia, che «anche io avrei votato no». E per verificare i risultati dell’impegno di Alemanno e della sua Giunta, è sufficiente considerare che se ad agosto per essere accoltellati serviva che un uomo baciasse un altro uomo all’uscita da una festa dell’Estate Romana, a settembre, per essere oggetto di lancio di bombe carta, bastava essere seduti a un bar nella Gay Street. Ma ora, a fine ottobre, per essere massacrati di botte da un gruppo di fascisti non serve più essere gay ma basta essere vestiti da “frocio”.

 

Daniele Nalbone

Liberazione 27/10/2009

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Ott 30

nel paese della bugia, la verità è una malattia Gianni Rodari

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Ott 30

L’ ABI ha annunciato la sospensione delle rate di mutuo per le famiglie disagiate per un periodo di 1 anno.

Il "piano famiglie" fa seguito alla moratoria a favore delle aziende in difficoltà.
La sospensione delle rate si riferisce al mutuo relativo alla casa  a partire dal gennaio 2010.  Gli interessati, potranno fare domanda presso gli Istituti di credito che dovranno  concedere la sospensione per 1 anno, attingendo al "Fondo di Solidarietà"

Le categorie che ne avranno diritto sono: i disoccupati , i cassaintegrati, le categorie disagiate  ma anche chi ha dovuto cessare l’ attività  di lavoro autonomo.
L’ Associazione Bancaria ha registrato  un + 20% delle "sofferenze"  a causa della crisi  raggiungendo i 52 miliardi di Euro, di contro
si registra una frenata dei prestiti che mette in maggior difficoltà famiglie e aziende.

Le Associazioni di categoria chiedono che  venga riconosciuto un periodo di sospensione  18 mesi e non di 12 e che la moratoria sia applicabile anche alle famiglie che sono in affitto, dimostrando le difficoltà oggettive  a provvedere al pagamento.

                     Per  info  mail tofisco-blog@libero.it

fonte: http://blog.libero.it/Contabilizzando » Vai al post originale

Ott 30

28 ottobre 2009
Dalla Chiesa di Scientology, riceviamo e pubblichiamo:
In riferimento all’articolo “Scientology condannata per truffa”, precisiamo quanto segue:
In primo luogo, la Corte ha concluso oggi che la Chiesa di Scientology deve continuare a svolgere la sua attività religiosa in Francia. Non ha potuto ignorare il fatto che esiste una vasta comunità di Scientologist contenta [...]

fonte: www.comunicati-stampa.ws » Vai al post originale

Ott 30

I pensionati che dispongano di una pensione di anzianità o di reversibilità hanno la possibilità di richiedere finanziamenti e prestiti presso banche ed istituti di credito, avendo la possibilità di ottenere finanziamenti con condizioni agevolate.
Il Prestito a Pensionati, come indica il termine medesimo, è un [...]

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Ott 30

Vince il PRIMO PREMIO per la sezione giallo il romanzo OLIO di ANDREA MAZZON

Olio

di Andrea Mazzon

pp. 344

isbn 978-88-567-0664-2

euro 17.00

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Ott 30

Al via la 1° edizione del concorso riservato alla musica “di gusto”, che promuoverà nuovi talenti musicali lounge, smooth jazz e fusion

Canevel, casa vinicola che ha fatto dell’eccellenza la sua bandiera, produttrice dell’inimitabile spumante Valdobbiadene DOCG, lancia la prima edizione di Canevel Music Club. L’iniziativa è dedicata alla scoperta di nuovi talenti, gruppi o [...]

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Ott 30

Milano, 29 ottobre 2009 – Fairchild Semiconductor (NYSE: FCS), leader globale nei prodotti ad alte prestazioni in grado di garantire l’efficienza energetica, ha ricevuto da Assodel il premio Best Semiconductor Vendor in Italy per il 2009.
Questo prestigioso riconoscimento premia le aziende che hanno dimostrato un incessante e proattivo impegno nello sviluppo di [...]

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Ott 30

Il 21 novembre si terrà alla Venaria Reale il gran ballo Vienna sul Lago, un grande evento di solidarietà e cultura, organizzato dalla Marina Militare e da un Comitato senza scopo di lucro. Ai giovani protagonisti dell’evento, gli Allievi dell’Accademia Navale in particolare, verrà consentito di effettuare interessanti esperienze formative. Negli scorsi anni, ad esempio, [...]

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Ott 30

Il percorso di visita “La Reggia di Venaria – Teatro di Storia e Magnificenza” si pone in continuità con la grande mostra inaugurale del 2007, la più visitata in Italia, sulla corte sabauda fra Cinquecento e Settecento, ribadendo la scelta della storia e delle arti quale tema principale diventando in tal modo un luogo in [...]

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Ott 30

Tre letture per emozionare, dare speranza e soprattutto ricordare che l’arte è ancora viva e pulsante.
Parole eleganti e toccanti si sono sentite durante “Colazione a mezzanotte”, anteprima del Mediolanum Market Forum, parole con cui si è voluta aprire una giornata dedicata all’economia ed alla crisi. I versi di Giuseppe Ungaretti che hanno emozionato profondamente il [...]

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Ott 30

Grande successo per l’artista Silvio Pera chiamato da Porsche Italia ad esporre le sue opere. La mostra “AUTOPERAD’ARTE” si è svolta il 17 e 18 ottobre all’interno dell’Hospitality Porsche nell’Autodromo di Monza durante la finale della Carrera Cup Italia.
Protagoniste le vetture di Stoccarda dipinte su tela esaltate da una tecnica pittorica realistica e un’attenzione minuziosa [...]

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Ott 30

Dopo il nuovo decolleté da 40.000 € di Amy Winehouse, salta fuori un’altra spesa folle per la chirurgia estetica: Demi Moore avrebbe speso 225.000 € per tutti i suoi ritocchi a naso, zigomi, ginocchia, aumento del seno, rimodellamento della pancia e zampe di gallina.
A dispetto di questi eccessi da Vip, in Italia la maggiore Organizzazione [...]

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Ott 28

Un tempo spettava al lunedì il triste primato della giornata più sfibrante della settimana. Quella che ti prendeva dall’alveo delicato della domenica e ti precipitava nel frullatore del lavoro e del caos organizzativo. Ora non più. Ai tempi dei social network, della crisi e della terziarizzazione spinta, lo spauracchio di chi va al lavoro è diventato il martedì. Il giorno, dall’apparente aspetto gentile di chi arriva sempre secondo, ha così finito per svelare al mondo degli uffici la sua vera natura.

Ott 28

C’è una lobby potente che fa affari con l’amianto

Qual è il nome che potremmo dare alla lobby che da vent’anni è proficuamente impegnata a favore dell’amianto? Non sono soltanto industriali, né solo politici di destra o di sinistra. Lo schieramento è ingrossato da personaggi anonimi e potenti, che dall’ombra tessono senza sosta le fila di un disegno ben preciso, capace di bloccare una legge, far naufragare un fondo pensionistico, introdurre senza alcuna logica apparente un emendamento tale da svuotare un provvedimento legislativo di ogni significato. Con il tempo ho capito che l’assenza di logica è solo apparente. In realtà una logica c’è, ci deve essere. Non riesco a credere che tanti comportamenti ostativi siano casuali. Sembra che il disegno preveda che tutto cambi affinché, però, tutto resti uguale. Il “facimmo ammuina”, insomma […].

Volevo restare lontana dalla politica, ma non si può. Perché è qui che viene deciso il destino di migliaia di persone, nel bene e nel male. Ed è qui che bisogna venire per ritrovare il bandolo di una matassa altrimenti impossibile da sciogliere […]. Inizialmente avevo strutturato il mio lavoro con uno schema organizzativo. La legge per la messa al bando dell’amianto del 1992 doveva essere il mio faro. A partire da essa volevo rintracciare tutti quei provvedimenti legislativi successivi ad essa che hanno agito per la salvaguardia della salute pubblica. Tutti quelli di segno opposto mi avrebbero indicato chi rema contro questo processo. Ma non è stato affatto facile. Presto mi sono resa conto di essermi trovata in un labirinto dove le parti si erano invertite, i “buoni” erano diventati “cattivi”e viceversa. Senza contare che esiste un sottobosco di leggi regionali, ordinanze prefettizie e comunali che si annullano a vicenda e che mi hanno fatto perdere il filo. Mi sono resa conto che non sempre è vero che scripta manent . Nella vicenda amianto le parole scritte possono valere davvero poco. Allora ho deciso di cambiare strategia. E ho cercato gli uomini e le donne che della tutela della salute pubblica hanno fatto una battaglia di vita.

Per chi si occupa d’ambiente Felice Casson è un nome che fa tornare subito in mente Porto Marghera […]. L’ho ritrovato seduto ai banchi della Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito e lo ritrovo come firmatario del primo disegno di legge depositato durante il nuovo governo Berlusconi. Un disegno di legge sull’amianto […]. Il 19 marzo 2009 l’ex giudice prende la parola al Senato: «Per un processo che inizia in Piemonte sulle vittime dell’amianto sono decine e decine le indagini ferme in tutta Italia: dalla Sicilia alla Sardegna, dalle Puglie al Lazio, dalla Liguria al Friuli, dall’Emilia Romagna al Veneto e alla Campania. Migliaia di ammalati e morti in tutta Italia, oltre quattromila decessi l’anno, quattro volte i morti causati dagli infortuni sul lavoro, ancora di più rispetto alle uccisioni dovute alla criminalità organizzata. Indagini e processi difficili abbandonati in uffici giudiziari sprovvisti di mezzi e inadeguati ad affrontare una delle maggiori stragi dell’era contemporanea, con la previsione di un picco per i decessi intorno al 2015-2020». Questa legge (di tutela delle vittime, ndr ) che dovrebbe tutelare le vittime della strage bianca è una vicenda a tratti misteriosa. È come una carrozza su cui vedo salire di volta in volta nuovi paladini. Il loro ruolo dura poco, qualche settimana al massimo, poi se ne dimenticano. Si distraggono, chissà. Avranno troppi impegni. È il caso del senatore Luigi Collino, del Popolo della libertà. Sua la firma dell’ennesimo progetto di legge. Personalmente gli sono stata dietro per quattro mesi, poi ho mollato. Gli ho telefonato due volte la settimana, da gennaio ad aprile. Mi chiedo: perché un senatore che si prende carico di un problema, tanto da scrivere e firmare un disegno di legge poi non lotta tenace mente per portarlo in discussione in aula? «Certo che lotto tenacemente» mi ha risposto l’ultima volta che ci siamo sentiti, a fine aprile. «Ma non dipende certo da me la calendarizzazione dei disegni di legge. Non ci sono solo io a proporre testi per la discussione». Sarà. A me continua a sembrare inverosimile che un senatore, tra l’altro della maggioranza governativa, non riesca a portare a casa il risultato.

da “Amianto. Storia di un serial killer” della scrittrice e giornalista Stefania Divertito (Edizioni Ambiente, pp. 200, euro 14) 

Stefania Divertito

Liberazione

25/10/2009

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute » Vai al post originale