Considerazioni di similitudine Resistenza contro i decreti razzisti del governo. riceviamo e pubblichiamo




Feb 28

Preferisco di no

Secondo un sondaggio online, l’85 per cento dei medici italiani è contrario all’emendamento Bricolo che abolisce il divieto di segnalare i migranti irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie.

I sindacati di polizia contestano le ronde; gli insegnanti i tagli della «controriforma» Gelmini e c’è da scommettere che né le nuove centrali nucleari né il redivivo Ponte sullo Stretto saranno ingoiati tanto facilmente dai cittadini delle zone coinvolte.

Il governo ha scelto il pennello della crisi globale per verniciare di necessità e urgenza qualsiasi grande operetta, anche quelle elaborate otto anni fa, ai tempi del contratto con gli italiani. E’ una vernice sottile, non coprente, consumata perché già usata anche per mascherare le norme dei vari pacchetti sicurezza.

Basta un graffio – gli abitanti di Lampedusa che contestano il Cie di Maroni o le Regioni che elaborano un documento contro il ddl Carfagna – per rovinare la patinatura degli spot di governo.

Accade però anche dell’altro. Per esempio che migranti e cittadini italiani si trovino assieme per protestare contro il pacchetto sicurezza. E’ accaduto a Roma e a Milano e accadrà di nuovo, in primavera. Oppure che in tutti i consultori, gli ambulatori e le Asl si moltiplichino i cartelli che dicono che «in questa struttura non si denuncia nessuno».

Medici e infermieri continuano a fare il loro lavoro come se niente fosse, e così, dicono, continueranno a farlo anche se e quando l’emendamento Bricolo diventasse legge dello stato. Una disobbedienza silenziosa, efficace, diffusa. Disarmante come la risposta di Bartleby, lo scrivano di Herman Melville. E altrettanto reiterabile davanti al Maroni o allo Scajola di turno.

Enzo Mangini

[25 Febbraio 2009]

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fonte: blog.libero.it/lavoroesalute » Vai al post originale





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