Il bilancio della strage di ieri: 3 morti e un ferito grave
Due operai, entrambi rumeni, folgorati in aperta campagna e lasciati per quasi due ore appesi, immobili nel vento, sopra il tetto della cascina che stavano ristrutturando, un altro morto ad Anagni in circostanze ancora da chiarire e un altro bruciato dall’acido sul quaranta per cento del corpo. E’ questo il tragico bilancio di ieri per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. Il primo incidente è accaduto in una cascina nei pressi di Pavia, mentre il secondo a Treviglio in provincia di Bergamo.
Nessuno si è accorto dei due giovani operai romeni, fino a quando non è passato un contadino alla guida del suo trattore. Ha visto i corpi riversi nel cestello elevatore a 6 metri di altezza e ha cercato un telefono per chiamare i soccorsi. Per i due non c’era più nulla da fare. Sono stati uccisi da una scarica elettrica provocata dal contatto del cestello elevatore, su cui stavano operando, con i cavi dell’alta tensione. Non hanno avuto scampo ma anche se ci fosse stato per loro un filo di speranza, il ritardo con cui è stato dato l’allarme lo ha annullato. Difficile stabilire la loro identità in quanto erano privi di documenti. Si sa che erano entrambi trentenni e che uno era il titolare di una piccola impresa edile e l’altro il suo aiutante. Abitavano a Broni e si occupavano spesso di ristrutturazioni e coperture. Lo stesso lavoro che stavano facendo nella cascina di Mede. La dinamica dell’infortunio mortale è stata ricostruita anche sulla base dell’ orario dell’interruzione dell’energia elettrica. Nessuno è stato testimone dell’incidente accaduto intorno 13,30 perchè quello è il momento in cui l’energia è saltata in tutta la zona. Ma dalla centralina è stata ripristinata senza problemi perchè la piattaforma, forse per il peso dei due corpi, si è spostata dai cavi. Il recupero dei due uomini, dopo l’allarme lanciato da un contadino intorno alle 15 e dieci, è stato difficoltoso, tanto che si è dovuta interrompere di nuovo l’energia.
AVeva 46 anni l’operaio morto nel pomeriggio di ieri ad Anagni, in provincia di Frosinone, in seguito a un incidente sul lavoro avvenuto alla Siderpali, una fabbrica che produce pali di vari materiali. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio dei carabinieri. Non si sa se l’operaio deceduto, Nazzareno Monti, sia stato colpito da un palo o da altro. Quando sono arrivati gli operatori del 118 l’operaio era già morto. Nazzareno Monti, originario di Anagni, viveva a Valmontone, in provincia di Roma.
Un operaio, infine, è rimasto gravemente ustionato in un incidente sul lavoro, a causa dell’acido fluoridrico che sarebbe fuoriuscito da alcuni contenitori maneggiati mentre lavorava in un’azienda chimica di via Casirate Vecchia a Treviglio. L’uomo è stato subito soccorso e medicato all’ospedale di Treviglio, poi viste le gravi ustioni su almeno il 40% del corpo, è stato trasportato al Niguarda di Milano e ricoverato in prognosi riservata. Ancora non si conoscono le cause dell’incidente e la dinamica, al vaglio dei tecnici dell’Asl e della direzione provinciale del lavoro. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della locale Compagnia.
Secondo l’ex parlamentare del Pdci Gianni Pagliarini oggi responsabile Lavoro del partito, «il governo ha drasticamente abbassato la guardia su quanto accade ogni giorno nei luoghi di lavoro». «Nell’esprimere le condoglianze ai familiari delle vittime, Pagliarini sottolinea che «si tratta di una strage quotidiana alla quale il Governo guarda addirittura con cinismo a giudicare dalla volontà, già manifestata, di voler presentare una nuova legge che stravolge il Testo Unico per la sicurezza varato dal precedente esecutivo guidato da Prodi».
Valeria Raffaelli
Liberazione
30/6/09
fonte: blog.libero.it/lavoroesalute » Vai al post originale